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Paterson (Jarmusch, 2016)


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44 replies to this topic

#21 Bandit

Bandit

    Lorenzo Righetto

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Inviato 08 febbraio 2017 - 13:57

Eccezionale anche per me, non capisco cosa c'entrino il "brutto della realtà", il "vuoto delle vite", io ho percepito proprio il contrario. Mi sembra una continuazione naturale di "Only Lovers Left Alive" in chiave più radicale e meno folkloristica.

 

Subito riconoscibile uno dei luoghi storici dei Soprano!


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#22 Tom

Tom

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Inviato 09 febbraio 2017 - 13:10

Mi sono accorto che Jarmusch e' forse l'unico regista di lungo corso di cui mi piacciono tutti i film.

Anche questo, naturalmente.

 

Curiosa e significativa la varieta' di letture, qui e altrove, con opinioni diverse anche tra chi lo ha apprezzato.

Come comanda l'aria che tira, molto gettonata la lettura dark. La vita di Paterson come piccolo inferno della mediocrita'.

A me invece Jarmusch sembra continuare il discorso paradossalmente ottimista del film precedente. E' il suo film piu' sorridente dai tempi di Taxisti di notte (ah si', mi piace pure quello). Uno sguardo sulla mediocrita', si', ma uno sguardo affettuoso e partecipe. 

E' un film arty, per tono e temi, che pero' del cinema arty rifiuta la tendenza di urlarti in faccia la sua artisticita'. Trovare patetiche o interessanti le poesie del protagonista dipende dalla disponibilita' dello spettatore. Jarmusch non impone niente, neanche a livello visivo, come nella visualizzazione neutrale del poetare del protagonista con un'estetica da video new-age di youtube.

 

La silenziosa rivalita' tra il protagonista e il cane mi ha fatto morire, in un paio di scene ho proprio riso.

Adorabile la fidanzata svanita, nel suo delirio bianco e nero. Bellissima lei, con un'ultra-sexi accento iraniano (ahia').

Sembrera' strano, ma non mi ero mai reso conto di che armadio d'uomo sia Driver.

 

Ozu siceramente non ce l'ho visto. Mi sembra roba piu' affine ad un certo tipo di cinema europeo flaneur: Ioselliani, Kaurismaki, Andersson, quella gente li'. Con meno aristocraticita' europea e piu' proletarieta' americana. E infatti a ben vedere e' cinema americano classico nel linguaggio. Quello che se, ad esempio,  il protagonista ha un'inaspettata reazione ad un evento (disarmare un tipo), poi basta inquadrare una foto nella scena successiva (foto da militare) per contestualizzare l'accaduto.


  • 6

#23 Giubbo

Giubbo

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Inviato 23 febbraio 2017 - 08:42

anche a me ha ricordato Kaurismaki, anche per la comicità non sboccata del cane (in un film americano medio il cane sarebbe stato protagonista di scenette assurde ed improbabili).

 

ed anch'io, come Tom, penso che le possibilità di lettura del film siano molteplici, non solo da persona a persona, ma anche da giorno a giorno, per la stessa persona.

 

ad esempio, io tra tutti i miei amici che l'hanno visto, ero l'unico che ha pensato:

 

Spoiler

  • 2

#24 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 23 febbraio 2017 - 09:12

Le ali dell'entusiamo ormai sono sempre più ampie. Se un film è poco poco buono diventa un capolavoro.

Ieri toccava a un Gomes qualunque e oggi tocca a un (almeno lui) grande regista come Jarmush.

Gira un film sul minimo, sul quotidiano e sul fatto che la vita fondamentalmente è una rottura di cazzo. E se sbagli chi ti sta attorno devi pure far finta che ti vada bene, e che anche se scrivi poesie (diciamocelo, così così) poi c'è sempre qualcosa che può disintegrare tutte le tue parole.
Non è nemmeno l'elogio del looser, perché è più l'elegia del looser.


6,5 perché le dissolvenze incrociate e le scritte sono davvero tremende. Altrimenti 6/7.
Jarmush per fortuna ha fatto di meglio.


  • 1

#25 William Blake

William Blake

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Inviato 23 febbraio 2017 - 10:14

Però la grandezza del film non sta solo nel fatto che gira "un film su..." ma anche e soprattutto su tutto quello che richiama. È un film veramente polisemico e soggettivo e vive e si amplifica proprio a queste caratteristiche come fa una poesia. L'altro giorno un'amica di un'amica parlava di un film che aveva visto (Paterson, appunto) e lei era stata conquistata proprio dalla linearità che racconta la vita di tutti i giorni: per lei era senza dubbio un film positivo che trattava 'le piccole cose' come piccole gioie. Altro che rottura di cazzo...
Poi le poesie saranno anche così e così (ma io non faccio testo perché molta poesia contemporanea per me è così così) ma sono di uno dei più importanti poeti contemporanei americani.

Su Kaurismaki: i due sono quasi coetanei e l'influenza può essere reciproca e sicuramente l'ironia usata da JJ è scandinava. Ozu però continua a parermi la guida spirituale di questo cinema che cerca di fermare il tempo per contemplarne il tranquillo svolgimento. È la sostanza delle immagini che mi sembra ozuiana
  • 3
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#26 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 23 febbraio 2017 - 10:38

Vero, è un film che ha una sua profondità. Ripeto, stiamo parlando di Jarmush, e di conseguenza mi vien da pensare che ci sia della sostanza.

Ma si deve pure far attenzione a non andare in profondità senza guardare la superficie. Sennò il rischio sono i voli pindarici (non tanto per quello che hai scritto tu, ovvio, ma quello che hanno scritto tutti, o quasi, su questo film) sulla poetica del quotidiano e poi magari non ci si sofferma sul senso di quelle dissolvenze incrociate brutte brutte. O sul fatto che è sicuramente un buon film, ma se questo è un capolavoro ci si deve mettere lì a tavolino e  inventarsi una parola per un film come Dead Man. Perché capolavoro non andrebbe bene e sarebbe sminuente.

 

La tua amica ha ragione eh, racconta la vita di tutti i giorni, è un film anche positivo. Perché quello è Jarmush al 100% e riesce a rendere la vita e le sue contraddizioni sullo schermo. Non so quanti altri avrebbero saputo inventarsi una coppia così assurda. Perché lei, diciamocelo bene, nel film è una rincoglionita. Ma come tante persone nel mondo. Che cercano una strada senza trovarla.

Che però vanno avanti.

(non dare un'accezione troppo negativa a rincoglionita)

E lui si deve sucare quella cosa, di aver vicino una persona "sbagliata" (nel rapporto, di nuovo perfetto, il cane che sta in mezzo). Ma a cui con tutta probabilità vuole anche bene.

Ecco io parlo di questo tipo di rotture di cazzo. Che son poi la vita.

 

Sulle poesie... beh, non faccio nomi perché non è il caso, ma l'atro ieri mi bevevo un caffè con uno studioso abbastanza noto che mi raccontava che aveva scritto, appena visto il film tempo fa, una riflessione. E al centro della riflessione c'era il fatto che questo personaggio si elevava nella poesia pur scrivendo delle cose orrende. Ecco, poi rientrato a casa ha letto da qualche parte che le poesie in realtà son di Ron Padgett... e ecco, poi ha cambiato il testo prima della pubblicazione.

Non so, io invece mastico un pochino la poesia contemporanea (pochissimo in realtà) ma allo stesso tempo non saprei giudicare quei versi. Però avrei da ridire sul testo sull'immagine.

 

Insomma, a parlarne vengono fuori tante cose belle. A dimostrazione che è un buon film per me.

Ma rimane il fatto che il tempo lo ridimensionerà un bel po'.

 

 

 

p.s. ho usato un linguaggio un scurrile, scusa. ^_^  


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#27 William Blake

William Blake

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Inviato 23 febbraio 2017 - 12:07

Ma le dissolvenze incrociate orrende lo sono per te, perdonami xD quando iniziano e partono le pulsazioni elettroniche degli Sqürl, là ho capito che Jarmusch aveva grandi ambizioni per questo film. È stata la prima epifania di tante. E se ti fermi alla superficie non lo puoi capire Paterson, dai: in questo è poetico, perché pretende l'analisi

Poi "scriveva cose orrende" significa che si ha poca idea di cosa sia la poesia americana contemporanea xD
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#28 bELLE ELLEish

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Inviato 23 febbraio 2017 - 13:10

Sulle poesie... beh, non faccio nomi perché non è il caso, ma l'atro ieri mi bevevo un caffè con uno studioso abbastanza noto che mi raccontava che aveva scritto, appena visto il film tempo fa, una riflessione. E al centro della riflessione c'era il fatto che questo personaggio si elevava nella poesia pur scrivendo delle cose orrende. Ecco, poi rientrato a casa ha letto da qualche parte che le poesie in realtà son di Ron Padgett... e ecco, poi ha cambiato il testo prima della pubblicazione.

Non so, io invece mastico un pochino la poesia contemporanea (pochissimo in realtà) 

 

Presto vedrò anche io questo film e sono un po' preoccupato. Forse lo sapete o forse vi è sfuggito come l'autore delle poesie, sta di fatto che Paterson è anche un ciclo di poemi di William Carlos Williams, uno dei pochi poeti di quello spazio e di quel tempo che un po' conosco e che molto mi ispira. Non mi è ancora chiaro quale e quanto profondo sia il legame con il film, ma già nel trailer ero abbastanza a disagio con la realtà (in almeno due sensi) delle poesie che apparivano.

Sarebbe bello parlarne più ampiamente poi


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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#29 lazlotoz

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Inviato 23 febbraio 2017 - 13:12

Certo che ti perdono... per così poco.

Ma questa cosa però va capita, se son brutte o belle ste dissolvenze? Altrimenti siamo solamente al piano del mi piace non mi piace ... 

Capiamo l'intenzione di Jarmush, e anche il fatto che son un po' uno stilema suo. 

Tanto basta perché davvero altrimenti è solo un parlare di gusti.

 

Sulla questione della superficie intendevo dire che secondo me questo è uno di quei film che a parlarne diventa un capolavoro assoluto, perché ha sicuramente delle cose valide e solide di cui discutere... ma che poi te lo rivedi fra due mesi e dici: "tutto qui?"

Perché quello è un po' il rischio di parlare dei film, di caricarli di senso, di valori, che poi invece non sono nella "superficie" filmica. 

 

Sul fatto delle epifanie, beh, buon per te! Sicuramente sono aspetti super personali e che quando capitano ti rendono felice. In questo film a me non è scattata quella scintilla.

 

I poeti che brutte creature mi vien da dire. E quelle di Paterson me le vado a rileggere. Che a me su due piedi non mi han fatto alcun effetto. Ma su questo invece son molto fiducioso sul mio errore di valutazione. 


  • 0

#30 lazlotoz

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Inviato 23 febbraio 2017 - 13:14

 

Sulle poesie... beh, non faccio nomi perché non è il caso, ma l'atro ieri mi bevevo un caffè con uno studioso abbastanza noto che mi raccontava che aveva scritto, appena visto il film tempo fa, una riflessione. E al centro della riflessione c'era il fatto che questo personaggio si elevava nella poesia pur scrivendo delle cose orrende. Ecco, poi rientrato a casa ha letto da qualche parte che le poesie in realtà son di Ron Padgett... e ecco, poi ha cambiato il testo prima della pubblicazione.

Non so, io invece mastico un pochino la poesia contemporanea (pochissimo in realtà) 

 

Presto vedrò anche io questo film e sono un po' preoccupato. Forse lo sapete o forse vi è sfuggito come l'autore delle poesie, sta di fatto che Paterson è anche un ciclo di poemi di William Carlos Williams, uno dei pochi poeti di quello spazio e di quel tempo che un po' conosco e che molto mi ispira. Non mi è ancora chiaro quale e quanto profondo sia il legame con il film, ma già nel trailer ero abbastanza a disagio con la realtà (in almeno due sensi) delle poesie che apparivano.

Sarebbe bello parlarne più ampiamente poi

 

Vedilo e scrivine qui se conosci Williams.

 

E no, se vedi il film non può sfuggirti il legame fra Paterson e WCW.


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#31 piersa

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Inviato 23 febbraio 2017 - 13:22

Quando Paterson manda a stendere la fidanza (orrendamente doppiata con quella vocina asmr) scatta l'applauso. Per il resto a me risulta come un passo indietro, forse necessario perché tra una cosa e l'altra, i ventenni che ci esaltavamo con Dead Man adesso sono quarantenni e quasi due generazioni si sono perse un regista che sembrava dover toccare vette pari alle sue meches e invece qui riavvolge il nastro e si torna dalle parti del divano-volante di stranger than paradise. L'ho apprezzato di più nei due ultimi film mai distribuiti in Italia. Ma vivere a NY di sicuro costa caro, per quanto Paterson sia un Jarmusch 100%.


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#32 lazlotoz

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Inviato 23 febbraio 2017 - 14:23

Quando Paterson manda a stendere la fidanza (orrendamente doppiata con quella vocina asmr) scatta l'applauso. Per il resto a me risulta come un passo indietro, forse necessario perché tra una cosa e l'altra, i ventenni che ci esaltavamo con Dead Man adesso sono quarantenni e quasi due generazioni si sono perse un regista che sembrava dover toccare vette pari alle sue meches e invece qui riavvolge il nastro e si torna dalle parti del divano-volante di stranger than paradise. L'ho apprezzato di più nei due ultimi film mai distribuiti in Italia. Ma vivere a NY di sicuro costa caro, per quanto Paterson sia un Jarmusch 100%.

Concordo in tutto (non la vocina che lo vidi in V.O.) solo ci tengo a sottolineare che quando vidi Dead Man ne avevo 14 di anni e i quaranta sono ancora ben lontani.

Però sì, la questione secondo me è anche quella. Io Jarmush comunque lo difenderei sempre, perché fa parte del mio DNA cinematografico ma soprattutto perché non si è perso come altri miei miti di ragazzino (Burton su tutti). Anzi ha sempre ben presente dove andare a parare.

Però Only Lovers left alive, per dire, ho l'impressione che si mangi Paterson anche in un matinée di periferia.


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#33 William Blake

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Inviato 23 febbraio 2017 - 20:52

Certo che ti perdono... per così poco.

Ma questa cosa però va capita, se son brutte o belle ste dissolvenze? Altrimenti siamo solamente al piano del mi piace non mi piace ... 

Capiamo l'intenzione di Jarmush, e anche il fatto che son un po' uno stilema suo. 

Tanto basta perché davvero altrimenti è solo un parlare di gusti.

 

 

beh dell'intenzione e del significato ho già scritto :D invece sulle scritte già capisco di più ma a me sembrano un effetto naturalisticamente naif, un po' come la spontaneità dell'ispirazione di Paterson. sono quelle caratteristiche che out of contest sono brrr ma contestualizzate hanno senso. mi vengono in mente le facce da angioletto sul manto stellato ne "L'estate di Kikujiro" asd

 

Sulla questione della superficie intendevo dire che secondo me questo è uno di quei film che a parlarne diventa un capolavoro assoluto, perché ha sicuramente delle cose valide e solide di cui discutere... ma che poi te lo rivedi fra due mesi e dici: "tutto qui?"

Perché quello è un po' il rischio di parlare dei film, di caricarli di senso, di valori, che poi invece non sono nella "superficie" filmica. 

 

 

capisco perfettamente il succo del discorso. 

posso dirti che a me è capitato di rivedere film che mi erano piaciuti seppur con riserva e che, col tempo, mi erano cresciuti perché li avevo oltremodo intellettualizzati: ma quando le lacune che avevo colto a prima visione erano rimaste tutte, il mio giudizio ne usciva essenzialmente immutato. in questo caso la superficie filmica mi pare esprima questi valori di cui si parla... anzi ci siano aspetti su cui Jarmusch insiste abbastanza platealmente.


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#34 piersa

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Inviato 24 febbraio 2017 - 03:51

solo ci tengo a sottolineare che quando vidi Dead Man ne avevo 14 di anni e i quaranta sono ancora ben lontani.


Beh, chapeau. Un adolescente che si innamora di Jarmusch non è un fatto trascurabile, è più notevole di Paterson stesso, pur essendo una medesima "poesia del quotidiano banale".
  • 0

#35 solaris

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Inviato 26 marzo 2017 - 12:30

Mi pare d'aver intuito dove voglia andare a parare dopo 15 min e la tesi mi fa incazzare, ho spento d'impulso.

Proseguo zittendomi o no?


  • 0

#36 piersa

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Inviato 26 marzo 2017 - 12:48

Sí, perde tutto, spegni pure asd
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#37 ravel

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Inviato 26 marzo 2017 - 13:45

Mi pare d'aver intuito dove voglia andare a parare dopo 15 min e la tesi mi fa incazzare, ho spento d'impulso.

Proseguo zittendomi o no?

 

Oddio... in realtà non è tanto importante dove uno voglia andare a parare, quanto come uno voglia (e "riesca a", se riesce... ) andare dove vuole andare a parare.
E questo non si può comprendere se si spegne.

Ma probabilmente è proprio questo come che non ti interessa, e quindi alla fine la risposta si sposta soltanto un passo indietro e rimane, però, la medesima...


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#38 solaris

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Inviato 26 marzo 2017 - 13:50

Non sto parlando di trama. Grazie piersa, sempre impeccabile.


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#39 ravel

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Inviato 26 marzo 2017 - 14:26

Non sto parlando di trama.

 

Be', ma era ovvio che "non stavi parlando di trama"! (Mica ti consideravo uno scemo, dài... :))
Oltretutto è chiaro da subito che "trama" non ce n'è.

 

Nemmeno io, quindi, "stavo parlando di trama"...


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#40 solaris

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Inviato 01 aprile 2017 - 21:19

Alla fine l'ho chiuso*.

Tratta aspetti cruciali superficialmente, dà cose per scontate, accenna arroganti derisioni che immediatamente ritratta, ipotizza una mediocrità che mediocrità non è e vergognandosene si ferma prima di dirne qualcosa per davvero. Bara continuamente, con quegli incontri irreali e quei caratteri in due dimensioni.

Un film mediocre sulla mediocrità del quotidiano. Il coltello è spuntato e non affonda mai. O è solo la mia mediocrità a rendermelo antipatico poiché radicalmente diverso?

 

 

p.s. un piccolo applauso se il finto calligrafico con le lettere tutte uguali è stato voluto

 

 

* se qualcuno visti i commenti in giro dovesse chiedersi il motivo di tanto accanimento: perché è un tema che sento


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