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Solange - A Seat At The Table 2016 (Saint/columbia. 2016)


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53 replies to this topic

#41 vuvu

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Inviato 28 febbraio 2019 - 11:41

La bomba che mi renderà felice per tutto il weekend:

 

http://www.blackplanet.com/solange/


  • 1

"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#42 vuvu

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Inviato 01 marzo 2019 - 10:32

E' uscito stamattina, e sto godendo molto:

 


  • 1

"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#43 Trespy Sledge

Trespy Sledge

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Inviato 01 marzo 2019 - 11:44

Bene, bene, oggi pomeriggio ho un'oretta da solo in ufficio e lo provo subito


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#44 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 01 marzo 2019 - 12:55

Io sto già prevedendo un effetto "blonde" parte seconda!

 

Mettiamola così: al terzo ascolto posso dire che mi sta piacendo abbastanza perché tutto sommato rientra nei miei canoni - suoni e atmosfere sono clamorosi, beat avvolgenti, ospiti calibratissimi e lei sempre in grado di condurre il tutto senza mai strafare. Diciamo però che stavolta non ha scritto una "canzone" manco per sbaglio, e non certo per mancanza di capacità quanto proprio per scelta stilistica (esattamente come l'amichetto Ocean). Mi sembra che abbia ascoltato tanto Thundercat, ma anche Sun Ra e Alice Coltrane, e poi abbia deciso di creare una sorta di "fusion-r&b" non tanto dal punto di vista della strumentazione jazz o di armonie particolarmente complesse (anche se per un disco r&b ci sono momenti alquanto "sbilenchi"), quanto di montaggio delle tracce - che sono tutte brevi e scollegate - e con i soliti intermezzi dove non si capisce mai quando ne inizia uno e ne finisce un altro.

 

Insomma, il classico testamento artistico di un'autrice che ha trovato il proprio stile, ha il coraggio di mandarlo avanti per i cazzi suoi e ha tutti i mezzi a disposizione per realizzarlo ben sapendo che il pubblico la seguirà (altresì detto: la kriptonite per il nostro Floods asd ).


  • 1
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#45 Cyclo

Cyclo

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Inviato 02 marzo 2019 - 18:51

Qualora venisse riproposta una battle dei pezzi corti, questo è un album da saccheggiare!

 

Lo sto ascoltando per la prima volta ma non in cuffia. A me sta piacendo; forse non ci sono le canzoni propriamente dette, ma come melodie e suoni è decisamente intrigante.

Interessante e decisamente in controtendenza la scelta di non ospitare praticamente nessun featuring.


  • 0

ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 

#46 LurkerFakeTroll

LurkerFakeTroll

    Re (Salmone) di aringhe

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Inviato 06 marzo 2019 - 17:16

Qualora venisse riproposta una battle dei pezzi corti, questo è un album da saccheggiare!

 

Pensato subito anche io (ovvio).

 

Ogni volta che Dev Hynes impara qualcosa e migliora, Solange se ne esce con un disco più fico del precedente Blood Orange. Negro Swan l'anno scorso l'ho messo in classi...


  • 0

Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you

#47 vuvu

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Inviato 06 marzo 2019 - 18:09

In arrivo - quasi immediato - la recensione. E Dio maledica le uscite improvvise e le sentenze facili, quest'ultime stavano confondendo anche me.

 

Non sarà "ricco" come il precedente, ma questo disco merita di essere sviscerato con calma. Ascolti e ancora riascolti. Alla fine mi è piaciuto ed è un lavoro curatissimo, alcune ballad poi mi spediscono in orbita, non attorno alla Terra o alla Luna ma parecchio più lontano.

 

Album poi molto Thundercat oriented, ed estremamente coraggioso. 

 

Spoilero il voto: 7.

 

Pieno.  


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"L'intensità del rumore provoca ostilità, sfinimento, narcisismo, panico e una strana narcosi." (Adam Knieste, cit.)

 

"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#48 Damy

Damy

    pophead

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Inviato 06 marzo 2019 - 20:19

Io invece sono sceso verso il 6 e non mi sento di andare proprio oltre (fortuna appunto che la recensione non spetta a me! :P ).

 

Apprezzo il modo del tutto personale in cui Solange è arrivata a fare un lavoro del genere, non la si può certo screditare a priori vista la fantasia che mostra nel rimontare queste migliaia di tracks registrate e per come ci filtra attorno una produzione liquida e curata. Ma nonostante tutto non riesco proprio a gustarmi il disco come vorrei, anzi inizia quasi a irritarmi. A volte ci sono esperimenti meticci e vie di mezzo che funzionano alla grande, altre volte invece rimane nell'aria un senso di incompiutezza e di pensierini troppo aleatori, quasi da diario segreto che non vuole farsi aprire. Questa sorta di fusione tra beat hip-hop, alt-soul/r&b e jazz secondo me non rende giustizia a nessuno dei generi coinvolti, ed è un peccato perché in teoria sarebbe potuto essere un bellissimo esperimento e i suoni di per sé erano già belli e pronti - Sound Of Rain per dire ha degli fx favolosi, ma poi lungo tutto il pezzo non succede nulla. Farò il vecchio rockista, ma se avesse avuto dei musicisti in studio in pianta stabile invece di passare mesi da sola di fronte al computer a rimontare i pezzi del puzzle forse ne sarebbe uscito un lavoro un po' più solido e "compiuto". Certo capisco che quella non era assolutamente la sua intenzione.

 

 

Spoiler

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#49 Bustrofedico

Bustrofedico

    Schiavo Dell'Hype

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Inviato 06 marzo 2019 - 20:43

Il disco mi fila come una serie di coiti interrotti, che è una cosa positiva, perché rimango costantemente all'erta. Usando una banalità terminologica, c'è "urgenza espressiva". Ma sono in zona Hype,e sospetto di me stesso.

 

Sta di fatto che mi piace pensarlo in un filone di album black-pop recenti che ruotano attorno a forme brevi e incompiute, in una linea immaginaria che unisce Blonde, Some Rap Songs, Whack World, eccetera eccetera...volendo anche il progetto di mini album di Kanye. Non saprei, è iniziato tutto da J Dilla e FlyLo? Quello che mi affascina di questi progetti è che mi sembrano sfide: adeguarsi al deficit dell'attenzione dell'era internet nella maniera più raffinata possibile. O perlomeno i tentativi mi sembrano questi


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#50 Pancakes

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    Roadie

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Inviato 07 marzo 2019 - 12:08

Sull'album in sè cè poco / ho poco da dire, mi sembra Janet Jackson che fa una parodia di Blonde [detto con grande rispetto per gli artisti tirati in ballo], con la spocchia e la pretenziosità che solo una sorella piccola di una mega star e perfettamente conscia della sua posizione può essere [più che Jackson quasi Willow Smith a questo punto]. Ha detto bene Damy, anche se rispetto a lui abbasserei pure il voto.

 

Invece la riflessione di Buscofedico mi interessa di più. Provando ad estenderla: questo album consta di 18 canzoni, quantità spesso criticata in altri casi di dischi prolissi in favore dello streaming, tipo, per dire uno fra i "pionieri", Views di Drake, Rispetto a quello però è un disco molto più corto, ovviamente per la mole di canzoni e interludi mordi e fuggi. I precedenti sono tanti e non tutti analoghi: Blonde era rarefatto e lo-fi ma con anche minutaggi sostanziosi, Whack World giudizio qualitativo a parte ha un concept specifico a giustificare il minutaggio, i dischi del 2017 di Tentacion e Peep erano praticamente degli EP che sembrava volessero contrastare l'abbuffata stream con un ragionamento "all killer no filler" [poi in teoria mutuato dal Wyoming Kanye], magari puntando poi più sul replay compulsivo di poche canzoni che sulla caccia iniziale delle cose salvabili. Tolta la falsa equivalenza "durata breve = stile minimale" sono comunque forse tutti casi sotto lo stesso ombrello, anche se quasi sempre con motivi, ragioni e progetti diversi. Mi chiedo se questa strada possa essere in futuro veicolata per sbancare in classiica con dischi con un botto di canzoni ma dal minutaggio esiguo, così come mi chiedo che faccia farebbero a Billboard se degli epigoni moderni dei Napalm Death di Scum trovassero il modo di crackare questo sistema con una schiera di fan fedeli a seguito.


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"If you ain’t got sauce then ya lost! But you can also get lost in the sauce"


#51 vuvu

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Inviato 07 marzo 2019 - 12:09

Non saprei, è iniziato tutto da J Dilla e FlyLo? Quello che mi affascina di questi progetti è che mi sembrano sfide: adeguarsi al deficit dell'attenzione dell'era internet nella maniera più raffinata possibile. O perlomeno i tentativi mi sembrano questi

 

La chiave di lettura, tecnicamente parlando, è forse proprio questa. O meglio due chiavi di lettura: da un lato l'incompletezza a regola d'arte, il richiamo di certe soluzioni mosaico molto prossime alla Brainfeeder e a Thundercat, dall'altro lato la raffinatezza come mezzo concettuale, arty, da lasciare nel decanter, e non per forza immediatezza pop usa e getta. Da lei non pretendevo di certo il disco facilone. 

 

 

Io invece sono sceso verso il 6 e non mi sento di andare proprio oltre (fortuna appunto che la recensione non spetta a me! :P ).

 

Apprezzo il modo del tutto personale in cui Solange è arrivata a fare un lavoro del genere, non la si può certo screditare a priori vista la fantasia che mostra nel rimontare queste migliaia di tracks registrate e per come ci filtra attorno una produzione liquida e curata. Ma nonostante tutto non riesco proprio a gustarmi il disco come vorrei, anzi inizia quasi a irritarmi. A volte ci sono esperimenti meticci e vie di mezzo che funzionano alla grande, altre volte invece rimane nell'aria un senso di incompiutezza e di pensierini troppo aleatori, quasi da diario segreto che non vuole farsi aprire. Questa sorta di fusione tra beat hip-hop, alt-soul/r&b e jazz secondo me non rende giustizia a nessuno dei generi coinvolti, ed è un peccato perché in teoria sarebbe potuto essere un bellissimo esperimento e i suoni di per sé erano già belli e pronti - Sound Of Rain per dire ha degli fx favolosi, ma poi lungo tutto il pezzo non succede nulla. Farò il vecchio rockista, ma se avesse avuto dei musicisti in studio in pianta stabile invece di passare mesi da sola di fronte al computer a rimontare i pezzi del puzzle forse ne sarebbe uscito un lavoro un po' più solido e "compiuto". Certo capisco che quella non era assolutamente la sua intenzione.

 

 

 

 

Della faccenda degli afroamericani non saprei dirti e non è che interessi molto, almeno personalmente. Sul rigetto post eccessiva aleatorietà credo che stavolta siamo in direzione opposta. La fusione irrisolta di diverse recenti inclinazioni black è per me luce che si espande lentamente. Mai come in questo caso il de gustibus regna supremo. : D

 

 

E comunque:

 

http://www.ondarock....enigethome.htm 

 

 

Erano anni che non mi capitava di cambiare idea dopo un impatto non proprio felice. Ascolti mirati a raffica e mediamente notturni. E' un disco - per me - che si svela molto, molto lentamente.  


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"Deve rimanere solo l'amore per l'arte, questo aprire le gambe e farsi immergere dal soffio celeste dello Spirito." (Simon, cit.)

 

La vita è bella solo a Ibiza (quando non c'è nessuno).


#52 Cyclo

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Inviato 07 marzo 2019 - 13:05

decisamente in controtendenza la scelta di non ospitare praticamente nessun featuring.

Segnali che gli album li devo ascoltare con più attenzione.  asd

 

Dopo tre ascolti: sì, è un album che ha bisogno di sedimentare un po' e di essere riascoltato per benino perchè pur nella sua brevità è tremendamente denso; il rifiuto quasi totale della forma-canzone non fa certo di When I Get Home un album facile da ascoltare.

 

Il problema diventa, banalmente, quanta pazienza ha l'ascoltatore: io con Negro Swan mi sono arreso dopo 3/4 ascolti, con Blonde non c'ho manco provato. Vediamo qui come va a finire.

Certo è che, nell'epoca dello streaming, da una parte un album così "liquido" sembra fatto apposta per metterlo lì, riprenderlo, sminuzzarlo. Ma dall'altra la mancanza di pezzi veramente catchy mi sembra che richieda un ascolto attento, non "di passaggio". 

Sotto questo punto di vista, A Seat At The Table per me era molto più equilibrato e riuscito.

 

Vedo che vuvu torna più volte sulla supposta assonanza di questo album con i lavori di Thundercat: ho capito il senso della constatazione e, devo dire, ci sono passaggi in cui veramente la somiglianza ce la sento anch'io.

Però a me sembra che manchi un ingrediente importante: Thundercat svolazza leggero giocoso (e un pelino beffardo) almeno tanto quanto Solange appare concettuosa e secchioncella (su FlyLo non mi pronuncio, ché lo conosco tropo poco).

 

Con tutto ciò, per me siamo più dalle parti del 7 di vuvu che del 6 di damy.


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#53 Jahron

Jahron

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Inviato 07 marzo 2019 - 14:55

Sta di fatto che mi piace pensarlo in un filone di album black-pop recenti che ruotano attorno a forme brevi e incompiute, in una linea immaginaria che unisce Blonde, Some Rap Songs, Whack World, eccetera eccetera...volendo anche il progetto di mini album di Kanye. Non saprei, è iniziato tutto da J Dilla e FlyLo? Quello che mi affascina di questi progetti è che mi sembrano sfide: adeguarsi al deficit dell'attenzione dell'era internet nella maniera più raffinata possibile. O perlomeno i tentativi mi sembrano questi

secondo me è stato più pioniere Madlib che Flylo (e quindi anche Madvillain, che per come la vedo io è il principale influsso su Some Rap Songs).. e sicuramente la linea che collega SRS e When I Get Home è più che immaginaria, loro due sono in stretti rapporti ma c'è un'altra presenza da non sottovalutare: i sound-collagisti Standing on the Corner che non solo sono creditati su entrambi gli album + mixaggio di SRS, ma sono anche molto presenti nella scena underground di New York


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#54 Cyclo

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Inviato 11 marzo 2019 - 15:01

Un paio di videi ufficiali, freschi di pubblicazione.

 

 


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ma che te ne frega dei meno o dei più sei grande ormai, è ora di pensare a una moto di grossa cilindrata.

 




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