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David Foster Wallace


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331 replies to this topic

#321 QuetzalcoatLFT

QuetzalcoatLFT

    Regaleco

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Inviato 03 febbraio 2018 - 14:21

Penso che io e Gioacchino (cit) abbiamo scritto più o meno la stessa cosa dovrebbe ma confermare anche lui - e forse non è un caso.

Se intendi che non si capisce una ceppa di minchia, ti do conferma, per forza parziale ashd

Sia chiaro eh che non voglio proporre una visione temporalmente riduzionistica della letteratura. L'ossessione si aggiorna di libro in libro ai tempi nuovi. È che ogni uomo ha un'ossessione. Joyce aveva il colonialismo nelle tre dimensioni dello stato, dello spirito e della lingua, per esempio. Wallace è uno che immagino abbia ambientato il libro in un futuro prossimo proprio per poter parlare direttamente, con meno filtri, di quelli come stavano crescendo i neonati di quel decennio. Quindi è proprio intenzionalmente un romanzo generazionale. O no? Poi io mi lascio andare al sentimentalismo e ok, blastatemi, ma porca vacca non poteva aspettare dieci anni direte voi? E invece si è sparato prima. Mi sa proprio di "messaggio nella bottiglia". O no? Impressions?

Ok, adesso capisco. Vabbè, si è sparato ma mica subito dopo, con un po' di bicicletta e buona volontà (...) ci arrivava, poteva scrivere con calma.
Io però non trovo l'incastro fra Tom, che -banalizzo e chiedo scusa- dice che DFW prova a fare stilisticamente come quei vecchi, e te che dici che fa un libro generazionale.
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Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

#322 Stephen

Stephen

    Perso nella giungla sregolata di qualche anno fa

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Inviato 03 febbraio 2018 - 14:50

Eh però non cambi ottica se pensi che quell'immaturità adolescenziale  (cito dall'intro all'ultima edizione ita) forse la avverti perché voleva sì fare una cosa simile ai suoi maestri (per evitare le secche della letteratura-sincera-dal-cuore) ma con un tono diverso per nascondersi meno? Con un layer in meno? Per parlare anche a altre persone? Questa cosa si avverte sul serio se è vero che la sentono tutti - come un difetto. Io provo a fare l'inversione dello stigma.

 

Non si capisce una ceppa di minchia e lo so asd però ho provato a rispondere a Tom, dai: guarda qui cosa chiedeva.

 

Non volevo aprire una polemica, ma solo provare ad avere una chiave di lettura.

 

Poi precisava sono solo pugnette da corso di scrittura? C'è del caos nichilista? Dov'è la stella danzante? Ovviamente non ho dato nessuna chiave, giusto la mia prospettiva, che spero però per lui sia meno di niente.

 

Sulla questione che ho provato a sollevare con il grimaldello generazionale ossia attenzione-non-è-un-postmoderno c'è la mia linea guida in questi argomenti che è l'opposizione Calvino-Pasolini di benedettiana e moreschiana genealogia a cui far riferimento.


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a naso gogol scrive di pinocchio ma collodi et amo non si va da nessuna parte


... attenti a come parlate, il domeratore vi conta anche i peli del culo.


#323 Tom

Tom

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Inviato 03 febbraio 2018 - 15:40

Facciamo che prima di provare a dire ancora qualcosa almeno finisco il libro (lo leggo in biblioteca e al prossimo giro dovrei finire).


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#324 100000

100000

    Enciclopedista

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Inviato 04 febbraio 2018 - 03:02

Mi dispiace di non capire niente di quello che scrive Stephen (sarà anche l'ora*), perché credo che potrei anche andarci d'accordo.

Ovviamente mi ritrovo invece col penultimo di Elle (da qualche parte ti ho dato un + anche per il nuovo nick).

Per me è tutto qui. Mimetismo eccellente ed eccezionale, per me, e punti di vista inusuali in letteratura e piccole chicche in cui dici "ah ok, non lo sento solo io", buttate lì come condimento quando invece farlo sistematicamente (questo è, e per questo la voce si sente dalla distanza, dal leggerne un po') è un intento preciso e quasi etico.

Questo.

Posto che ridurre DFW è difficilissimo. Ogni tanto ripenso a quanti argomenti siano affrontati/sviscerati da Infinite Jest e mi chiedo come possa anche contenere delle storie così belle e così umane ed essere solo di un migliaio di pagine.

 

*no: è la mia mancanza di background classico/umanistico e i tuoi riferimenti a cose che non conosco se non per sentito dire


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#325 Claudio

Claudio

    I am what I play

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Inviato 20 aprile 2018 - 17:11

Oggi stavo per comprare "Infinite Jest". Poi però è scattata l'inevitabile domanda: quando (troverò il tempo per leggerlo tutto)? E allora ho desistito ancora una volta. Eppure sono uno che quando ci si mette di tigna, inizia e tira dritto fino in fondo (come in quell'estate infinita trascorsa con Moby Dick). Mi convincete a fare il grande passo? Oppure forse conviene preparare il terreno con un altro suo romanzo? Confesso di essere totalmente digiuno di DFW, ed è un mio grande cruccio.


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#326 pooneil

pooneil

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Inviato 20 aprile 2018 - 17:19

un più di incoraggiamento, perché, pur non avendo letto molto altro di DFW, penso che non ci sia nessun vero motivo per evitare IJ perché 'troppo' dato che il resto della sua bibliografia l'ho trovato meno degno di raggiungere l'immortalità.


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#327 starmelt

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Inviato 20 aprile 2018 - 17:43

pensalo come quattro libri da 300 pagine.
per me ha senso partire da quello e poi vedere se interessa ampliare.
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#328 dendrite

dendrite

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Inviato 20 aprile 2018 - 17:50

Mi accodo a pooneil, anche nel giudizio su altri lavori dell'americano: io ho letto oltre a IJ anche un paio di libri di racconti e il suo reportage sulla crociera, ma non mi hanno mosso all'estasi. Belli e scritti bene, ma non totalizzanti come IJ

 

Io ritengo che lo scoglio maggiore, nell'approcciarsi a Infinite Jest, sia la tolleranza o meno alla scrittura massimalista e alla narrazione fuori sincrono.

 

Come scritto qualche tempo fa, lo ricordo come molto scorrevole, anche nelle note, la cui costruzione e struttura all'interno del romanzo rappresenta un colpo di genio senza dubbio alcuno. Certo può sfiancare, ma vale abbondantemente il rischio. Per dire, sono ancora bloccato alle prime 30 pagine de L'arcobaleno della gravità, quello sì stra.pesante per i miei gusti, e fin troppo esploso nella trama.


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#329 pooneil

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Inviato 21 aprile 2018 - 06:44

L'arcobaleno è proprio un libro psicotropo, a me mandava di fuori, tipo leggevo due pagine e poi stavo mezz'ora a far vagare il pensiero.


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#330 LM

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Inviato 21 aprile 2018 - 07:51

Claudio, io sonderei il terreno prima con qualcos'altro, ma non è che ne abbia scritti tanti di romanzi, e tralasciando il postumo Re Pallido, la scelta cadrebbe su La Scopa Del Sistema, che è un libro imperfetto, non il suo picco certamente, ma comunque molto bello e più accessibile rispetto a IJ. Se non ricordo male è la sua tesi di laurea, il che da una parte ti fa intuire che non si tratta del DFW più maturo, dall'altra varrebbe la pena di essere letto solo per fare un paragone con noi stessi all'età della laurea e sentirsi molto molto piccoli.

In alternativa pesca uno dei suoi saggi (Considera l'Aragosta, o Tennis, tv, trigonometria, tornado) e comunque ti farai una idea se ti va a genio o no.

 

Bada bene che IJ non è un mostro, non è difficile né pesante, anzi, quando prendi il ritmo non ti stacchi più. Però è un libro gigantesco, non solo come numero di pagine, e la mia opinione è che serva il giusto mix di tempo e mood per affrontarlo: ci sono una moltitudine di personaggi, fatti e collegamenti che devi tenere a mente, e quindi o lo leggi tutto in una volta o rischi di perderti per strada qualcosa.

Soprattutto le prime 2 o 300 pagine sono un piccolo scoglio da un punto di vista psicologico, perché ti sembra di non andare mai avanti, con le note all'interno delle note che durano pagine intere. Io lo cominciai durante un viaggio Coast to Coast negli USA, che mi pareva un'ottima occasione. Poi tornato a casa lo dovetti mettere quasi da parte per scarsità di tempo, che non si riesce a leggerlo 10 minuti alla volta prima di dormire. Un paio di mesi dopo, durante le ferie di agosto lo divorai completamente.


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#331 thom

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Inviato 12 settembre 2018 - 17:40

David+Foster+Wallace-e1440235132677-659x

 

oggi sono 10 anni esatti dalla scomparsa di un grande scrittore, un formidabile saggista, un grande umanista e un grande essere umano

 

personalmente manca tantissimo il suo sguardo alto (ma mai distaccato) sul mondo, un mondo che dalla sua morte pare essersi avvitato e che a DFW, intento a cercare di esprimere una letteratura appassionatamente morale, avrebbe probabilmente fatto più schifo di quello in cui, il 12.09.2008, decise di infilarsi una corda al collo nella sua casa di Claremont

 

ciao gigante


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#332 QuetzalcoatLFT

QuetzalcoatLFT

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Inviato 14 settembre 2018 - 10:40

Vi linko un articolo recente su Infinite Jest http://www.indiscret...-infinite-jest/

È scritto in un linguaggio non semplice e ricco di citazioni di filosofi che non conoscevo (paiono interessanti), più un Valéry che mi attrae da anni e che cercavo di annusare nel mio post magnus in TdG.

Il succo del discorso, piuttosto in linea con i miei pensieri sul romanzo, incredibilmente scritti in maniera più semplice, è che Infinite Jest parli di luoghi o campi in cui percezione e sensibilità sono dirette, costrette e ristrette, spingendo invece il lettore ad una percezione proattiva [di per sé tipica della lett(erat)ura attenta] del libro e ad una sensibilità etica pluralista. Si può dire?


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