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Crimson Peak (Del Toro, 2015)


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16 replies to this topic

#1 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 23 ottobre 2015 - 13:25

Il regista de “Il labirinto del fauno”, “Hellboy” e “Pacific Rim” Guillermo Del Toro ci porta in una cupa Inghilterra del diciannovesimo secolo, all’interno di una minacciosa abitazione vittoriana persa nelle campagne rurali del nord: la vita di Edith Cushing (Mia Wasikowska, “Alice in Wonderland”, “I ragazzi stanno bene”) si svolge qui, impegnata nel suo lavoro da aspirante scrittrice e combattuta tra l’amore per due persone diverse. All’indomani di una tragedia familiare, l’esistenza della ragazza si trasforma in un incubo, i cui oscuri protagonisti si rivelano essere il nuovo, misterioso marito (Tom Hiddleston, “Avengers”) e la casa stessa, che la travolge con i suoi più paurosi ricordi.

 

 

crimson-peak-poster-italiano-ufficiale.j

 

 

http://www.ondacinem...imson_peak.html


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#2 ucca

ucca

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Inviato 23 ottobre 2015 - 14:25

insomma è una merda
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#3 Tom

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Inviato 24 ottobre 2015 - 12:40

Ne uscisse uno alla settimana di film che sommano con tanto amore e sapienza Bava + Corman + Lewton/Tourner + Lang + Hitchcock. Oh, io mi accontenterei.
Da Del Toro mi aspettavo qualcosa di più spinto sul fantastico, invece mi ha stupito in senso opposto, dirigendo un melodramma romantico e grandguignolesco. Quindi qualcosa di diveso dagli horror spaventone in criolina usciti da "The Others" in poi, e molto più vicino ai classici di cui sopra. Significativa l'assenza di qualsiasi shyamalan-twist, con una sceneggiatura che gioca sempre a carte scoperte con lo spettatore fin dalla sequenza iniziale. Artigianato fuori dal tempo, che si permette il vezzo di fantasmoni in CGI che palesano la loro finzione come fosse davvero un film di Bava pieno di manichini e puppazzoni. Insomma mi è piaciuto tanto. Se proprio devo trovarci un difetto: manca un accenno lesbo tra la Chastain e la Wasikowska.


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#4 Reynard

Reynard

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Inviato 24 ottobre 2015 - 12:54

Ne uscisse uno alla settimana di film che sommano con tanto amore e sapienza Bava + Corman + Lewton/Tourner + Lang + Hitchcock. 

 

Me cojoni, m'hai convinto, me lo guardo.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#5 Tom

Tom

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Inviato 24 ottobre 2015 - 12:59

Capiamoci: i riferimenti sono dichiaratamente quelli, ma è e vuole essere un film di genere del 2015, quindi prima di tutto un giocattolone pieno di spettacolone .


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#6 Jack DiSpade

Jack DiSpade

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Inviato 28 ottobre 2015 - 21:33

ah ecco, c'è un grosso caveat  asd  Cmq mi sa lo vado a vedere anch'io


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#7 khonnor

khonnor

    xy

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Inviato 31 ottobre 2015 - 14:58

nammerda. dialoghi LOL.


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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

or | mail


#8 Gonzalo Pirobutirro

Gonzalo Pirobutirro

    Tony Nelli

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Inviato 31 ottobre 2015 - 16:50

Ne uscisse uno alla settimana di film che sommano con tanto amore e sapienza Bava + Corman + Lewton/Tourner + Lang + Hitchcock. Oh, io mi accontenterei.
Da Del Toro mi aspettavo qualcosa di più spinto sul fantastico, invece mi ha stupito in senso opposto, dirigendo un melodramma romantico e grandguignolesco. Quindi qualcosa di diveso dagli horror spaventone in criolina usciti da "The Others" in poi, e molto più vicino ai classici di cui sopra. Significativa l'assenza di qualsiasi shyamalan-twist, con una sceneggiatura che gioca sempre a carte scoperte con lo spettatore fin dalla sequenza iniziale. Artigianato fuori dal tempo, che si permette il vezzo di fantasmoni in CGI che palesano la loro finzione come fosse davvero un film di Bava pieno di manichini e puppazzoni. Insomma mi è piaciuto tanto. Se proprio devo trovarci un difetto: manca un accenno lesbo tra la Chastain e la Wasikowska.

 

Quoto dalla prima all'ultima parola, accenno lesbo compreso. 


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#9 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 01 novembre 2015 - 20:35

è piaciuto anche a me, anche se con alcune riserve

 

forse perché mi aspettavo qualcosa di diverso, non di certo un melodramma alla hitchcock riletto in chiave del toro-iana. la storia è un fin troppo risaputo collage di stilemi e convenzioni di un intero genere letterario e cinematografico, anche se il lavoro di del toro è stato soprattutto quello di agire su un immaginario comune fatto di barbablù, storie di fantasmi e gotico inglese ottocentesco. la sensazione di deja-vù è imperante, ma è quasi un vezzo postmoderno in questo frullato di echi delle mille storie che hanno preceduto questa del film

 

insomma girato da qualcun'altro sarebbe soltanto un buon film convenzionale, girato da del toro diventa invece qualcosa di più. i dettagli scenografici, le ossessioni tipiche del regista (gli insetti, il feticismo per i luoghi oscuri ed umidi, le architetture barocche), il tratto personale e la forza visiva riscattano la tutto sommato convenzionale materia di base. a ciò si aggiunga una parte finale straordinaria in cui del toro affoga letteralmente il film nella perversione e nel sangue facendo saltare il formalismo distaccato dei 3/4 precedenti del film (anche questo tutto sommato in linea con la rappresentazione canonica dell'ottocento, in generale dei period drama del passato, in cui tutti sono educati, puliti, nobili e la regia di conseguenza è equlibrata e limpida). quando quindi il melodramma si incendia e si colora di tinte forti, e diventa quindi compiutamente horror (non è di certo un caso che ci siano correlazioni tra questi due generi), il film raggiunge il suo picco, ma come spesso in del toro per arrivare alla meta il percorso è ondivago e squilibrato, e anche questo film vive di alti e bassi come altre sue prove precedenti

 

del toro del resto è un regista debordante e barocco che fa film squilibrati e ridondanti, per nulla armonici e perfetti (in particolare le sue prove "d'autore", a cui questo crimson peak può essere accostato). che il tempo ce lo conservi così che di registi medi e mediocri che fanno il compitino per bene ma senza anima ce ne sono fin troppi. meglio un film sbagliato ma di cuore, pelle e sangue come questo dei tanti prodotti senza passione che è pieno in particolare il cinema americano "per adulti" (di genere e non). questa sua peculiarità del toro non a caso la paga tutta infatti sono più i progetti abortiti di quelli che ha portato a compimento e sono riusciti a cancellargli pure pacific rim 2 quindi cosa ci riserverà ora in futuro non lo sappiamo ancora. speriamo rimanga sempre fedele a se stesso


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#10 ucca

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Inviato 09 novembre 2015 - 23:48

Si sono d'accordo ma il finale non mi ha convinto, mi è parso forzato..che spinga sul gore va bene, ma ci voleva forse un pò di ironia allora. cosi sembra fuori luogo, il resto del film mi ha ricordato notorius (tanto), lovecraft, ma ci stava. I personaggi funzionano, la tensione c'è, bel drammone sentimentale. 


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#11 Reynard

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Inviato 13 gennaio 2016 - 23:06

Cominciamo dal posizionare questo film nella carriera di Del Toro. Ritorno alle atmosfere horror-visionarie dopo i giocattoloni fumettosi dei vari "Hellboy" e "Pacific rim"? Non credo, non c'è nessuna reale cesura tra questi e "Crimson Peak".
Quelli erano omaggi a dei generi, giochi sui generi, esplorazioni estetico-visive e spudorate fan-fiction d'autore sui generi.
E lo stesso è "Crimson Peak".

Cambia il genere di riferimento, ma l'idea di fondo è la stessa in questo "Horror gothic - The movie". Questo Jane Eyre meets Cime tempestose meets Rebecca meets Henry James meets Bava è esattamente ciò. Uno spettacolo per gli occhi ma soprattutto per le menti e la memoria degli spettatori.
Spettatori che al giorno d'oggi sono troppo smaliziati per spaventarsi con spettri che scuotono le catene, e allora che fare? Un occhiolino discreto discreto, come a suggerire: "che ne dici di mettere in scena, io e te caro spettatore, la pantomima di un pubblico d'altri tempi che si lascia spaventare da uno scuotere di catene?". Tu ci stai, sentendoti furbo e incredibilmente postmoderno, per poi scoprire che Del Toro ti ha bellamente fregato e ti ha intrigato ('spaventato' forse no) con la storia che mai avresti creduto t'avrebbe intrigato ancora.
Ben fatto, Guillermo, ci sono cascato.

La trama, a ben pensarci, non può che essere quella che è, uno stereotipo incarnato. Se v'aspettavate altro avete sbagliato film. Il gioco non era stupirsi, era prevedere ogni singolo risvolto nella vicenda... e stupirsi lo stesso.

C'è della necrofilia (ehm...) nel mondo horror. "It follows", anch'esso dell'anno scorso, era un omaggio continuato a un certo modo di fare cinema dell'orrore che ormai si pensava consumato. Proprio come questo "Crimson Peak".
Non è la prima volta che si cerca di sconfiggere il progressivo smaliziarsi degli spettatori puntando sulla loro conoscenza del genere. Ai tempi di "Scream" il trucco era rendere palesi le convenzioni, farle visibili, distanziarsene, il trucco ora invece è riprenderle di nuovo sul serio, alla lettera, non tentando (inutilmente) di fingere di far qualcosa di nuovo.
Un trucco che mostrerebbe la corda in men che non si dica, se protratto. Ma per ora, sembra funzionare.

Non da sottovalutare il bel lavoro sulle immagini, la ricreazione di una atmosfera gotica da manuale ed insieme straordinariamente viva. Quella casa che è uno dei personaggi più interessanti del cinema gotico dai tempi della dimora de "Gli invasati", altro caso di proprietà immobiliare con una personalità ingombrante. Tutta una immagine anche la funzione dei personaggi, l'Heathcliff anemico, combattuto e sottopeso di Tom Hiddleston, la damsel in distress più fantasmatica dei fantasmi con cui ha a che fare di Mia Wasikowska, la dark lady molto oltre l'orlo di una crisi di nervi di Jessica Chastain. Un terzetto dalle funzioni quasi archetipe: il super-io, l'io e l'es; il passato, il futuro e il presente; la terra, il cielo e l'inferno; la donna, la vergine e la zoccola...

Promosso. A pieni voti.
 


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#12 Jack DiSpade

Jack DiSpade

    Critico proto-punk

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Inviato 03 marzo 2016 - 11:24

Eccomi, in ritardo come al solito. Inconcepibile l'insufficenza, per me tra i film dell'anno (passato). Ogni inquadratura è una delizia per gli occhi, che vorrebbero stoppare ogni frame per ammirare le geometrie composte, i colori cangianti e quei sublimi giochi di luce capaci di far venire la Bava alla bocca. La trama, per quanto canonica è semplice, è solida, romantica, sostiene la sua elegante cornice quanto basta. Certo, va preso come un "film-omaggio" come puo esserlo un Hugo Cabret, ma questo più che un difetto è un limite dell'opera. Un omaggio al passato remoto dell'horror gotico, ma senza tralasciare il passato più recente del gore e della lezione burtoniana. Quei tocchi delicatissimi di archeologia filmica, quegli iris, quei viraggi seppia, quei personaggi sempre impreziositi da velluti, trine, pizzi! Questa magnifica casa degli Usher, che dietro la sua manifesta decadenza nasconde un passato tanto glorioso quanto oscuro! Eppure, in tutta questa amalgama di stili, motivi e generi, è sempre inconfondibile il trade mark di DelToro. Quello che non funziona è la parte "romance", l'amore tra i personaggi appare sempre più descritto che mostrato e mai percepito come tale, né quello apollineo e innocente degli sposini , né tantomeno quello dionisiaco e sotterraneo dell'incesto.


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#13 Gonzo

Gonzo

    Twenty-Three Lubed Up Schizophrenics With Delusions of Grandeur

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Inviato 03 marzo 2016 - 12:00

Comunque fino adesso non ho visto nessuno dire che è quasi un remake de "L'orribile segreto del dottor Hitchcock" di Freda.


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the best ever death metal band out of Denton
never settled on a name.
but the top three contenders, after weeks of debate,
were Satan's Fingers, and the Killers, and the Hospital Bombers.


#14 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 08 febbraio 2019 - 09:15

Tanto per cambiare concordo con Tom e Cine, voto della recensione veramente incomprensibile, ho guardato la settimana scorsa Get Out che mi è pure piaciuto ma non riesco veramente a capire come si possa preferirlo a questo, son proprio due mondi e due capacità cinematografiche diverse.
Del Toro si conferma uno dei più grandi registi in circolazione, la cosa che colpisce semmai è che col talento che ha non sia ancora riuscito a mettere segno il colpo perfetto, qui gli si avvicina, se avesse spinto un po' di più su perversioni assortite o avesse anche solo azzeccato un finale cupo e disperato alla Sweeney Todd il film sarebbe decollato definitivamente, così rimane comunque un notevolissimo divertissement, gustoso, intrigante e diretto ottimamente.

Voto: 7,5


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#15 An Absent Friend

An Absent Friend

    We're happening

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Inviato 08 febbraio 2019 - 17:27

Con il successivo fa un distico perfetto: l'occasione mancata validissima, affascinante, viva e stimabile anche per i difetti (è uno dei pochissimi casi in cui l'accelerazione gore finale mi è sembrata davvero catartica, anche perché goffa e, soprattutto, dolorosa) e il successo rifinito a puntino, dove il grottesco ai margini è più un contentino che vera eccentricità (bello Michael Shannon schifoso e scopare coi pesci perché fa ridere come la nera e il vecchio gay saggio, non siamo alle battutine Marvel, ma poco ci manca).

 

Quei 7/7.5 più simpatici e soddisfacenti di certi 8 e 9, come a scuola. 


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l'abbandono al flusso teorizzato da Eno è una cosa che non so fare, mi affido ancora a macigni e certezze.

 

 

 

alle medie il tema "il mio idolo" era su Clarke, il mio eh; hanno chiamato mia madre subito

 


 
 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 


#16 user <3

user <3

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Inviato 08 febbraio 2019 - 17:29

gran film


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La tua firma può contenere:

  • • Fino a 1 immagini
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  • • Qualsiasi numero di URLs
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#17 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 08 febbraio 2019 - 17:46

io ho rivisto blade 2. anche il primo blade. bello pure questo, rivisto oggi è davvero uno di quei film che fotografano un'epoca: un mix di coolness da music-video, sensibilità goth-rock, club culture, action di hong kong, nichilismo da fumetto e horror

del toro riprende questo mash-up iperattivo , ma ci mette qualcosa in più. riscatta la struttura ancora convenzionale del primo film (vedasi il terzo atto), come si suol dire ci mette la panza (è un film molto più radicato nell'horror hardcore rispetto al predecessore) e la propria poetica fatta di mondi sotterranei, mostri tragici e soli, melodramma interraziale (anzi, interspecie). uno dei capolavori del cinema fantastico degli anni 2000: sono convinto che crescerà sempre di più con gli anni e resterà un simbolo di quel periodo
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