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Il Ritmo Salverà Il Jazz?


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40 replies to this topic

#1 slothrop

slothrop

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Inviato 22 June 2015 - 10:38 AM

Stando alle cose che comunemente si leggono nella sezione rock del forum, sembra che un sacco di gente dia per scontato che l'approccio "free" alla materia jazzistica rappresenti tuttora l'avanguardia del settore. Se a questa credenza grossolana, per non dire proprio "sbagliata", aggiungiamo la distanza del gusto medio dell'ondarocker di oggi nei confronti dell'approccio free in generale, ecco che comprendiamo facilmente il perchè la materia jazzistica su questi lidi stia vivendo una delle stagioni di minore interesse di sempre.

E quindi ho pensato di aprire questo thread nel quale raccogliere musicisti e dischi che negli ultimi trent'anni abbiano rappresentato progressi nell'evoluzione del jazz partendo dal dato ritmico, quello che nel free-jazz comunemente inteso viene sgretolato da un approccio "lavico" e decostruttivo al massimo.
E dire che per tanti anni jazz è stato sinonimo di swing, in pratica di ritmo ballabile e in alcuni Paesi (ad esempio il Giappone) ha rappresentato la prima musica ballabile ad alto tasso "di promiscuità sessuale", facendo ciò che altrove avevan fatto (o avrebbero fatto) il valzer e il rock'n'roll.

Insomma, che la storuia del jazz e quella delle trasformazioni sul ritmo musicale siano connesse è un dato storico, anche se sappiamo che da una cinquantina d'anni a questa parte le avanguardie sul fronte ritmico stanno più nell'elettronica, nell'hip-hop e insomma in ambiti lontani dal jazz.
Non di meno negli ultimi decenni tanti importanti jazzisti hanno rinnovato il linguaggio "nobile" della musica afroamericana ripartendo proprio dal ritmo. Faccio alcuni nomi: Ornette Coleman con i Prime Time e in genere l'intero universo Free-Funk, nel quale possiamo prendere dentro anche il Miles Davis degli anni '70 (ma occhio, perchè con Miles ci avviciniamo pericolosamente al rock e rischiamo di pensare che il jazz sia sempre andato a rimorchio sul fronte ritmico). Negli anni '80 è emerso un musicista influente e straordinario come Steve Coleman con la sua teoria astrologico-ordinatrice del ritmo che si manifesta di circoli metrici ripetitivi ma subdolamente irregolari, una visione musica di enorme influenza sull'oggi. E' stato tra l'altro il primo a confrontarsi metodicamente con l'hip-hop e la drum'n'bass.

Poi penso al grande Henry Threadgill che alla lunga si è rivelato forse il più originale compositore di scuola Aacm e sul ritmo ha sempre puntato riesumando in una formula originalissma il suono delle brass-band, decostruendo il ragtime (nel trio Air) e ripescando parecchi elementi afrocubani (in alcuni dischi l'ha fatto anche Steve Coleman).

Questi sono primi spunti, l'idea insomma è quella di mettere insime un po' di dischi jazz molto incentrati sul ritmo che rappresentino un'evoluzione di questa musica.


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#2 dick laurent

dick laurent

    Scaruffiano

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Inviato 22 June 2015 - 11:44 AM

ripescando parecchi elementi afrocubani (in alcuni dischi l'ha fatto anche Steve Coleman).

 

bè questa è roba che c'è da tantissimo, esempio molto famoso è Max Roach su un Poco Loco di Bud Powell.

Per il resto non so, mi viene in mente qualcosa del genere (che in realtà non è roba nuovissima, non ricordo adesso il nome di quel chitarrista che faceva cose simili negli anni ottanta)

 

https://www.youtube....h?v=TpHq_cRKGyw

 

su poliritmi e cose del genere mi viene in mente l'influenza del minimalismo, in cose tipo Nonaah di Roscoe Mitchell o certe cose di Anthony Davis o il più recente Claudia Quintet di Hollembeck, però se si va a vedere c'era Tristano che già negli anni cinquanta faceva cose tipo Turkish mambo


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#3 slothrop

slothrop

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Inviato 22 June 2015 - 12:54 PM

Il Claudia Quintet devo approfondirlo. Diciamo che "Nonaah "lo lascerei fuori proprio per totale imballabilità, Roscoe mi piace molto ma - al netto di alcuni funkettoni davvero divertenti - non lo consiglierei certo a chi volesse approfondire un po' di Jazz "nuovo" partendo dalla ricerca sul ritmo. Banalmente il solito Mazurek specie coi Sao Paulo Underground ha lavorato su brani anche molto orecchiabili. Anche Vijay Iyer con la cover di M.I.A. etc..., ma son  cose già dette in altre discussioni.

Certo, il grande Turkish Mambo è un bell'antecedente.


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#4 dick laurent

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Inviato 22 June 2015 - 13:06 PM

Il Claudia Quintet devo approfondirlo. Diciamo che "Nonaah "lo lascerei fuori proprio per totale imballabilità, Roscoe mi piace molto ma - al netto di alcuni funkettoni davvero divertenti - non lo consiglierei certo a chi volesse approfondire un po' di Jazz "nuovo" partendo dalla ricerca sul ritmo. Banalmente il solito Mazurek specie coi Sao Paulo Underground ha lavorato su brani anche molto orecchiabili. Anche Vijay Iyer con la cover di M.I.A. etc..., ma son  cose già dette in altre discussioni.

Certo, il grande Turkish Mambo è un bell'antecedente.

 

non avevo capito bene probabilmente, ma quindi quello che ti interessa è qualcosa che rimane legato alla ballabilità ma che abbia elementi di novità?


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#5 slothrop

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Inviato 22 June 2015 - 13:17 PM

sì, "ballabile" magari è una parola grossa, ma diciamo che il ritmo deve essere centrale e possibilmente accattivante.


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#6 dick laurent

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Inviato 22 June 2015 - 13:26 PM

non mi viene in mente molto in tal senso a parte certe cose dei bad plus anche quelle influenzate dal minimalismo tipo

https://www.youtube....h?v=_3o3hbRgpBA

 

o cose tipo Danilo Perez che fa una rilettura di Monk influenzata dai ritmi del centroamerica (sui quali sono di una ignoranza totale, conosco qualche disco ma poi non distinguo un genere dall'altro), ma comunque dubito che sia roba davvero "nuova".

https://www.youtube....h?v=-gSke2yogcw

 

forse se metti qualche esempio potrebbe essere utile.


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#7 slothrop

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Inviato 22 June 2015 - 13:40 PM

Perez mi manca, Bad Plus mi piacciono molto. Alcuni esempi alla fine erano già nella discussione su jazz ed elettronica (mi pare fosse così), appena ho tempo posto qualcosa.


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#8 slothrop

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Inviato 22 June 2015 - 16:49 PM

Un po' di cose da ascoltare. I fenomenali Prime Time di fine anni '70, pienamente in linea con la no-wave con il loro funk sbilenco e sfattissimo. Due chitarre e due bassi come standard, tanto per gradire.

 

https://www.youtube....h?v=D4ODoLwg7Po

 

 

 

Assetto simile una quindicina d'anni dopo con i Very Very Circus di Henry Threadgill, sempre doppia chitarra ma qui anche due basso tuba.

 

https://www.youtube....h?v=fcvgdP9Xq5Y

 

 

 

Paurosamente "get down" - ma già molto ipnotico e minimalista - il suono del primo Steve Coleman

 

https://www.youtube....h?v=ixnvMOStuvw

 

 

 

 

Quasi ballabili anche cose così dei Sao Paulo Underground

 

https://www.youtube....h?v=s4XijbNSqh0

 

 

 

 

Per tornare al free-funk, questo Miles qui lo conoscerete quasi tutti

 

https://www.youtube....h?v=Ps0ka1tY5yg

 

 

Poi dal free-funk al rock il passo è brevissimo, come ci dimostra James Blood Ulmer

 

https://www.youtube....h?v=QWaYGS97Yz8

 

 

 

Una maniera divertente di approcciare il soul la stanno dando da alcuni anni i Sotto Voce di Roy Nathanson, non sarà una band che cambia il corso della storia del jazz, ma sono godibilissimi e pop come pochi (la formazione è sax, trombone, violino, contrabbasso e human beat box). Beccatevi sta cover:

 

https://www.youtube....h?v=OJ4JOxgLIwk

 

 

 

Poi c'è Steve Lehman che oggi fa cose interessantissime, molto incentrate su strane ritmiche, tipo questa:

 

https://www.youtube....h?v=dpVSU4A0DIo


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#9 dick laurent

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Inviato 22 June 2015 - 17:54 PM

molte cose fighe (madò che belli i prime time), anche se non so quanto le definirei ritmicamente innovative, Lehman a parte (anche se mi verrebbe da vedere quel pezzo che è davvero interessante molto vicino al math rock) mentre negli altri ci sento molto funk e nel caso dei Sao Paulo quel tipo di ritmi li usava un sacco Sun Ra, se non è proprio una citazione esplicita. Comunque adesso mi è più chiaro il tipo di cose che hai in mente, vedo se mi viene in mente qualcosa. Ken Vandermark immagino che sia uno citabile se ho capito bene


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#10 slothrop

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Inviato 22 June 2015 - 19:10 PM

in ogni caso l'innovazione non deve per forza essere nella ritmica, ma la ritmica come veicolo trainante per intrigare un po' di persone diffidenti nei confronti del jazz credo possa funzionare. Poi sono decenni che il jazz si nutre di idiomi altrui (di solito musiche folk, spesso latinoamericane) per rimasticarle secondo uno stile che è appunto jazzistico e che innesta sulle musiche da ballo tutta una serie di novità timbrico-armoniche-improvvisative.


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#11 dEST

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Inviato 23 June 2015 - 15:16 PM

Giusto per non lasciarvi da soli in questo romantico tete a tete

 

A me - ma solo a me - è sembrato di rintracciare segnali della lezione di Coleman nell'ultimo D'Angelo. Che ne pensate?

 

Altri hints

 

John Scofield che se ne esce con Uberjam spiazzando anche sè stesso

Donald Harrison che con Noveau swing raccatta un po' tutte le istanze di cui state parlando (notevolissimo)

I fenomenali Defunkt che non si capisce bene dove vogliono (volevano)  andare a parare ma che lo fanno (facevano) benissimo

 

Ah, e Medeski, Martin & Wood che con il ritmo sono un tutt'uno


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#12 slothrop

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Inviato 23 June 2015 - 16:03 PM

ottime segnalazioni, che non conosco a parte M,M&W, che ovviamente c'entrano eccome con l'oggetto del contendere.

D'Angelo e Coleman? Suggestione interessante, che potrebbe avere qualche fondamento proprio nello specifico ritmico. Molto lontani sono invece sotto il profilo della sensualità, con un D'Angelo che fa praticamente musica porno mentre il cervellotico Steve tende a "congelare" in reiterazioni minimaliste musiche che "per natura" nascerebbero pregne di ormoni e di sudore.

 

Ah, poi ci sono i Dawn of Midi che non ho ri-citato perchè stavano già nella discussione su jazz, elettronica e minimalismo, ma facendo minimal-techno acustica con l'impianmto del trio jazz sono della nostra partita.


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#13 dick laurent

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Inviato 24 June 2015 - 13:47 PM

in ogni caso l'innovazione non deve per forza essere nella ritmica, ma la ritmica come veicolo trainante per intrigare un po' di persone diffidenti nei confronti del jazz credo possa funzionare. Poi sono decenni che il jazz si nutre di idiomi altrui (di solito musiche folk, spesso latinoamericane) per rimasticarle secondo uno stile che è appunto jazzistico e che innesta sulle musiche da ballo tutta una serie di novità timbrico-armoniche-improvvisative.

 

su questo mi vengono in mente varie cose che di innovativo non hanno nulla ma che potrebbero essere molto popolari, tipo i Soil & Pimp sessions che sono estremamente immediati ed energico. L'altra faccia della medaglia è che rimangono un gruppo leggero, ma forse potrebbero rientrare nel discorso.

 

Io il disco di D'angelo ancora non l'ho sentito, però per associazione di idee mi viene in mente da quei due minuti del disco di Kendrick Lamar che ho ascoltato finora che il pianista  faceva paro paro Mccoy Tyner


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#14 nickn

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Inviato 24 June 2015 - 14:05 PM

Steve Reid rientra?
http://www.youtube.c...h?v=8-OHb8P84jE

Mi è sempre piaciuto come entra e esce dagli schemi, parte dal ritmo poi esce nel free, rientra, ciclico. Ma il tutto naturale, senza forzature, un equilibrio disarmante. Questo che ho linkato, ma anche il pirmo "Nova". 

Anche di "Nation Time" di McPhee ho sempre apprezzato questa strana fusione ritmo/free, ballabile e cerebrale allo stesso tempo.


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#15 slothrop

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Inviato 24 June 2015 - 14:38 PM


Anche di "Nation Time" di McPhee ho sempre apprezzato questa strana fusione ritmo/free, ballabile e cerebrale allo stesso tempo.

 

cavoli, di quel disco ho un ricordo molto free, proverà a risentirlo. Reid praticamente lo conosco solo di nome.


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#16 dick laurent

dick laurent

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Inviato 01 July 2015 - 18:23 PM

un articolo recente di thelonious sphere monk (il figlio di, ovviamente) che fa un ragionamento simile a quello di sloth per certi versi

http://www.huffingto..._b_6751282.html

 

But I want to talk jazz for a moment, because early on, jazz was recognized as an enormous intellectual endeavor by many classical giants upon its very inception nearly 100 years ago. That certainly was a good thing. But once pulled into the world of academia, minus its black creators, there was a general attempt to distill it down to essentially a series of Eurocentric musical formulas. Things like that were disastrous in terms of jazz education, and led to a generation of miserably mediocre jazz musicians.


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#17 vit vit

vit vit

    pivello

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Inviato 31 August 2017 - 07:48 AM

Riuppo dopo un po' di anni.

 

Forte tensione ritmica,difficilmente ballabile forse e fortunatamente(lo vedo uno svilimento dell'arte ritmica).Quindi un forte senso poliritmico ed accentuata percussivita'.

 

Kip Hanran

https://youtu.be/D2kB7OUa1Rs

 

Tim Berne scienze friction

https://youtu.be/zGC0RRlZjeg

 

.........


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#18 Greed

Greed

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Inviato 31 August 2017 - 08:10 AM

Ritmo bello incazzato, Tim Berne, mi piace.


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#19 Guest_Malandrino_*

Guest_Malandrino_*
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Inviato 31 August 2017 - 09:28 AM

Ritmo bello incazzato, Tim Berne, mi piace.

 

Abbiamo ascoltato lo stesso disco? Io di veramente incazzato ci sento ben poco.

 

Riuppo dopo un po' di anni.

 

Forte tensione ritmica,difficilmente ballabile forse e fortunatamente(lo vedo uno svilimento dell'arte ritmica).Quindi un forte senso poliritmico ed accentuata percussivita'.

 

Kip Hanran

https://youtu.be/D2kB7OUa1Rs

 

Tim Berne scienze friction

https://youtu.be/zGC0RRlZjeg

 

.........

 

Senza offesa ma di tensione ritmica non c'è traccia in Kip Hanran, sembra il tipico jazz da sala d'attesa di qualche studio dentistico, mentre Tim Berne suona trito e ritrito.

Prova ad ascoltare Donny McCaslin se vuoi sentire veramente tensione ritmica (come dici tu):

https://donnymccasli...bum/fast-future



#20 vit vit

vit vit

    pivello

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Inviato 31 August 2017 - 11:32 AM

Vabe' visioni diverse-Sicuro di aver ascolrtato piu' di 10 secondi del primo pezzo?

In quanto al pezzo che hai postato,no comment.Evidentemente abbiamo visioni differenti,quel pezzo mi sembra non dico banale,ma a livello di ritmo neache paragonabile alle stratificazioni del pezzo di Berne.

 

Potevo mettere un pezzo piu rappresentativo di Hanran,vero.

 

https://youtu.be/GGxg-FYXzFY

 

Mi dai l'indirizzo del tuo dentista? :rolleyes:


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