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Avengers: Age Of Ultron (Whedon, 2015)


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92 replies to this topic

#81 An Absent Friend

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Inviato 12 maggio 2015 - 15:24

Seattle, tu che sei della squadra giusta cosa ne pensi?


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Talmente brutto che e' da considerare 90

 

 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 

guarda uso di nuovo l'esempio del Mein Kampf che mi è piaciuto parecchio

 


#82 LukakuFakeTroll

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    TOPAZIO

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Inviato 14 maggio 2015 - 19:46

Tiè, ale, pijate 'sto rizoma asd

 

Magari a solaR piace. Io non ho visto il film, non sono contro a priori e intervengo solo perché mi appassionava quanto un film la lotta dei fatti e delle idee nel thread.

 


Certo è molto probabile che il sottoscritto non sia proprio la persona più adatta per parlare di Avengers: Age of Ultron(USA, 2015, 141'), ma c'è anche da dire che il sottoscritto è così umanista, ha così tanta fede nell'umanità che difficilmente riuscirebbe a credere che vi sia effettivamente qualcuno portato a parlare di Avengers: Age of Ultron, e dunque tanto vale incaricarsi del fardello e farla finita, ché tanto domani non tarderà certo ad arrivare. Dunque, che cos'è Avengers: Age of Ultron? In buona sostanza si potrebbe definire la pellicola di Joss Whedon tentando di riportarla a quel periodo in cui il cinema veniva utilizzato in maniera propagandistica dai grandi regimi (URSS, USA e il Terzo Reich), i quali lo utilizzavano non tanto per educare quanto per penetrare nei corpi delle persone, e Avengersè effettivamente un film che penetra nei corpi delle persone e vi penetra, peraltro, in maniera del tutto ideologica: è l'ideologia degli Avengers, ma l'ideologia va qui intesa come idea che non è idea di un corpo, che trascende i corpi e ha dunque bisogno di corpi in cui instillarsi per poter essere efficace, per poter produrre effetti, e per far ciò dev'essere la mente di quei corpi. Del resto, anche l'ultimo degli idioti, guardandolo, si chiederà senz'altro quale sia il motivo di investire $250,000,000 in una pellicola così demente, dove manca il cinema e manca il popolo ma sono presenti catastrofi umane per le quali tutti quei soldi sono necessari per creare effetti speciali in cui, appunto, botte da orbi annientano città e saturano pressoché totalmente il metraggio del film. La trama, in fondo, non è delle più complesse, e quasi l'intero film è costituito da travestiti e robottoni che se le danno di santa ragione, e il punto è proprio questo, che cioè non ci sia davvero nulla nel film e che, però, questo nulla sia costruito, richieda soldi e, dunque, la volontà di piacere, di attirare e mantenere l'attenzione di un pubblico che il film deve prima di tutto narcotizzare, annullare nella sua corporeità. Ora, tenendo presente che la corporeità del pubblico, il corpo dello spettatore, è in realtà un corpo umano sul quale s'inscrive il socius, l'operazione attuata da Avengers: Age of Ultron si può fondamentalmente riassumere nella tecnica che permette di lisciare le striature sociali che cartografano il corpo per poter così ricartografarlo a proprio piacimento: certo, lo spettatore che va a vedere un film del genere è uno spettatore al quale certe cose (travestiti, robottoni, botte da orbi etc.) piacciono, ma il fatto è che ciò non basta per tenere in piedi il film e giustificare un simile investimento sullo stesso, e l'ideologia soggiacente e propulsiva questo insieme di cose è ciò che in ultima analisi sprofonda l'intero campo di forze superficiale per esprimere o, meglio, per addensare e riempire quelle stesse forze, le quali troveranno poi espressione sulla superficie corporea dello spettatore. Ci troviamo così di fronte a una pellicola in cui non contano più le botte da orbi bensì le fazioni che si scontrano: da una parte gli Avengers, dall'altra Ultron. Chi è Ultron? Ultron è la macchina del divenire. Egli è il divenire e come tale non può che essere macchina. La sua frase d'esordio, del resto, non può che essere illuminante a questo proposito: egli è per il divenire e per ciò deve annientare gli Avengers, che rappresentano invece il polo reazionario della stasi, del mantenimento dell'ordine vigente. Insomma, è la solita vecchia storia: rivoluzionari contro reazionari. Ma il rivoluzionario, ora, è solo, e la sua rivoluzione non può che compiersi attraverso la replica e la replica della replica di questo divenire-rivoluzionario, che in effetti egli è, e ciò nel film viene visualizzato mediante la replica del corpo stesso del rivoluzionario (Ultron), che si sdoppia, si centuplica in altre macchine, che sono, in questo senso, macchine di macchine, dunque, stando alla terminologia di Deleuze e Guattari, produttrici di un divenire. E, i divenire, non li bloccano i fascismi (gli Avengers). Così, gli Avengers, che prima si trovano in difficoltà, capiscono infine che l'unica soluzione per poter mantenere il potere o, meglio, per poter mantenere l'ordine vigente che legittima e almeno in parte costituisce il loro potere è quella di creare una macchina che sia una macchina di taglio, che sia cioè una macchina in grado di tagliare il flusso di divenire prodotto da Ultron, cosa che riescono a fare grazie a una gemma dell'infinito. La reazione alla rivoluzione, come al solito, non pretende più, quindi, di uccidere i rivoluzionari bensì di riterritorializzarli: Ultron è la macchina creata dagli Avengers che, però, si deterritorializza, e per riterritorializzare questa macchina gli Avengers creano con la gemma dell'infinito non una macchina da combattimento ma una macchina di riterritorializzazione, la quale, in quanto tale, non è costitutivamente diversa da Ultron ma lo è solo dal punto di vista teleologico. Ultron è la macchina da guerra, grande forza rivoluzionaria, ma la macchina creata per riterritorializzare Ultron è a sua volta una macchina da guerra, soltanto che questa è una macchina da guerra riterritorializzata, quindi, sempre rifacendosi al lessico deleuziano-guattariano, una macchina di Stato. Ed è lo Stato, infine, che la spunta, e la spunta senza mutamenti, senza venire intaccato dal divenire, senza porsi dubbi sulla propria legittimità. Così il film. Ed ecco quindi che subito appare più chiaro l'investimento sul film, nonché la natura stessa dei Marvel Studios: essi, come negli anni del Terzo Reich e dell'URSS, fanno il lavoro dell'ideologia (a volte anche in maniera molto marcata, come quando viene detto a un Avenger che gli USA e una sorta di finzione filmica dei sovietici non sono in guerra e questo Avenger risponde che in effetti gli USA non sono in guerra ma la finzione filmica dei sovietici sì, sottintendo, con ciò, che gli USA sono una buona nazione e che il loro compito è quello di addormentare le guerre, portare la pace), e il fatto che oggi il cinema sia un medium di massa che aliena e mercifica la gente non può che, da una parte, amplificare e potenziare ciò che il cinema era stato nel Terzo Reich, e, dall'altra, non ritrovarsi, nei Marvel Studios, un intento di impossessarsi dei corpi, spossessati dal cinema stesso in quanto non più cinema ma medium di massa, attraverso l'ideologia, quell'idea trascendente il corpo e in cerca di un corpo per essere, dunque di un corpo di cui poter essere la mente (la mente è l'idea del corpo, sosteneva Spinoza). E siamo sempre al solito, vecchio discorso, ma questa volta non è uno scherzo e non c'è alcun complottismo nel dire che è in atto un complotto, che vogliono davvero controllarci le menti. Anzi, è palese che sia così. Meno palese, forse, è il fatto che ci si accorga di tutto ciò o, meglio, che ci si voglia accorgere di tutto ciò. In fondo, il cinema è molto più metabolizzabile se è cinema d'intrattenimento e il pubblico è molto più contento a essere il pubblico della domenica, dei multiplex, ma ciò non toglie che un certo grado di coscienza ci sia dato e che sia appunto questo grado di coscienza a darci la possibilità di divenire o di soccombere, di essere rivoluzionari o di soccombere, e la cosa davvero triste non è tanto che non esistano rivoluzionari, che il potere l'ha vinta, che comunque vada certi film avranno sempre più successo e seguito di altri quanto, piuttosto, la consapevolezza che sarebbe potuto andare diversamente, che un giorno, a guardarci indietro dalla cella in cui (ci) siamo imprigionati, potremmo dire che avevamo una possibilità di scappare, di fare la rivoluzione ma che questa rivoluzione non l'abbiamo voluta fare, perché questa possibilità (di fare e non fare la rivoluzione) è intrinseca al nostro stesso grado di coscienza, col quale paghiamo il biglietto d'ingresso alle casse dei multiplex.

 

Da http://emergeredelpo...le.blogspot.it/è tutto, a voi studio


  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#83 Reynard

Reynard

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:01

Quando leggo ste cose mi pento di aver studiato filosofia.


  • 6
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#84 LukakuFakeTroll

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:04

Quando leggo ste cose mi pento di aver studiato filosofia.

 

Però tu mi sei simpatico, bada, anche se non sei tornato in Teorie per quella cosa lì.


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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

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#85 Reynard

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    segno zodiacale: salamandra ascendente testadicazzo

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:13

 

Quando leggo ste cose mi pento di aver studiato filosofia.

 

Però tu mi sei simpatico, bada, anche se non sei tornato in Teorie per quella cosa lì.

 

Hai ragione, lo farò


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#86 cinemaniaco

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:25

Tiè, ale, pijate 'sto rizoma asd

 

è fake come le tette di una pornostar. non mi fa neppure arrabbiare


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#87 LukakuFakeTroll

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:30

 

Tiè, ale, pijate 'sto rizoma asd

 

è fake come le tette di una pornostar. non mi fa neppure arrabbiare

 

 

Sono felice che stai sereno, però è proprio serio, ne ho letti altri di suoi commenti, pur privi di riferimenti diretti all'anti-Edipo (che nel dissing a Nanni Moretti ci stava quasi).

Lui è tutto quello che odi, mi sa. E in effetti...


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A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

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#88 Panfilo Maria Lippi

Panfilo Maria Lippi

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:47

Che poi quello che mi piace degli studenti di filosofia è che usano parole come "teleologico" ma non sono in grado di usare la punteggiatura in modo decente.


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#89 cinemaniaco

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Inviato 14 maggio 2015 - 20:56

 


Sono felice che stai sereno, però è proprio serio, ne ho letti altri di suoi commenti, pur privi di riferimenti diretti all'anti-Edipo (che nel dissing a Nanni Moretti ci stava quasi).

Lui è tutto quello che odi, mi sa. E in effetti...

 

 

non lo posso odiare perché è una caricatura, è una parodia. sta a marx come il grande dittatore di chaplin stava a hitler


  • 0

#90 Jack DiSpade

Jack DiSpade

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Inviato 18 maggio 2015 - 06:02

Mi perdoni cine se non assecondo il monito dell'op, ma faccio un paragone con il primo film.

Secondo me quest' Age of Ultron rappresenta un passo indietro rispetto all'originale, che stupì molto per l'alto livello raggiunto. I nuovi personaggi introdotti sono assolutamente piatti e pressoché inutili (oltre a far emergere problemi che potrebbero derivare dal non possedere i diritti di x-men); si è puntato molto sull'affezione verso i soliti beniamini, sempre meno epici e sempre più autoperculanti; questo va anche bene, a patto che non si perdano di vista le sinfonie action che tanto erano piaciute nel primo film. Personalmente non vado a vedere un film del genere per sentire battute sul martello di thor.

Varie scene che non funzionano, vari "maccosa" e una trama alquanto scialba. Ultron si prestava sicuramente a una caratterizzazione migliore: tralasciando lo stanco design a là transformers, è solo un cattivone "perché sì" condito con un po' di technobubble che organizza un piano improbabilerrimo per sconfiggere i nostri. Cliffhangerino finale con una nuova formazione che non promette nulla di buono... non credo che tornerò al cinema la prossima volta.

Gli effetti speciali, bisogna ammetterlo, sono il non plus ultra, ma probabilmente vale anche per il primo Avengers.


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#91 vegeta851

vegeta851

    Enciclopedista

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Inviato 18 maggio 2015 - 07:19

in patria il film è a 372 milioni, chiuderà probabilmente sui 450-460, cifre incredibili, benchè di molto inferiori ai 623 del prototipo. idem in Italia, dove è a 16 milioni di euro, contro i 19 del precedente.

 

Non credo alla Disney-Marvel stiano perdendo il sonno però. Come immaginavo, a conferma di quanto i mercati esteri si siano espansi nel giro di soli tre anni, in Cina "Avengers: Age of Ultron" ha totalizzato 156 milioni di dollari in soli 6 giorni, contro gli 84 incassati dal primo in tutto il suo sfruttamento. Con il Giappone ancora all'orizzonte è probabile che il film riuscirà a superare, sebbene non con troppa facilità, anche gli incassi sbalorditivi del primo episodio (terzo incasso della storia dopo "Avatar" e "Titanic")


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#92 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 18 maggio 2015 - 07:47

Grazie veg, m'ero svegliato col cruccio stamane, mi hai tranquillizzato.


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#93 neuro

neuro

    king (beyond the wall)

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Inviato 18 giugno 2015 - 09:23

non so perchà ripensavo a sto film e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata Scarlett imprigionata con una radio - in effetti inaccettabile, siamo sui livelli della prigione senza una guardia dell'ultimo batman...

 

ho tolto mezzo punto al voto e ho riflesso su quanto l'adrenalina dei cazzottoni e delle scarlets abbia influito sul mio primo giudizio del film........


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