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American Sniper (Eastwood, 2015)


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123 replies to this topic

#121 piersa

piersa

    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 30 aprile 2015 - 15:55

Ma infatti lui si era messo comodo nella bara ;)
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#122 Noah

Noah

    pivello

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Inviato 30 aprile 2015 - 15:55

Stavo per scriverlo io.

In che senso personali?

 

Eastwood abitualmente sceglie una sceneggiatura che gli piace e la filma così com'è, senza storyboard, velocemente e con pochi ripensamenti.

In tal senso non è mai stato altro che un (buon) esecutore. :-)


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#123 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 30 aprile 2015 - 16:31

Non direi, proprio il fatto che produca i suoi film sin dagli anni settanta, scelga le sceneggiature e le giri alla sua maniera (che è ben nota e troppo lunga da spiegare qui) ne fa di fatto un autore, anche quando gira film meno sentiti come gli è capitato spesso ultimamente.

Del resto il suo tocco mi sembra riconoscibilissimo così come quello di uno Spielberg o di un De Palma e di altri registi che raramente si scrivono i film che dirigono.


  • 0

#124 Jack DiSpade

Jack DiSpade

    Critico proto-punk

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Inviato 01 giugno 2015 - 06:40

La visione di Eastwood è infatti grossolana, monolitica, senza alcun tentennamento o riflessione: gli Usa sono i buoni e gli iracheni sono i cattivi in una rappresentazione manichea che non viene mai messa in dubbio nel corso dell’intero film che non solo non prende in considerazione ma proprio non contempla minimamente  il punto di vista e  le possibili ragioni del nemico.

 

 

è la visione di Kyle non di Eastwood ( o forse sì, ma il punto è che non è l'ideologia di questo film). è un biopic sempre addosso al protagonista, dove è mostrata solo la sua prospettiva; la domanda che si pone è: qual'è il percorso che conduce un essere umano a diventare un simile fascistone? Si può discutere sul fatto che questa impostazione sia o meno intrinsecamente reazionaria, ma è un errore confondere il racconto con il suo oggetto; per lo stesso motivo non ritengo Whiplash un inno all'arrivismo riccardone.

 

Le storture del modo americano ci sono, ma sono limitate   quello che Kyle può vedere: bambini che si picchiano a sangue, padri con la cinghia, soldati vigliacchi , famiglie trascurate, lui stesso parte uccidendo donna e bambino. Il suo è uno schema di pensiero molto semplice dove lui è il cane pastore e "deve rispondere a Dio per ogni colpo sparato", le ragioni dei lupi e delle pecore non gli interessano, per loro prova solo disprezzo (i primi piani a stringere sulla sua faccia quando sente i discorsi dei compagni). Il film deve mostrare immagini che corroborano questa sua visione manichea, non quelle che potrebbero metterla in dubbio. In guerra il soldato assiste a orrori impossibili nella realtà civile ed è naturalmente a proiettare tutto in direzione del nemico per dargli un senso e darsi uno scopo, divenendo un'arma non pensante. Poi ok, si poteva evitare il bambino trapanato, è una scena sicuramente eccessiva, ma pur sempre funzionale.

 

Poi boh, forse sono io troppo chiuso che nel soldato merregano non riesco a vederci niente di positivo o giustificabile, ma non mi pare propio un personaggio che cerca l'immedesimazione e l'empatia con lo spettatore, anzi pare sempre molto distante, freddo, quasi assente.


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