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L'amore Bugiardo - Gone Girl (Fincher, 2014)


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89 replies to this topic

#61 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

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Inviato 04 gennaio 2015 - 16:43

C'hai ragione paloz. La cosa mi infastidisce un po', come per cinemaniaco forse.

 
io mi riferivo a the social network. gone girl > the social network

i difetti che ho riscontrato in gone girl neanche me li ricordo più ma devo averli scritti ad inizio topic ashd


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#62 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 04 gennaio 2015 - 16:44

Sì sì anche io parlavo di Social Network. Che comunque mi è piaciuto, però l'eccessività mi stona sempre.


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#63 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

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Inviato 04 gennaio 2015 - 16:55

Sì sì anche io parlavo di Social Network. Che comunque mi è piaciuto, però l'eccessività mi stona sempre.

 

ah ero stato tratto in inganno dal resto del post in cui poi parlavi di gone girl :D


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#64 tiresia

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    Sue Ellen

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Inviato 05 gennaio 2015 - 10:14


Incomunicabilità 2.0, scontro fra realtà e apparenza, inutilità della verità (la verità non esiste), ricerca, fallimentare?, di una identità, recita.
E’ un film affascinante, associa un giallo/noir con tanto di sparizione/ricerca del colpevole, indagine poliziesca e difesa ad una esposizione del problema della realtà e della finzione aggiornata all’oggi. Se il nocciolo giallo per gli smagati fruitori del cinema diventa dopo 20 minuti chiaro, è invece il come si affronta la caccia che è importante, Fincher sposa Hitch qui perché serve un McGuffin, Nick è colpevole? Amy si vendicherà? (ok, anche Vertigo alla lettera per il travestimento/morte apparente), ma in verità il problema è entrare nella testa degli altri, capire cosa sia la vita, arrivare alla conclusione che la verità non esiste, peggio, non è importante, che non abbiamo identità se non nel rapportarci agli altri e mutiamo continuamente perché siamo quel che vogliamo essere per gli altri.
In questo modo lo stolido marito si chiede come srotolare il cervello della moglie, ma in verità è un uomo arreso che non conosce il senso della vita e che ha smesso di giocare (tutto master mind con la gemella condensa il film), smettere di giocare, play, recitare, è una colpa gravissima, cambiare palcoscenico ancora di più. Una volta che il tradimento si è compiuto, ossia lui ha disatteso al suo ruolo di piacere alla stronza moglie, benché abbia concorso alla cosa la crisi sociale/economica, ecco che si scatena la vendetta. E contemporaneamente la moglie svuotata e cancellata nel rapporto di coppia, lui non la vede più, la donna che finge, gioca un ruolo, sempre (i genitori sono i personaggi peggiori, ma in fondo il marito la chiede in moglie al party di fidanzamento del suo personaggio inventato, ossia la messa in scena di un evento falso, di un personaggio falso diventa lo sfondo di un evento che chissà perché dovrebbe essere vero), in cui assume il meglio che l’altro desideri, come il suo alter ego romanzato è il punto di arrivo per le bambine che leggono, è l’esasperazione parossistica di una appropriazione di identità attraverso un sapiente uso dei mezzi finzionali dominanti. E all’inizio la sua identità si sarebbe saldata solo nella sua vera sparizione, ossia nella sua vera morte, ossia nella negazione concreta di sé, la negazione del nulla, perché Amy ha in programma di uccidersi davvero. Ma nel corso del film la sua recita a favore del pubblico, della polizia, di tutti la rende persona perché recita per altri sì (e come potrebbe mai non farlo?), ma ponendo al centro se stessa: ecco che il suicido non ha più senso, il senso è la consapevolezza della finzione.
Fincher ci lascia correre dietro al giallo, ma semina la nichilistica analisi dell’individuo (nessuno dei due protagonisti è vero, tutti e due recitano l’uno per l’altro, tutti e due infatti sono doppi), della famiglia (ah la famiglia fulcro di disattenzione, strumentalizzazione, fucina di denaro, idealizzazione della prole, imposizione di un ruolo fra padri e figli esemplari che non esiste, ma che concorriamo a credere esista), del mondo del lavoro che dice qualcosa di noi (oggi noi non siamo se non quello che facciamo) e quindi ci annienta se nulla facciamo, della società della comunicazione potenziata dalla tecnologia che esaspera il meccanismo di inclusione/esclusione fino a decidere anzi tempo, sopra tutto il destino di una persona (emblematico il sorriso, Nick sorride sempre, quel fotogramma lo crocifigge indipendentemente da tutto, perché la percezione, massificata, decide umoralmente d’istinto).
Film molto denso. Perché il gioco/play è la messa in scena per eccellenza e questa è solo la vita, tutta, un esporsi ad una platea (che sia una persona, ossia il coniuge, la sorella, il figlio, la madre o una cittadina o una nazione intera non importa), una interpretazione continua di ciò che possa essere più accettabile. La nudità finale dei due coniugi è emblematica, solo se accettano nudi di non amarsi, di essere colpevoli ecco che la complicità può creare una nuova perfetta costruzione del reale che sia però consapevolmente accettata dai due.
Non trovo interessanti le chiacchiere intorno alla misoginia, Amy è il personaggio dominante e vincente, ci sono due personaggi femminili “positivi” e sconfitti (ma positivi in quanto sconfitti?), ma il vero dominio è di Amy che incassa, si ribella, cade e si rialza e rilegge la realtà a sua immagine e a suo servizio strumentalizzando tutti.
Certo qualcosa non quadra sul finale.
Molto bella la colonna sonora. In questo film vedo tanto, tanto Mamet

Concordo con cHi ha detto che registicamente però si inventi un po' poco


  • 8

#65 LukakuFakeTroll

LukakuFakeTroll

    TOPAZIO

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Inviato 05 gennaio 2015 - 16:01

SPOILERI probabili

 

Visto ieri, non mi è affatto dispiaciuto, ma ho diversi dubbi specialmente sulle polemiche di gender.

Intanto penso si dovrebbe distinguere tra misoginia, maschilismo e anti-femminismo, che possono essere più o meno correlati, insiti nel cervello rettile (vabbè), etc, ma che sono cose un po' diverse.

Ho letto un articolo secondo cui il film sarebbe misogino, a cura di una femminista. In seguito uno che diceva il film essere il più femminista in vari lustri di mainstream, indovina indovinello: a cura di un uomo [bianco, probabilmente etero, probabilmente cis-gender, sicuramente senza skinny-privilege asd].

Quest'ultimo cercava di dimostrare la sua tesi sottolineando come Amy fosse al centro della scena, protagonista e agonista. Il primo articolo invece lamentava lo stereotipo della donna intelligente-fredda-infertile-manipolatrice-... . Inoltre segnalava le difficolà del film nel passare il Bechdel test, ossia avere svariati personaggi femminili che parlino tra loro e non di un uomo, non male.

Eppure il giudizio si focalizzava, secondo me a torto, sulla colpevolizzazione della donna Amy, che nella storia è effettivamente una socio/psicopatica assassina, cazzo, non è solo dipinita come tale! Non si concentrava invece su spunti come l'assoluzione dei maschi, o su come non tanto le donne, pardon, le upper-middle class heterosexual white women [sic, mi pare], quanto piuttosto le donne imbevute di un femminismo ottuso e corrotto fossero maligne, senza offrire un modello maschile completamente colpevole, o un femminismo più puro. L'articolo avrebbe potuto approfondire questi temi, per quanto ancora discutibili sarebbero state le affermazioni.

Io credo che l'importante, nel film, sia come al raffazzonato finale i due si trovino proprio complici, dicendoselo e dicendocelo in faccia e dallo schermo. Non sono sicuro che un film abbia il dovere di mostrare tutte le sfaccettature possibili nei tipi umani e avere una donna buona per ogni cattiva, etc (nessuno parla dell'unico nero del film? Che è smooth as fuck con quella barba, ma potrebbe essere comunque criticato come magical negro della situazione, a volerlo fare; io non voglio). Questo film, però, un po' la chiama, perché a mio parere c'è un anti-femminismo voluto e suggerito, dove il femminismo osteggiato è quello inquinato delle blogger o strumentale di certe star, magari. Si potrebbe quindi discutere della genuinità della critica o dell'influenza su questa di un maschilismo o una misoginia impliciti e precedenti (cosa già fatta, parlando di Fincher).

Il dibattito negli USA su questi argomenti evidentemente va anche in TV ma ignoro, sull'Internet mi pare viaggiare forte e come tutte le questioni complesse discusse ampiamente, è fisiologica una semplificazione e la proliferazione di approcci parziali, inadeguati, palesemente stupidi e quant'altro da parte di tutte le possibili fazioni. Non vorrei si pensasse che io abbia da dire a riguardo asd ma seriamente sarei interessato a leggere delle analisi che mi dicano qualcosa che non so, che non avrei potuto pensare da me, che poi concordi o meno. Ho cercato poco e male, ma le prime mi sono sembrate sciape.

 

Cambiando tematiche, sì, trovo anche io il primo tempo gestito molto meglio (addirittura poteva suicidarsi davvero, ma per cos'erano, i gran soldi?) mentre quel poco che posso dire di regia e fotografia è che le ho trovate molto simili alle serie TV. Sarà perché guardo più serie che film, e perché ne guardo di ottima qualità (non c'è dubbio!).

 

Fin.


  • 0

A proposito del Maurizio Costanzo show, a me l'ospitata del Joker al programma del personaggio di De Niro ha ricordato una di Aldo Busi, ma proprio uguale, compreso il balletto con cui si presenta al pubblico. Dubito che Phoenix si sia ispirato a quella, ma in certe parti, quando si mette a checcheggiare, la somiglianza era impressionante.

il primo maggiorenne che vedrò vestito da joker a carnevale, halloween o similia lo prendo per il culo di brutto
minimo un A STRONZOOOO, ANCORA STU JOKER? STRONZOOOO, vieni a casa mia che ho bisogno di una mano a sgomberare la mansarda, STRONZOOOO

There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

Man the sum of his climatic experiences Father said. Man the sum of what have you


#66 Norman Bombardini

Norman Bombardini

    Enciclopedista

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Inviato 05 gennaio 2015 - 16:06

SPOILER INTEGRALE

bello molto e dice benissimo Tiresia qui sopra: è un noir/giallo alla De Palma (quindi Hitchcock) che però scava con un'analisi su società e individuo, il tutto per 150 minuti che volano con grazia ed equilibrio, una sola scena forte in tutto il film (l'omicidio). E' giusto un filo troppo condensato il finale.

Amy mi ha ricordato molto la Claire (o Frank) di House of Cards (di cui Fincher è produttore esecutivo nonché regista di uno o due episodi), sembra quasi che Fincher abbia preso quel personaggio e l'abbia approfondito, narrando come si fa a diventare così e andando poi oltre (Claire e Frank Underwood alla fine si amano, così pare anche non si sa se è finzione).
Amy e Nick sono due belli che si piacciono ma in seguito l'amore diventa odio per poi ridursi quasi a uno scherzo, a una grande presa per il culo.
Davvero affascinante come la verità, che sarebbe la conclusione di ogni giallo, venga sbeffeggiata a più riprese, con il clou che viene raggiunto con lui che recita alla TV per Amy e così facendo l'apparenza cambia per l'ennesima volta la verità delle cose e non perché lei si faccia abbindolare: Amy sceglie come devono essere le cose, di come sono in realtà se ne frega bellamente, difatti va oltre subito dopo reiterando il gioco del film.
Il delirio/finzione di Amy (Kim Novak, dice bene Claudio) vince agilmente sulla realtà e il narcisismo fa a pezzi l'amore: molto amaro anche perché molto realistico.

Affleck azzeccato nel ruolo e Rosamund Pike meravigliosa, la sposerei domani una stronza così e mi sa che non sono il solo. Alcuni momenti di lei da sballo: quando scuote la testa dopo l'omicidio per scacciare i sentimenti/l'orrore, quando vede la confessione (finta) di lui alla TV e mangia qualcosa tipo una creme caramel in compagnia di quello che farà fuori, quando lui la sbatte contro il muro ("I'm that cunt!"), quando cazzia lui in doccia mentre si lava via il sangue e tante altre. Interpretazione super e lei bellissima (per i miei canoni).
Il finale mi è piaciuto non poco, opportunamente segnato dalla funzionale musica di sor Trent&Atticus, con lei divina che prima si volta incazzosa e poi si addolcisce e quelle frasi che, per una volta, sono interrogativi di sostanza. 

 


 


  • 3

#67 Jack DiSpade

Jack DiSpade

    Critico proto-punk

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Inviato 05 gennaio 2015 - 17:55

tutti i miei amici non cinefili che ho sentito lamentano la lunghezza eccessiva (che ho leggermente sofferto pure io) e una certa prevedibilità\inutilità dal plot twist in poi. Possibile che un film debba pagare pegno per essersi discostato di poco dai paradigmi?

Le donne in generale hanno apprezzato poco: sono portate a proiettarsi sulla pike, per poi scoprirla aberrante e non riescono a simpatizzare con affleck che alla fine è uno smidollato fedifrago che porta avanti una relazione con un bel faccino e una mossettina da rubacuori.


  • 0

#68 Greed

Greed

    passive attack

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Inviato 06 gennaio 2015 - 18:19

Ieri ho rivisto Film Bianco. Quando il protagonista Karol inscena la sua morte e Dominique/Julie Delpy viene accusata, ho avuto un cortocircuito, e ho pensato che qui è il maschio che vince, ma con un piano e una strategia decisamente più terra-terra, che infatti prevedeva anche la scopata finale, rispetto alla diabolicità e genialità totale di Amy :D


  • 2

#69 John Trent

John Trent

    Genio incomprensibile

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Inviato 06 gennaio 2015 - 18:28

Mi è venuto in mente adesso: certo la riflessione sulle immagini e su come possano manipolare le tue idee è molto forte nel film ed è ottimamente rappresentata dalla stessa identica inquadratura che viene messa all'inizio e poi alla fine del film,
Spoiler
.
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#70 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 06 gennaio 2015 - 19:01

in effetti Fincher non fa passare neanche 3 secondi che già punzecchia lo spettatore  asd

When I think of my wife, I always think of the back of her head. I picture cracking her lovely skull, unspooling her brain, trying to get answers. 


  • 1

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#71 Norman Bombardini

Norman Bombardini

    Enciclopedista

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Inviato 07 gennaio 2015 - 00:20

Mi è venuto in mente adesso: certo la riflessione sulle immagini e su come possano manipolare le tue idee è molto forte nel film ed è ottimamente rappresentata dalla stessa identica inquadratura che viene messa all'inizio e poi alla fine del film,

Spoiler
.

 

in realtà sono diverse, nella finale lei si addolcisce (ha vinto) mentre nella prima resta tesa tutto il tempo. Teoricamente nella prima scena aveva in mente il suicidio e tutto il resto. Quindi anche questa scena ripetuta può essere letta esattamente in maniera opposta a quello che sembra, probabilmente (per me) va letta così...


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#72 ucca

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:05

Si tratta però di un giallo, oltretutto di Fincher, non può passare così in secondo piano, per me, la coerenza narrativa. Tanto più considerando che il primo tempo (quello si, perfetto) induce lo spettatore ad un approccio fortemente razionale ed uno sviluppo più verosimile della storia. Non boccio in toto il film però ho sofferto lo scollamento tra i due tipi di approccio, come se lo sceneggiatore non fosse riuscito, nella seconda parte, a chiudere il cerchio aperto con il magistrale thrilling indotto all'inizio, ricorrendo qua e là a qualche scorciatoia narrativa.

 

Io l'ho visto ieri e devo dire che per fortuna non l'ho visto al cinema sennò sarei venuto qui dentro con un lancia fiamme.

Questo film è un'emerita stronzata, e sarebbe stata la seconda volta (dopo i guardiani della ceppa) che spendo soldi a vanvera.

Questi sono i problemi che ho riscontrato:

 

Prima parte: una serie di clichè, non c'è alcun amore tra i due. Ma solo battutine e cazzate, questo inficia tutta la seconda parte.

Qualcuno ha citato Hitchcock, stocazzo. Stiamo parlando di un regista che due tocchi ti disegnava un personaggio, qui avevamo due capre che facevano gli spiritosi. La scena dell'anello davanti ai blogger assolutamente improbabile e gratuita. Voglio dire, qual è il tuo obiettivo? Fami capire che è una bella storia d'amore o che è una storia di merda fra due deficienti? Nel secondo caso, ripeto, non stai mettendo in discussione l'amore borghese, ma l'amore fra due cretini. E fra due cretini può succedere qualsiasi cretinata, non ha alcun interesse.

 

Seconda parte: dopo avermi (personalmente) fatto detestare quei due, mi porti dentro un thriller abbastanza interessante. Ok, perà scrivila una sceneggiatura. Lei si dà una martellata in testa, mah! Poi pensa al suicidio (e perchè? non è nel personaggio..non è depresso..è cinico!). dopodichè la vicenda con il suo ex (anche qui, eccessiva, dà le capocciate al muro, gli taglia la gola e si fa ricoprire di sangue tipo Carrie, tutto gratuito). Finisce questa parte (che perlomeno ha una certa tensione, grazie soprattutto alle musiche di Trent Reznor) con l'apoteosi della cazzata. Lei torna tutta coperta di sangue. La ricoverano, e poi la rilasciano (dopo averla interrogata in 20? una che ha subito uno stupro ed è stata torturata?) ancora ricoperta di sangue..voglio dire, almeno lavala. Le fanno le analisi vaginali ("è stata stuprata") ma non si merita una doccia. Vabbè lo stesso Ben Affleck fa  notare come la sua storia non stia in piedi (una legata che sgozza un altro..movente? boh) ma passiamo subito alla distruzione dell'istituzione matrimoniale (e perchè non distruggere l'istituzione "cresima"?). Tralasciando l'inutilità del distruggere una cosa già distrutta (e in questo caso nemmeno mai esistita), il film si conclude con loro che diventano famosi tipo obama e la first lady. 

 

 

Ma la cosa che funziona meno, è l'immedesimazione con i personaggi, che è inesistente. Ben Affleck è lo Stefano Accorsi americano..non puoi pensare di farlo recitare se in un film tipo la carica dei 101, insomma con dei suoi simili.

 

Concludo con la mia personalissima e opinabilissima valutazione:

Voto: 3

Consiglio: andate a vedere The Prisoner piuttosto.


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#73 Seattle Sound

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:20

Ben Affleck è lo Stefano Accorsi americano..non puoi pensare di farlo recitare se in un film tipo la carica dei 101, insomma con dei suoi simili.


anche questa però è un uscita tutta gratuita dai asd

 

negli ultimi anni anche se non sarà mai il Ganso del mondo attoriale ha dimostrato in più di un film di sapere tenere un ruolo molto bene riuscendo a riacquistare una credibilità che aveva totalmente perso coi film degli anni '00


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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#74 100000

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:21

Boh, secondo me infatti non è richiesta nessuna immedesimazione nei personaggi e quel che si attacca non è il matrimonio (e non capisco perché sia scritto un po´ ovunque, forse perché è la cosa più facile da dire), ma la finzione totalizzante all´interno della società moderna (americana), la creazione dello script delle proprie vite, in un metacortocircuito dove non importa più dei buchi di sceneggiatura (che ci sono, ma ribadiscono che è più importante l´apparenza e la coerenza della storia che si sono già immaginati e scritti i personaggi piuttosto di quella -vera(?)- che abbiamo visto noi spettatori esterni).

Ok, non so se ho scritto cose sensate e/o giuste, ma ho provato a risponderti.


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#75 ucca

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:29

va bene, quindi sei d'accordo che:

- gli attori non consentono alcune immedesimazione

- la sceneggiatura è piena di buchi

- della regia se n'è già parlato

 

cosa resta? voglio dire, perchè uno va a vedere un film? Se lo scopo era farci capire che viviamo nella società della finzione poteva rilasciare un'intervista.


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#76 Tom

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:40

Prima parte: una serie di clichè, non c'è alcun amore tra i due. Ma solo battutine e cazzate, questo inficia tutta la seconda parte.
Qualcuno ha citato Hitchcock, stocazzo. Stiamo parlando di un regista che due tocchi ti disegnava un personaggio, qui avevamo due capre che facevano gli spiritosi. La scena dell'anello davanti ai blogger assolutamente improbabile e gratuita. Voglio dire, qual è il tuo obiettivo? Fami capire che è una bella storia d'amore o che è una storia di merda fra due deficienti? Nel secondo caso, ripeto, non stai mettendo in discussione l'amore borghese, ma l'amore fra due cretini. E fra due cretini può succedere qualsiasi cretinata, non ha alcun interesse.

 

Non mi è chiaro se ti è chiaro che SPOILER tutto quello che si vede di loro nella prima parte è falso, un'invenzione "letteraria" di lei.

Da quel che scrivi direi proprio di no.


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#77 William Blake

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:43

no, Tom, la prima parte è veritiera. infatti, la detective prima di chiedere a Dunne se la picchiasse, gli chiede se l'avesse baciata sotto la "nevicata" di zucchero e lui conferma. lei fa un'ottima opera di rendere romanzesca la sua vita (come faceva sua madre) per poi deviare dalla realtà quando doveva mostrare il marito come un mostro


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#78 100000

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:44

Vabbè, che non si cerchi immedesimazione nei personaggi != tutti gli attori sono dei cani (anzi, lei mi sembra molto brava, ma poi anche lui il suo ruolo lo fa bene)
Regia normalizzata != regia di merda (la fotografia mi piace molto, le musiche anche)
Sceneggiatura piena di buchi != sceneggiatura di merda, questo è il nodo: è un film che parla sopra le semplici vicende dei protagonisti, non l´ho visto come un thriller trama-oriented (vedi anche il mio topic in Letteratura, tanto per fare gli egocentrici), il cuore della questione è perfettamente rappresentato nelle poche sequenze coi genitori ad esempio (secondo me). Il resto poteva essere costruito meglio (dal punto di vista del puro thriller) o i buchi/semplificazioni sono state lasciate apposta per ribadire un concetto? Di questo possiamo parlarne, ovviamente ho un´idea che non so se è quella del regista.


  • 0

#79 William Blake

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:45

Sceneggiatura piena di buchi != sceneggiatura di merda, questo è il nodo: è un film che parla sopra le semplici vicende dei protagonisti, non l´ho visto come un thriller trama-oriented (vedi anche il mio topic in Letteratura, tanto per fare gli egocentrici), il cuore della questione è perfettamente rappresentato nelle poche sequenze coi genitori ad esempio (secondo me). Il resto poteva essere costruito meglio (dal punto di vista del puro thriller) o i buchi/semplificazioni sono state lasciate apposta per ribadire un concetto? Di questo possiamo parlarne, ovviamente ho un´idea che non so se è quella del regista.

 

tutta la prima parte è trama-oriented, anzi è proprio lo svelamento a ritroso dei dettagli narrativi a dare il ritmo e tensione al film.


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#80 Tom

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Inviato 12 gennaio 2015 - 12:51

no, Tom, la prima parte è veritiera. infatti, la detective prima di chiedere a Dunne se la picchiasse, gli chiede se l'avesse baciata sotto la "nevicata" di zucchero e lui conferma. lei fa un'ottima opera di rendere romanzesca la sua vita (come faceva sua madre) per poi deviare dalla realtà quando doveva mostrare il marito come un mostro

 

Ma certo che alcuni dettagli sono veri, ma resta pur sempre il fatto che quei flashback non sono la "realtà" del film, ma la ricostruzione che ne fa lei sul diario, esattamente come i romanzi dei genitori si ispirano alla vita della figlia, ma continuamente deformandola.


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