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Sassofono | #lostatodellarte


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14 replies to this topic

#1 paloz

paloz

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Inviato 30 settembre 2014 - 09:32

Gli anni '80 volevano convincerci che il sassofono fosse lo strumento più brutto dell'universo.

Per fortuna le avanguardie continuano a smentire questa falsa credenza.

 

Topic di consigli / discussioni teorico-storiciste etc. su tutti i tipi di sassofono.

Album solisti ma anche performance di gruppo dove il sax spicca in modo particolare.

 

Evitiamo i classiconi del genere e muoviamo possibilmente verso le ultime tendenze, oppure su ripescaggi di avanguardisti passati sotto silenzio. Insomma, non Coltrane.

 

--

 

[Tempo fa mi pare che più d'uno "lamentasse" la consacrazione indie di personaggi come Mats Gustafsson e Colin Stetson, che ciononostante rimangono due dei talenti più fulgidi della nuova scena avant-jazz.]

Faccio il punto su altre uscite recenti che potrebbero incuriosire:

 

 

Keir Neuringer - Ceremonies Out of the Air [avant-jazz, impro]

 

neuringerOR_1410770353.jpg

 

Recensione su :OR:

 

Brani solisti lunghi e meditativi, grande perizia tecnica giocata sulla continuità del suono più che sulle sparate virtuosistiche, ma sempre con forte sentimento. [Non mi dilungo perché c'è la rece]

 

 

Battle Trance - Palace of Wind [avant-jazz, post-minimalism] (2014)

 

battletranceOR_1409840341.jpg

 

Recensione su :OR:

 

Questo sul versante della composizione contemporanea, interessante aggiunta al repertorio per quartetto di sax sulla quale però si poteva osare un po' di più. [vedi sopra]

 

 

Tomas Korber - Musik für ein Feld [Konus Quartett] [lowercase] (2014)

 

korber.jpg

 

Qui siamo sulla più perversa cazzavanguardia "microsound": silenzio quasi ininterrotto con brevi momenti di soffi e battiti impercettibili. Personalmente mi ha annoiato molto, anche se il silenzio non mi spaventa di certo. Su rym (me l'ha auto-consigliato lui) invece ha riscosso un po' più di successo, per qualche strano motivo - e questo va soltanto a danno di noi ascoltatori pretenziosetti.

 

 

Infine segnalo un grandissimo che sto approfondendo solo adesso, John Butcher. Lo avevo sentito l'anno scorso in trio con Lehn e Tilbury, dove comunque dava gran prova di controllo ed espressività, mentre ultimamente ho ascoltato l'ottimo "The Geometry of Sentiment", titolo azzeccato per una serie di brani che, pur esibendo un virtuosismo sbalorditivo, hanno un'organicità interna che li rende perfettamente coerenti e autonomi, come un gruppo di quadri astratti che lasciano trasparire perfettamente il loro senso ultimo. Straconsigliato.

 

Geometry+Of+Sentiment+JohnButcherTheGeom


  • 2

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2 Trespy Sledge

Trespy Sledge

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Inviato 30 settembre 2014 - 09:36

Gli anni '80 volevano convincerci che il sassofono fosse lo strumento più brutto dell'universo.

 

 

<_<


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#3 slothrop

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Inviato 30 settembre 2014 - 10:39

ottimo thread. Qualche anno fa ero intrippato con sta roba, certamente Butcher è un grandissimo e il suo album di svolta credo sia 13 friendly numbers uscito una ventina d'anni fa. Tralasciando i nmperign di cui abbiamo parlato spesso, chi va in cerca di sassofono avant, magari solista, non può precindere dal Giappone.
Come listina veloce io direi, stando solo sul solismo:

Kaoru Abe - Mort a credit
Akira Sakata - The tale of the Heike
Masayoshi Urabe - Ware Wa Seidai No Kyōjyō Zo
Tamio Shiraishi - 地下鉄 (Psf, 2010, Nyc Subway)
Katsura Yamauchi - Asami
Masahiko Okura - Time Service


Se poi siete masochisti ci sono anche Mochizuki Harutaka e Takayuki Hashimoto dei .es
Roba tirata, eh. Posso approfondire su richiesta.
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#4 paloz

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Inviato 30 settembre 2014 - 10:52

Masahiko Okura - Time Service

 

Questo è l'unico che conosco - citato anche nel mio speciale sulla non-musica e nel tuo "onkyo anch'io". :D

Mi segno l'altro disco di Butcher, voglio approfondire la sua discografia.

 

 

Proseguo con una mezza provocazione:

 

i contributi di avanguardisti come Braxton e Broetzmann sono innegabili e penso che gran parte di quel che abbiamo ora su questo versante sia dovuto al loro lavoro. Mi sembra però che i talenti emergenti di oggi abbiano una consapevolezza ancor maggiore dello strumento e una straordinaria capacità di declinarne le tecniche in forme più ordinate e "sensate".

Stetson ha sicuramente dalla sua una certa orecchiabilità dovuta alla ripresa degli stilemi post-minimali (che lo rendono più avvicinabile da parte di un pubblico ampio), ma anche gli altri colleghi sopracitati, secondo me, riescono in qualche modo a "superare" le improvvisazioni di stampo braxtoniano (ma anche i primi vagiti zorniani), che nella forma libera celavano anche un'indeterminatezza, un caos che forse non si era ancora in grado di controllare; c'era tanta voglia di trovare nuovi suoni e nuove intensità, ma completamente a scapito di un ascolto "bello".

Credo che la scena giapponese si ponga ancor meno il problema di creare composizioni quasi-tonali, e che anzi muova consapevolmente verso il più totale astrattismo.


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#5 slothrop

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Inviato 30 settembre 2014 - 11:27

sono d'accordo in linea generale con quel che dici, del resto Braxton e Brotz partivano dalle ceneri del free-jazz che a suo tempo incarnò l'estetica del "brutto" come nessun altro genere. Il minimalismo è invece proprio la via maestra per provare a uscire da questa cosa: Stetson l'ha fatto con esiti addirittura commestibili a platee poco alfabetizzate alle musiche difficili, su un terreno simile - proprio suonando Reich con il sax - c'è la giapponese Ono Ryoko, comunque meno indie-friendly e forse più idealmente figlia dei Lounge Lizards, ma in salsa nippo-pastello.

Molti dei musicisti che ho citato vanno completamente a culo del tonalismo e della composizione, è vero, Shiraishi (attivo da 35 anni) e Yamauchi sono davvero estremi, Okura lo è a modo suo ma a mio parere non è così lontano dal minimalismo, come non lo è il Butcher che consigliavo; Urabe è un sassofonista selvaggio e "psichedelico", notturno e rituale, a culo l'idea della costruzione ma in quanto a ricreare atmosfere avvolgenti è un gigante. Invece Sakata oltre ad essere un mostro di tecnica non perde mai di vista il bello. Potrei consigliare tante cose sue, quel disco lì è un solo con tantissimo recitato tradizionale e degli assoli di sax limpidissimi e veramente poetici.
  • 1

#6 paloz

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Inviato 15 luglio 2016 - 09:05

 
mg50OR_1468344640.jpg
 
Stato dell'arte impro-jazz in Scandinavia. 50 anni ruggenti.

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#7 paloz

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Inviato 19 settembre 2016 - 08:51

Secondo album del quartetto di sax soprano Battle Trance.

Meglio. :OR:

 

 

battletrance16OR_1474043119.jpg


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#8 paloz

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Inviato 23 gennaio 2019 - 20:34

Notevole, davvero notevole debutto su Clean Feed del giovane napoletano Antonio Raia, sax solo. Deviazioni e contorsioni su temi popolari, un soffio grezzo ma dell'anima.

Abbiamo anche la conferma dell'eminente vuvu su :OR:

 

 

cf485cd-600.jpg

 

Spotify


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#9 guast

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Inviato 24 gennaio 2019 - 08:11

Antonio ha fatto un grande album, davvero.

Per chi non lo sapesse, finora aveva sempre suonato "per altri", ultima in ordine di tempo Caterina Palazzi.

Da solista non poteva esordire meglio.


  • 0

#10 beatoangelico

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Inviato 24 gennaio 2019 - 15:44

l'ho ascoltato un po' l'altro giorno, non male... anche se non sono un grande fan del sax solo.


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#11 Bernardus

Bernardus

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Inviato 30 gennaio 2019 - 00:50

Personalmente adoro Colin Stetson che più che un sassofonista è un viaggiatore della musica. Ha suonato con mezzo mondo, tra gli altri con Tom Waits. Di suo ti consiglio Stones del 2012.

 

Non avrai un sax datato, figlio dello swing o del bebop ma un jazzista veramente attuale che conosce bene la necessità di suonare musica improvvisata abbracciando le più disparate influenze e generi musicali. Questo dovrebbe essere fare jazz nel 2019. 


  • 0

#12 paloz

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Inviato 30 gennaio 2019 - 08:42

Colin Stetson lo si dava per scontato.


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(Samuel Beckett, Malone Dies)


#13 guast

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Inviato 02 aprile 2019 - 09:43

Segnalo l'intervista di Giuliano ad Antonio Raia: http://www.ondarock....antonioraia.htm


  • 0

#14 lazlotoz

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Inviato 04 aprile 2019 - 16:37

Stasera mi vado a sentire Colin Stetson. Vediamo che combina il ragazzo.


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#15 lazlotoz

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Inviato 05 aprile 2019 - 09:04

Stasera mi vado a sentire Colin Stetson. Vediamo che combina il ragazzo.

 

Che bestia.

Davvero un super concerto. Ha pure avuto la sfiga di rompere due sassofoni su tre che ne aveva, eppure ha gestito la roba in maniera pure simpatica (ecco tutto avrei detto fuorché risultasse simpatico Colin Stetson). 

È una roba di tecnica pazzesca elevata a potenza (pure nel senso di potenza fisica e sonora). Volendo pure riccardone in alcuni frangenti, ma ha ben gestito l'aspetto che meno mi piace della sua musica. Ma come per il metal, effettivamente anche qui la tecnica è indispensabile ed è parte dello show.

 

Il mio socio s'è pure preso delle droghe prima del concerto ed era ancora più contento di me.

 

Gran bel viaggione.

 

 

 

 

M'ha fatto strano vedere così tanta gente, non credevo fosse uno famoso fra gli hipster. 


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.





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