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A Winged Victory For The Sullen - Fuori Ora Il Nuovo "the Undivided Five" Su Ninja Tune, Ed È Un Altro Capo Alato


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64 replies to this topic

#61 Giubbo

Giubbo

    Classic Rocker

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Inviato 06 novembre 2019 - 10:54

ordinato ieri su Boomkat.

 

come dice Paloz, è musica tutt'altro che di sottofondo: è molto complessa sia a livello compositivo che a livello di progressione dei brani. è musica che dona pace, ma solo se si parte avendo già quel minimo di pace interiore tale per cui possiamo dedicarci in tutto e per tutto all'ascolto.

se siamo tormentati, quindi dedicando un ascolto disattento, è musica che non da niente. in questo è l'opposto della background music, che invece risulta piacevole se e solo se tenuta in sottofondo.


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#62 Ɲ●†

Ɲ●†

    Haunted

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Inviato 06 novembre 2019 - 11:02

Per me invece è musica tanto placidamente potente che è capace di mettere l'animo in pace anche e proprio nei momenti più tormentati (aka periodi di merda). Un toccasana.


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A chemistry of commotion and style

#63 paloz

paloz

    Poo-tee-weet?

  • Redattore OndaRock
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Inviato 06 novembre 2019 - 13:19

Il disco è veramente bello e quel mio 7 potrebbe essere anche un 7,5 - sebbene non mi risulti nuovo il talento del duo (già dal bellissimo esordio), e quindi sia stato un po' severo.

Ai più pigri però consiglio di ascoltare almeno il brano iniziale, una vera gemma.

 

 


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#64 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 06 novembre 2019 - 21:20

Ascoltata, è bella ma non ci sento nulla di particolarmente diverso dai loro standard, il lavoro sul suono come al solito è potente. La composizione boh, mi sembra abbastanza semplice.


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Statisticamente parlando, non lo so.


#65 Patrono

Patrono

    pivello

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Inviato 21 novembre 2019 - 17:23

A me sta piacendo molto. 

Inizialmente - come mi succede spesso - l'avevo trovato interessante ma monocorde e scolastco, gli archi mi parevano abbastanza uguali a se stessi, perlomeno a livello ritmico.

 

Ma è un disco che richiede il suo tempo, pazienza e ascolti mirati. E' ovviamente un cliché dirlo, ma è un disco che si rivela nei dettagli. Gli intarsi tra linee di archi e piano balzano all'orecchio subito, ma sotto c'è un rigoglio di pad e synth che si mescolano bene con gli strumenti acustici, 

E' questa mescolanza che rende interessante il tutto, più per il modo in cui viene fatta che non per la mescolanza in sé. Le parti si intersecano insieme e si rivelano ssolo per pochi attimi, la  fusione tra acustico ed elettronico è talmente calibrata che non capisci dove inizia uno e dove parte l'altro. 

Cosa che è pregio ma anche limite. 

 

Non è un disco che sconvolge, le progressioni sono abbastanza basilari, ma è fatto con una tale cura che proprio non puoi, dopo un po', perdertici dentro..

I suoni sono spettacolari, la ricerca dei riverberi naturali e da studio pure, ma vabbè, ci mancherebbe altro.

 

Comunque, nonostante quanto ho detto qui sopra, dei guizzi compositivi ci sono: gli archi del primo pezzo (secondo me il migliore), i bozzetti stile Satie della terza e ultima traccia, l'epica di Adios Florida...

 

Bella cosa. 


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