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Roman Polanski


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352 replies to this topic

#341 selva

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Inviato 21 novembre 2019 - 09:08

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#342 Giubbo

Giubbo

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Inviato 21 novembre 2019 - 13:33

Pure io l'avevo considerato un film minore all'uscita. Poi l'ho rivisto qualche settimana fa e tanto per cambiare e' il solito filmone.

 

lo consigliereste a uno che con i film storici classici fa un po' di fatica?


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#343 Tom

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Inviato 21 novembre 2019 - 13:50

Non saprei. Se uno fa fatica con un Repulsion o un Inquilino del terzo piano, che sono piu' potenti, diretti e "di genere", non credo che un film volutamente irrisolto e "sfocato" come Quello che non so di lei (che titolo demmerda) possa piacergli. Oppure invece si', se apprezza certa roba recente francese, tipo i film del co-sceneggiatore Assayas.


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#344 Giubbo

Giubbo

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Inviato 21 novembre 2019 - 14:39

Non saprei. Se uno fa fatica con un Repulsion o un Inquilino del terzo piano, che sono piu' potenti, diretti e "di genere", non credo che un film volutamente irrisolto e "sfocato" come Quello che non so di lei (che titolo demmerda) possa piacergli. Oppure invece si', se apprezza certa roba recente francese, tipo i film del co-sceneggiatore Assayas.

 

con "film storici classici" intendevo film piuttosto lineari su ricostruzioni storiche, non intendevo i classici di Polanski.

a me L'inquilino del terzo piane piace eccome, così come adoro Assayas (specialmente Personal Shopper), ma questo mi pare più una precisa ricostruzione storica di un determinato fatto, no?


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#345 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 21 novembre 2019 - 14:40

beh a me ha deluso proprio dopo aver amato Personal Shopper ashd

--- Giubbo, forse stai confondendo il penultimo Polanski con quello nuovo appena uscito sul caso Dreyfus
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#346 Giubbo

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Inviato 21 novembre 2019 - 15:03

ah ma voi stavate parlando di quello di 2 annni fa? mi ero confuso, dato che oggi esce proprio il suo ultimo film.

 

io parlavo di L'Ufficiale e La Spia (J'accuse).


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#347 Tom

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Inviato 24 novembre 2019 - 13:17

ah ma voi stavate parlando di quello di 2 annni fa? mi ero confuso, dato che oggi esce proprio il suo ultimo film.

 

io parlavo di L'Ufficiale e La Spia (J'accuse).

 

Avendolo visto ieri sera, ti posso rispondere.

Si' e' una ricostruzione storica accurata e splendida, e lo dice uno che non apprezza particolarmente l'approccio "period". Ma allo stesso tempo e' un magnifico film d'inchiesta, teso, inquietante, ma anche ironico. E' piu' una specie di "Tutti gli uomini del presidente" ambientato a fine 800, che non un classico film storico.

 

Dunque gran film, c'era da dubitarne?

 

Mi limito a notare una curiosa affinita' con l'ultimo Tarantino (che tra l'altro Polanski dice di non voler vedere e giudicare per comprensibili ragioni personali): come Tarantino con il personaggio di Pitt ha messo in scena il suo "supereroe" col superpotere della coolness, Polanski col personaggio di Dujardin/Picquart mette per la prima volta al centro di un suo film un personaggio ideale. Qui il tipico personaggio polanskiano e' il martirizzato, ma comunque poco simpatico, Dreyfus, che pero' appare pochissimo. E' sempre in scena invece un personaggio virile e sempre padrone di se stesso come Picquart che, senza quasi battere ciglio, e' pronto a mettersi contro tutto e tutti solo per puro spirito di giustizia e rettitudine professionale. Non mancano al personaggio ombre e ambiguita', ma credo che non ci sia persona che non sogni di potere mantenere la calma, il sangue freddo e il distacco aristocratico che il personaggio dimostra in tutte le situazioni descritte dal film. Il Jack Nicholson di Chinatown, forse l'unico altro protagonista polanskiano in cui era gradevole identificarsi, era sicuramente piu' simpatico, ma irrimediabilmente un loser.

 

Il doppiaggio per una volta non e' stato malaccio (a parte un paio di voci), ma occhio e croce ha smorzato l'aspetto grottesco di molte scene e personaggi. 


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#348 username

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    granita di gelsi rossi

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Inviato 24 novembre 2019 - 15:38

gran film
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#349 bluetrain

bluetrain

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Inviato 02 dicembre 2019 - 11:22

Visto finalmente ieri “L’ufficiale e la spia”. Come al solito Roman non delude, sfornando alla sua veneranda età l’ennesimo filmone.

Non si tratta di una pellicola polanskiana nel senso più stretto e claustrofobico del termine, ma il personaggio di Dreyfus – che, per quanto motore di tutta vicenda, è relegato ai confini dell’intreccio narrativo – è decisamente riconducibile alla poetica del nostro, non senza pennellate di tratti autobiografici, sotto vari livelli di lettura, non ultimo l’esilio quasi kafkiano sull'Isola del Diavolo (nome già di per sé evocativo).

Tolto questo aspetto – e tralasciando l’orrendo titolo italiano, ancora un volta – “J’accuse” è un contenitore che racchiude tante cose: è un film di spionaggio, è un film giudiziario, è un film in costume, è un film storico, ma al tempo stesso è un film attualissimo – e forse disilluso – che con la grazia di una randellata sulle gengive ci ricorda che i meccanismi dell’intolleranza verso il diverso – qua si punta il dito verso l’antisemitismo, ma il concetto può essere tristemente ampliato, se declinato in chiave attuale – alla fine sono sempre stati gli stessi e ciclicamente riemergono, come sta avvenendo ai giorni nostri, straripanti di rigurgiti nazionalisti di stampo 800/900sco nonostante le inutili lezioni impartite dalla storia più recente.

Le cura per la ricostruzione storica e quasi maniacale nella sua perfezione e la fotografia è da caduta libera della mascella fino alla caviglie. Certe scene d’interni mi hanno portato alla mente la cupa ricerca della luce naturale di Barry Lyndon, la scena del duello nel capannone, poi, potrebbe quasi essere un citazione à la Tarantino in omaggio al capolavoro di Stanlio.

Per altro, credo sia opportuno rimarcare che con un simile soggetto tra le mani, il rischio di girare un filmettino retorico e vacuo era elevatissimo: fortunatamente Polanski tratta la materia con la cura di una artificiere ed ne evita la deflagrazione, mantenendo sempre il giusto equilibrio tra luci e ombre, pur avendo sempre ben chiaro il messaggio che deve trapelare dal racconto di questa storia straordinaria.

A latere, non mi stupisce che in Francia il film sia stato accolto tiepidamente da alcuni: l’esercito francese (e con esso buona parte dello Stato) esce da questa vicenda con le ossa in briciole, come non accadeva dai tempi di “Orizzonti di gloria” di Kubrick (che fu addirittura bandito dalle sale galliche fino 1975).


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#350 Eugene's Axe

Eugene's Axe

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Inviato 03 dicembre 2019 - 22:39

A Olbia-merda di Polanski nessuna traccia (in compenso giovedì cominciano a proiettare l'ultimo Allen).
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Arcinemico della parola CRINGE

#351 dUST

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Inviato 04 dicembre 2019 - 01:01

Visto finalmente ieri “L’ufficiale e la spia”. Come al solito Roman non delude, sfornando alla sua veneranda età l’ennesimo filmone.
Non si tratta di una pellicola polanskiana nel senso più stretto e claustrofobico del termine, ma il personaggio di Dreyfus – che, per quanto motore di tutta vicenda, è relegato ai confini dell’intreccio narrativo – è decisamente riconducibile alla poetica del nostro, non senza pennellate di tratti autobiografici, sotto vari livelli di lettura, non ultimo l’esilio quasi kafkiano sull'Isola del Diavolo (nome già di per sé evocativo).
Tolto questo aspetto – e tralasciando l’orrendo titolo italiano, ancora un volta – “J’accuse” è un contenitore che racchiude tante cose: è un film di spionaggio, è un film giudiziario, è un film in costume, è un film storico, ma al tempo stesso è un film attualissimo – e forse disilluso – che con la grazia di una randellata sulle gengive ci ricorda che i meccanismi dell’intolleranza verso il diverso – qua si punta il dito verso l’antisemitismo, ma il concetto può essere tristemente ampliato, se declinato in chiave attuale – alla fine sono sempre stati gli stessi e ciclicamente riemergono, come sta avvenendo ai giorni nostri, straripanti di rigurgiti nazionalisti di stampo 800/900sco nonostante le inutili lezioni impartite dalla storia più recente.
Le cura per la ricostruzione storica e quasi maniacale nella sua perfezione e la fotografia è da caduta libera della mascella fino alla caviglie. Certe scene d’interni mi hanno portato alla mente la cupa ricerca della luce naturale di Barry Lyndon, la scena del duello nel capannone, poi, potrebbe quasi essere un citazione à la Tarantino in omaggio al capolavoro di Stanlio.
Per altro, credo sia opportuno rimarcare che con un simile soggetto tra le mani, il rischio di girare un filmettino retorico e vacuo era elevatissimo: fortunatamente Polanski tratta la materia con la cura di una artificiere ed ne evita la deflagrazione, mantenendo sempre il giusto equilibrio tra luci e ombre, pur avendo sempre ben chiaro il messaggio che deve trapelare dal racconto di questa storia straordinaria.
A latere, non mi stupisce che in Francia il film sia stato accolto tiepidamente da alcuni: l’esercito francese (e con esso buona parte dello Stato) esce da questa vicenda con le ossa in briciole, come non accadeva dai tempi di “Orizzonti di gloria” di Kubrick (che fu addirittura bandito dalle sale galliche fino 1975).

Nulla da aggiungere se non che "filmone" forse è addirittura riduttivo e che siamo ai livelli de Il Pianista se non oltre.
La claustrofobia Polanskiana è ben presente nel rincorrersi delle scene in interni luridi,malsani,bui, sgarrupati e incolori, che per estensione diventano il cotè socio-politico cui il film si riferisce. In filigrana,ma nemmeno tanto, il leit motiv è l'antisemitismo tout court e prodigiosa è l'abilità di Polanski di comporre uno scenario filmicamente impeccabile senza fare ricorso alcuno alla retorica o a tesi pregiudiziali di alcun tipo.
Quel che resta,alla fine, è sempre grandissimo cinema,come sempre nel suo caso
  • 2

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#352 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 11 dicembre 2019 - 23:02

Ennesimo capolavoro di una carriera che ha pochi eguali, due ore immerse nell'esercito francese di fine 800 senza un minuto di noia e un grammo di retorica, un'operazione che ha qualcosa di miracoloso e che dimostra come la capacità affabulatoria di Polanski sia ancora ai massimi livelli, ricostruzione certosina, grandi attori con un plauso particolare per un Dujardin solido e intenso e un irriconoscibile Louis Garel nella parte di Dreyfus.
A latere il vecchio Roman si toglie pure qualche sassolino dalla scarpa, perché se è vero che non si paragona a Dreyfus è anche evidente come il fanatismo che porta alla sua condanna non sia poi così diverso da quello che circonda il regista e che porta a picchettare i cinema dove vengono proiettati i suoi film o alla sua cacciata dall'Accademy col marchio di infamia sulle spalle.
9/10


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#353 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 11 dicembre 2019 - 23:07

Ah, quasi dimenticavo: non c'è color grading asd
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