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Mestieri In Via Di Estinzione: Il Giornalismo


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1150 replies to this topic

Sondaggio: Mestieri In Via Di Estinzione: Il Giornalismo (94 utente(i) votanti)

Qual è il vostro rapporto con i giornali?

  1. Acquisto un quotidiano al giorno (1 voti [1.06%])

    Percentuale di voti: 1.06%

  2. Ne acquisto anche più di uno (o un quotidiano + un settimanale) (4 voti [4.26%])

    Percentuale di voti: 4.26%

  3. Sono abbonato a un quotidiano online (2 voti [2.13%])

    Percentuale di voti: 2.13%

  4. Li compro raramente, ma li leggo gratis online (30 voti [31.91%])

    Percentuale di voti: 31.91%

  5. Votato Non li compro mai, ma li leggo gratis online (39 voti [41.49%])

    Percentuale di voti: 41.49%

  6. Non li compro mai e non li leggo neanche gratis online (18 voti [19.15%])

    Percentuale di voti: 19.15%

Voto I visitatori non possono votare

#1081 Un solo genere di Garp

Un solo genere di Garp

    farsical aquatic ceremony

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Inviato 26 maggio 2020 - 12:57

Mi si nota di più se faccio uscire la notizia o mi si nota di più se faccio uscire la notizia in cui dico che non ho fatto uscire la notizia?
(semicit.)

  • 1
"Garp sei un pochino troppo monotematico coi gusti secondo me."
 
"Io sono tutto ciò che vale. Non sono uno come Garp che ascolta solo un genere."
 
"Che imabarazzante battuta e due cretini ti hanno dato pure i più riparatori. Sei sempre fortunato, prima o poi ti arriverà una mazzata in testa riparatrice spero."
 
"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."
 
"Coglione"
 
"Ma basta sto tipo di musica da sfattone finto dai"
 
 

 


#1082 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 26 maggio 2020 - 13:00

capolavoro


  • 0

#1083 suche

suche

    Strunz

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Inviato 26 maggio 2020 - 13:03

Forse intendeva notizia televisiva. Quella che ha più ascolti.
Però è un coglione lo stesso.
  • 0

Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic


#1084 corrigan

corrigan

    気持ち悪い

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Inviato 26 maggio 2020 - 13:04

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  • 4

I distrust orthodoxies, especially orthodoxies of dissent
「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#1085 LM

LM

    Sono un uomo non sono un fake.

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Inviato 27 maggio 2020 - 11:10

*
POPOLARE

"Allora, dall'America abbiamo due notizie importanti a cui bisogna dare il giusto spazio. Una donna ha chiamato la polizia fingendo di essere stata assalita da un afroamericano dopo che questo le aveva chiesto di mettere il guinzaglio al cane, ma lui l'ha filmata e ora è nei guai, l'hanno già licenziata dal posto di lavoro. Poche ore dopo un afroamericano è morto soffocato dopo che un poliziotto lo aveva immobilizzato e bloccato a terra, nonostante i suoi tentativi di chiedere aiuto".

"Capo, non c'è abbastanza spazio nella pagina, non ci stanno tutte e due".

"Beh allora mettetele insieme".

"Ok capo".

 

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  • 26

#1086 Un solo genere di Garp

Un solo genere di Garp

    farsical aquatic ceremony

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Inviato 01 giugno 2020 - 14:30

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  • 2
"Garp sei un pochino troppo monotematico coi gusti secondo me."
 
"Io sono tutto ciò che vale. Non sono uno come Garp che ascolta solo un genere."
 
"Che imabarazzante battuta e due cretini ti hanno dato pure i più riparatori. Sei sempre fortunato, prima o poi ti arriverà una mazzata in testa riparatrice spero."
 
"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."
 
"Coglione"
 
"Ma basta sto tipo di musica da sfattone finto dai"
 
 

 


#1087 razzledazzle

razzledazzle

    Classic Rocker

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Inviato 02 giugno 2020 - 08:36

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  • 9

#1088 thom

thom

    The infrared insert of memory encouragement immersion

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Inviato 02 giugno 2020 - 10:53

complimenti al pizzaiolo!

mi pare comunque che ANSA LOMBARDIA abbia ben chiara la linea editoriale necessaria ad uscire dalla crisi

 

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  • 4

#1089 gigiriva

gigiriva

    ï͂͑̉͆ͧͮͩ̓ͧ̒͒̉̎̂̊͆͑͐̊̓̊̅ͭ͗̐̄̏̾̄͊

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Inviato 08 giugno 2020 - 14:57

*
POPOLARE

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  • 21

rym |


#1090 solaris

solaris

    Simmetriade.

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Inviato 08 giugno 2020 - 17:24

incredibile


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#1091 Claudio

Claudio

    I am what I play

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Inviato 08 giugno 2020 - 23:03

Quanta stupidità.


  • 0

#1092 Giovanni Drogo

Giovanni Drogo

    Non lo so

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Inviato 09 giugno 2020 - 07:25

https://www.corriere...w7ksZjc1uMw3qkc

 

 

 

Impegnato attivamente sul fronte ecologico fin dai primi anni dei suoi Litfiba, Pelù ha ribadito il suo amore nei confronti del pianeta a partire dalla sgargiante camicia a foglie verdi che ha indossato durante l’appuntamento in streaming: «Siamo fatti di materia naturale, per me è un po’ un’ossessione essere parte di un ambiente e di un sistema — ha esordito -. Dobbiamo riuscire a equilibrarci con quello che ci circonda e la musica in tutto questo è una grande metafora, con il mixaggio, il bilanciamento dei suoni, l’armonizzazione delle tracce di una canzone».

 

 

Apposto, abbiamo le persone giuste per guidare la battaglia ambientalista.


  • 0

Statisticamente parlando, non lo so.


#1093 Garga Charrua

Garga Charrua

    La Cura.

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Inviato 11 giugno 2020 - 11:09

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"accettato come compagna". Ma porca troia.


  • 6

"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#1094 Operación Puerto

Operación Puerto

    Good Kid, D.J.I.M. City

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  • Locationclub dei miliardari

Inviato 11 giugno 2020 - 12:19

Notevole anche l'uso del termine "adolescente", praticamente una 19enne


  • 0
 

 


#1095 razzledazzle

razzledazzle

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Inviato 14 giugno 2020 - 09:14

Inchiesta scomoda
 
Oggi Guia Soncini è andata al primo collettivo di Domani
 
 
Scene da una riunione di redazione via Zoom con il direttore Stefano Feltri, i suoi collaboratori e gli abbonati al nuovo progetto editoriale di Carlo De Benedetti
 
«Stiamo ancora mettendo in piedi la privacy, quindi tecnicamente non possiamo neanche chiedervi come vi chiamate senza violare qualche regola» (sono passate da qualche minuto le tre di sabato pomeriggio quando Stefano Feltri rassicura la qui presente imbucata e circa centocinquanta altri partecipanti alla riunione via Zoom in cui gli abbonati di Domani possono dirgli come fare il giornale; chissà su centocinquanta quanti sono qui a fare spionaggio industriale, mi chiedo; abbastanza presto, cambierò domanda). 
 
Prima delle domande del pubblico, come alle presentazioni dei libri, SF spiega nascita, evoluzione e profilo del progetto. Ci sono anche i sondaggi (che modernità, puntesclamativo), lanciati da due collaboratori, presentati una come «La più stretta collaboratrice del nostro capoazienda» e l’altro come colui che deve «inventarsi come fare i longform sul web, come fare il giornalismo con le stories di Instagram» (suggerirei di copiare quelli che lo fanno già, non avessi disattivato microfono e telecamera nel terrore di venire scoperta mentre origlio senza aver pagato l’abbonamento). 
 
«Un giorno mi chiama Carlo De Benedetti, mi pare fosse proprio il 25 aprile» (Stefano Feltri e le origini del mondo). 
 
«E la chiamano Liberazione, questa giornata senza morti» (Antonello Venditti, 1988). 
 
«Ha un patrimonio personale rilevante» (Stefano Feltri descrive il suo editore). 
 
«Money for nothing and your chicks for free» (Dire Straits, 1985). 
 
«Abbiamo deciso di costruire una redazione, un progetto che non sia la nuova copia di qualcosa che già c’era» (SF). 
 
«Sei solo la copia di mille riassunti» (Samuele Bersani, 1997). 
 
68 per cento (nel sondaggio istantaneo «Quale testata leggi abitualmente», trionfa Repubblica apparentemente acquistata da due terzi dei partecipanti, ma il totale è del 231 per cento – più un otto per cento che risponde «nessun giornale» – e quindi i centocinquanta convenuti qui sono centocinquanta unicorni che leggono più di due giornali a testa). 
 
«Produciamo anche un giornale di carta, che non è, come in altri giornali in cui ho lavorato, il sole attorno a cui ruotano i pianeti» (Stefano Feltri dice che lui è diverso da tutti: lui è «digital first», come a parole sono tutti). 
 
«Nessuno vuole leggere ventimila battute sul cellulare, preferisce sedersi in poltrona» (SF spiega la necessità del cartaceo con questa bizzarra immagine d’un cellulare col quale non puoi sederti in poltrona: sarà forse un cellulare attaccato al muro, in omaggio ai telefoni della nostra infanzia?). 
 
«Questo sforzo così strano di uscire di casa, andare in edicola» (SF). 
 
«Noi siamo scienza, non fantascienza» (spot Telefunken, 1981). 
 
«Non sarà un giornale provinciale» (SF). 
 
«Io uso come test la mia fidanzata che s’interessa moltissimo di politica ma se le provo a far leggere un giornale è pieno di cose completamente astruse» (un altro le avrebbe comprato una KitchenAid, lui s’è fatto dare un giornale da dirigere solo per lei: ragazza, sposalo). 
 
«Io ero abituato che al Fatto Quotidiano dicevamo che quando un politico parlava di ponte sullo Stretto stava dando un messaggio alla mafia, poi vedo che non viene più letto così» (è sempre un peccato quando le tradizioni scemano). 
 
A un certo punto SF inizia a spiegare la differenza tra le inchieste pagate da noi (noi abbonati, che dovremmo pagare specificando a cosa vogliamo destinare i nostri soldi tra le quattro macroaree Ambiente, Salute, Lavoro, Diseguaglianze – quest’ultimo tema prende il 42 per cento dei voti nel sondaggio istantaneo tra i centocinquanta privilegiati su Zoom: vogliamo più diseguaglianze, cioè no, più inchieste che le svelino) e quelle pensate dai giornalisti di Domani. E a quel punto si inizia a notare una certa ricorsività. 
 
«I nostri giornalisti d’inchiesta, abbiamo assunto i migliori su piazza» (Stefano Feltri per ora non fa nomi). 
 
«L’Espresso, che è il giornale che ha fatto finora le inchieste migliori, non le farà più perché gli abbiamo portato via i migliori» (compro una vocale). 
 
«Hanno fatto tutti i principali scoop, dal Vaticano a quanti soldi ha fatto il virologo Burioni, tutti gli scoop importanti li hanno fatti loro e verranno da noi» (ancora Feltri, lieto d’infine dirci che i suoi migliori su piazza sono Emiliano FIttipaldi e Giovanni Tizian: non c’era tanta suspense da quando Baudo svelava la bionda e la bruna).
 
«A volte un documento che sembra originale è fasullo, costruito apposta per creare disinformazione» (Stefano Feltri maniavanteggia: se i migliori su piazza dovessero inciampare, sarà stato un complotto).
 
«Ho scelto delle persone. Abbiamo scelto, con De Benedetti, delle persone» (è stato lui, signora maestra). 
 
«Ci sarà una giovane giornalista che parla tedesco» (sono partite le domande del pubblico da casa, e SF così risponde a chi chiede come affronteranno gli esteri). 
 
«Le sezioni ingabbiano» (o del perché Domani non avrà le pagine di cultura, quelle di scienza, quelle di esteri). 
 
«Può essere un intellettuale molto serio che vi spiega Maria De Filippi» (perdindirindina). «Come si dice in inglese, food for thought» (fiddle-dee-dee). 
 
«Ha lavorato con Umberto Eco» (SF la prende alta nel dire che l’intellettuale che spiega MDF sarà gestito da Beppe Cottafavi, editor Mondadori che ha inventato le barzellette di Totti e scoperto Sofia Viscardi). 
 
«Una delle editorialiste che sto cercando di prendere ha 21 anni» (punto il mio soldino sulla Viscardi, che ne ha appena compiuti 22 ma SF in queste settimane aveva molto da fare e sarà rimasto indietro). 
 
«I video con i gattini hanno molto più engagement che qualunque inchiesta su Finmeccanica» (per l’engagement Viscardi è perfetta). 
 
«Non vi vendiamo delle pentole» (Mastrota avrà rifiutato l’assunzione).
 
«Non siamo riusciti a fare 50 e 50, sarà un 60/40» (Stefano Feltri promette donne in redazione, giustamente terrorizzato dei #TuttiMaschi che i social sono pronti a sferrare). 
 
«Le cose dove si fa carriera, cioè la politica e l’economia» (settori dei giornali in cui gli altri non fanno lavorare le donne, dice SF, e lui promette di sì; settori dei giornali che i lettori saltano, direi io). 
 
«Cosa farete per i giovani adolescenti?» (domanda di Edoardo, 15 anni, cui nessuno risponde «Pretenderemo dalla scuola che v’insegni che “adolescenti” vuole già dire “giovani”, non c’è bisogno di distinguerli dagli adolescenti vecchi»). 
 
«Contenuti on line d’un certo spessore che certo non posso trovare in quelle vetrine» (Letizia, da undici anni in Olanda, è convinta che fin qui i giornali italiani o li compravi in edicola o ne guardavi i siti coi gattini, pensa che Domani sia il primo giornale che puoi leggere on line nella sua interezza. Qualche laboratorio studi Letizia, in lei troveremo tutte le risposte alla crisi della stampa). 
 
«Come proporre un’inchiesta al nuovo Domani?» (Lavinia è una fotogiornalista che vuole andare in Tanzania a fare un reportage sull’omeopatia. Nanni Moretti, dove sei). 
 
«Non c’è un photoeditor. Ho deciso di investire il mio budget sui contenuti» (le foto sono notoriamente contenitore; quando risponde ad Alice, d’un’agenzia fotografica, SF sta iniziando a capire che quelli che non sono imbucati sono lì per cercare lavoro. Una volta ti aspettavano sotto casa, adesso pagano 250 euro per connettersi su Zoom e proporti un reportage in Tanzania. Spero che la prima inchiesta sul dramma del mondo del lavoro parta da qui). 
 
«Si parla tanto di quella di Michael Jordan» (eccone un altro, è l’ufficio stampa d’una qualche federazione ginnica e vuole che il sito di Domani pubblichi le sue webserie). 
 
«Se volevamo andare sul sicuro prendevamo gli editorialisti di Repubblica» (forse, invece che Domani, potrebbero chiamarlo Magari). 

  • 2

#1096 solaris

solaris

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Inviato 14 giugno 2020 - 11:31



C’è un vento di stupida emulazione americana dietro l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli e c’è sempre piu gente che non avendo altro da fare se la prende con i monumenti scaricando rabbia, insulti e vernice a effetto mediatico. Si può soltanto giudicare con il metro dell’imbecillità che fa notizia lo sfregio alla scultura del grande giornalista nei giardini di via Palestro a Milano. Perché è pretestuoso lo scopo e vergognoso il metodo, che si commenta da solo: si può discutere, contestare e condannare un episodio che appartiene a una storia lontana, a una guerra coloniale con orrori e sopraffazioni comuni a ogni guerra, evitando di scatenare furiose invettive che sfociano in gesti di violenza e in scritte insensate e anche vigliacche.

Dare del razzista a Montanelli che ha fatto della libertà, dell’anticonformismo e dell’irriverenza verso il potere e i voltagabbana uno stile di vita e di giornalismo, vuol dire non conoscerlo nemmeno. A Montanelli non sono mai piaciuti i monumenti e nemmeno le glorificazioni. Se qualcuno l’ha fatto nei giardini pubblici di Milano, in questo caso l’ex sindaco Albertini, è perché Montanelli è stato un simbolo, il testimone di un secolo, un monumento lui stesso per il giornalismo e per la cultura liberale aperta al dissenso.

Ai nostri occhi la storia della giovane abissina e del soldato che ne fa la sua sposa bambina per un’usanza vergognosa dell’esercito regio è una storia sbagliata. Ma ci fa vergognare di più chi se la prende con un episodio di novant’anni fa da inserire nel contesto di un’epoca e di una guerra coloniale, quando ancora oggi in tante parti del mondo tante donne minori, indifese e sole, sono vittime di soprusi inaccettabili, di usurpazioni e violenze tollerate da famiglie e da governi ciechi, che ignorano ogni umanità. Quella che Montanelli aveva, e i suoi imbrattatori non hanno.

 

 

Giangiacomo Schiavi, Corriere


https://www.corriere...8417949e6.shtml


  • 3

#1097 Garga Charrua

Garga Charrua

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Inviato 14 giugno 2020 - 11:36

 


C’è un vento di stupida emulazione americana dietro l’imbrattamento della statua di Indro Montanelli e c’è sempre piu gente che non avendo altro da fare se la prende con i monumenti scaricando rabbia, insulti e vernice a effetto mediatico. Si può soltanto giudicare con il metro dell’imbecillità che fa notizia lo sfregio alla scultura del grande giornalista nei giardini di via Palestro a Milano. Perché è pretestuoso lo scopo e vergognoso il metodo, che si commenta da solo: si può discutere, contestare e condannare un episodio che appartiene a una storia lontana, a una guerra coloniale con orrori e sopraffazioni comuni a ogni guerra, evitando di scatenare furiose invettive che sfociano in gesti di violenza e in scritte insensate e anche vigliacche.

Dare del razzista a Montanelli che ha fatto della libertà, dell’anticonformismo e dell’irriverenza verso il potere e i voltagabbana uno stile di vita e di giornalismo, vuol dire non conoscerlo nemmeno. A Montanelli non sono mai piaciuti i monumenti e nemmeno le glorificazioni. Se qualcuno l’ha fatto nei giardini pubblici di Milano, in questo caso l’ex sindaco Albertini, è perché Montanelli è stato un simbolo, il testimone di un secolo, un monumento lui stesso per il giornalismo e per la cultura liberale aperta al dissenso.

Ai nostri occhi la storia della giovane abissina e del soldato che ne fa la sua sposa bambina per un’usanza vergognosa dell’esercito regio è una storia sbagliata. Ma ci fa vergognare di più chi se la prende con un episodio di novant’anni fa da inserire nel contesto di un’epoca e di una guerra coloniale, quando ancora oggi in tante parti del mondo tante donne minori, indifese e sole, sono vittime di soprusi inaccettabili, di usurpazioni e violenze tollerate da famiglie e da governi ciechi, che ignorano ogni umanità. Quella che Montanelli aveva, e i suoi imbrattatori non hanno.

 

 

Giangiacomo Schiavi, Corriere


https://www.corriere...8417949e6.shtml

 

 

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#1098 Garga Charrua

Garga Charrua

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Inviato 17 giugno 2020 - 12:36

Com'è che diceva il cretino di cui sopra? "Ha fatto della libertà, dell’anticonformismo e dell’irriverenza verso il potere e i voltagabbana uno stile di vita e di giornalismo"

 

 

104293798_10158322281592789_695453325936

 

 

 


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"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#1099 Sandor

Sandor

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Inviato 17 giugno 2020 - 15:45

Com'è che diceva il cretino di cui sopra? "Ha fatto della libertà, dell’anticonformismo e dell’irriverenza verso il potere e i voltagabbana uno stile di vita e di giornalismo"
 
 
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Il problema Montanelli è nato con il contrasto con il berlusca che l'ha fatto diventare un mito per molti scordandosi tutto quello fatto e detto in 80 anni di merda.
Senza quel fatto sarebbe ricordato solo dai lettori di libero e la falsità.
  • 2

#1100 suche

suche

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Inviato 17 giugno 2020 - 16:32

Com'è che diceva il cretino di cui sopra? "Ha fatto della libertà, dell’anticonformismo e dell’irriverenza verso il potere e i voltagabbana uno stile di vita e di giornalismo".


https://scontent-mxp...549&oe=5F116EA5

Stupidello, tu avresti firmato la lettera degli intellettuali contro Calabresi talmente ottuso e cattivo di spirito sei fatto.
Montanelli un grande, punto. Posso non essere d'accordo con lui in molte cose, ma con il giornalismo di oggi e del recente passato la sua figura intellettuale è incomparabile. Dell'abissina posso solamemte dire che avrei fatto come lui se me la sentivo, altrimenti no. I moralismi li lascio ai finti comunisti.
  • -10

Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic





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