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Speciale Classifiche - I Migliori Western Di Tutti I Tempi


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68 replies to this topic

#61 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 21 novembre 2020 - 22:38

Sicuramente, secondo me lo stesso Sentieri Selvaggi è molto più revisionista, ambiguo e crepuscolare del Grande Sentiero sia nella rappresentazione dei bianchi che degli indiani.
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#62 geeno

geeno

    Scaruffiano

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Inviato 22 novembre 2020 - 06:05

 

Quaranta pistole (Forty Guns, Samuel Fuller, 1957)

 

Eccezionale questo.


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#63 Matthew30

Matthew30

    Classic Rocker

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Inviato 22 novembre 2020 - 07:42

Il Grande Silenzio non può mancare, film superlativo e con il "buon" Kinski assoluto protagonista.

 

 

Questa è il finale buonista che Corbucci fu suo malgrado costretto a girare (però si capisce bene che l'epilogo qui proposto non fosse quello nelle sue corde). Poi però in Europa è rimasto quello canonico, ho qualche dubbio in più sulla distribuzione asiatica, dato che come leggo nei commenti di Youtube:

 

 

 

From the older generations people in my country (Asia) inform me that this ending was shown in cinema back then. Lots of Asian audiences back then prefer this kinda happy ending rather than a sad and depression ending. That's one of the reason why there's an alternate ending version to suite audience taste. I rather enjoy this version and can watch this movie every now and then. Watching the original one was sooo disturbing and sad it made me think twice before watching it again. However...the original ending is always better, true and realistic compared to this alternate ending.

 

Va detto che Corbucci a mio avviso ha girato almeno 7 grandi/ssimi film western, di cui uno imprescindibile (ossia proprio Il Grande Silenzio).

 

Navajo Joe (1966) 

Django (1966) 

I crudeli (1967)

Il Grande Silenzio (1968) 

Il Mercenario (1968)

Gli Specialisti (1969)

Vamos a matar... compañeros (1970)

 

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#64 Tom

Tom

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Inviato 22 novembre 2020 - 08:52

Per me di Corbucci notevoli anche Minnesota Clay, La banda J. & S. e Che c'entriamo noi con la rivoluzione?.

E' stato una specie di Jekyll e Hyde, figura direi abbastanza singolare, non solo nel cinema italiano: tanto geniale, iconoclasta, eclettico, originale e' stato nel western tanto un insignificante e modestissimo mestierante in direi tutti i suoi (tantissimi) altri film.


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#65 captino

captino

    ł

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Inviato 22 novembre 2020 - 10:14

Gente, a me di John Ford piace praticamente tutto, dai muti fino a Missione in Manciuria, e sapevo che indicare Il grande sentiero come mio western di Ford preferito sarebbe stata una bella zappa sui piedi, ma che vi devo dire: l'ho visto poco tempo fa in blu-ray e dal punto di vista formale non ha niente da invidiare ai suoi film più celebri e riconosciuti, anzi, invito tutti a recuperare quella versione e a rivederlo su uno schermo bello grande.

 

Ha una fama di grande film totalmente immeritata solo perché viene visto come una specie di atto di riparazione verso i nativi americani da parte di Joh Ford, in realtà è un pasticiaccio noioso che fallisce proprio nella risibile ed edulcorata rappresentazione del problema indiano.

 

Per quanto riguarda i contenuti e il revisionismo più o meno riuscito: i film di John Ford mi sono sempre parsi tutt'altro che manichei, sono anzi complessi e sfumati, e quindi sebbene John Ford sia una figura controversa, i motivi di questa controversia vanno cercati soprattutto al di fuori della sua filmografia, e probabilmente se avesse tenuto più spesso la bocca chiusa sarebbe stato meglio.

Per me la rappresentazione dei nativi americani in I cavalieri del Nord Ovest (She Wore a Yellow Ribbon, 1949) è già perfettamente accettabile, basta mettere il film nel suo contesto. 

 

Non ha senso nemmeno appoggiarsi a cosa si è detto poi, negli anni sessanta, di certi autori: è chiaro perché Marlon Brando non poté che manifestare scherno e disgusto, ma noi siamo nel 2020 e quelle storie possiamo guardarle con il dovuto distacco.

 

Sarà anche che magari voi avete visto per la prima, forse unica volta Il grande sentiero in tv anni fa, poco scintillante e tutt'altro che ripulito, dopo aver già visto i suoi capolavori conclamati, e conoscendone magari la fama e controfama di ciofeca, mentre io l'ho recuperato di recente in blu-ray (non è da tanti anni che guardo western, sono un "nativo digitale" dei western).

 

Forse forse tra l'altro il mio preferito in assoluto di John Ford è Un uomo tranquillo (The Quiet Man, 1952), ma qui si parlava di western.


  • 2

#66 Pancakes

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  • LocationWhere the Iron Crosses Grow

Inviato 22 novembre 2020 - 10:42

Per me di Corbucci notevoli anche Minnesota Clay, La banda J. & S. e Che c'entriamo noi con la rivoluzione?.

E' stato una specie di Jekyll e Hyde, figura direi abbastanza singolare, non solo nel cinema italiano: tanto geniale, iconoclasta, eclettico, originale e' stato nel western tanto un insignificante e modestissimo mestierante in direi tutti i suoi (tantissimi) altri film.

 

Non è un pò il problema di molti grandi del cinema di genere italiano? Soprattutto quando le derive più comiche di un genere cominciavano a prendere il sopravvento.

 

 

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Invece le cose belle degli anni 90? A parte Spietati, Ultimo dei Mohicani, Balla coi Lupi, Geronimo, Wild Bill e Tombstone


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#67 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 22 novembre 2020 - 10:44

Non vorrei ora passare per antifordiano, è un regista che adoro, ma Cheyenne Autumn per me rimane poco riuscito e troppo titubante e hollywoodianamente per bene per affrontare un tema così controverso.
Sulla dichiarazione di Brando: è del 76, il film del 64, quindi neanche tanto col senno di poi, l'attore ha comunque sempre parlato molto bene di Ford come regista pur non condividendo il suo modo prettamente americano di affrontare la storia del west.
Ricordo tra l'altro che molti autori che hanno lavorato nel periodo di Ford (da Delmer Daves ad Aldrich a Fuller) hanno veicolato una visione del problema indiano molto più valida e accurata, insomma non è solo questione di spirito del tempo, su questo argomento il regista di Sentieri selvaggi è inequivocabilmente arrivato molto tardi e secondo me in maniera forzata e maldestra.
Non è una colpa, è una constatazione e lui rimane un regista immenso.
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#68 Matthew30

Matthew30

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Inviato 22 novembre 2020 - 10:50

 

Per me di Corbucci notevoli anche Minnesota Clay, La banda J. & S. e Che c'entriamo noi con la rivoluzione?.

E' stato una specie di Jekyll e Hyde, figura direi abbastanza singolare, non solo nel cinema italiano: tanto geniale, iconoclasta, eclettico, originale e' stato nel western tanto un insignificante e modestissimo mestierante in direi tutti i suoi (tantissimi) altri film.

 

Non è un pò il problema di molti grandi del cinema di genere italiano? Soprattutto quando le derive più comiche di un genere cominciavano a prendere il sopravvento.

 

 

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Invece le cose belle degli anni 90? A parte Spietati, Ultimo dei Mohicani, Balla coi Lupi, Geronimo, Wild Bill e Tombstone

 

 

 

Per me di Corbucci notevoli anche Minnesota Clay, La banda J. & S. e Che c'entriamo noi con la rivoluzione?.

E' stato una specie di Jekyll e Hyde, figura direi abbastanza singolare, non solo nel cinema italiano: tanto geniale, iconoclasta, eclettico, originale e' stato nel western tanto un insignificante e modestissimo mestierante in direi tutti i suoi (tantissimi) altri film.

 

Non è un pò il problema di molti grandi del cinema di genere italiano? Soprattutto quando le derive più comiche di un genere cominciavano a prendere il sopravvento.

 

 

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Invece le cose belle degli anni 90? A parte Spietati, Ultimo dei Mohicani, Balla coi Lupi, Geronimo, Wild Bill e Tombstone

 

 

Wyatt Earp di Kasdan, per altro uscito pochi mesi dopo Tombstone.


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#69 Tom

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Inviato 22 novembre 2020 - 11:16

 

Per me di Corbucci notevoli anche Minnesota Clay, La banda J. & S. e Che c'entriamo noi con la rivoluzione?.
E' stato una specie di Jekyll e Hyde, figura direi abbastanza singolare, non solo nel cinema italiano: tanto geniale, iconoclasta, eclettico, originale e' stato nel western tanto un insignificante e modestissimo mestierante in direi tutti i suoi (tantissimi) altri film.


Non è un pò il problema di molti grandi del cinema di genere italiano? Soprattutto quando le derive più comiche di un genere cominciavano a prendere il sopravvento.

 

 

Secondo me non nella misura di Corbucci.

Anche Bava o Fulci hanno diretto fior di cagate, ma "la mano" la vedevi anche nelle cose peggiori.

Cioe', Corbucci tra "Il grande silenzio" e "Il mercenario" dirigeva "Zum Zum Zum - La canzone che mi passa per la testa", che ho guardicchiato proprio pochi giorni fa ed e' una roba pedestre a voler essere generosi.

Un caso simile puo' essere quello di Nando Cicero, con all'attivo tre western eccentrici e eccellenti e poi il peggio del cinema italiano. Ma in quel peggio si distingueva almeno per un certo mestiere, per uno spiritaccio che si poteva ricollegare in qualche modo agli esordi western.

Corbucci al di fuori del western e' stato il massimo dell'anonimato. Nelle commedie si faceva mettere sotto persino dal fratello Bruno, il mediocre dei mediocri.

 

Invece le cose belle degli anni 90? A parte Spietati, Ultimo dei Mohicani, Balla coi Lupi, Geronimo, Wild Bill e Tombstone

 

- Dead Man, di Jim Jarmush

- Silent Tongue, di Sam Shepard

- The Good Old Boys, di Tommy Lee Jones

- Conagher, di Reynaldo Villalobos

- Carabina Quigley, di Simon Wincer

- The Quick and the Dead, di Sam Raimi

- The Last Outlaw, di Geoff Murphy (questo molto b-movie, but I like it)


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