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Still Life (Pasolini, 2013)


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7 replies to this topic

#1 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 14 dicembre 2013 - 01:20

Diligente e premuroso, il solitario John May è un impiegato del Comune incaricato di trovare il parente più prossimo di coloro che sono morti in solitudine. Quando il reparto viene ridimensionato a causa della crisi economica, John dedica tutti i suoi sforzi al suo ultimo caso, che lo porterà a compiere un viaggio liberatorio e gli permetterà di iniziare ad aprirsi alla vita.


Immagine inserita


http://www.ondacinem...e_pasolini.html
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#2 debaser

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    utente stocazzo

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Inviato 14 dicembre 2013 - 11:40

Ho letto Pasolini 2013 e m'è preso un mezzo colpo
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#3 piersa

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    Megalo-Man

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  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 14 dicembre 2013 - 12:14

Un film costruito per un (molto bello) finale; riecheggia alcune cose de La migliore offerta (autismo unserstated del protagonista, Londra di sfondo, leit-motiv martellante), fino a 20 minuti dalla fine un film discreto, poi bellissimo il finale.
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#4 vegeta851

vegeta851

    Enciclopedista

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  • LocationFerrara

Inviato 01 gennaio 2014 - 20:48

Primo film del 2014 che vedo in sala. Non potevo partire meglio. I temi della morte e della solitudine sono trattati con la giusta distanza senza pietismi o facili scorciatoie, sospesi in un umorismo lieve che non si fa mai farsa (merito soprattutto di un grandissimo Eddie Marsan). E sì, nel finale solo un cuore di pietra può non commuoversi.
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#5 lasa

lasa

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Inviato 05 aprile 2014 - 13:38

Si trova da qualche parte? (torrent et similia?)
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#6 paloz

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    Poo-tee-weet?

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Inviato 19 febbraio 2015 - 12:02

Un film piccolo, dimesso, classicissimo e adorabile.

Bellissimo (per quanto prevedibile) il finale ma anche la sequenza che mostra le foto dell'album privato. C'è tanta, veramente tanta umanità.


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#7 Icra

Icra

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Inviato 04 marzo 2015 - 22:33

Un film piccolo, dimesso, classicissimo e adorabile.

Bellissimo (per quanto prevedibile) il finale ma anche la sequenza che mostra le foto dell'album privato. C'è tanta, veramente tanta umanità.

Scrivo raramente sul forum ma leggo spesso. La scena dell'album di foto credo sia un momento di cinema di un'intensità emotiva davvero rara, difficile non commuoversi. Racchiude con semplicità la solitudine e la finitezza della vita umana così come la necessità di condividerla. Visi strani, ma anche tanti visi sorridenti, la cui vita è andata alla deriva, vite finite nell'oblio, funerali andati deserti, così come non sempre sarebbe facile immaginare. E quest'uomo, ancora più solo, che ne fa la propria ragione di vita, colmando in questo modo la sua di solitudine, e sfoglia quest'album come fosse quello di famiglia, trovando compagnia in sbiadite foto in bianco e nero, grazie al potere dell'immaginazione e dell'immedesimazione.


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#8 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 25 gennaio 2019 - 10:04

Bella scoperta, un piccolo gioiellino portato avanti con grazia e levità che affronta argomenti ‘tosti’ (la vita, la morte, la solitudine...) con discrezione e sensibilità, più attraverso sguardi e silenzi che con le parole, scelta senza’altro in controtendenza in questi tempi di cinema urlato. Non sarà un capolavoro, ma è uno di quei film che ti lasciano dentro qualcosa. Chapeau per il finale.


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