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Steven Spielberg


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197 replies to this topic

#181 Limenitis

Limenitis

    sputasentenze

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Inviato 14 gennaio 2018 - 13:11

Io dico Munich, un film di un rigore così esemplare che quasi non sembra suo.

 

 

Uno dei film più belli degli ultimi 20 anni


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Stefano

 

 

Sono stato ad un loro concerto in prima fila, impiedi. Ubriaco fracico ed erano convinte fossi un fan sfegatato, mi dedicavano le canzoni mentre io per quasi due ore urlavo: troieee!

 


#182 M83

M83

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Inviato 15 gennaio 2018 - 14:39

per caso Duel è stato ridoppiato? Lo sto guardando adesso e le voci mi sembrano  un po' troppo "moderne"...


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*lastfm*

 

 Hi-Fi System

 

- Pioneer Sa-510

- Sony PS-212

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- Akai CS-M02

- Pioneer CT 737 Mark II

- Technics  Sl-Pj28A

 


#183 Tom

Tom

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Inviato 15 gennaio 2018 - 17:00

Certo che si'. <_<


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#184 Abdullah The Butcher

Abdullah The Butcher

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Inviato 15 gennaio 2018 - 19:54

con quale scopo poi... mah


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#185 George Kaplan

George Kaplan

    Giraghiere a tradimento

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Inviato 15 gennaio 2018 - 20:03

Dar lavoro a uno stuolo di sfaccendati, immagino.
Vabbé, parlo a caso, magari ci saranno state profonde ragioni filologiche, ma francamente le brutture del doppiaggio italiano - e i suoi indecenti percorsi famigliari - ormai non meritano più discorsi ragionati, solo insulti.


  • 1

#186 selva

selva

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Inviato 16 gennaio 2018 - 10:31

The Post non il miglior Spielberg, anche se è evidente la differenza che passa tra un mestierante come il McCarthy di Spotlight, tanto per rimanere in trame giornalistiche, e un regista capace comunque di cavare due sequenze magistrali. Al contempo però ci sono un paio di scivoloni come la scena nella quale il personaggio di Meryl Streep scende dalla scalinata del tribunale, evitabile e didascalica. 

Spielberg rimane comunque un regista capace di coinvolgere lo spettatore in maniera magistrale con una sintassi del mezzo che non ha eguali: per esempio, in tutta la prima parte (noiosa) la mdp si destreggia con carrelli fluidi tra le scrivanie della redazione del Post (quasi come nel finale di After Hours, ma con maggior placidità); quando sono in fase di pubblicazione i Pentagon Papers la mdp "impazzisce", al rigore e alla fluidità del movimento interpone la precarietà della macchina a mano e il montaggio velocizzato. A questo va aggiunto lo sguardo feticista con cui Spielberg inquadra i linotype e tutti i meccanismi di stampa, una sorta di perversione per le macchine e la loro capacità di registrazione. 


  • 1

#187 The Joker

The Joker

    mainstream Star

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Inviato 16 gennaio 2018 - 10:42

Più che altro è in una fase prolificissima, sforna tanti di quei film (troppi?) che mi si confondono le idee. Tipo ero rimasto che avesse un film in uscita dal titolo Ready Player One, e invece dal nulla spunta 'sto The Post. asd


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#188 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 01 febbraio 2018 - 14:04

ho visto questo bellissimo documentario hbo



più di 2 ore in cui spielberg, i suoi familiari, i suoi collaboratori, i suoi amici (lucas, de palma, scorsese, coppola), i maggiori commentatori americani, raccontano questa fondamentale figura del cinema americano degli ultimi 40 anni

sposo la visione della sua filmografia proposta dal documentario:

- un primo periodo, direi della "gioventù", che va dai primi lavori televisivi + duel, passando per i successi de lo squalo, incontri ravvicinati, e.t, i predatori. insomma lo spielberg golden boy del cinema statunitense, in grado con una manciata di film di riscrivere l'immaginario collettivo e di inventare il cinema di spettacolo moderno
- una fase di transizione verso "l'età adulta", segnata da tentativi riusciti di confrontarsi con tematiche più mature, con la Storia (l'impero del sole), alternati a prove insoddisfacenti e premature (il colore viola)
- come individua anche lo stesso spielberg il film di rottura della propria filmografia è schindler's list, che apre una fase nuova della sua carriera, da lui definito una sorta di "seconda opera prima" perché lo costrinse a rimettere in discussione il suo stesso modo di girare. per la prima volta la realtà entra prepotentemente nel suo cinema, e di pari passo cambia anche la messinscena [il massiccio uso della camera a spalla che da lì in poi sarà presente nelle sue opere più "realistiche", ma anche nei film di fantascienza; la rinuncia ai tipici vezzi hollywoodiani (gru, effetti speciali, ecc)] . fondamentale per questo suo mutamento anche "ideologico" è la figura della seconda moglie, kate capshaw. da schindler's list possiamo quindi far partire tutto un filone che tiene insieme amistad, salvate il soldato ryan, munich (a detta di tutti il suo film più ambiguo e meno spielberg-iano, che infatti piace anche ai detrattori), lincoln, il ponte delle spie
- la trilogia di fantascienza dark e distopica dei primi anni 2000 post-11/9: a.i, minority report, la guerra dei mondi

a fianco di questi filoni principali, ci sono comunque molti altri film meritevoli, alcuni fondamentali blockbusters (come jurassic park, l'anno zero del cinema digitale), e in linea di massima film che esprimo l'eclettismo di questo regista in grado di padroneggiare in pratica tutti i generi hollywoodiani (e se è vero che il suo prossimo film sarà il remake di west side story, anche il musical)
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#189 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 02 marzo 2018 - 16:37

MV5BMjM0MDJmNzktZjQwNS00YmM4LWFjOGItOTM1

l'ho già scritto che spielberg è un dannato maestro? ci sono gli esseri umani, categoria rispettabilissima, e poi ci sono quelli come steven spielberg. è un periodo , ciclicamente mi capita, in cui non riesco a terminare la visione di un film. vado alla ricerca di nuove sensazioni, ma o sono troppo stanco per riversare abbastanza energie, abbastanza entusiasmo, o i film (ma anche le serie) sono così mediocri, così anodini, da spingermi ad abbandonare. mi piace però guardarmi un film, soprattutto di sera, così capita sempre più spesso che mi adagio sulle re-visioni (sto invecchiando...). becco così uno spielberg visto e rivisto, ma a cui non si può mai dire di no. e la magia ricomincia. nello sconsolato panorama attuale, guardi un film come la guerra dei mondi - nessuno lo definirebbe uno spielberg "maggiore" - e ti ricordi perché da un secolo le persone adorano riversarsi al cinema

intanto mi viene da riflettere sul fatto che dal 2005 ad oggi si sono moltiplicati al cinema i film "alla guerra dei mondi" su catastrofiche invasioni alieni. ma prima del film di spielberg, faccio fatica a ricordare un altro film con un tale livello di spettacolarità ed invenzione visiva. cosa distingue la guerra dei mondi da altri blockbuster coevi - successivi (pensate a tutti i vari cinecomics, transformers, ecc) o anche precedenti (naturalmente mi viene in mente independence day)? lo stile. lo stile è tutto

con questo film spielberg si riafferma come un maestro del cinema d'azione, del cinema come azione. la guerra dei mondi è in pratica hitchcock che incontra cameron: un uso magistrale della suspense (cosa non sono i primi 20-30 minuti, con il quotidiano sconvolto dall'entrata in scena di un fantastico imprevisto) unito ad una grandeur visivo-spettacolare che solo spielberg e pochi altri riescono a gestire su schermo. la messinscena di spielberg è probabilmente allo zenit, e di pari passo alle "conquiste" tecnico-visive dell'ultimo decennio "impegnato" (schindler's list, soldato ryan), innerva la propria fantascienza di una maturità ideologica ed esistenziale che va a sostituire la naïveté delle opere giovanili. è un film da 130 milioni di dollari cupissimo, che riflette appieno le ansie dell'america post-9/11, pieno di trovate da film horror, secco, spedito (ah bei tempi quelli in cui i blockbuster stavano sotto le 2 ore!), con questo approccio "realistico" e "sporco" alla fantascienza che ha fatto scuola nell'ultimo decennio. c'è il lieto fine hollywoodiano, ma a quel punto glielo possiamo tranquillamente perdonare perché spielberg è stato così asciutto e conciso che neanche nei suoi film più impegnati e "profondi"

cazzo sarà stata la 4° o 5° volta che lo rivedevo, ma sono rimasto attaccato al televisore come un bambino. e ad ogni nuova visione mi piace sempre di più (alla sua uscita ero stato tiepido come un po' tutti... e ancora oggi ammetto di condividere la critica che riguarda il segmento con tim robbins... lì il ritmo cala, il film rischia di perdere il focus e risultare anche un po' didattico, ma è in linea ideologicamente con lo spielberg pessimista del dopo 11 settembre, che da colomba si trasforma in falco)

così mi sono ritrovato a pensare a fine visione: ma quando morirà gente come spielberg, cosa ne sarà del cinema?
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#190 pasquale

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Inviato 02 marzo 2018 - 18:52

Dar lavoro a uno stuolo di sfaccendati, immagino.
Vabbé, parlo a caso, magari ci saranno state profonde ragioni filologiche, ma francamente le brutture del doppiaggio italiano - e i suoi indecenti percorsi famigliari - ormai non meritano più discorsi ragionati, solo insulti.


È così infatti, i ridoppiaggi non sono voluti dalla casta dei doppiatori, che anzi li detesta (basta farsi un giro su youtube e guardare i video in cui vengono intervistati), bensì dalla distribuzione, che spende molto meno nel ridoppiare un film a costo ridotto con dei tempi di lavorazione moolto inferiori a quelli cinematografici (che già essi al giorno d'oggi sono ormai divenuti indecenti), piuttosto che pagare i diritti per la colonna audio del doppiaggio dell'epoca
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Concerto di Bruce Springsteen a Roma, Ippodromo Capannelle - 11.07.2013, in audio e video, il link alla playlist apposita è questo

http://www.youtube.c...feature=mh_lolz

#191 The Joker

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Inviato 02 marzo 2018 - 19:25

Mah, per me resta uno degli Spielberg più mosci e banali, non mi convinse all'epoca e non mi convince tutt'oggi. Ancora ho gli incubi ripensando alle grida interminabili di Dakota Fanning (ha rotto talmente i coglioni a tutti, in 'sto film, che è praticamente scomparsa), e poi il bamboccio arrogante che in mezzo alla devastazione più totale ritroviamo tranquillo e beato a bere tè con la famigliola del mulino bianco, madonna santa benedetta Steven.


  • 0

#192 pasquale

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Inviato 02 marzo 2018 - 19:30

Come dissi all'epoca, primi venti minuti grandiosi. Poi ci si rende conto che la storia è fiacca, e il film diventa normale
  • 0
Concerto di Bruce Springsteen a Roma, Ippodromo Capannelle - 11.07.2013, in audio e video, il link alla playlist apposita è questo

http://www.youtube.c...feature=mh_lolz

#193 The Joker

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Inviato 17 aprile 2018 - 14:08

 

A distanza di tanto tempo continuo a reputarlo il film d'intrattenimento per eccellenza: spettacolare, nuovo (per la prima volta dinosauri realistici sul grande schermo, e fatti da Dio), con più di una scena da storia del cinema e sufficientemente intelligente da non poter essere ritenuto un mero blockbuster spegnicervello. Un grande film, peccato solo per i seguiti via via sempre più brutti e inutili.


  • 0

#194 Fidelio

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Inviato 18 aprile 2018 - 11:05

A me il secondo non è dispiaciuto così come il reboot di un paio di anni fa. Gli altri passabilissimi. Sì, uno dei migliori di Spielberg.


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#195 user_name

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Inviato 18 aprile 2018 - 12:11

Fra poco esce Jurassic Park di Bayona.

Intanto Spielberg è entrato nel DC universe 


  • 0

La tua firma può contenere:

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#196 M83

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Inviato 18 aprile 2018 - 12:29

boh , quando uscì , mi rifiutai di andare a vederlo perchè i dinosauri mi facevano schifo.  L'ho  visto e rivisto più avanti , ma  non  mi hai mai "preso"  diciamo. 


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#197 Guest_runciter_*

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Inviato 29 aprile 2018 - 13:45

che bravo spielberg, senza di lui non avremmo visto sacrifici umani da regazzini

 

e poi quell'altro film, che metafora di qualcosa che se la capiscono non gli dicono bravo



#198 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 17 giugno 2019 - 14:05

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vedo una certa affinità tra ready player one e la trilogia sci-fi distopica dei primi anni 2000: un futuro andato storto che richiama visivamente quello slums-terzomondista di elysium ; una visione per nulla ottimista e positiva della tecnologia "oppio dei popoli" ; un sistema corporate da cyberpunk che controlla e vampirizza la società. però indubbiamente ready player one è un film più leggero, prima di ogni cosa è un blockbuster, un film per famiglie, meglio se famiglie di nerd

certo, chi è spielberg se non un nerd? eppure emerge chiaramente un discorso critico verso questo mondo, verso la cultura geek, la realtà virtuale, il mondo delle identità fittizie e della cristallizzazione nostalgica dell'immaginario. pur essendo principalmente un pop-corn movie, tratta tematiche chiave del nostro tempo ipertecnologico: la solitudine (esistenziale, sessuale… halliday potrebbe essere l'antieroe di una comunità incel), l'alienazione… ciccioni di 100 kili che vivono con la mamma nella periferia di detroit che si nascondono dietro nickname fantasy e avatar affascinanti che puoi scambiare un uomo per una donna e viceversa

alla fine il nerd goffo e timido - l'ennesimo alter-ego del regista - impara ad amare e a vivere bene nel mondo di qua senza bisogno di "paradisi artificiali" dove essere un action hero, un influencer di instagram, una superstar sportiva, un attore di hollywood… insomma un elogio della normalità , anche imperfetta come la voglia sul viso di samantha

non un film completamente riuscito - terzo atto che rischia realmente di mandare a puttane tutto quanto di buono fatto prima , lunghezza esagerata , un po' troppa leggerezza marveliana - ma altro capitolo esteticamente ed ideologicamente coerentissimo con il percorso del suo autore. che sa anche come citare, autocitarsi, senza renderlo fine a se stesso: in realtà il citazionismo sbandierato è un mero specchietto per le allodole, a spielberg interessa la sostanza del discorso
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