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Reflektor (2013) - Il Nuovo Album Degli Arcade Fire


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382 replies to this topic

#301 Infinite dest

Infinite dest

    dolente o nolente

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Inviato 08 novembre 2013 - 10:15


Un'ultima cosa: trovo più moralisti, bigotti e superficiali quelle persone descritte in ''Normal Person'' che per apparire fighi nascondono emozioni autentiche per simulare sentimenti costruiti dalla moda del momento.


bella sta frase :cool:


mimì, non significa un cazzo quella frase
  • 1

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#302 LM

LM

    Sono un uomo non sono un fake.

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Inviato 08 novembre 2013 - 11:28



Un'ultima cosa: trovo più moralisti, bigotti e superficiali quelle persone descritte in ''Normal Person'' che per apparire fighi nascondono emozioni autentiche per simulare sentimenti costruiti dalla moda del momento.


bella sta frase :cool:


mimì, non significa un cazzo quella frase


mi piace quel gusto nello scegliere i vestiti
quel tuo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che e' cresciuto sull'asfalto e sul cemento

  • 3

#303 Seattle Sound

Seattle Sound

    Non sono pigro,è che non me ne frega un cazzo.

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Inviato 08 novembre 2013 - 11:38




Un'ultima cosa: trovo più moralisti, bigotti e superficiali quelle persone descritte in ''Normal Person'' che per apparire fighi nascondono emozioni autentiche per simulare sentimenti costruiti dalla moda del momento.


bella sta frase :cool:


mimì, non significa un cazzo quella frase


mi piace quel gusto nello scegliere i vestiti
quel tuo essere al di sopra delle mode del momento
sei un fiore che e' cresciuto sull'asfalto e sul cemento


SO DEEP
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Alfonso Signorini: "Hai mai aperto una cozza?"
Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
(La Notte degli Chef, Canale 5)

 

"simpatico comunque eh" (Fily, Forum Ondarock)

 

"passere lynchane che finiscono scopate dai rammstein"

"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


"Ah, dei campi da tennis. Come diceva Battiato nella sua canzone La Cura"


#304 corrigan

corrigan

    気持ち悪い

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Inviato 08 novembre 2013 - 11:51

Bisognerebbe stabilire una volte per tutte e con precisione scientifica quante volte bisogna ascoltare un disco prima di giudicarlo. E' scandaloso che ognuno possa ascoltare i dischi a proprio piacimento.


già fatto. 37
  • 1

I distrust orthodoxies, especially orthodoxies of dissent
「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと ... 僕はわかった

 


#305 cerezo

cerezo

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Inviato 08 novembre 2013 - 12:13

Bisognerebbe stabilire una volte per tutte e con precisione scientifica quante volte bisogna ascoltare un disco prima di giudicarlo. E' scandaloso che ognuno possa ascoltare i dischi a proprio piacimento.


già fatto: 1
  • 0

#306 MilleLire

MilleLire

    IL MORALIZZATORE

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Inviato 08 novembre 2013 - 12:24

Quello che dico io è che ci vuole coerenza però.
Non è che "agli Arcade Fire bisogna dare più ascolti" solo perché si chiamano Arcade Fire, mentre ai Pinco Pallino (magari gruppo nuovo? Oppure gruppo sul quale non abbiamo aspettativa?) dopo un ascolto li cestiniamo..


Comunque non è per via del nome che io gli do qualche chance in più, ma per quello che han fatto in passato: cioè un capolavoro (Funeral), un ottimo disco (Neon Bible), un buon disco (The Suburbs) ...
Quel che volevo dire è che non sono "paraculati" ma sono semplicemente un gruppo che a me piace, e come me credo a tanti quindi da loro mi aspetto molto. Andare a pescare sul nuovo è per forza cosa più difficile che merita un po' di selezione veloce o addirittura preventiva. Mi sembra normale.
  • 1
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#307 Infinite dest

Infinite dest

    dolente o nolente

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Inviato 08 novembre 2013 - 12:27

Bisognerebbe stabilire una volte per tutte e con precisione scientifica quante volte bisogna ascoltare un disco prima di giudicarlo. E' scandaloso che ognuno possa ascoltare i dischi a proprio piacimento.


Già fatto. Si telefona a Gozer e lui ti dice se il disco ti piace o non ti piace, e perchè
  • 0

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

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#308 Blue Tears

Blue Tears

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Inviato 08 novembre 2013 - 14:22

A me da normal person è stato chiesto di scrivere una recensione, non un trattato, né un libro su Reflektor. Ho citato le coordinate da cui sono stati presi i temi (...e poi perché Win non rinuncia, come già avvenuto in passato, a portarsi appresso le sue passioni oblique, che questa volta prendono le forme del fustigatore di costumi Søren Kierkegaard de “L’età presente”, e del regista cinematografico francese Marcel Camus, con la sua trasposizione in chiave moderna, ambientata a Rio alla vigilia del Carnevale, del mito di Orfeo ne “L’Orfeo negro”...) e lì mi sono fermato, perché poi avrei dovuto scrivere una cartella sul perché certi riferimenti che introducevano i testi mi sono sembrati più delle pose intellettuali per infiocchettare l'album (è un trucco vecchio come il mondo che usava pure mastro Bowie) , che dei rimandi articolati e approfonditi a quanto enunciato. E sinceramente:

1) ho a cuore il fatto che il lettore non si addormenti a metà pezzo
2) avrei messo della carne al fuoco, con relativa disamina, che avrebbe rischiato di spostare l'attenzione dal messaggio che volevo far arrivare, ossia che questo è un album molto ispirato e ricco di temi.

Il fatto è che spesso si scrive per esibire la propria scrittura e si finisce per parlare poco dell'album. Mi trovo d'accordo sul fatto che non bisogna infarcire la critica di intellettualismo, in fondo si stanno recensendo dei prodotti popolari - anche se, a parer mio, alcuni non hanno nulla da invidiare alla cultura alta. Ma tu stesso hai tirato fuori Kierkegaard e non mi sembra neanche sbagliato, chi ha letto qualcosa del filosofo capisce che gli stessi testi dell'album con semplicità rientrano nelle tematiche trattate dal filosofo, quindi non si tratta di riempirsi la bocca con nomi altisonanti o al contrario tacciare il gruppo di banalità. Ad esempio la solitudine e la disperazione di chi non potendosi ''autoporsi naturalamente'' si piega alla debolezza pornografica e plastica dell'apparire in un riflesso virtuale (''Porno''), potrebbe essere un aggiornamento di certe tematiche del filosofo danese. Non voglio fare neanche io voli pindarci, ma siccome alcuni se non sentono spiattellati i grandi nomi del pensiero e della musica, finiscono per considerare certe cose come robetta, bisogna pur farlo.

Sull'ascoltare più volte l'album intendevo darsi la possibilità di poter cogliere progressivamente i vari effetti che sorgono dalla diverse tracce. Ad esempio anche a me, all'inizio, il singolo Reflektor mi era apparso lineare e ripetitivo (certe danze nel loro trasporto devono avere ossessività), poi riascoltandolo ne vedo nascere diverse modulazione effettistiche, una cura del particolare che trasforma addirittura il respiro in un riflesso. Inoltre nessuno ha posto l'attenzione sul curatore del suono, limitandosi a dire in continuazione ''droni'' - che alla fine sono necessari come decompressione. Ancora la traccia fantasma - nulla di tanto grandioso - ma se ci si fosse presi la briga di ascoltarla, ci si sarebbe accorti che era la sintesi dell'intero album ascoltato al contrario. Ma ritornando ai suoni - questo mi pare che qualche recensore straniero lo abbia notato - l'album è anche una sintesi dei vari modi in cui ''si sente'' ed è riprodotta la musica.

Come dicevo nell'altro post, ognuno di noi ha delle antipatie verso certa musica che impediscono l'approfondimento, ad esempio a me è capitato con l'album degli A.M., di cui avevamo parlato. Ma avevamo parlato anche dell'ultimo album dei White Lies di cui all'inizio avevo criticato il modo di gestire il concept. Verso questo ultimo gruppo non ho antipatia quindi l'ho riascoltato e rivisto un po' certi pareri espressi. Tuttavia mi sono reso conto che si tratta solo di una produzione che da sostanza al gruppo.

Al contrario, se uno non ha un'avversione per gli A. F., e riascolta il disco si accorge che produzione e gruppo lavorano agli stessi livelli. Inoltre suoni e testi veicolano perfettamente i diversi stati d'animo.

Il film di Camus è stato citato, ma oltre a questo non costava nulla accennare al respiro della pellicola, ricollegandolo all'album. Il film vibra e danza in ogni suo aspetto: recitazione, movimenti degli attori, colonna sonora ecc. La musica sembra essere l'anima di Rio e delle sue persone. Ci si sta preparando per un evento ''frivolo'': il carnevale. Ma il film non è frivolo come non lo è l'album degli A. F. A un certo punto giunge la tragicità della morte - già intuita sin dall'inizio - e non si accetta di ritrovare la persona amata in un rito tribale (vedi la scena del film), nè si accetta la morte laica dell'obitorio - vedi la scena del film e vedi Afterlife...

Ok mi fermo, ma era per dire che se certe cose non si prendono con sciatteria di fili tematici se ne trovano.
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Anche tra fiamme violente si può piantare il loto d'oro

#309 White Duke

White Duke

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Inviato 08 novembre 2013 - 17:47

Facciamo che la prossima volta la scrivi tu, e poi io ti dico cosa avrei voluto che tu avessi scritto :lol: .
Onestamente non so se ho una scrittura da esibire, ma ho la presunzione di pensare d'aver parlato parecchio dei contenuti stilistici dell'album, o almeno quelli che a me sono sembrati tali. Dopodiché c'è un detto dalle mie parti che recita così "Cent co', cent crap; cent cu', dusent ciap" (cento cervelli,cento teste, cento culi, duecento chiappe) , ergo: ai posteri il compito di stabilire, ognuno per sé, se ci sia riuscito o meno.
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"No matter how high are one's estimates of human stupidity, one is repeatedly and recurrently startled by the fact that: a) people whom one had once judged rational and intelligent turn out to be unashamedly stupid b) day after day, with unceasing monotony, one is harassed in one's activities by stupid individuals who appear suddenly and unespectedly in the most inconvenient places and at the most improbable moments" (Carlo M. Cipolla)

#310 Blue Tears

Blue Tears

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Inviato 09 novembre 2013 - 03:03

Duke guarda che la mia critica alla tua recensione non è stata del tutto negativa, anzi ho preso spunto pure dal tuo accenno al filosofo danese XD. Inoltre apprezzo anche un certo tipo di esibizione della scrittura, tuttavia è meglio se il contenuto non venga cancellato dallo stile.

La tua critica stilistica va benissimo e sicuramente hai la competenza per esprimere tramite essa anche un tuo personale giudizio critico. So anche che ci sono molti lettori che si accostano alle recensioni solo per vedere se lo stile del disco recensito si adatti al proprio gusto e quindi decidere di ascoltarlo.

Tuttavia non tutti i ''lettori di recensioni'' sono uguali e quindi - pur comprendendo i limiti di estensione in cui deve rientrare la recensione e l'esigenza di informare - si potrebbe fare qualche considerazione sulle tematiche dell'album. Considerazioni che a volte diventano anche interpretazioni - e ben vengano perché così un'opera d'arte non si conclude in se stessa ma genera altra arte dalla scrittura di chi l'interpreta.

Ma per tornare al disco e alle recensioni, sono appena tornato da una libreria che tiene aperta anche la notte. Mi sono fatto un giro tra le riviste di musica per vedere le recensioni dell'album. Nessuna era strabiliante però c'era - come tu stesso dici - tra di esse una differenza che io considero anche di valore. In pratica quella di Vignola, che trovo la più accettabile, in tre righe riassumeva la tematica della morte e della resurrezione - nelle sue diverse declinazioni - ricollegandola a tre rispettive canzoni; inoltre nella recensione si accennava ad alcuni elementi stilistici (i tamburi) mi pare ricollegandoli all'inferno. Successivamente - non ricordo né il nome del recensore né della rivista - ho letto un altro pezzo che riprendeva il tema della luce e del buio, partendo da Funeral e giungendo all'ultimo lavoro degli A.F. Infine ho letto una recensione che stroncava totalmente l'album, limitandosi ad una mera analisi stilistica - unica differenziazione rispetto ad altre recensioni del genere era un riferimento ai tamburi tribali all'inizio di ''Oh Eurydice'' ricollegati agli U2 (mi pare che ancora gli U2 non erano stati tirati fuori, ma quasi sicuramente sbaglio), cosa che tra l'altro avevo notato pure io, prima di leggere la recensione. Per il resto quest'ultimo recensore travisava tutto il senso delle canzoni; invece se nell'articolo si fosse tenuto conto dei testi e delle tematiche dell'album si sarebbe capito che la finta rabbia di qualche canzone, l'effetto patinato di qualche altra ecc., sono dei significanti funzionali a veicolare il significato, la critica - ma anche la descrizione - che l'album fa di certi atteggiamenti della società contemporanea (mi pare che sia tua l'espressione ''fustigatore dei costumi'' - non ricordo bene - che attribuivi al filosofo danese: mi era piaciuta tra l'altro, pur non condividendola pienamente in riferimento all'album).

Concludo dicendoti che anche se, vista la campagna pubblicitaria, l'album finirà sulla bocca (nell'orecchio?) pure dell'ascoltatore medio(non intendo il termine solo in modo negativo, sarebbe meglio dire di colui che gradisce un ascolto disimpegnato), certa musica - grazie ai propri contenuti - cattura particolarmente l'attenzione di chi ha un particolare vissuto sia musicale, sia soprattutto emotivo. E naturalmente quest'ultimo tipo di fruitore che non ha bisogno neanche di leggere le varie recensioni, quando però lo fa per curiosità, si indigna difronte a certa scrittura. Di contro i detrattori del gruppo fanno propri i contenuti di superfice delle recensioni, estendendole e attribuendole a tutto l'album.

Duke comunque è stato un piacere avere questo scambio con te e anche leggere la tua recensione. Ma dopo tutto questo sermone ''Here Come The Night Time'' - e viva ciò che sollecita la sensibilità di ognuno, a prescindere da ciò che l'altro dice o contradice XD


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Anche tra fiamme violente si può piantare il loto d'oro

#311 clapat71

clapat71

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Inviato 09 novembre 2013 - 09:59

Impressioni da uno che ha adorato Neon Bible, ha trovato molto bello Funeral e non ha mai digerito troppo The suburbs:
- traccia fantasma all'inizio incensata come una grande genialata: 'na palla velleitaria, perdonata solo perché sono loro. poteva essere un'idea carina se fosse durata non più di tre minuti
- disco 1 molto più divertente del disco 2, arrangiamenti meno uniformi che in TS, le canzoni si distinguono meglio una dall'altra e ci sono molti spunti "divertenti"
- haiti non so perché venga tirato in ballo, se non ne avessero parlato loro non me ne sarei proprio accorto
- tutte le tiritere sui testi per me sono poco significative se la musica non prende
conclusione:
per i miei gusti con una bella sforbiciata avrebbe superato The suburbs
ora come ora non so se prenderlo...
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#312 interface

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    Matteo Meda

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Inviato 09 novembre 2013 - 14:36

- disco 1 molto più divertente del disco 2


Pensa che invece secondo me le cose migliori stanno proprio nel secondo (su tutte: Afterlife).
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comunque 'sta gente che guarda i voti fa un po' ridere. ma leggerla una recensione, no?
tanto difficile da capire che qualcosa che entusiasma qualcuno può annoiare qualcun'altro?


#313 Blue Tears

Blue Tears

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Inviato 09 novembre 2013 - 14:48

Secondo me la verità è che il disco piace tutto e ad ogni ascolto ci appare sempre diverso da quello che ci aspetteremmo da esso (in negativo)! Ad esempio ci aspettiamo che un brano ci stanchi, ma in realtà anche se esso è lungo, alla fine non possiamo soddisfare pienamente il nostro desiderio di fare una critica negativa alla lunghezza ecc. Vedendo il film di Camus ho voluto dare una ''sbirciata'' alla colonna sonora, inoltre mi sono ascoltato velocemente un po' di musica jamaicana e altra musica a cui si ispira l'album. E allora mi chiedo cosa si vuole di più da un album rock che riesce, senza diventare di un eclettismo fuori luogo, a tirare fuori e rielaborare in modo originale certe sonorità, restituendoci inoltre anche la carica emotiva di certa musica?
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#314 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 09 novembre 2013 - 15:07

.. sono appena tornato da una libreria che tiene aperta anche la notte. ...


Dove si trova?
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#315 Blue Tears

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Inviato 09 novembre 2013 - 15:12

Si tratta delle Feltrinelli - non volevo fare pubblicità XD
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#316 blackwater

blackwater

    Scaruffiano

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Inviato 09 novembre 2013 - 15:17

Si tratta delle Feltrinelli - non volevo fare pubblicità XD


Per un attimo ho immaginato librerie aperte sino all'alba. Le "mie" Feltrinelli non ha però i giornali, tantomeno quelli dedicati alla musica.
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#317 Seattle Sound

Seattle Sound

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Inviato 09 novembre 2013 - 15:30

Secondo me la verità è che il disco piace tutto


"voi che dite il contrario perchè mentite? perchè mentite a voi stessi? perchè?"
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#318 Blue Tears

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Inviato 09 novembre 2013 - 15:44

Infatti in un certo senso un po' la cosa potrebbe essere come dici. Sostanzialmente agli appassionati del gruppo il disco piace o meglio non lo possono considerare un disco non di valore (anche se dicono il contrario e magari non rientra proprio nel gusto o in quello che ci si aspettava dal gruppo); invece magari ad alcuni novelli piacciono solo i singoli e dicono che per loro è tutto un grande disco. Comunque non stiamo a fare la psicologia dell'ascoltatore. A me piace sinceramente ed ognuno riferisce come vuole delle sue impressioni che possono cambiare, in meglio o in peggio, con il tempo!
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Anche tra fiamme violente si può piantare il loto d'oro

#319 Seattle Sound

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Inviato 09 novembre 2013 - 16:16

poi alla fine è importante ascoltare il disco con correttezza,etica e bontà
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#320 Blue Tears

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Inviato 09 novembre 2013 - 16:21

Infatti ognuno poi è libero, in base al proprio gusto - anche a prescindere da correttezza, eticità e recensioni - di considerare un album un capolavoro o meno.
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