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Music Crossing X V I I I Coronasummer Edition, Mandate I Pacchi A Cerezo, Chi Non Partecipa È Un Non-Anglofono


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4483 replies to this topic

#4421 bungle

bungle

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Inviato 03 luglio 2020 - 16:02

ma quand'è la scadenza per parlar male del disco assegnato? ;D  ;D  ;D  ;D


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"And the sea isn't green
And I love the queen
And what exactly is a dream?
And what exactly is a joke?"


#4422 cerezo

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Inviato 03 luglio 2020 - 16:49

chiedilo a wild horse che deve ancora recensire il regalo della volta scorsa
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#4423 bungle

bungle

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Inviato 03 luglio 2020 - 16:59

chiedilo a wild horse che deve ancora recensire il regalo della volta scorsa

 

scusate ma non sono abituato a tutta questa anarchia! :rotfl:  :rotfl:  :rotfl:  :rotfl:


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And I love the queen
And what exactly is a dream?
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#4424 Monzaemon

Monzaemon

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Inviato 03 luglio 2020 - 17:13

Grande Bowles! Due cose sul disco: Illèsek ès pofonok (tradotto letteralmente: Gli Illès e schiaffi) è ad oggi considerato unilateralmente tra i miglior dischi ungheresi di sempre, forse più che il Sgt. Peppers ungherese (che ci può stare per le sonorità) direi una via di mezzo tra Pet Sounds e Deja Vu, partendo sopratutto dalle tematiche (disillusioni vari, crisi esistenziali e delusioni politiche) che poi forse sono anche più sentite rispetto la controparte occidentale. 

 

Loro erano un po' la beat band nazionale numero 1, grandi musicisti utilizzati sopratutto per canzonette che ad un certo punto se ne sono usciti con questo album ben descritto da Bowles (anche se personalmente io apprezzo anche la fase precedente più sempliciotta). Sono andati per una tournèè in Inghilterra dove hanno suonato con i Small Faces, al rientro sono stati inspiegabilmente bannati dalla scena per un'intervista rilasciata alla BCC, che poteva "dar suggerimenti al nemico". Fortunatamente a breve sono stati reintegrati a furor di popolo, registrando almeno altri 3 album di assoluto valore. 

 

Vi condivido un bootleg di assoluto valore, un improvvisazione di 26 minuti attorno un unico pezzo/ tema (preso dalla colonna sonora del film Bubàjosok), live del 1970 per molto tempo introvabile.  

 


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#4425 avatar blackwolf

avatar blackwolf

    Furious Angel

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Inviato 04 luglio 2020 - 13:33

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79.5 - Prediction [2018]

Genere : Contemporary R&B

7m.png

 

Devo ammettere di essere un po' in difficoltà  a scrivere qualche riga su questo disco,  E' molto bello , ma è un genere talmente lontano dai miei soliti ascolti che probabilmente mi mancano le basi per fare un'analisi più approfondita. Comunque mi è piaciuto molto , ottima produzione e arrangiamenti , ottime le due voci [sono due?] femminili.Sicuramente ci sono influenze disco e funk/soul anni '70 che ho apprezzato molto [specie in brani come Facing East] Non ho alcuna idea di chi possa essere il donatore, comunque, grazie , un bel regalo.


  • 2

#4426 avatar blackwolf

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    Furious Angel

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Inviato 04 luglio 2020 - 15:31

direi che con te vado sul sicuro , dopo i Frou Frou, pure questo asd :wub:


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#4427 Reynard

Reynard

    We're not in Kansas anymore

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Inviato 05 luglio 2020 - 10:10

Eccoci.

Mi è arrivato l'album di esordio di Don McLean, Tapestry, uscito l'anno prima del superclassicone "American Pie".

 

La prima sorpresa è che è un album piacevole, di un autore già maturo.

La seconda sorpresa è che mi aspettavo un cantautore quintessenzialmente americano, ed invece ci ho sentito in più di un momento una netta influenza folk britannica; per dire, più e più volte mi è venuto in mente Donovan ("Magdalene Lane", ad esempio).

Le coordinate alla fin fine son quelle, folk che varia dal solenne ("Orphans of Wealth", che ha una melodia molto affascinante) al bucolico ("Castles in The Air") al più allegro e ritmato ("No Reasons For Your Dreams", "Bad Girl" e quella che forse è la mia preferita, "Respectable": mi piace da impazzire la chiusura delle strofe, 'then I respect, respect, respect old Jesse James). Queste più sostenute hanno un tono da fiera o da luna park, vagamente simile a certo Richard Thompson ("I Want To See The Bright Lights Tonight", il brano, per capirci).

Non che manchi una certa americanità stilistica. Vecchio West polveroso ("General Store"), folk dylaniano (la prima parte di "Three Flight Up", che fa venire in mente "Subterranean Homesick Blues"). Un'altra linea ancora è quella più romantica e sentimentale, come la seconda parte di "Three Flight Up" o "And I Love You So", con archi e tono da crooner: è America pure questa, ma sinceramente è la linea che ho trovato più noiosa.

 

In generale è un bell'ascolto, ma forse alla lunga un pochino troppo risaputo. McLean è bravo, ma - come si può capire - mi fa troppo venire in mente altri autori e altri stili. Un piccolo limite che però non inficia l'ascolto più di tanto.

 

Vorrei chiedere al misterioso donatore - che non ho idea di chi posas essere - perché ha scelto proprio l'esordio.


  • 1
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#4428 lasa

lasa

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Inviato 05 luglio 2020 - 10:20

 

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79.5 - Prediction [2018]

Genere : Contemporary R&B

7m.png

 

Devo ammettere di essere un po' in difficoltà  a scrivere qualche riga su questo disco,  E' molto bello , ma è un genere talmente lontano dai miei soliti ascolti che probabilmente mi mancano le basi per fare un'analisi più approfondita. Comunque mi è piaciuto molto , ottima produzione e arrangiamenti , ottime le due voci [sono due?] femminili.Sicuramente ci sono influenze disco e funk/soul anni '70 che ho apprezzato molto [specie in brani come Facing East] Non ho alcuna idea di chi possa essere il donatore, comunque, grazie , un bel regalo.

 

 

Sono io il donatore e non so dire molto di più di quello che hai già detto. Lascerei parlare usern** se sa qualcosa di più.

Li ho scoperti da poco tramite spotify che mi ha consigliato questa (direi ispirata a strawberry letter 23):


  • 1

#4429 signora di una certa età

signora di una certa età

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Inviato 05 luglio 2020 - 11:47

Presa da una voglia di Don McLean l'idea era di giocare American Pie. Ma poi, riascoltati entrambi i dischi. Tapestry mi è sembrato complessivamente migliore. Aveva anche più chance di essere una novità per l'ascoltatore.
Lo trovo un esordio davvero straordinario e condivido molto le tue considerazioni sui riferimenti, anche se del disco non butto via niente :)

Approfitto per scusarmi col mio donatore ma dovrò prendermi un po' più di tempo a questo giro di crossing.
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In realtà secondo me John Lurie non aveva tante cose da dire... ma molto belle


#4430 Reynard

Reynard

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Inviato 05 luglio 2020 - 12:11

Beh, grazie mille, regalo apprezzato.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#4431 Cliff

Cliff

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Inviato 05 luglio 2020 - 16:51

Last Days of April - Angel Youth (2000; midwest emo/indie rock)
 
I presupposti, quelli di andarmi a sentire una band con queste sonorità, non c'erano. Parliamo di quel suono tipico di quegli anni, fine 90/inizio 00, con riferimenti piuttosto espliciti a modest mouse, Built to Spill ecc..., che ad oggi ho accantonato abbastanza (salvo eccezioni).
Il fatto è che, nonostante questi presupposti, qui ci sono le canzoni (almeno nella prima parte), quindi se qualcuno amasse queste sonorità questa potrebbe essere la sua tazza da te.
Il mood è intriso di quella malinconia tipica emo, ma senza mai sconfinare vocalmente e musicalmente in quelle deflagrazioni catartiche tipiche, ma rimanendo più su un cantato languido (alcuni pezzi mi hanno ricordato molto anche certi Jimmy Eat World).
Uno dei problemi è che, per quanto l'album si lasci ascoltare, manca il brano (o meglio, quei 2/3) che coinvolgano davvero e convincano, alcune tracce dovrebbero commuovere, almeno negli intenti, ma mancano decisamente l'obbiettivo, tipo la stucchevole "Make Friends With Time", una litania pianoforte e voce che si fatica a non skippare che tra l'altro preannuncia un secondo lato davvero brutto, impreziosito dalla presenza nel finale di una incomprensibile versione strumentale (ma perché?) di "Make Friends With Time", di cui avevo già scritto bene.
 
Voto: 5,5 (primo lato: 7; secondo: 4)

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Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]

Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


probabilmente off topic


#4432 Dark Mavis

Dark Mavis

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Inviato 06 luglio 2020 - 07:55

Sono io il donatore, concordo sulla superflua versione strumentale di Make friends with time ma per il resto lo ritengo qualitativamente omogeneo e ben strutturato. Le canzoni ci sono ed è uno dei dischi emo che preferisco per quanto riguarda gli anni zero (insieme al secondo degli Hotelier, i Brand New, Bleed American dei Jimmy eat  world e Celebrate dei Tiny moving parts)*.

 

* anche The Meadowlands dei Wrens


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#4433 cerezo

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Inviato 14 luglio 2020 - 08:12

ma li state facendo i compiti a casa o fate le vacche come me?
 
 
71%2BDjMTW-tL._AC_SL1181_.jpg
 
guillaume marietta, non l'avevo mai sentito nominare, disco del 2017, lo scopro googlando un attimo fa, e non era nemmeno l'esordio, lo scopro rymando mezzo attimo fa
disco pop in francese, parte bene, i primi due pezzi hanno un suono retronuevo che sembra gli air, anzi con le due voci uomo-donna sembrano pure un po' i baustelle, alla fine di ogni pezzo parte la coda chitarristica un po' psichedelica
è un disco cinematico, fa pensare a un road movie notturno, a metà strada cambia registro ma non cambia il mood, le chitarre alzano la testa, la bouche du vent o livide est la nuit sono due belle cavalcate e riescono quasi a convincermi che c'è una parentela coi feeling of love dei quali ho una tenue reminiscenza canzonettara, poi gli ultimi due pezzi dilatati e cantautorali
su spotify manca il pezzo l'electricité, semplice ma efficace
la prima impressione è di un minestrone con tante verdure ma con gli ascolti si intravede un filo logico ed il lavoro delle chitarre è molto riuscito
forse non c'è nessuna canzone che mi rimarrà in testa, la composizione è un po' fumosetta, non a caso leggo pure la definizione shoegaze (ma alla fine la più azzeccata sarebbe psych pop)
avesse avuto due canzoni buone o una voce meno monotona poteva davvero essere una bella storia
 
comunque, fosse stato pure un capolavoro, il donatore rimane un asino

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#4434 Pancakes

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Inviato 14 luglio 2020 - 09:08

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Innanzitutto, bel tiro mancino del donatore, disco lungo una quaresima, compilation [quindi roba ammassata e non concepita come album, credo], e di no wave asd

No wave, Glenn Branca, suona un campanello, mi ero fatto una infarinata di robe del settore anni orsono, appena in tempo per scappare  [giusto qualcosa dei Lounge Lizards ripesco ancora ogni tanto]. Questo fu un side-project di Branca con cui fece 20 concerti e pubblicò ufficialmente un solo singolo, esce anni dopo questa raccolta che piglia tutto il registrato "nascosto". Il genere è chiaramente uno dei non più facili, cè un'impronta punk ma che sconfina spesso nel rumore destrutturato puro, a tratti alla cuordimanzo [il livello di turbamento che mi arrecano è lo stesso, al netto delle ovvie differenze]. Nei momenti migliori, che comunque ci sono e non sono male a dirla tutta, ci sento, da profano, la versione "light" [ma per certi versi più morbosa] dei Daughters, gruppo estremo che ha deliziato in questi anni gli appassionati di noise rock e post-hc [specifico la s finale perchè quelli al singolare sono invece un gruppetto abbastanza squallido].


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#4435 bungle

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Inviato 15 luglio 2020 - 14:42

total.jpg

 

Dopo una lunga e faticosa attesa mi è stato assegnato Total dei norveggesi Seigman. Preciso subito che non è prorio la mia tazza di tè, stiamo parlando di un mix tra gothic metal, alternative, black metal e di atmosfere opprimenti e profondamente nordiche. Non sono quindi molto esperto del genere e potrei dire delle inesattezze. Mi ricorda alcuni artisti che ascoltavo durante gli anni 90 e che sono ormai decenni che non ascolto più (Tiamat, Paradise Lost e Moonspell). A differenza dei ricordi sbiaditi che ho di questi gruppi, i Seigman mi sembrano molto più interessanti e vari. Oltre alla già citata componente folk c'è anche un mood psichedelico che gradisco molto, in alcuni punti la musica diventa quasi cameristica, in altri invece sono un po' più poppeggianti, il tutto mantendendo intatta la propria cifra stilistica e la propria personalità.

Fondamentalmente non è un disco che ascolterei e ascolterò molto, queste sonorità con queste colate di chitarre dense e soffocanti (non presenti però in tutti brani)  mi risultano un po' pesanti, però è  sicuramente un album non banale che ho ascoltato con interesse. Ringrazio quindi il donatore per avermi dato questa opportunità.


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#4436 Cliff

Cliff

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Inviato 15 luglio 2020 - 15:08

Ero rimasto che volevi stroncarlo, quindi è cresciuto con gli ascolti? asd

 

I riferimenti che hai indicato sono giusti a parte il black metal che proprio non ce n'è. 


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#4437 bungle

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Inviato 15 luglio 2020 - 16:06

Ero rimasto che volevi stroncarlo, quindi è cresciuto con gli ascolti? asd

 

I riferimenti che hai indicato sono giusti a parte il black metal che proprio non ce n'è. 

Quindi sei tu il misterioso donatore? 

si in effetti i riferimenti al black metal, li pensavo a gruppi come i Burzum (ma non sono generi che bazzico) quindi ci sta di aver preso un granchio.

Quando ho detto di volerlo stroncare? Non mi sembra di essermi mai espresso sull'album prima di oggi 


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#4438 Cliff

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Inviato 15 luglio 2020 - 16:10

Pensavo di aver sbagliato utente, ma forse eri ironico?

ma quand'è la scadenza per parlar male del disco assegnato? ;D  ;D  ;D  ;D


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#4439 Pancakes

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Inviato 15 luglio 2020 - 16:23

Parte dei Seigmen comunque qualche anno dopo è confluita negli Zeromancer, gruppo industrial/goth metal  che almeno un paio di bei dischi li ha fatti

 

 

 

È interessante notare che se ai tempi di Total i Seigmen erano [viste le origini metal] abbastanza avanti rispetto alla svolta electro-rock che gruppi come Paradise Lost, Tiamat e Moonspell avranno qualche anno dopo, quando appunto escono i vari One Second / Sin Pecado / Skeleton Skeletron che sono comunque abbastanza "europei", gli Zeromancer invece sono già proiettati su uno stile più americano per certi versi, sembrano tipo gli Orgy ma meglio.


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#4440 suche

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Inviato 15 luglio 2020 - 16:55

BRANT BJORK - JALAMANTA (1999)


Jalamantacover.jpg

Curioso, ma altresi preoccupato di ascoltare il primo disco solista di uno dei batteristi più celebri in ambito stoner rock, uno che insieme ad Nick Olivieri al basso nei Kyuss formava una sezione ritmica che fece tremare mezzo pianeta, ahimè appunto le mie preoccupazioni si sono trasformate in prevista delusione.
La delusione deriva da un approccio direi quasi amatoriale della materia stoner. L'ossatura dei diversi brani, quasi tutti strumentali è ovviamente il groove di batteria, batteria che inizia ogni brano, batteria che da la forma e l'anima stessa alle composizioni, all'impianto sonoro, essendo lo strumento più in rilievo e registrato a più alto volume rispetto al resto.
Resto che ahimè è ben poca cosa: flebili e scontati riffettini di hard rock, nemmeno troppo heavy di chitarre pure mal gestite a livello di produzione ed effettistica, direi spente e senza mordente.
Nemmeno nel secondo brano "Automatic Famtastic" che poi è il primo dopo una prefazione sonora, l'uso del wah wah come strumento parlante riesce a graffiare. Il terzo brano "Cobra Jab" è il più convincente:
la ritmica è tribale, incalzante e una litania chitarristica in continuo feedback controllato rende l'atmosfera più bollente. È qui che il lavorio di batteria di Bjork ha un senso che va al di là dellesibizione elfantiaca che spesso si ripropone nei vari brani.
Purtroppo poi si ritrovano semrpe i soliti riffettini spenti, elementari e scheletrico, la solita schematica geometria di pieni e vuoti e l'unico brano che un poco mi piaciuto è "Toot" che è cantata a piena voce, anzi a due voci sovraincise, insomma con qualcosa in più che non due note di chitarra e un pattern di batteria.

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