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L'Inserimento Per Dino Baggio Che È Un Buon Tiratore, Ovvero L'Angolo Dell'Amarcord Calcistico


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2670 replies to this topic

#2601 10 Maggio 1987

10 Maggio 1987

    [pco] sporco scriba [pco] non sei degno della vita eterna

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Inviato 26 maggio 2021 - 17:37

foto strappalacrime scattata durante la stagione 1999-2000 e pubblicata sulla pagina Centro Paradiso, dal nome dell'allora sede e campo di allenamento del napoli

 

da sinistra: luciano comaschi, hasse jeppson, walter novellino, federico scalingi, amedeo amadei e naim kriezu

 

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#2602 Garga Charrua

Garga Charrua

    Morte a Boldrin!

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Inviato 27 maggio 2021 - 22:38

Direi che c'è un solo modo per celebrare il ritorno del Venezia in serie A:

 

 

"la sensazione è che il brasiliano abbia fatto un po' l'indiano"


  • 1

"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#2603 10 Maggio 1987

10 Maggio 1987

    [pco] sporco scriba [pco] non sei degno della vita eterna

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Inviato 07 giugno 2021 - 14:50

l'immagine che tutti avremmo sempre voluto vedere: breitner con la maglia dell'urss

 

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#2604 maladiez

maladiez

    Kosmische express courier

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Inviato 07 giugno 2021 - 16:07

l'immagine che tutti avremmo sempre voluto vedere: breitner con la maglia dell'urss
 
196315269_304859897956341_82508884420202


Pare che un giorno mentre riordinava della roba in alcuni scatoloni saltò fuori la maglia di Sparvasser, non ricordava di averla scambiata con lui.
  • 0

"Chi vuol brillare, si metta in ombra"

 

 

Alice: "Quanto tempo è per sempre?"

Bianconiglio: " A volte solo un secondo"


#2605 cerezo

cerezo

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Inviato 07 giugno 2021 - 16:46

l'immagine che tutti avremmo sempre voluto vedere: breitner con la maglia dell'urss

 

196315269_304859897956341_82508884420202

 

leggevo proprio ieri un articolo abbastanza negativo su breitner "finto comunista ma in realtà edonista capitalista" asd

https://pallonateinf...itner-politica/

con annesso link ancora più interessante alla storia della squadra della jaegermeister

https://pallonateinf...g-jagermeister/

 

il tutto contrapposto al VERO COMPAGNO TROTSKISTA ROCHETEAU!!!

https://pallonateinf...eteau-politica/

 

 

comunque è incredibile la deriva politica che stanno prendendo la maggior parte delle "riviste" sportive dell'internet

lo spettro va da quei fascisti nostalgici catenacciari di Rivista Contrasti (foraggiati da mediaset) ai leninisti del pallone di Sportellate e Pallonate in Faccia (aspetto solo che ne nasca una chiamata Calci in Culo asd) passando per il liberal touch antinostalgico di UU e 11

basta dare un occhio alle differenti letture date alla faccenda di Naomi Osaka


  • 2

#2606 Nihor

Nihor

    Classic Rocker

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Inviato 08 giugno 2021 - 22:47

Direi che c'è un solo modo per celebrare il ritorno del Venezia in serie A:

 

 

"la sensazione è che il brasiliano abbia fatto un po' l'indiano"

Ubi maior..

 

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"Il mio vicino di posto è un rumeno e i rumeni si piccano di parlare una lingua latina, c'è una cosa che capisco e che condividiamo immediatamente: HAGI Fotbalistul De Raså. Veramente Fotbalistul De Raså"

#2607 10 Maggio 1987

10 Maggio 1987

    [pco] sporco scriba [pco] non sei degno della vita eterna

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Inviato 09 giugno 2021 - 09:06

quei fascisti nostalgici catenacciari di Rivista Contrasti (foraggiati da mediaset) 

 

addirittura ci hanno fatto la maglietta a 25 euri

 

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Oggi, mentre imperversano i ritornelli sul “bel calcio”(?) dei progressisti nel pallone, la lezione di Gianni Brera è più attuale che mai. Ossigeno puro, da sfoggiare con orgoglio per le strade, le spiagge e i campetti di tutto il nostro splendido Stivale.

Santo Catenaccio, esclamava Gianni Brera dopo il terzo trionfo mondiale dell’Italia, frutto di «un’applicazione del modulo che ci è proprio, e in tutto il mondo viene chiamato all’italiana». Contro “la stampa assetata di bel gioco” (tutto eternamente ritorna) il padre del giornalismo sportivo italiano rivendicava fieramente il nostro carattere specifico, l’importanza della scuola nazionale. Perché il calcio è cultura di popolo, fenomeno culturale e territoriale, non soltanto applicazione dogmatica di moduli e schemi.


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#2608 Garp Charpentier

Garp Charpentier

    Bomber, monogenere e ora pure sempliciotto

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Inviato 09 giugno 2021 - 09:36

 

l'immagine che tutti avremmo sempre voluto vedere: breitner con la maglia dell'urss

 

196315269_304859897956341_82508884420202

 

leggevo proprio ieri un articolo abbastanza negativo su breitner "finto comunista ma in realtà edonista capitalista" asd

https://pallonateinf...itner-politica/

con annesso link ancora più interessante alla storia della squadra della jaegermeister

https://pallonateinf...g-jagermeister/

 

il tutto contrapposto al VERO COMPAGNO TROTSKISTA ROCHETEAU!!!

https://pallonateinf...eteau-politica/

 

 

comunque è incredibile la deriva politica che stanno prendendo la maggior parte delle "riviste" sportive dell'internet

lo spettro va da quei fascisti nostalgici catenacciari di Rivista Contrasti (foraggiati da mediaset) ai leninisti del pallone di Sportellate e Pallonate in Faccia (aspetto solo che ne nasca una chiamata Calci in Culo asd) passando per il liberal touch antinostalgico di UU e 11

basta dare un occhio alle differenti letture date alla faccenda di Naomi Osaka

 

 

A me sembrano tutte uguali ste pagine come impostazione articoli e pure coi titoli che ormai si assomigliano tutti.

 

Fenomenologia di David Suazo

 
E mi pare di capire ne nascano a frotte: sono i danni causati da quelli di Ultimo Uomo?
 
 
Gli integerrimi e chiari fin dal principio rimangono loro
 
15978009_1214341138673157_24881306636735

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"Garp sei un pochino troppo monotematico coi gusti secondo me."
 
"Io sono tutto ciò che vale. Non sono uno come Garp che ascolta solo un genere."
 
"Che imabarazzante battuta e due cretini ti hanno dato pure i più riparatori. Sei sempre fortunato, prima o poi ti arriverà una mazzata in testa riparatrice spero."
 
"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."
 
"Coglione"
 
"Ma basta sto tipo di musica da sfattone finto dai"
 
"vabbeh garp te oltre alla barriera linguistica c'hai pure la barriera monogenere"
 

 


#2609 cerezo

cerezo

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Inviato 09 giugno 2021 - 15:45

che ne nascono a frotte è verissimo, la maggior parte sono paginette amatoriali fondamentalmente bomber-nostalgiche

ma alcune di quelle che hai citato hanno dietro un'impostazione molto organizzata, ottime penne (io adoro quelli di UU in particolare) ed una linea editoriale evidente soprattutto nell'approccio sociale/politico al fenomeno calcio e sport in generale

 

gli argomenti del giorno si somigliano esattamente come sui quotidiani ma la trattazione degli stessi varia in maniera anche clamorosa

esempi recenti a caso di argomento identico ma conclusioni diametralmente opposte:

- naomi osaka

- seid visin

- la finale di champions

- il walzer degli allenatori di serie A

 

rivista11 è stata fondata dall'ex direttore di sky sport e attuale direttore di sky news ed esce anche in versione cartacea periodica, sulla scia di altri periodici sul calcio che stanno facendo scuola in tutta europa

BpMboNXIAAAOFkM.jpg

 

faccio outing, sono feticista asd l'anno scorso ho comprato la collezione intera di Revista Libero

ma non ho avuto il coraggio di spingermi fino al pack natalizio dedicato a totti con la versione in spagnolo della biografia, la maglietta Copa ed I CALZINI A TEMA ...e me ne sono pentito

https://m.facebook.c...=57&__tn__=EH-R

:cool:


  • 1

#2610 Garp Charpentier

Garp Charpentier

    Bomber, monogenere e ora pure sempliciotto

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Inviato 09 giugno 2021 - 16:39

De Bellis ogni volta che lo vedevo pensavo a lui come ad una versione sportiva di FUSARO.


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"Garp sei un pochino troppo monotematico coi gusti secondo me."
 
"Io sono tutto ciò che vale. Non sono uno come Garp che ascolta solo un genere."
 
"Che imabarazzante battuta e due cretini ti hanno dato pure i più riparatori. Sei sempre fortunato, prima o poi ti arriverà una mazzata in testa riparatrice spero."
 
"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."
 
"Coglione"
 
"Ma basta sto tipo di musica da sfattone finto dai"
 
"vabbeh garp te oltre alla barriera linguistica c'hai pure la barriera monogenere"
 

 


#2611 10 Maggio 1987

10 Maggio 1987

    [pco] sporco scriba [pco] non sei degno della vita eterna

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Inviato 09 giugno 2021 - 17:40

il giorno della superlega, forse preso dall'importanza fatidica del momento, andò negli studi di skysport24 a dire la sua. furono minuti decisamente imbarazzanti


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#2612 Cliff

Cliff

    utente col favore delle tenebre

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Inviato 15 giugno 2021 - 21:18

Già pronto a salire sul CARRO

 


  • 1
Ha detto bene il presidente del coni, che il mondo dei dilettanti...chapeau. On duà parler français monsieur, mettenan nous parlon français, tout suit, ma la question n’est parer, n’est pas, comme ça [Carlo Tavecchio]


Caro Sig.'Cliff' di Roma le confesso che non capito..


non vorrei sembrare pedante


#2613 Rinnegato Pulcio

Rinnegato Pulcio

    Goonie

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Inviato 05 luglio 2021 - 17:24

Grazioso documentario


Ciuf ciuf River
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Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic

"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."<p>

#2614 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 11 luglio 2021 - 07:04

*
POPOLARE

Questo è l'angolo delle meraviglie, dei ritratti di campioni o semplici figurine di un calcio che ho amato fino allo sfinimento sensoriale, dal 1990 al 2002 per poi cadere vittima della seduzione di altri giochi, come quello filosofico.

 

ALEN BOKSIC, il profeta di MACARSCA è stato uno dei pilastri del calcio contemporaneo, o meglio del calcio degli anni novanta, che secondo lo scrivente sono stati affascinanti e abbacinanti allo stesso tempo.

 

Ricordo questo giocatore per tantissimi motivi, anche extra calcistici. Lui e un suo compagno di squadra della CROAZIA, un rugginoso attaccante che segnava reti impossibili con il REAL MADRID, ospiti di una Trieste allora dominata dal centro-sinistra di ILLY, quello della tazzina di caffè tanto per capirci. Era una Trieste che stava cercandosi, inquieta macchina che ad un certo punto iniziò a parlare verso la fine di quel decennio di STREAM, di recupero degli spazi verdi, della immane potenzialità del Centro di Ricerca e tanto altro.

 

I due ragazzotti croati passarono una notte delinquente nella mia città, tra ricerche amorose e altri vizi, finendo la nottata (albeggiava) in un bellissimo bar di Trieste, affiancato al Caffè degli Specchi: secondo alcune testimonianze ALEN stava sorridendo ma stava appena appena in piedi, e con la mano sinistra stringeva un bicchiere di RAKIJA mentre l'altro fenomeno pensava di trovarsi a SPLIT e aveva nell'espressione e nella spina dorsale, una malinconia davvero straziante.

 

ALEN è stato il mio grande idolo. Adesso bastano due click e il tuo idolo assoluto appare moltiplicato per mille, all'epoca aspettavamo lo special pomeridiano sul calcio internazionale curato dal kantiano STEFANO BIZZOTTO che ci illuminava il pomeriggio mostrandoci i migliori goal dei campionati esteri: ALEN giocava con il Marsiglia un calcio stellare e secondo un preparatore atletico severissimo prossimo alla tirannide quale il mite VENTRONE ebbe a dire sul fenomeno croato parole importantissime che riporto: "Un quattrocentista rubato all'atletica". Il mite VENTRONE aveva capito benissimo; questo BOKSIC quando aveva voglia, non era distante dalla falcata neo classica di GULLIT e aveva una tale volontà di puntare la rete che faceva paura e le difese avversarie che all'epoca passavano con una certa difficoltà da una marcatura ad uomo a un 4-4-2 dogmatico non sempre o meglio quasi mai riuscivano a parare le zampate offensive del cucciolone croato.

 

Dopo i fasti con il Marsiglia, una coppa dei Campioni (la più grande delusione della vita sportiva di Silvio Berlusconi) contro un MILAN stellare che viene ricordata soprattutto come l'ultima eroica partita del povero cigno MARCO VAN BASTEN, il polimorfo BOKSIC prese le valigie e dopo un ritorno a MACARSCA distendendosi e cercando-trovando lupacchiotte marine da educare con il suo corpo etc. ricevette un FAX dalla Lazio che all'epoca era piena di ambizioni e di tentazioni anche politiche: in pochissimo tempo ALEN il croato strappato all'atletica, divenne il SIMBOLO della Lazio e se ripenso adesso in questo istante, alle sue cavalcate, ai suoi goal al limite del possibile che sfidavano la geometria euclidea per cangiare in una forma di geometria post frattale, mi viene da piangere: ero giovanissimo e il mio amore per il calcio era di gran lunga superiore a quello per le donne, ero infantile e brufoloso, ma avevo un'anima cristallina aperta al mondo, a tutti i mondi possibili, soprattutto quelli legati alla letteratura e al giornalismo sportivo anche se la musica, in quel periodo, era solamente una quiddità rispetto alla globalità del mio esistere.

 

ALEN spaccava le traverse, ALEN che dopo uno sbaglio bizzarro per un talento principesco, bestemmiava come un demonio la sacra bellezza della Madonna, ALEN che trasformava il gioco apollineo di LAUDRUP in un surplus energetico, ALEN che non andava d'accordo con gli schemi tattici del boema hegeliano, professor ZEMAN e nonostante questo riusciva a galoppare e convergere e se veniva triplicato da qualche scudo provinciale, con l'esterno del piede sinistro mandava la palla ad assistere gli altri avanti laziali. Era un calcio poetico, sicuramente meno fisico, ma che era ed è (ripensandoci) pura sinestesia: all'epoca non avevamo niente, o meglio eravamo il nulla, il calcio quel calcio più bello del mondo ci rendeva persone, persone rigorosamente consapevoli di poter avere uno spazio etico nella vita quotidiana: impegno scolastico, impegno cattolico, etico TOUT COURT.

 

ALEN dopo una parentesi graffa con la Vecchia Signora ritornò alla Lazio e vinse anche uno scudetto: quel ragazzo che durante i mondiali giovanili del 1987 con la JUGOSLAVIA riuscì ad affascinare intellettuali come il regista serbo esule in America del Nord, ovvero il libertino DUSAN MAKAVEJEV definendolo un potenziale attore erotico per le sue avventure filmiche, non ebbe la grande fortuna di partecipare ai MONDIALI FRANCESI del 1998, quelli del momentaneo vantaggio in semifinale contro la Francia padrona di casa e vertiginosamente stellata sotto l'influsso esoterico di ZIDANE, che portò lo scrivente a delle urla talmente acute e psicotiche che il vicinato si affacciò alle finestre e mi contemplava mentre giravo per il soggiorno, esaltante ed esaltato quasi totalmente ignudo (faceva caldissimo, ve lo ricordate molto bene). Purtroppo le cose andarono male e dall'euforia passai a un momentaneo stato di depressione con effetti periodici di asma e angoscia che durarono fino ad ottobre inoltrato (era il mio secondo anno di università..).

 

Il suo calcio era poesia e dove non possono arrivare le mie parole, possono arrivare i filmati, come questo che è puro amore verso un cavallone che aveva le stesse misure atletiche di DINO BAGGIO ma non il talento, ma vi era isomorfismo.

 

 

AMATELO.


  • 10

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#2615 simon

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Inviato 11 luglio 2021 - 13:53

Quando la Juventus dominava il mondo, era commovente. Era teleguidata da un giocatore apollineo, con i guardia spalle che lo coprivano con pragmatismo elevato al cubo, segnava reti che vista la loro perfezione estetica fuori dalla normalità venivano annullate da arbitri ritardati mentali ma era tutto quel gioco.. pur non anticipando l'euforia del team di Sacchi ad avermi fatto esaltare. I lanci di Gaetano, secondo il mio modesto parere, il più forte libero di ogni epoca, ben superiore al barocco germanico e al Facchetti senile che comunque sapeva giocare talmente bene da creare una serie di infarti a San Siro, erano quelli degli esteti idealizzanti che poggiavano il loro deretano sulle seggioline color amarena dell'architrave di San Siro.. ma non posso sempre divagare.

 

La Juventus di Trapattoni in quei micidiali anni ottanta dove non esistevano SUPER LEGHE, o tornei cui partecipavano a livello europeo squadre secondo terzo quarto classificate, ma solo gli squadroni. Potevi incontrare al primo turno il REAL MADRID ed essere sbattuto immediatamente fuori dalla competizione, tutti giocavano come se non esistessero regole fisse, diciamo del diritto, ma era una guerra europea senza nessun tipo di protezione politica, accadeva quello che accadeva.

 

Se PLATINI rimane cosa irripetibile per il calcio giocato, e quella difesa simboleggiata dai due metri di BRIO e ovviamente dalla spazialità di Gentile, dal dinamismo disumano di Cabrini, un giocatore davvero particolare giocava in quello squadrone, era polacco come il Papa e si chiamava ZBIGNIEW BONIEK.

Scrivo di ZBIGNIEW con il cuore in mano ed è lecito scriverne dopo aver descritto l'alato BOKSIC.

 

ZBIGNIEW si mise in mostra in modo definitivo con la sua Polonia durante i Mondiali vinti dall'Italia nell'estate del 1982: alcuni anni fa la RAI fece vedere per intero tutte le partite dell'Italia. Il primo turno è più materia filosofica che calcistica TOUT COURT. Alcuni di voi hanno studiato filosofia analitica all'Università e costoro sanno benissimo che qualche professorone si lambiccava ontologicamente con il gioco. Ma che cosa è stato veramente quel primo turno azzurro? secondo il mio parere, rubando la terminologia al professor HEIDEGGE: GESTELL.

 

ZBIGNIEW con la sua Polonia, benedetta da un PAPA teologo e santo prima di esserlo, senza alcun dubbio la PERSONA UMANA più importante degli ultimi tre secoli, giocava un calcio non esattamente apollineo, non esattamente geometrico ma aveva in questo cavallo baffuto una macchina da guerra, seppur quando costui era in movimenta poteva sembrare, mercé la progressione, un titano dalla massa corporea simile a quella di un Berrettini tanto per dire, invece da-fermo era un ometto dinoccolato ma longilineo che non arrivava a pesare sotto sforzo i 72kg ed era alto se la memoria non mi inganna qualche cosa come 183cm..

 

Quella Polonia stupì il Mondo del Calcio e arrivò tra le prime quattro, il libertario BONIPERTI presidente della Juventus che quando giocava e in modo brillantissimo veniva chiamato MARISA, lo aveva già acquistato a scatola chiusa ben prima della tenzone spagnola. Aveva sputato sangue con il WIDZEW LODZ per quasi un decennio, il campionato polacco era duro ma questo alano riusciva a segnare reti magnifiche ben documentate dagli archivi di Internet.

 

Alla Juventus questo genio non riuscì sempre a dimostrare la sua potenza, la sua mancanza di allegria, la sua polemica anti dialettica, una giornata di campionato dribblava da fermo sette difensori del Catanzaro e con l'esterno del piede destro consegnava il pallone a BONINI e il circolo vizioso continuava il suo corso con il CATANZARO battuto, trafitto da un destino chiamato Capitalismo.

 

Se BONIPERTI era il libertario presidente di quella squadra davvero straordinaria, la libertà sotto la forma di miliardi di vecchie lire da donare al gioco del calcio arrivavano dalla famiglia AGNELLI, avvocati e templari, democristiani e piduisti, americani e fermenti ammiratori delle teorie di LUKACS.. insomma il classico duale. Come si è detto, le partite internazionali valevano tantissimo, andata e ritorno e se ti andava bene spareggio in qualche zona remota della Bulgaria.. stranamente, il buon BONIEK giocava le sue migliori partite in notturna. Molto probabilmente l'elettricità dei fanali lo portava ad intendere il calcio come un futurismo pirotecnico e il suo gioco metafisico sulla fascia era dirompente e classico come quello di GUNTER NETZER secondo il mio umile parere, il più forte giocatore europeo di sempre, un proto GULLIT che poteva fare qualsiasi cosa, era l'idolo di mio padre assieme a GIANNI RIVERA e CURZIO MALAPARTE, grandissimo tratteggiatore psicologico di alcune eventualità sportive.

 

ZBIGNIEW non era bello come Cabrini, non aveva la pelle liscia di un Gentile, non era butterato e con la chioma fluente di BONINI, era un uomo comune rossiccio che se non avesse giocato a calcio molto probabilmente avrebbe consumato la sua vita dapprima in miniera e poi in qualche osteria distruggendosi il fegato con l'alcol più schifoso d'Europa. Venne definito dall'avvocato AGNELLI che aveva sempre voglia di prendere per il culo, come "BELLO DI NOTTE" bello per la Juventus, per il pubblico che affollava il Comunale, ma orribile per le squadre inglesi che lo vedevano entrare ed uscire dalla loro prospettiva come se fosse un protagonista di SUSPIRIA del divino Argento.

 

ZBIGNIEW come si è detto giocava a corrente alternata e la Juventus era una società fottutamente pragmatica che se ne fregava altamente di ogni tipo di teoria sulle monadi e applicava le leggi di DEWEY al calcio. Finito il campionato 1984-85 dominato dal Verona, la società decise di cancellare il polacco dall'organigramma tecnico della Juventus. Finì in tutti i sensi in una ROMA che stava declinando e che aveva vissuto anni di una bellezza artigianale proprio duellando con la Juventus del TRAP.

 

BONIEK più che un giocatore di calcio devastante, verrà ricordato dai tifosi come un feticcio, un bambolotto di pezza da stringere durante i momenti più complessi della vita sociale, ma nei momenti serali smetteva di dondolarsi sulla seggiola e iniziava a diventare il secondo direttore d'orchestra, affiancando PLATINI in un calcio spettacolare che aveva la capacità di trasformare uomini di statura e corporatura media (tranne il buon SERGIO BRIO) in GIGANTI INSUPERABILI. In questo post NON VOGLIO PARLARE VOLUTAMENTE di quello che accadde durante la finale della Coppa dei Campioni del 1985, ero piccolissimo e vidi quella partita tra mille virgolette con mio padre in lacrime che bestemmiava ogni minuto, più che giustamente oserei dire. Un Inferno che SICURAMENTE i tifosi juventini non meritavano.

 

un dramma con il LODZ

 

 

 

erotismo juventino

 

 

ZIBI senza baffi assomiglia pericolosamente ad alcune star del basket femminile degli anni settanta come la purgatrice ULJANA SEMJONOVA.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#2616 simon

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Inviato 13 luglio 2021 - 15:17

Quanto ho saputo amarti, armigero germano? La vita ci insegna che ovunque è potenza, potenza d'amore.

 

GUNTER per anni e anni portò la musica classica e di classifica sul campo di calcio. Se consideriamo che gli Anni Sessanta e Settanta sono stati fondamentalmente amore per l'altro e allo stesso tempo omicidio dell'altro attraverso la follia delle stragi, pare una cosa meravigliosa che sia esistito il genio muscolare di GUNTER NETZER, il proto GULLIT, il capriccioso cacciatore di fantasmi ma soprattutto uragano germanico che intuiva la Storia della sua Nazione e convertiva la più alta spiritualità in dribbling giocati con le oscillazioni SAUDADE del bacino e dello stinco essenzialmente destro, il perno il simbolo di questa manifestazione divina incarnatasi nei quasi 180 cm di puro splendore gotico.

 

GUNTER è stato umile imperatore del BORUSSIA MONCHENGLADBACH per più di un decennio, ha concesso a se stesso i vizi più belli che un uomo può concedersi ma allo stesso tempo il suo gioco pragmatico eccome ma pieno d'Arte, ricordava le opere rinascimentali e del primo barocco italiano e francese un dispiegamento prospettico che ontologicamente spiazzava gli avversari, e il suo compito principale era quello di concludere a rete, convergere e in alcune partite questo ragazzone trovava che il campo da giuoco fosse troppo euclideo e dunque andava topologicamente diviso sotto le ali dell'ebrezza fungente.

 

PLAYBOY e primo capellone che venne selezionato dalla Germania Occidentale che si stava facendo le ossa, aspettando il dopo 1970 per salutare gli avversari e aprire un ciclo romantico, e GUNTER come ho scritto per ALEN BOKSIC è stato fragoroso tuono, rumore del fondamento che incuteva rispetto e chiedeva, dopo l'ennesima rete, segnata in rovesciata da trentasei metri, l'incoronazione imperiale, un NAPOLEONE BONAPARTE e un ROBESPIERRE allo stesso tempo, un uomo modesto di stirpe modesta ma che avvinceva le donne soprattutto d'estate: sulla costa amalfitana ove mieteva vittime, corporatura perfetta e accenno di una venatura rorida di palestra e training autogeno, abbronzatura non eccessiva ma il tocco magico della mano destra che si assestava la pettinatura biondo platino, capello lungo lunghissimo a mandare in estasi le consorelle della LOREN. Con quante donne si è intrattenuto questa MANDRAGORA?

 

Dopo anni bellissimi con il BORUSSIA, l'aria viziatella del capitalismo franchismo ebbe la meglio, e il procace genio della Germania Occidentale decise di passare al REAL MADRID ove il frastuono, le convergenze, i ditirambo riuscivano a creare effetti incredibili sulla plebe ispanica: spettatori comuni che urlando di piacere perdevano la dentiera, donne bellissime che cercavano di scavalcare i dispositivi cibernetici voluti da FRANCO istesso per proteggere un grande spot pubblicitario che era il REAL MADRID di allora. 

 

Cavallo pazzo e cavaliere eroico, un duale che non poteva scindersi, non sarebbe più stato GUNTER NETZER.

 

 

Difficilmente troveremo una assiologia calcistica così dominante e coloro che guardano con concupiscenza il video senza conoscere la fottuta grandezza del Germano, difficilmente smetterà di piangere, provando quel misto di amore-dolore che si prova solamente davanti alle grandi opere d'arte contenute in quel micro mondo che è il LOUVRE.

 

Sta per arrivare un filmato rarissimo, una leggendaria devastazione barbarica ai danni dell'Inter che non era più Grande e dopo la disfatta di un sette a uno, partita vinta poi a tavolino grazie a una bastardata del MAZZOLINO, segnò indissolubilmente l'aprirsi di un abbozzo di sinestesia vibrante: musica-corpo-danza fusi con luca. 

 

 

 

“Warum huldigest du, heiliger Sokrates,

diesem Jünglinge stets? Kennest du Grössers nicht?

Warum siehet mit Liebe,

wie auf Götter, dein Aug’ auf ihn?”

 

Wer das Tiefste gedacht, liebt das Lebendigste,

hohe Jugend versteht, wer in die Welt geblickt,

und es neigen die Weisen

oft am Ende zu Schönem sich.  

 

HOLDERLIN


  • 2

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#2617 simon

simon

    Scaruffiano

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Inviato 14 luglio 2021 - 12:24

 

Vangelo slavo. Prima del basket venne a calcio. Il bambino imparò lentamente a calciare il pallone negli anni quaranta. Iniziò a farsi adolescente mascalzone negli anni Cinquanta. Giovane gaudente negli anni Sessanta, Adulto intraprendente nei Settanta, Senile balbuziente nei.. sti cazzi.

 

Proprio in quel periodo nacque una generazione fenomenale che avrebbe potuto dominare il mondo negli anni novanta, basta guardare le facce da galera direttamente proporzionali al talento ludico del video. Da sloveni introversi a cavalieri tzigani montenegrini, apollinei dei biondi croati e rugginosi volti di una Bosnia Terra Santa, prolisse facce serbe e slanciati glutei macedoni.

 

Fu una generazione fenomenale che niente seppe raccogliere ed ebbe la grande occasione nel mondiale organizzato dalla mafia italiana del 1990, Tangentopoli e Craxi, anti mafia e non è la Rai.. fu il più brutto mondiale di sempre, tranne qualche sprazzo vertiginoso dei padroni di casa. La Jugoslavia era troppo forte e tutti quanti giocavano o nel campionato italiano o in quello francese, in patria si guadagnava poco quel che restava erano labbra verticali incoronate da pelame per lenire la mancanza di dinari. 

 

Se devo segnalare alla polizia un nome, direi SAVICEVIC. IL genio zingaro, il montenegrino dissonante che visse nel Milan parzialmente le stesse gioie che con la STELLA ROSSA: non riuscimmo a capirlo appieno, la generazione 4-4-2 lo sterminò umiliandolo ad esterno di centrocampo, impossibilitato, afasico e abulico a suggerire assist per centravanti impetuosamente eleganti e infelici zoppi che non vedevano la porta nemmeno a tre millimetri di distanza e mi riferisco alla bruttezza pedatoria del pallone d'oro PAPIN.

 

KATANEC è un altro nome da segnalare agli sbirri: longilineo, un modello con la faccia devastata dal malcostume, un difensore tignoso e barbaro, un polivalente che avrebbe fatto meglio sui quattrocento metri che sul tappeto verde; nonostante tutto fu l'idolo dei doriani, vitello d'oro da sbranare come rituale dal duo delle meraviglie ma ispirato dall'agone SALSANO: MANCINI-VIALLI pochi giorni fa riuniti a WEMBLEY in una fotografia di disarmante bellezza umana.

 

Su JOZIC scrissi pagine epiche proprio su questo TOPIC alcune stagioni fa, sugli altri o si tace o bisogna scrivere un libro di trenta milioni di pagine: partigiani e puttanieri, stolti e intellettuali, avidamente concupiscenti e MAUDIT, fiori del male e aviatori cosmici. 

 

BOBAN è stato il simbolo della fine dell'integrità di una nazione, i suoi calci volanti imparati guardando pellicole di serie zeta durante le pause pranzo, ai militi fascio-serbi resteranno il documento selvaggio di una separazione definitiva, ma nessuno di loro ha mai rinnegato i loro peccati i loro atroci delitti e le messe filantropiche, nessuno.


  • 3

„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 


#2618 10 Maggio 1987

10 Maggio 1987

    [pco] sporco scriba [pco] non sei degno della vita eterna

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Inviato 15 luglio 2021 - 09:35

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#2619 simon

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Inviato 16 luglio 2021 - 16:10

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Non riesco a capire che cosa stia facendo PIERRE CLEMENTI con la maglia del Napoli, Non vado a consultare gli almanacchi perché sono imbustati in cantinetta accanto al vino buono.


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#2620 simon

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Inviato 18 luglio 2021 - 15:52

Giocare a calcio dentro l'Inferno, esultare mentre gli emissari di Satana cadono ai tuoi piedi per portarli al suicidio. Dramma che nessun NECCO della situazione avrebbe potuto mitigare.

 

Affranti lo siamo ancora adesso e nonostante siano passate le decadi, risuonano ancora grevi e spiritualmente accettabili le lapidarie sentenze di uno ZAVOLI che all'epoca era una sorta di neo pragmatista, un socialista senza soluzioni di continuità, che giustamente iniziò a riflettere anche sul calcio, dopo il suo giovanile amore per il ciclismo, ma se quest'ultimo non andò mai oltre lo scontro dialettico, in QUESTO caso la dialettica è arma che non si può invocare, bisogna solamente trovare entro di noi la FEDE.

 

.. tra l'altro fa male vedere un PICONE così cromaticamente perfetto e la violenza inaudita del punk inglese

 

 

 

quando i tifosi della Juventus sono in difficoltà si attaccano sempre all'orsacchiotto divinante, quel FURINO mastino geometra della Juventus degli anni settanta e inizio ottanta: una persona del Sud, agre e mite come certe imboscate camorriste.

 

 

.. sicuramente la mia Juve preferita che aveva nel sesso di Cabrini il GRANDE MAGNETE e in PLATINI il grande funambolo.


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

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