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Contrabbasso


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117 replies to this topic

#101 lazlotoz

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Inviato 17 novembre 2017 - 10:07

Sto ascoltando questo gioiello qui:

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Gavin Bryars, The sinking of the titanic, 1975

 

Non conoscevo Bryars se non per la sempre divertente esperienza della Portsmouth Sinfonia. Questo disco l'ho messo su un paio di volte, purtroppo senza dedicarli l'attenzione che merita perché mi pare un viaggio davvero potente. Consigliatissimo!

Qualcuno sa darmi delle coordinate rispetto alla sua discografia?


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#102 paloz

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Inviato 17 novembre 2017 - 11:11

Tom Waits l'ha indicato tra i suoi 5 dischi preferiti - di fatto poi vi figura anche in "Jesus' Blood Never Failed Me Yet".

Ascolterò, non lo conosco bene neanch'io, però sta in area classica contemporanea dalle parti di minimalisti come Adams e Nyman. Ha diversi dischi anche su ECM, potresti partire da lì.


  • 0

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#103 Merlo

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Inviato 17 novembre 2017 - 15:12

Gavin Bryars, The sinking of the titanic, 1975

 

Lo sto ascoltando sul tubo: ma è bellissimo!  :o


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"Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace"

Ricette Veg

#104 lazlotoz

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Inviato 17 novembre 2017 - 16:19

 

Gavin Bryars, The sinking of the titanic, 1975

 

Lo sto ascoltando sul tubo: ma è bellissimo!  :o

 

Altroché!


  • 0

lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#105 Stefanogi

Stefanogi

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Inviato 21 novembre 2017 - 11:42

 

Gavin Bryars, The sinking of the titanic, 1975

 

Lo sto ascoltando sul tubo: ma è bellissimo!  :o

 

 

Io sono tre giorni che non riesco a smettere di ascoltarlo.


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#106 paloz

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Inviato 25 agosto 2018 - 08:57

Sigurd Hole - Elvesang

 

 

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Canti solitari per contrabbasso, suonato con la grazia vellutata di un violoncello. Intenso come pochi.


  • 2

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#107 paloz

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Inviato 06 settembre 2018 - 18:57

Uscito ora per ECM il disco finale di Barre Phillips, contrabbasso solo.

Da sentire assolutamente.

 

 

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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#108 paloz

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Inviato 10 settembre 2018 - 17:50

Joëlle Léandre - Double Bass (l'empreinte digitale, 2018)

 

Riedizione in doppio cd di "Contrebasse et voix" (1990) e "Urban Bass" (1990)

 

 

COUV_ED13250_rsite-1024x900.jpg

 

 

CD 1

1. Episode huitième (Betsy Jolas) 7’26
2. C’est bien la nuit (Giacinto Scelsi) 3’20
3. Le réveil profond (Giacinto Scelsi) 7’00
4. The wonderful widow (John Cage) 2’16
5. Valentine (Jacob  Druckman) 9’13
6. Réflexions (Joëlle Léandre) 5’56
7. Naked angel face (Sylvano Bussotti) 6’15
8. Maknongan (Giacinto Scelsi) 3’19
9. A flower (John Cage) 3’38
10. J’ai tant rêvé (Sharon Kanach) 8’33

 

 

CD 2

toutes compositions & improvisations de Joëlle Léandre

1. Ouverture 8’47
2. Témoignage 9’51
3. Taxi 4’29
4. Séraphine duo avec Sylvie Altenburger, alto 11’43
5. Part two 3’57
6. Part three 7’08
7. Final 2’13
8. Cri 6’08
9. Bass drum 7’19


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(Samuel Beckett, Malone Dies)


#109 lazlotoz

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Inviato 13 settembre 2018 - 22:20

Sigurd Hole - Elvesang

 

 

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Canti solitari per contrabbasso, suonato con la grazia vellutata di un violoncello. Intenso come pochi.

 

Bello lui.

 

E sto sentendo delle robe con il trio. Con il batterista dei Supersilent, e il violinista uno con la barba (asd non so chi sia)

 


  • 0

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#110 paloz

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Inviato 14 settembre 2018 - 08:36

Qualcosa in più sull'ultimo Barre Phillips. :OR:


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#111 paloz

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Inviato 13 ottobre 2018 - 20:54

disco_ludus_ecm-1024x1017.jpg

 

 

ECM omaggia lo Scodanibbio compositore.

 

Alisei

 


The highly creative bass player Stefano Scodanibbio (1956-2012) also composed extraordinary music for double bass. Alisei (Trade Winds) features his compositions for solo bass, for two basses, and for bass ensemble. Among them is a world premiere recording of Ottetto, an often breath-taking compendium of all the extended techniques he invented or developed throughout his life. “It is his great spiritual legacy”, says Daniele Roccato, who co-founded the Ludus Gravis bass ensemble with Scodanibbio. As solo performer, Roccato rises to the challenges of Due pezzi brillanti, a piece which pushes virtuosity to its limits, and “makes the bass sing in its on true voice” on the title composition. Da una certa nebbia, for two basses, also a premiere recording, pays implicit tribute to the work of Morton Feldman.


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#112 paloz

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Inviato 26 ottobre 2018 - 13:04

Di più su Scodanibbio. :OR: 


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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#113 paloz

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Inviato 11 aprile 2019 - 15:26

Ancora Scodanibbio, ma stavolta in libreria - spero di averlo presto sullo scaffale.

 

______________________________________________

 

Non abbastanza per me

 

 

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A pochi anni dalla sua morte, il passaggio folgorante di Stefano Scodanibbio nella musica contemporanea appare sempre più, come ebbe a dire lui stesso del suo rapporto col contrabbasso, come un’avventura che nessun altro avrebbe potuto intraprendere. Di questa avventura gli scritti qui raccolti presentano una testimonianza straordinariamente viva: gli appunti di viaggio (l’India, l’amatissimo Messico, la Svezia, la Spagna, la California), gli incontri decisivi (Scelsi, Berio, Xenakis, Nono, ma anche poeti e scrittori, come Sanguineti e Agamben), le annotazioni illuminanti sulla musica si compongono in una sequenza vertiginosa, che ricorda la velocità e l’esattezza con cui egli riusciva a trarre dal contrabbasso sonorità prima di lui insospettate. E man mano che la lettura procede, gli sguardi, i gesti, le sensazioni febbrili e quasi incomunicabili lasciano trasparire in filigrana qualcos’altro: il legarsi sempre più intimo e stretto di una vita e di un’opera, di un’avventura biografica perennemente insoddisfatta e di una maestria creatrice ogni volta esemplare.

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#114 vit vit

vit vit

    pivello

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Inviato 11 aprile 2019 - 22:38

Tito Mangialajo Rantzer,dal basso in alto un disco di pochi anni fa dedicato al suo contrabbasso e voce.
https://soundcloud.c...l-basso-in-alto

Musicista del collettivo Free Jazz del circondario Milanese,ma attivo su più fronti
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#115 Nico Pizza e i Cacodemoni

Nico Pizza e i Cacodemoni

    l'uomo che sussurava ai citofoni

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Inviato 13 aprile 2019 - 19:25

Mi sono sempre chiesto se sia più facile passare dal contrabbasso al basso o dalla chitarra al basso.
Cioè, quando Leo Fender se ne uscì col precision bass, furono più contrabbassisti o chitarristi a passare al nuovo strumento?
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I have come here to chew bubblegum and kick ass... and I'm all out of bubblegum

#116 lazlotoz

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Inviato 29 aprile 2019 - 09:00

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Ieri sera mi son andato a sentire Gavin Bryars in concerto e devo dire che è stato bello un bel po'.

Se non fosse stato per il pubblico davvero scadente (1. gente che si lamentava che non è jazz 2. gente che al decimo minuto di Jesus  Blood Never Failed me yet ha iniziato a borbottare) sarebbe stata una grandissima serata.

 

Livello molto alto per me, repertorio eccellente, davvero emozionante.

 

Lo consiglio di brutto.


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Inviato 29 aprile 2019 - 09:19

2. gente che al decimo minuto di Jesus  Blood Never Failed me yet ha iniziato a borbottare

 

 

E' davvero un mondo di merda.


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#118 Farzan

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Inviato 01 maggio 2019 - 09:54

 

Ancora Scodanibbio, ma stavolta in libreria - spero di averlo presto sullo scaffale.

 

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Non abbastanza per me

 

 

61ahnfwWOOL.jpg

 

 

 

A pochi anni dalla sua morte, il passaggio folgorante di Stefano Scodanibbio nella musica contemporanea appare sempre più, come ebbe a dire lui stesso del suo rapporto col contrabbasso, come un’avventura che nessun altro avrebbe potuto intraprendere. Di questa avventura gli scritti qui raccolti presentano una testimonianza straordinariamente viva: gli appunti di viaggio (l’India, l’amatissimo Messico, la Svezia, la Spagna, la California), gli incontri decisivi (Scelsi, Berio, Xenakis, Nono, ma anche poeti e scrittori, come Sanguineti e Agamben), le annotazioni illuminanti sulla musica si compongono in una sequenza vertiginosa, che ricorda la velocità e l’esattezza con cui egli riusciva a trarre dal contrabbasso sonorità prima di lui insospettate. E man mano che la lettura procede, gli sguardi, i gesti, le sensazioni febbrili e quasi incomunicabili lasciano trasparire in filigrana qualcos’altro: il legarsi sempre più intimo e stretto di una vita e di un’opera, di un’avventura biografica perennemente insoddisfatta e di una maestria creatrice ogni volta esemplare.

 

grazie palozzino, lo ordino


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