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David Ayer


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77 replies to this topic

#1 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
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Inviato 10 marzo 2013 - 10:31

david ayer sceneggiatore-regista, losangeliano di adozione ha ambientato tutti i suoi lavori più importanti nella città degli angeli dove ha vissuto dopo essere stato cacciato di casa.
a parer mio ayer si è ormai confermato di film in film come una delle figura più interessanti ascrivibile al cinema di genere americano contemporaneo. sia nelle sue iniziali e migliori produzioni come sceneggiatore, sia nei suoi film da regista, si evince un chiaro tratto personale. ayer predilige la confezione di film di genere vecchio stile, ruvidi e giustamente tirati via, ma sotto la scorza i suoi polizieschi presentano una cifra autoriale ben marcata e si impongono come affreschi realistici e coinvolgenti della vita metropolitana. lavora dentro al genere per andare oltre, e lo fa senza spocchia.
da un certo punto di vista non è sbagliato vedere ayer come un ideale erede cinematografico del grande james ellroy (con il quale ha collaborato). li accomunano le storie di inchiesta sulla corruzione delle forze dell'ordine e sull'indistinta linea di separazione tra legalità e crimine. manca ovviamente molto della crudezza e della vena di follia dei migliori romanzi di ellroy, ma ayer sa di cosa parla e quindi ne parla bene. la partecipazione con cui descrive il sottobosco metropolitano – avendo lui a lungo frequentato le zone di south central – è il suo tratto caratteristico. è sicuramente los angeles la vera protagonista dei suoi film, la piccola criminalità della periferia, gli sbandati che la abitano. la strada su tutto, con le sue leggi dure e spietate.
ayer prima di passare dietro la macchina da presa ha scritto un paio di sceneggiature, alcune in collaborazione, altre in solitaria. qui mi focalizzerò soltanto sulle due sceneggiature più rappresentative e più riuscite, e anche più in linea con lo sviluppo successivo della sua carriera da regista. comunque giusto per dovere di cronaca, ayer figura tra gli sceneggiatori di u-571, the fast and the furious e swat, film di cassetta neanche malacci che in parte attingono al suo universo e alle sue esperienze. in seguito tratterò delle sue prime regie cinematografiche.

SCENEGGIATURE

training day (2001) di a. fuqua

Immagine inserita

training day è il film a cui il nome di ayer rimarrà maggiormente legato. è infatti il film che lo ha posto all’attenzione generale e che contiene tutte le caratteristiche e i tratti comuni del suo cinema. un film fatto di corpi, pelle e asfalto come non se ne vedono quasi più nella hollywood della plasticità indolore. contratto nello spazio di ventiquattr’ore si presta a più letture: come un viaggio iperrealistico nella giungla metropolitana a bordo di una macchina alla scoperta delle varie specie sociali (niggers, cholos, sbirri, spacciatori, tossici); come racconto di formazione; o come un itinerario di autodistruzione da parte di uno sbirro bastardo che sin dalla prima inquadratura sa già di morire. nel finale c’è qualche compromesso di troppo con il political correct hollywoodiano (la riabilitazione del distintivo “immeritato”), ma nel complesso il film continua a rimanere la miglior cosa che fuqua abbia diretto. denzel washington gigantesco nella parte di un vero bastardo, non a caso vinse l’oscar.

indagini sporche – dark blue (2002) di r. shelton

Immagine inserita

su soggetto di james ellroy, ayer mette sulla carta un solido poliziesco nel segno del grande scrittore losangeliano, e il mestierante shelton ne da una convenzionale ma efficace messinscena. si parla ancora di poliziotti corrotti, figli di puttana di certo non meno bastardi dei criminali, ma il film ha sicuramente anche ambizioni di affresco. è infatti ambientato a los angeles nei giorni del processo ai poliziotti che pestarono il tassista afroamericano rodney king, e la critica alla violenta e razzista polizia di los angeles non è di sicuro in secondo piano rispetto all’azione. peccato per l’oratoria finale affidata ad un kurt russell comunque ottimo. nonostante ciò il film non è comunque consolatorio: l’ultima sequenza che vede un kurt russell redento ma sconfitto guardare los angeles che brucia in seguito ai tumulti razziali del 1992, è una scena emblematica della problematicità presente in un film all’apparenza così semplice e lineare.

REGIE

harsh times – i giorni dell’odio (2005)

Immagine inserita

per il suo esordio da regista ayer non gira un poliziesco, anche se il set è sempre quello: l’inferno metropolitano, los angeles e il suo crogiuolo di razze, le sue strade, le sue leggi, le specie sociali che la abitano. con partecipazione ayer segue il pellegrinare quotidiano dei due protagonisti, un bianco e un ispanico. jimmy (bale) è un ex soldato, è violento, stronzo, con più di una rotella fuori posto, uno sbandato che torna a los angeles per guadagnarsi qualche soldo e potersi così sposare con una giovane messicana che ha lasciato in una baracca nel nulla diventata il suo rifugio dalle brutture del mondo e dai fantasmi della guerra. mike (rodriguez) è un ex tossico ed ex piccolo criminale che ora cerca di rigare dritto, ha fatto studiare la sua ragazza che è diventata avvocato, ed ora si fa mantenere nell’attesa di trovare un lavoro. con una regia che sta attaccatta alle cose e ai corpi, ma che allo stesso tempo non è invadente, ayer pedina jimmy e mike nel loro girovagare senza meta e senza scopo per il quartiere degradato di south central, tra sbronze, canne, zuffe, tentativi di trovarsi un lavoro, incontri con i diversi animali metropolitani che popolano il quartiere, esplosioni di violenza descritte come normalità e routine. il film è molto più radicale di training day, anche se la materia è la stessa: non c’è alcuna concessione allo psicologismo e agli alibi ideologici, non c’è nessun compromesso con la retorica hollywoodiana, e anzi verso la fine il film prende una rapida e ripida china nichilista escludendo ogni possibilità di catarsi o redenzione. piccolo grande film passato inosservato. molto sincero e molto sentito.

la notte non aspetta (2008)

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ayer ha ripreso uno script originale di james ellroy della fine degli anni ’90, the night watchman, e ne ha cavato un film molto debitore dell’universo poliziesco del romanziere. il guardiano notturno del titolo ellroyiano è tom (reeves), detective della speciale alcolizzato, appesantito nel fisico, che agisce più che come un giustiziere – l’immagine ipocrita costruita ad hoc per i media – come un killer: è l’uomo dei lavori sporchi, quando il suo capitano (whitaker) comanda, lui entra in azione, riempe di pallottole i criminali di turno, inquina le prove ed è pronto per le prime pagine, anche se a tom della gloria non frega niente, lo fa e basta. suo malgrado è comunque inserito nelle lotte di potere interne al dipartimento, in particolare tra il capitano della speciale e quello della disciplinare (laurie) che lo ha preso di mira essendo l’uomo di punta della squadra del capitano wander. quando però gli ammazzano sotto gli occhi l’ex compagno di squadra, prima amico poi nemico interno, tom ricomincia a pensare con la propria testa, inizia ad indagare e finisce per fare i conti con il marcio della polizia. come si può evincere da questa breve sinossi il marchio di ellroy è ben riconoscibile, e certi stilemi sono anche fin troppo usurati, ma ne è venuto fuori un cupo poliziesco girato molto bene, ambientato in un mondo che è corrotto e violento ad ogni livello.

end of watch – tolleranza zero (2012)

Immagine inserita

ancora una volta l’ambientazione è south central, ancora una coppia formata da un bianco (gyllenhaal) e un ispanico (pena) – due poliziotti –, un nuovo viaggio crudo e sporco tra criminalità, povertà e violenza. stilisticamente è il suo film più ambizioso. si presenta come un mix di linguaggi cinematografici diversi. le sorgenti video sono infatti numerose: videocamere digitali personali, le telecamere posizionate sulle macchine della polizia e sulle divise degli agenti, la stessa mdp del regista che si mischia occhio tra gli occhi. il film a cui più assomiglia da questo punto di vista è redacted di brian de palma, anche se l’espediente metacinematografico è da ayer privato del messaggio politico intrinseco invece nel film di de palma. ayer è più interessato a mettere in scena la poliedricità della realtà, i mille punti di vista da cui catturarla, nel tentativo di risputarla così com’è su schermo. il sottotitolo italiano è ancora una volta stupido e fuorviante: l’accento va invece posto sul titolo originale che può essere interpretato in vari modi. pur non essendo “solo” un poliziesco, è comunque un ottimo film di genere, anticonvenzionale, duro, infernale, teso, dinamico. il capolavoro di david ayer regista.

#2 DOGdaddyDIE

DOGdaddyDIE

    Roadie

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Inviato 10 marzo 2013 - 22:29

Qui se ne è parlato pochissimo, ma il suo ultimo film "end of watch", è un vero gioiellino. Sicuramente merito anche di un alchimia notevole tra i due attori protagonisti su cui il film si concentra. Probabilmente Ayer è il miglior sceneggiatore/regista di polizieschi attualmente in circolazione negli Stati Uniti (qui in Europa abbiamo Marchal), e uno dei pochi che dia davvero l'impressione di conoscere la realtà di cui parla.
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#3 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
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Inviato 11 marzo 2013 - 10:07

Probabilmente Ayer è il miglior sceneggiatore/regista di polizieschi attualmente in circolazione negli Stati Uniti (qui in Europa abbiamo Marchal)


guarda la penso come te, infatti ero intenzionato ad aprire un topic anche su marchal, e lo farò appena posso.

#4 davidep

davidep

    attendente

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Inviato 12 marzo 2013 - 13:26

bel suggerimento! peccato si trovi ancora solo in una penosa versione MD.R5 .... ma lo metto in wishlist, grazie
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#5 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
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Inviato 01 aprile 2014 - 10:52

SABOTAGE



ho visto i primi minuti in anteprima. sembra un film con i coglioni, un action senza peli sulla canna dei fucili. in america esce ora, in italia non ha ancora una data (ma questo non è un problema...). ovviamente massima fiducia in david ayer

#6 An Absent Friend

An Absent Friend

    We're happening

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Inviato 01 aprile 2014 - 10:59

Olivia Williams :wub:
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l'abbandono al flusso teorizzato da Eno è una cosa che non so fare, mi affido ancora a macigni e certezze.

 

 

 

alle medie il tema "il mio idolo" era su Clarke, il mio eh; hanno chiamato mia madre subito

 


 
 
In pratica vogliono il magical negro senza i poteri magici, sai che palle.

 

 


#7 Captain4DarkMornings

Captain4DarkMornings

    ł

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Inviato 01 aprile 2014 - 19:01

End of Watch mi è piaciuto, ho un debole per found footage e dintorni, questo non è found footage puro, ma

le sorgenti video sono numerose: videocamere digitali personali, le telecamere posizionate sulle macchine della polizia e sulle divise degli agenti, la stessa mdp del regista che si mischia occhio tra gli occhi


quindi il footage se non è tutto found è comunque /da diverse sorgenti/ come dice cine, e i film fatti così mi attirano sempre, poi questo è pure bello; ho letto recensioni di gente schifata dai dialoghi, è un film su due poliziotti americani medi che si trovano immischiati in cose più grandi di loro, come dovrebbero parlare? Penso fare le pulci a un film così sia facile: è di genere, parla di poliziotti, è americano, ogni critica è servita su un piatto d'argento, ma i detrattori sono poi così sicuri dell'onestà di certe polpette, come dire, metafisiche (sempre americane) che magari esaltano, ma che sono cento volte più scontate di End of Watch?

Poi Jake mi piace un sacco
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#8 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 01 agosto 2014 - 15:06

Immagine inserita

in italia continua a non avere una data di distribuzione, in ogni caso è facilmente recuperabile sottotitolato

non pensate che visto che c'è schwarzenegger sia da inserirsi nel filone del revival nostalgico (ed innocuo) del cinema action anni 80. si tratta di un film d'azione violenta duro e cattivo, in cui scorre tanto sangue quanto in un horror, in linea con il cinema di genere d'ambiente poliziesco di david ayer

un team d'elite della DEA capitanato da schwarzy, il "dio della guerra alla droga", durante una operazione ruba 10 milioni di dollari ad un cartello messicano. i soldi però spariscono quando è il momento di recuperarli, uno del gruppo ad insaputa degli altri li ha fregati. nel frattempo i loro superiori iniziano una indagine sulla squadra sperando di far crollare uno dei membri. dopo 6 mesi l'inchiesta viene chiusa e la squadra riabilitata. ma subito due membri vengono ammazzati nello stile efferato tipico del cartello. è una vendetta per i soldi rubati? e che fine hanno fatto quei 10 milioni di dollari? cosa c'è sotto?

questo in soldoni il plot che comunque non lesina in colpi di scena (rischiando anzi di essere qua e là un po' confusionario). il film funziona, ed è questo che conta. secco, serrato, con una galleria di personaggi con cui è davvero difficile empatizzare. "non sembrano dei poliziotti" dice a schwarzy il detective della omicidi incaricato di indagare sulle morti della squadra. ancora una volta ayer si aggira nel "lato oscuro" delle forze dell'ordine, dove è difficile dire chi è "buono" e chi "cattivo", dove sembra che vivere a contatto con la violenza (nella fattispecie il lavoro di infiltrato sotto copertura nelle organizzazioni del cartello messicano) sia contagioso, quasi un virus impossibile da debellare. e i soldi e la vendetta sono i principali motori dell'azione di questi uomini e donne

ayer è ormai una certezza ed è già tornato al lavoro per un nuovo film: fury, un film ambientato durante la seconda guerra mondiale (quindi qualcosa di inedito per lui, almeno per tempo e luogo) con protagonista brad pitt. staremo a vedere
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#9 cinemaniaco

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Inviato 20 settembre 2014 - 13:10

intanto che fury è pronto ad uscire ad ottobre negli states

 

 

arriva oggi una notizia-bomba in esclusiva da variety: http://variety.com/2...uad-1201308883/

 

la warner bros sembra vicina ad un accordo per avere david ayer regista di un film sulla suicide squad, team di supercriminali dell'universo fumettistico dc

 

speriamo davvero che vada in porto. sarebbe una figata con david

 

suicide-squad_0.jpg


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#10 grivs

grivs

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Inviato 22 settembre 2014 - 17:45

Sabotage_%282014_film_poster%29.jpg

 

 

Cine, l'ho visto ma non mi ha convinto. I pregi son quelli che dici tu (non ricordo altri film così secchi di schwarzy, mi sono perso qualcosa?), ma alla fine manca proprio il ritmo serrato, tra un omicidio e l'altro.

hanno sprecato un'occasione poteva essere una versione compressa-truce-hollywoodiana del finale di the shield 


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[0:08] webnicola: allora facendo una media di 80 anni e cagando 300 gr al giorno (siamo italiani dai caghiamo di piu) cachiamo 8,7 tonnellate in una vita quindi [0:09] webnicola: possiamo teorizzare che nella propria vita fa un peso di merda [0:10] webnicola: circa 100 volte il proprio peso [0:10] webnicola: cmq sostanzialmente in un anno circa si caga il proprio peso quindi potresti farti un amico di merda e nel tiro alla fune si sarebbe pari

[webnicola]: io [mi aspettavo] che si dimettesse subito o che non si dimettesse. tipo "resisto è stata solo un colpo di testa dei miei uomini" e l'assalto alla camera sfasciata e qualche cranio rotto, gente che caga dentro la testa di cicchitto morto, cose così

oggi ho combattuto come un toro. ho il cuore sfiancato. sento che stanno crollando le mura DI QUESTA BABILONIA PRECRISTIANA! vinceremo! Cit. Ale

webnicola: non sto leggendo. mi state facendo venire la colite

gli butto lì un "rizoma" così mi si bagna


#11 cinemaniaco

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Inviato 23 ottobre 2014 - 14:27

fury-david-ayer1.jpg

david ayer è un po' il robert aldrich della nostra epoca, con questo suo cinema di genere macho ed abrasivo. ora dopo il war movie fury che in patria ha pure riscosso successo - e che idealmente si richiama ai film di guerra che hollywood faceva uscire quasi annualmente tra gli anni 40, 50 e 60 - è pronto per il grande salto con un film big-budget

ebbene si, è arrivata la confermata dalla warner: david ayer dirigerà suicide squad in uscita nel 2016. ayer si confronterà quindi con il genere dominante della hollywood di oggi, il cinefumetto, e sembra davvero essere una sfida alla sua altezza. ha detto che sarà quella sporca dozzina con protagonisti dei supervillains

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#12 vegeta851

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Inviato 23 ottobre 2014 - 14:33

david ayer è un po' il robert aldrich della nostra epoca,

 

e questo da l'idea dell'epoca di merda in cui stiamo vivendo


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#13 cinemaniaco

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Inviato 03 dicembre 2014 - 10:12

will_smith_margot_robbie_jared_leto_.jpg

 

cast da urlo per suicide squad
 
Will Smith, Tom Hardy, Margot Robbie e Jared Leto saranno gli elementi principali di questo team di supercriminali

 

nello specifico i ruoli:

 

Will Smith as "Deadshot"

Jared Leto as "The Joker"

Margot Robbie as "Harley Quinn"

Tom Hardy as "Rick Flagg" 

Cara Delevigne as "Enchantress"

Jai Courtney as "Boomerang"

 

 

ma soprattutto

 

Jared Leto as "The Joker"

 

Jared Leto as "The Joker"

 

Jared Leto as "The Joker"

 

Jared-Leto-Joker-645x370.jpg

 

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#14 The Man

The Man

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 03 dicembre 2014 - 10:50

David Ayer = Robert Aldrich mi era sfuggito.

Non commento che c'ho già la fama di vecchio trombone. asd


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#15 vegeta851

vegeta851

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Inviato 03 dicembre 2014 - 21:31

a parte Tom Hardy tutti attoroni.


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#16 The Man

The Man

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 dicembre 2014 - 09:21

Ma anche Hardy si dovrebbe risparmiare un po' secondo me, anche se per il momento il suo standard rimane ancora molto elevato.


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#17 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 07 dicembre 2014 - 14:26

suicide_squad_issue_1_a_p.jpg

 

è ormai chiaro che con un cast del genere, suicide squad balza ai primi posti dei film più attesi del 2016. è da sottolineare che la sua uscita sarà di qualche mese posteriore al colosso (sempre warner/dc) batman v superman: dawn of justice. è un po' come se i marvel studios avessero fatto uscire guardians of the galaxy dopo iron man 2. la suicide squad non è infatti di certo una delle proprietà dc più conosciute fuori dal circolo degli appassionati dell'universo fumettistico dc. ma si capisce che la warner per stare dietro alla concorrenza deve bruciare un po' di tappe

 

la scelta è comunque azzeccata per la sua originalità. la suicide squad è infatti un team di supervillains al soldo del governo degli stati uniti specializzato in black-ops suicide (da qui il nome). il punto qual è: è che essendo la squadra formata da psicopatici ed avanzi di galera, a nessuno frega se ritornano a casa vivi ed intatti. la versione a fumetti della suicide squad a cui il film si ispirerà è quella moderna (e più famosa) ideata da john ostrander in una serie pubblicata tra il 1987 e il 1992

 

chi sono quindi i membri della squadra al cinema?

 

rick flagg jr (interpretato da tom hardy), soldato e figlio del leader della prima suicide squad degli anni 50;

deadshot (interpretato da will smith), antagonista di batman nonché il più grande assassino al mondo;

captain boomerang (interpretato da jai courtney), avversario di lungo corso di flash;

harley quinn (interpretata da margot robbie), spalla e fidanzata del joker;

enchantress (interpretata da cara delevingne), supereroina/supervillain dotata di poteri soprannaturali

 

e il joker di leto? non si sa ancora che ruolo abbia nel film. nella storia della suicide squad il joker non è mai stato un membro del team. essendoci però di mezzo harley quinn è probabile che funga da deus ex machina della vicenda. vedremo. da segnalare che c'è ancora in ballo un ruolo importante non assegnato: amanda waller, capo dell'agenzia governativa segreta che si occupa di assemblare e coordinare la suicide squad. è una figura sicuramente unica nel mondo dei comics: è una donna afroamericana che ricopre un ruolo di potere. in questi giorni alcuni rumors sostenevano che oprah winfrey sarebbe in lizza per il ruolo

 

sulla carta suicide squad ha tutte le caratteristiche per fare il colpo grosso: un action-spy movie con i supereroi, con in più l'idea succosa che non tutti i membri della squadra torneranno vivi a casa (e via con il totomorti asd). aggiungeteci che i protagonisti sono dei villains che ribaltano quindi l'ideologia tipica del supereroe, ed ecco servito uno dei cinecomics più originali (e meta) degli ultimi anni. tutto questo ovviamente per ora solo sulla carta. ma in cabina di regia c'è david ayer: qualche dubbio?


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#18 cinemaniaco

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Inviato 13 dicembre 2014 - 18:22

Fury-poster.jpg

 

dai poliziotti di los angeles ai soldati della seconda guerra mondiale, il cinema di david ayer non cambia: violento, duro, antiretorico. in fondo sempre di guerra si tratta. fury è un war movie sicuramente convenzionale, nel senso etimologico del termine: rispetta infatti tutte le convenzioni del genere. ma il ritratto della guerra che fa è ben poco hollywoodiano: anzi è più affine a quel cinema di guerra che non edulcora e non risparmia momenti "forti", nella tradizione di aldrich, fuller, kubrick e spielberg

 

l'idea più originale del film è sicuramente la centralità del carro armato, mezzo sempre presente nei film di guerra ma molto poco "esplorato". ayer invece decide di farci vivere nello spazio claustrofobico di questa macchina di morte, che diventa a lungo andare una vera e propria "casa" di una piccola unità di soldati. il "fury" del titolo è proprio il nome del carro armato del sergente don collier e dei suoi quattro uomini. in end of watch, ma anche in training day, due poliziotti dividevano per la maggior parte del film l'abitacolo di una macchina, con la quale si muovevano nella jungla metropolitana. è la classica situazione che piace a david ayer per far interagire i propri personaggi, per far loro respirare la stessa aria. non è un caso che i suoi film parlino spesso di amicizie virili nate in situazioni estreme, coltivate in spazi ristretti, a contatto. si sente infatti particolarmente la sua mano nella descrizione psicologica della guerra attraverso le interazioni tra i personaggi. la guerra come stato mentale e relazionale, la guerra come fenomeno che distrugge le normali interazioni umane, come il fidarsi di un amico, l'amare una persona, ma anche l'abbandonarsi a scontati rituali come pranzare nella tranquillità di una casa (c'è una sequenza bellissima a tal proposito)

 

essendo però ayer principalmente un regista di genere, d'azione, una fetta corposa di film - tutta la parte finale - è all'insegna dei combattimenti. non ci si annoia mai ecco, guardando un suo film. e fury non fa eccezione. in america a sorpresa è stato anche un relativo successo al box office: nel suo weekend di apertura ha superato i 13 milioni di end of watch, imponendosi come il miglior esordio per un film di david ayer. si può dire che fury è la prova vivente che un divo come brad pitt ha ancora saldamente in mano la sua fetta di pubblico. il film del resto è poggiato per gran parte sulle sue spalle, e pitt non fa che confermarsi come un attore versatile e carismatico. il resto dell'esiguo cast se la cava comunque egregiamente (shia labeouf, jon bernthal, michael pena, logan lerman)

 

zitto zitto, ayer si sta mettendo su una filmografia davvero interessante. finora 5 film da regista, tutti con qualcosa da dire. e che riescono a dirla sempre bene


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#19 vegeta851

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Inviato 13 dicembre 2014 - 20:22


zitto zitto, ayer si sta mettendo su una filmografia davvero interessante. finora 5 film da regista, tutti con qualcosa da dire. e che riescono a dirla sempre bene

 

PERFAVORE


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#20 vegeta851

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Inviato 28 gennaio 2015 - 19:49

incredibile ma vero

 

http://www.ondacinem...ta_di_fury.html

 

l'uscita di "Fury" cancellata dal nostro paese a causa del fallimento della Moviemax. Rischiamo di non vederlo manco in dvd...assurdo che un film che ha incassato oltre 200 milioni nel mondo, interpretato da Brad Pitt, non riesca ad arrivare da noi.

 

ps: Cine, ho recuperato "Sabotage": una roba pietosa suvvia :nod: asd


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