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Andrea Schroeder - Blackbird (2012) / Where The Wild Oceans End (2014) / Void (2016)


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20 replies to this topic

#1 Tom

Tom

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Inviato 09 febbraio 2013 - 19:39

*
POPOLARE

Prologhen ilare...

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Non me ne voglia la bella Andrea, che probabilmente con il suo look e la sua musica vuole rifarsi a femme fatale ben più nobili, ma il suo bellissimo disco mi ha riportato alla mente queste antiche strisce del Bonvi. E comunque per quanto mi riguarda non è un paragone affatto svilente, che con quei loro paesaggi sempre desolati e rovinosi, quelle loro atmosfere sempre plumbee, nelle Sturmtruppen per me spirava un'arietta teutonicamente decadente mica male. Altro che crepuscoli degli dei estetizzanti.

Siglen inizialen...



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Andrea Schroeder Blackbird (2012)

E poi dai, lei è stilizzata quasi come un personaggio dei cartoni animati. Sembra la summa di un po' tutti i luoghi comuni che possono venire in mente se si dice "cantante tedesca e poetessa". Anzi non "sembra", lo è. Ha l'aria un po' da dark lady e un po' da puttana aristogatta, ha un po' il vocione profondo da valchiria e un po' da angelo triste del cabaret, è berlinese (e di dove se no?), ti butta lì la canzone in crucco un po' stile Nico (e chi altri se no?) e canta tutte le altre in inglese come se fossero cover di quegli artisti anglosassoni tristi e cupi che uno si immagina possano ascoltare i berlinesi tristi e cupi.

A questo punto stavo quasi per scrivere che "nonostante tutti questi luoghi comuni il disco è bello". Beh, non lo farò. Non perché il disco non sia bello, anzi, ma perché a pensarci non ho davvero nulla contro i luoghi comuni, anche spanti a piene mani come in questo caso, quindi "nonostante" un bel niente: il disco è un gran bel disco proprio grazie al diligente affetto con cui tutti quei cari stereotipi vengono rispettati ed evocati.

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Nel disco aleggiano vari fantasmi. Quello di Nico è un fantasmino sul trasparente ma inevitabile, quelli Cohen e Cave sono due spettri ben dimensionati, ma il fantasmone più grosso di tutti è quello di Patti Smith, che infesta un po' tutti i brani. Ma la tedeschina è una brava streghetta che conosce le giuste dosi per le sue pozioni e riesce a non scadere nella banale emulazione, tira fuori invece una buona impronta krauta che la fa ben distinguere dell'americana ed evita gli spigoli più spigolosi della musica della Smith. Quindi canzoni poetiche ed incisive, che sanno graffiare il giusto, ma dotate anche di un'asciuttezza (tutte intorno ai 3 - 4 minuti) e una suadenza decisamente pop. E sono tutte dei piccoli grandi gioiellini, illuminati dalla voce intensa e avvolgente della Schroeder, che prende anche melodie semplicissime, come quella dell'iniziale "Paint It Blue", e le fa crescere e ribollire.

Ma poi cosa c'è da dire su un'opera che vede una bella figliuola che (senza far parte di un gruppo gotich/metal/darkettone, si capisce.) canta canzoni con titoli quali "Death Is Waiting", "Ghost Ship", "Kalte" (cioè "Freddo"), "Winter Days", "Dark Nightingales"? Per forza di cose deve essere uno di quei bellissimi dischi n bianco e nero che fanno la felicità (uhm) di tutti gli appassionati di buona vecchia e sanamente triste musica d'autore. E infatti lo è.

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Un gran peccato aver scoperto questo album uscito nel settembre 2012 solo ora. Commentando la mia classifica di fine anno mi lamentavo giusto della mancanza di un disco femminile forte e incisivo. Invece c'era e sarebbe pure finito sul mio podio, credo. Poi poco male in generale, che certo non è il tipo di musica che mette in moto le masse, né in questo forum né altrove.

Un parere più autorevole: la recensione di OR

Sigla finalen...



Und malinconichen epiloghen...

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#2 Tom

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Inviato 08 gennaio 2014 - 19:21

Mein Gott, quanto adoro questa donna! :wub:

Che deve aver saputo che proprio il 24 gennaio dell'anno scorso avevo scoperto il suo album d'esordio e volendo omaggiare il fausto evento fa giustappunto uscire il suo secondo album esattamente un anno dopo. Il 24 di questo mese infatti esce Where The Wild Oceans End, che già dal titolo e dal primo singolo ricchi di buon umore da l'impressione che il tutto suonerà come nel primo album. E quindi sarà tutto bellissimo.

Il teaser dell'album dove si ascolta parte della title track...



E il toccante singolo corredato da un meraviglioso video...


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#3 chronochromie

chronochromie

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Inviato 13 gennaio 2014 - 13:20

Approfondirò l'artista in questione, i riferimenti stilistici mi garbano decisamente.
Accanto al titolo, nel thread, mettete anche qualche descrizione, altrimenti si perdono possibili affinità.
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Prima ch'io mi profilassi...

#4 Tom

Tom

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Inviato 23 marzo 2014 - 21:39

Alla fine sono due mesi che ascolto il nuovo album e non ne ho ancora parlato.
Non sto ad aprire un nuovo inutile topic, ma aggiorno il titolo di questo.
Aggiungerò il link se mai verrà rencensito.

Immagine inserita

2014 Where the Wild Oceans End
Ovviamente è un disco bellissimo e ammaliante pure questo.
Sopite le fiamme streghesche dell'esordio, impera il clima soffuso e nevoso di ballate acustiche dolci e oscure. Testi asciuttissimi, che spesso girano intorno a poche semplici frasi, ma niente pallidi fantasmini folk come in tanto cantautorato femminile "dark", ma una parata di ballate dense e epiche. Anche qui sembra di trovarsi di fronte ad un album di cover, tanto ogni brano suona maturo e classico.

Immagine inserita

Il tono dell'album è subito dato dalla funerea Dead Man's Eyes. Il rintocco di pochi strumenti accompagnano la voce solenne e sensuale della Schroeder, che descrive gli ultimi momenti di agonia di uno scrittore. A me è venuto in mente il buon vecchio Poe.

La bellerrima Ghosts Of Berlin racchiude tutta la bellezza misteriosa dell'album. Ci racconta di un piccolo fantasma insonne che cammina nelle strade di Berlino e non ci è dato di sapere quasi altro, ma tanto basta per commuovere e evocare la sensazione di qualcosa di struggente e indefinito.

La ricercata semplicità delle melodica e dei testi raggiunge il massimo grado di concisione in Until The End, che è un omaggio al Jim Morrison di "The End", ma la cui violenza ipnotica viene ribaltata nella dolcezza di una toccante ninna nanna da cimitero.

Helden, già uscita l'anno scorso come singolo, è una cover vera, nientemeno che di "Heroes" di ben sappiamo chi. Come la Nico di The End la Schroeder si impossessa con rispetto del classicone e lo integra perfettamente nell'album, cantandola in tedesco e tagliando la prima parte del testo, lasciando la parte più esplicitamente ambientata a Berlino.

Mi sembra di scorgere lo spettro di Nico anche in Fireland, però stavolta la Nico ancora incantata e cristallina di Chelsea Girl. Si parla di seguire demoni in terre di fuoco e nelle tenebre, ma il tutto nei toni di una dolcissima e malinconica marcietta.

Immagine inserita

The Spider invece è un episodio davvero dark. Una visione d'angoscia alla Poe (ancora lui?) con le cadenze ubriache e teatrali del primo Nick Cave solista.

Where The Wild Oceans End va a parare dalle parti del Tom Waits più stevensoniano, una ballatona epica e minacciosa, che sarebbe piaciuta a Long John Silver e alla ciurma del Capitano Flint.

I fuochi del primo album sono concentrati nell'hard blues polveroso di The Rattlesnake,l'unico episodio elettrico dell'album.

Summer Came To Say Goodbye rallenta nuovamente il ritmo e torna alla dolcezza. Una chitarra messicaneggiante alla Dylan di "Pat Garrett e Billy The Kid" contrappunta un altro gioiello di malinconia, autunnale fin dal titolo.

Un clima malinconico che non viene certo meno nella conclusiva e invernale Walk Into The Silence, visione di una notte silenziosa e fredda. Ancora magia musicale e atmosfere sospese, ennesimo sortilegio musicale di questa misteriosa Regina delle Nevi della musica odierna.
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#5 Tom

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Inviato 06 aprile 2014 - 21:03

Non solo è arrivata la recensione (ottima), ma abbondandis in abbondandum è arrivata pure un'intervista (ancora più ottima), corredata da foto piuttosto interessanti...

Immagine inseritaImmagine inserita
  • 2

#6 Claudio

Claudio

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Inviato 06 aprile 2014 - 21:16

La sto scoprendo tardivamente anch'io, sembra molto interessante.
Non male anche nel numero (pericolosissimo) della cover di "Heroes".
  • 0

#7 il canneggiatore

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Inviato 05 dicembre 2014 - 13:15

Mein gott, quanto adoro questa donna! :wub:

gott si scrive in maiuscolo ;) ... Mein Gott


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#8 AshesOnTheWater

AshesOnTheWater

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Inviato 17 dicembre 2014 - 12:31

Solo da poco, causa tempo tiranno, sto scoprendo questo disco. Devo ammettere che mi ha davvero folgorato.

 

Io, tra i riferimenti già citati, non posso non sentirci un bel po' della Lisa Germano di "Geek The Girl" (tipo "A Guy Like You"). Mi riferisco a brani come "Ghost of Berlin", "Until The End" e "Fireland", con quei chiaro/scuri e soprattutto quel violino stridente.

Che ne dite?


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#9 Tom

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Inviato 17 dicembre 2014 - 19:46

Solo da poco, causa tempo tiranno, sto scoprendo questo disco. Devo ammettere che mi ha davvero folgorato.

 

Io, tra i riferimenti già citati, non posso non sentirci un bel po' della Lisa Germano di "Geek The Girl" (tipo "A Guy Like You"). Mi riferisco a brani come "Ghost of Berlin", "Until The End" e "Fireland", con quei chiaro/scuri e soprattutto quel violino stridente.

Che ne dite?

 

Beh quanda si parla di cantautrici notturne la Germano ci sta sempre come riferimento. Geek The Girl non lo riascolto da una vita ad essere sincero, ma in effetti me lo ricordo influenzato da un certa arietta "europea", quindi può darsi benissimo che ci siano delle somiglianze. Certo la Schroeder mi sembra molto più classica e pulita, lontana da quell'approcco "sporco" tipico dell'alternative rock dei 90 in cui la Germano era invece pienamente calata. 


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#10 AshesOnTheWater

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Inviato 17 dicembre 2014 - 23:28

In linea di massima concordo con te sulle differenze tra le due, forse proprio per questo mi la ricorda negli episodi più rarefatti di quel disco, tipo la già accennata "A Guy Like You".

Comunque è davvero un gran disco della Schroeder, cupo e misterioso. Più lo ascolto più mi dà dipendenza.


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#11 xtc

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Inviato 18 dicembre 2014 - 11:34

complimenti tom, i tuoi topic musicali sono tra i migliori, quest'album strega e ammalia come pochi  


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#12 Claudio

Claudio

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Inviato 04 febbraio 2015 - 20:33

Andrea Schroeder si è accorta di noi e ci ringrazia sul suo profilo Facebook.

 

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#13 Tom

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Inviato 31 maggio 2016 - 11:47

Da facebook...
 
Dear friends, after some busy months I got some very good news to share – the new album is finished, it's made out of blood, sweat and tears and will come out end of August on Glitterhouse Records!!!

hqdefault.jpg

Bene.


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#14 Tom

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Inviato 15 settembre 2016 - 20:50

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2016 Void
Ero ormai sicuro che il 2016 sarebbe stato per me un anno macho, elettrico e psichedelico, quando in quest'estate tre belle donnine (Bat For Lashes, Gemma Ray e logicamente l'intestataria del topic) si sono messe lì a risvegliarmi la vena morbosa e sulfurea con tre splendidi dischi blues. Un blues spesso più di intenti e sentimenti che non filologicamente musicale, ma si sa che sono quelle cose lì che alla fine contano.

Se le altre due sirene hanno scelto un passo lento e atmosfere amniotiche, la solitaria Andrea in Void avanza solenne tra le fiamme come nel disco d'esordio. Nella prima parte roghi elettrici di fredde fiamme teutoniche si alternano a un paio momenti di calorosa e malinconica quiete, la seconda parte è un susseguirsi avvolgente di incubo, sogno e dormiveglia, il finale una luminosa ballata folk-rock. Ancora una volta stupisce la facilità e l'apparente semplicità con cui la berlinese "trova" canzoni che sembrano dei classici di altri tempi. La scrittura musicale è ancora più ridotta all'osso, i testi ancora più prosciugati, ma la carica poetica e espressiva ancora non cede il passo. Si prenda "Little Girl", giusto al centro dell'album: un accordo, al massimo due, un testo ninna nanna tutto giocato sulla ripetizione del titolo, un canto tutto sussurrato, sul serio non succede niente... tranne che è tutto così intenso e vibrante che riscalda. L'originalita della Schroeder mi pare stare proprio nella quiete aristocratica e distaccata con cui prende e mette in scena un materiale così oscuro e tagliente, realizzando in definitiva opere catartiche e lenitive, dal cuore dolce e profondamente femminile anche quando il ritmo è marziale ed è tutto un clangore di chitarre. Un'affettuosa Mater Tenebrarum, morbida e materna, da cui chiunque vorrebbe farsi ghermire e portar via.

Ormai ufficialmente la mia artista faro e simbolo di questi anni dieci.
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#15 Tom

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Inviato 23 settembre 2016 - 05:09

Terza recensione molto positiva di :OR:, che mi allieva il dubbio di essere io ad essermici fissato: "Void" conferma Andrea Schroeder come una tra le più grandi interpreti rock in circolazione. 


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#16 Reynard

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Inviato 19 ottobre 2016 - 15:43

preso oggi "Void". Primo ascolto molto positivo.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#17 Reynard

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Inviato 19 ottobre 2016 - 18:17

Perché quest'album mi evoca un'atmosfera da Berlino fine anni '70?

Sono io o qua e là c'è qualcosa di bowiano nell'interpretazione? (Soprattutto nella seconda metà)

E non fa strano che un album tanto gotico abbia anche il suo brano 'ruock' (tra mille virgolette) e sfacciatamente sensuale, quasi paraculo? ("Creatures").

Sarà autosuggestione ma il disco mi sembra un frammento sperduto da degli anni '70 che per un miracoloso anacronismo siano avvenuti dopo gli '80.


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La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#18 Claudio

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Inviato 19 ottobre 2016 - 18:23

Passate parola, questa è una grande artista ed è ancora un mistero il perché sia così misconosciuta. Anche a me questo disco sembra più vicino a certo sound bowiano di fine 70 che alle atmosfere da cabaret noir dei lavori precedenti, però mantiene sempre un suo stile decisamente personale e riconoscibile.


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#19 avatar blackwolf

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Inviato 19 ottobre 2016 - 18:53

una rosellina please?


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*lastfm*

 

 

Delia, queen of the fairies.was presiding over the feast of plenty,celebrating 3,000 years of peace. In the midst of the celebration Delia felt a pull from the skies.She looked up and saw dark clouds forming on the horizon in every direction. She fell into a trance and left the party
heading for her home on a high hill. At first, the fairies were puzzled. But then they too felt a force drawing them to follow.Delia was alone inside. The storm grew until it was a raging cyclone hovering over the dwelling. One of the older fairies ventured inside the house. There lay Delia on her bed holding a pair of twins in her arms. The older fairy instantly knew that these were not ordinary twins, but magical wizards. The baby wizards were polarized like magnets: one attracting with a magnetic draw., the other repelling and impossible to get near. Avatar, the kind and good wizard. spent much of his boyhood entertaining his mother with beautiful visions. Blackwolf, the mutant wizard would never visit his mother and spent his time torturing small animals.

 


#20 Claudio

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Inviato 12 gennaio 2017 - 20:33

Ci ha ringraziato per le recensioni e il live report. Allora ne ho approfittato per chiederle se verrà a fare qualche concerto in Italia e a Roma, in particolare, e ci ha risposto così.

 

I wish, I wish. I left a coin in Fontana di Trevi many, many years ago. So someday I must come back, if the legend works. Big thanks again and much love from Berlin!


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