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Bernardo Bertolucci


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37 replies to this topic

#21 sud afternoon

sud afternoon

    Si legge sud afternùn.

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Inviato 27 febbraio 2016 - 11:00

No, ma che, ti sbagli di grosso. Nessun motivo politico, recondito o meno. Mi offendi quasi se pensi che io cerchi 'ste cose in un film (e poi socialista a soreta eh asd ).

Anzi, il non celato manicheismo politica della storia è una delle sue pecche più grosse, o almeno una delle cose che lo rendono più datato (in alcuni passaggi a livelli anche imbarazzanti). Ma ancora, tutto questo rientra in un'analisi critica del film.

 

C'è qualcosa di più profondo che mi attira. O forse, più banalmente, il film incontra il mio gusto per il cinema in costume.


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#22 Matthew30

Matthew30

    Classic Rocker

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Inviato 04 dicembre 2018 - 14:06


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#23 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 04 dicembre 2018 - 16:12

Il conformista per me è il capolavoro di Bertolucci, quello più compiuto e misurato, dove forma, contenuti, impegno e spettacolarità trovano una sintesi perfetta e mai più raggiunta. Tutto è al massimo della sua arte: la regia di Bertolucci, le recitazioni degli interpreti, la fotografia di Storaro, il montaggio di Arcalli, le scenografie di Scarfiotti...
Già dal successivo Ultimo tango il cinema di Bertolucci per me comincia a scivolare nel narcisismo e nell’auto-referenzialità. Anche Novecento l’unica volta che l’ho visto mi ha lasciato l’impressione di un’opera sì grandiosa e affascinante, ma anche megalomane e magniloquente…


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#24 Matthew30

Matthew30

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Inviato 04 dicembre 2018 - 16:28

Il conformista per me è il capolavoro di Bertolucci, quello più compiuto e misurato, dove forma, contenuti, impegno e spettacolarità trovano una sintesi perfetta e mai più raggiunta. Tutto è al massimo della sua arte: la regia di Bertolucci, le recitazioni degli interpreti, la fotografia di Storaro, il montaggio di Arcalli, le scenografie di Scarfiotti...
Già dal successivo Ultimo tango il cinema di Bertolucci per me comincia a scivolare nel narcisismo e nell’auto-referenzialità. Anche Novecento l’unica volta che l’ho visto mi ha lasciato l’impressione di un’opera sì grandiosa e affascinante, ma anche megalomane e magniloquente…

Concordo con te su Il conformista (quando chiesi consigli proprio in questo thread di discussione non avevo ancora visto il film), un film girato in maniera eccellente (ma questo non stupisce, Bertolucci ha sempre avuto il dono di saper muovere alla grande la macchina), recitato alla grande e fotografato benissimo.

 

Novecento è una specie di Via col vento con tocchi di neo-realismo bucolico (nulla mi leva dalla testa che anche Olmi un po' gli sarà debitore qualche anno dopo), ma per quanto ricco di difetti (lunghissimo, megalomane, melodrammatico, spudoratamente e sfacciatamente di parte) se mi capita lo guardo volentieri.

 

L'unica cosa che non ho capito è perché far venire quel popò di cast dal Nord America (De Niro, Hayden, Sutherland e Lancaster) per far interpretar loro dei personaggi della Pianura Padana del primo Novecento. Dettami imposti dalla casa produttrice oppure semplice vezzo di Bertolucci (anche per far accorrere ancora di più gli spettatori nei cinema)?


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#25 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 dicembre 2018 - 16:33

Perché erano grandi attori magari.


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#26 Matthew30

Matthew30

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Inviato 04 dicembre 2018 - 16:42

Se per questo, cito testualmente:

 

"Quando ho concepito il film pensavo sarebbe stato un ponte tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Dopo il successo di Ultimo Tango avevo un po' sbarellato, con qualche scivolata nella megalomania. Pensavo di poter fare ciò che volevo io, pensavo che il cinema potesse cambiare il mondo. Volevo un attore sovietico per Olmo, ma rifiutai di sottoporre la sceneggiatura ai russi e ripiegai sul giovanissimo Depardieu. Per il ruolo di Alfredo andai a Los Angeles, incontrai Robert DeNiro e Harvey Keitel, scelsi Bob per il suo aspetto più borghese. DeNiro a New York mi portò a un concerto di Bob Dylan e in taxi litigò con l'autista sull'itinerario: "Gira di là, non fare il furbo, guarda che ho fatto il tassista per tre mesi", diceva. Era reduce da Taxi Driver".
 
A me comunque fa strano vedere attori super conosciuti di Hollywood in mezzo ai contadini della provincia parmense, ma evidentemente fu una scelta avvallata dalla produzione su indicazione di Bertolucci (con un budget mica da ridere, per l'epoca. 

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#27 Tom

Tom

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Inviato 04 dicembre 2018 - 16:49

Ma probabilmente' il cast era meno "spettacolare" di quanto possa sembrare oggi. L'unico divo era Lancaster che lavorava spesso in Italia, Hayden era un'icona solo per i cinefili, e nel '74 (quando inziarono le riprese del film) De Niro e Depardieu non erano certo le star internazionali che sarebbero diventate da li' a poco.
 
Comunque mescolare cinema europeo e americano direi che era il tratto distintitivo di Bertolucci.


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#28 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 dicembre 2018 - 16:55

Ma anche di Visconti, Leone e di un sacco di altri autori più o meno importanti, e non mischiavano solo America ma anche Francia, Spagna, Germania più varie ed eventuali, era un periodo molto aperto e vivace sia a livello produttivo che mentale, attualmente le cinematografie sono molto più chiuse e monotone mi sembra.


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#29 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 dicembre 2018 - 17:00

Luca Guadagnino, oltre ad avere la grossa colpa di aver remakizzato Suspiria, è un regista italiano che lavora in America con attori americani, non mi sembra c'entri molto.


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#30 Garga Charrua

Garga Charrua

    Morte a Boldrin!

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Inviato 04 dicembre 2018 - 17:18

in questa intervista Bertolucci dice:

 

Burt Lancaster, Sterling Hayden, Robert De Niro, Gérard Depardieu, Stefania Sandrelli, Romolo Valli, Alida Valli, Francesca Bertini, Donald Sutherland, Laura Betti... Novecento ha uno dei cast più straordinari della storia del cinema... Come ci si arrivò?
I nonni sono figure mitiche e volevo che i due nonni fossero mitici. Mi chiesi: cos’è mitico al cinema? Risposi: la vecchia Hollywood. Così andammo a Hollywood a prenderli. Per i due giovani volevo che il film fosse già una prefigurazione di una specie di compromesso storico, così decisi di prendere un americano a fare il padrone e un russo a fare il contadino. Ahimè, le autorità sovietiche, quando furono contattate, dissero che l’attore che avremmo scelto sarebbe potuto venire solo alla condizione che loro avessero approvato la sceneggiatura. Dissi di no, avevo già subito troppo con Ultimo tango. Così trovai questi due ragazzi, Depardieu che aveva fatto un film e De Niro due o tre cose tra cui Mean Streets che mi aveva molto colpito. Forse perché il film è durato così a lungo, ma a un certo punto Bob e Gérard, come anche Lancaster e Hayden, erano molto entrati nei ruoli e il loro rapporto riproduceva quello tra il contadino e il padrone. Gérard prendeva molto in giro Bob, avevano messo un po’ tutti le radici, erano molto diversi. De Niro aveva bisogno di molte parole, per un italoamericano di New York fare il grande latifondista emiliano non era facile. Gérard bastava dargli una spinta e lui entrava in scena e andava.

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"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."


#31 Matthew30

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Inviato 04 dicembre 2018 - 17:19

Ho trovato un blog di un appassionato di cinema italiano ed europea che analizza in ben 12 parti (!, ma d'altra parte con un film del genere era prevedibile) Novecento di Bertolucci.

 

http://giulianocinem...ovecento-i.html

 

Siamo giunti ad una delle scene più care a Bertolucci, che è anche una di quelle che hanno suscitato più polemiche: sotto i nostri occhi viene ucciso e macellato un maiale. Anche se sono ben inserite nella narrazione, e anche se ad agire da macellaio è Gerard Depardieu, queste sono sequenze documentarie. Bertolucci ha spiegato più volte che, se si mangiano prosciutti e salami, la loro origine è questa: e troppo spesso fingiamo di non saperlo. Ogni giorno, centinaia di maiali fanno questa fine; un po’ ovunque, non solo a Parma e a Reggio Emilia. Quindi, ancora una volta, il brutale Bertolucci ci mette davanti alle nostre responsabilità: o si sceglie di diventare vegetariani, oppure bisogna sapere da dove viene il nostro cibo.

 

Non ho mai visto ammazzare un maiale, ho visto invece ammazzare molti polli e conigli; è meno impegnativo perché la bestia è più piccola, ma poi funziona esattamente allo stesso modo: si appende, si scuoia, si squarta, si seziona, si dividono le varie parti. Le interiora, budelle e vescica, serviranno per confezionare salami e cotechini. A mio parere, questa è una sequenza che andrebbe proiettata nelle scuole: poi ognuno sarà libero di fare le sue scelte, ma è giusto che fin da bambini si sappia che il tonno non è una scatoletta, che la coscia di pollo non nasce nel cellofan, eccetera. Una volta tutto questo era chiarissimo, oggi chissà. Questo maiale, lo si vede bene, prima di essere ammazzato ha comunque fatto una bella vita ed è stato trattato dai contadini con tutto il riguardo; la stessa cosa non si può dire degli animali macellati che vediamo al supermercato, e chi vive ancora sulle nuvole e volesse informarsi sappia che esistono documentari raccapriccianti in proposito.

 

Comunque l'idea del padrone americano e del contadino russo/sovietico come protagonisti del film è molto nel personaggio Bertolucci. 


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#32 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 04 dicembre 2018 - 17:23

Ma anche di Visconti, Leone e di un sacco di altri autori più o meno importanti, e non mischiavano solo America ma anche Francia, Spagna, Germania più varie ed eventuali, era un periodo molto aperto e vivace sia a livello produttivo che mentale, attualmente le cinematografie sono molto più chiuse e monotone mi sembra.


era una cosa dovuta anche agli obblighi internazionali sulle co-produzioni che imponevano per legge una quota di attori (oltre che di personale tecnico e artistico) per ognuno dei paesi coinvolti . Es. Per un pugno di dollari che è una co-produzione italo-tedesco-spagnola ha nel cast attori italiani, tedeschi e spagnoli (se qualcuno si fosse mai chiesto come sia finita Marianne Koch nel film di Leone)


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#33 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 04 dicembre 2018 - 17:31

Si ma ora queste cose non si fanno più, non c'è più scambio, né condivisione, forse anche perché molte cinematografie compresa la nostra sono quasi diventate terzo mondo, e pensare che in tempi di globalizzazione dovrebbe essere più facile, invece hanno globalizzato solo la merda.


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#34 cinemaniaco

cinemaniaco

    FЯEAK ON A LEASH

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Inviato 04 dicembre 2018 - 18:17

ma a me la risposta sembra molto semplice: rispetto agli anni 60 e 70, oggi il nostro cinema ha una scarsa attrattività internazionale. abbiamo degli autori attrattivi, come tornatore (che ha sempre anche lui mescolato cast internazionale ed italiano), il sorrentino post-oscar, il già citato guadagnino (che per un paio di anni è stato più famoso all'estero che in italia). ma il nostro cinema come movimento, come industria, non lo è più , e come sappiamo tutti, non lo è più da decenni
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#35 John Trent

John Trent

    Genio incomprensibile

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Inviato 05 dicembre 2018 - 16:29

Stringato: vedo moltissima somiglianza estetica tra il primo Bertolucci e Dario Argento, fotografia, interni, movimenti di macchina. Precisione geometrica ed espressionismo cromatico. Solo uno spunto mio ma non trovo riscontri.
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#36 Matthew30

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Inviato 05 luglio 2020 - 09:01

Stringato: vedo moltissima somiglianza estetica tra il primo Bertolucci e Dario Argento, fotografia, interni, movimenti di macchina. Precisione geometrica ed espressionismo cromatico. Solo uno spunto mio ma non trovo riscontri.

 

Bertolucci ha usato molto spesso come collaboratore Storaro e, cosa molto interessante, leggo su Wikipedia che pure Argento lo ha avuto come direttore della fotografia in L'uccello dalle piume di cristallo.

 

https://it.wikipedia...me_di_cristallo

 

Non solo, i due avevano collaboratore con Leone per C'era una volta il West e un'influenza reciproca è più che plausibile. Anche perché...

 

"Bernardo Bertolucci aveva avuto l'incarico di far realizzare un film tratto dal romanzo La statua che urla (The Screaming Mimi) di Fredric Brown. Conosceva molti giovani promettenti. Per l'adattamento del romanzo al grande schermo scelse l'allora quasi sconosciuto Dario Argento, ex critico cinematografico e sceneggiatore con il quale aveva collaborato per la sceneggiatura di C'era una volta il West"


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#37 Matthew30

Matthew30

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Inviato 17 luglio 2020 - 17:27

 

"Ho sentito profondamente quel film (Novecento, ndr), l'ho difeso profondamente contro alcuni che l'hanno attaccato, con una lettera anche al "Messaggero". Io scrissi i temi del film al buio, con una mia grafia inventata lì per lì".

 

Morricone rimase molto colpito da "Novecento", azz...


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#38 Signor Armando

Signor Armando

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Inviato 17 dicembre 2020 - 02:42

Meraviglioso Il Conformista e titanico Novecento


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"Tu pensi che la storia abbia le sue eccezioni; invece non ne ha nessuna. Pensi che la razza abbia le sue eccezioni; neanche per sogno.

  Non esiste alcun particolare diritto alla felicità, né esiste un diritto alla sventura. Non esiste tragedia, non esiste genio.

  La tua sicurezza e i tuoi sogni non hanno fondamento. Se su questa terra appare qualcosa di eccezionale, una particolare bellezza o una particolare

  manifestazione del male, la natura lo scova subito e lo estirpa."





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