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[Monografia] Robert Altman


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87 replies to this topic

#41 Tom

Tom

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Inviato 23 novembre 2006 - 18:53

Lo so, lo so... i "coccodrilli" giornalistici sono quello che sono ed è inutile aspettarsi niente di più che le solite banalità... ma per quanto me lo aspettassi, non ho potuta fare a meno di rimaner colpito dalla totale, assoluta e avvilente inadeguatezza di TUTTI gli articoli sulla morte di Altman che ho letto... e ne ho letti tanti!

A leggere la maggior parte di quegli articoli (ma mi verrebbe da dire tutti) sembrava che Altman avesse iniziato la carriera negli anni '90. Prima di AMERICA OGGI (I PROTAGONISTI l'hanno citato pochissimi) sembrava che avesse fatto solo NASHVILLE e MASH.
Una caterva di giornali hanno segnalato tra i suoi "classici" e "capolavori" THE COMPANY e PRET A PORTER.
L'oscar alla carriera è stato pratcamente portato da molti come la "vera" prova della genialità di Altman... :-X
Delle vere perle quei tre coglioni che sono andati su IMDB per sapere quanti film ha diretto Altman e non distinguendo i corti e i telefilm dai lungometraggi hanno sparato nei loro articoli che nella sua vita aveva diretto 87 film... giuro che l'ho letto in tre diversi articoli!
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#42 Guest_vegeta_*

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Inviato 23 novembre 2006 - 19:35

Lo sò, lo sò... i "coccodrilli" giornalistici sono quello che sono ed è inutile aspettarsi niente di più che le solite banalità... ma per quanto me lo aspettassi, non ho potuta fare a meno di rimaner colpito dalla totale, assoluta e avvilente inadeguatezza di TUTTI gli articoli sulla morte di Altman che ho letto... e ne ho letti tanti!

A leggere la maggior parte di quegli articoli (ma mi verrebbe da dire tutti) sembrava che Altman avesse iniziato la carriera negli anni '90. Prima di AMERICA OGGI (I PROTAGONISTI l'hanno citato pochissimi) sembrava che avesse fatto solo NASHVILLE e MASH.
Una caterva di giornali hanno segnalato tra i suoi "classici" e "capolavori" THE COMPANY e PRET A PORTER.
L'oscar alla carriera è stato pratcamente portato da molti come la "vera" prova della genialità di Altman... :-X
Delle vere perle quei tre coglioni che sono andati su IMDB per sapere quanti film ha diretto Altman e non distinguendo i corti e i telefilm dai lungometraggi hanno sparato nei loro articoli che nella sua vita aveva diretto 87 film... giuro che l'ho letto in tre diversi articoli!


purtroppo è vero, ho letto anc'io cose simili...che tristezza :-X

#43 Flight

Flight

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Inviato 25 novembre 2006 - 10:22

Stasera guarderò I COMPARI, uno dei suoi tanti capolavori, ma il più tenero e disperato dietro il solito apparente cinismo dello sguardo altmaniano.


I compari
(possibile spoiler ma senza rivelare il finale)

condivido pienamente e replico per portare di nuovo alla ribalta questo topic dedica
Ho rivisto anch'io dopo qualche rimando Mc Cabe and Mrs Miller (I Compari, 1971) e forse per la prima volta mi ha coinvolto e stregato così intensamente.
E' uno dei migliori western anni '70 per giudizio unanime, eppure al solito ci si illude a ingabbiare Altman in un genere, codificare le sue opere è inutile, in quanto esse sfuggono elevandosi, oltrepassando, beffando, in un eremo di privilegio.

Ho appunto pensato: ecco un'opera 'definitiva'..che cioè coi propri mezzi espressivi innova con lucidità il linguaggio e mette in crisi convenzioni anche oggi spesso ingenuamente pedisseque (e falsamente difese come ironiche).

Si ammirino i sapienti movimenti di macchina, i dialoghi, le scelte cromatiche, ogni cosa è altmaniana al midollo. Quei progressivi avvicinamenti che sbirciano svelando nel particolare l'inusuale magia di una 'comunione', un brulichio di esseri umani, o semplici gesti quotidiani. E poi quella indimenticabile scura vallata scelta per la location, dove piove sempre o è grigio, e infine nevica: già vederla è dramma. Quanto meglio di ogni parola esprime i protagonisti?

La stessa vicenda non poteva che dirigerla Altman, trattandosi di una dirompente accusa contro la falsa libertà individuale propugnata ipocritamente a parole (es. il personaggio dell'avvocato) che invece puntualmente deve piegarsi alle prepotenze del capitalismo fuorilegge.

Dicevo dei due protagonisti (oltre alla ciurma di già noti ricorrenti eccelsi caratteristi altmaniani, quasi tutti in M.A.S.H.): Warren Beatty e Julie Christie; il miglior ruolo per il primo (assieme a Gangster Story e Perchè un omicidio) e una nomina all'Oscar meritata per la seconda, che disarma regalandoci un personaggio schietto, di memorabile tristezza, dolcemente indifferente in quei sorrisi difensivi, una cosciente consapevole dell'effimero di ogni cosa.

Pur restando misteriosi e ambigui, entrambi comunicano col silenzio di uno sguardo reciproco, con un monologo sconsolato o di riflesso attraverso immagini e musiche affrescate da Leonard Cohen, contraltare agrodolce e lirico ma in fin dei conti spietato e non retorico nel suo utilizzo extradiegetico.
Il finale è uno dei più di belli sempre.
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fabio

#44 Tom

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Inviato 25 novembre 2006 - 12:24

I compari


Quoto ovviamente.

Rivedendolo l'altra sera, sono rimasto ancora una volta colpito da una brevissima sequenza all'inizio: la scena un po' misteriosa in cui una delle prime prostitute dice a Warren Beatty con aria infantile "devo andare al bagno" e a quel punto c'è una rapida zoomata sul viso di Warren Beatty che improvvisamente appare disperato.
E' una piccola crepa nel film e nel personaggio che ha ogni volta il potere di intristirmi e quasi commuovermi.

Non vorrei esagerare, ma credo che I COMPARI sia uno dei film più profondi e dolorosi che abbia mai visto sull'assenza e il silenzio di Dio (vedi anche cosa trova Warren Beatty nella chiesa) e sul non senso della vita.
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#45 Fudoshin

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Inviato 25 novembre 2006 - 15:28



I compari


Quoto ovviamente.

Rivedendolo l'altra sera, sono rimasto ancora una volta colpito da una brevissima sequenza all'inizio: la scena un po' misteriosa in cui una delle prime prostitute dice a Warren Beatty con aria infantile "devo andare al bagno" e a quel punto c'è una rapida zoomata sul viso di Warren Beatty che improvvisamente appare disperato.
E' una piccola crepa nel film e nel personaggio che ha ogni volta il potere di intristirmi e quasi commuovermi.



eccezionale. i film di Altman sono disseminati di queste particolari intrusioni di macchina intimissime e rivelatorie.




Una scena incredibile, lezione di cinema. La colonna sonora contribuisce ulteriormente a rendere il film leggendario, l'accostamento delle songs di Leonard Cohen ad un'america gelida e montuosa è perfetto.
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#46 Jules

Jules

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Inviato 25 novembre 2007 - 13:14

Propendo per un ridimensionamento della filmografia di Altman.
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#47 Homer

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Inviato 25 novembre 2007 - 13:23

Come mai, cosa ti ha convinto a pensare ciò?
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"Beh, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perché vale la pena di vivere? Ecco un’ottima domanda. Beh, esistono al mondo alcune cose, credo, per cui valga la pena di vivere. E cosa? Ok. Per me... io direi... per Groucho Marx tanto per dirne una, e Willie Mays e... il secondo movimento della sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione Potatoehea Vlues... i film svedesi naturalmente... L’educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili... mele e pere di Cézanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracey"

"Saigon. Merda. Sono ancora soltanto a Saigon. Ogni volta penso che mi risveglierò di nuovo nella giungla"


#48 Jules

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Inviato 25 novembre 2007 - 14:31

Niente di particolare, rileggevo le (secondo me) eccessive sperticate lodi...ridimensionare non vuol certo dire ignorare l'importanza di un autore, semplicemente sono per non accettare tacitamente tutto ciò che è tendezialmente accettato (come il presunto genio di Almodovar o la grandezza di Olmi)...molti film di Altman sono quantomeno non riusciti e, spesso, mi trovo a notare che molti suoi lavori, a differenza di quelli di altri maestri, risultano terribilmente datati...e, in sfregio al pericolo, fra ciò ci metto anche la satira militare di Mash..


Ps: veteran se passi di qua suona un colpo e modifica il titolo del thread..
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#49 Jules

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Inviato 25 novembre 2007 - 15:17

Che fosse una provocazione era sicuro (sono stato io altre volte a ribadire l'assurdità mossa a certi lavori in base ad un loro fantomatico invecchiamento)...così come è sicuro il valore che riconosco ai suoi film (basta vedere la mia top ten del 2006 per scoprire per l'ennesima volta un suo film)...


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#50 popten

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Inviato 24 marzo 2010 - 23:17

Il lungo addio
da tempo volevo vederlo, finalmente ce la faccio!
un gran bel film, trama ben strutturata, la musica che a momenti davvero è perfetta con l'andamento del film.
grandioso Elliot Gould e soprattutto c'è quel modo di far cinema di Altman che è affascinante, ti fa degli affreschi con una mano molto personale e crea atmosfere e sensazioni, un po' come certi dischi che son capaci di farti vivere una città (mi fa pensare a new york di reed, exile on main street degli stones ecc)
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#51 Tom

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Inviato 06 aprile 2011 - 11:54

Popeye-quotes.jpg
1980 Popeye - Braccio di ferro di Robert Altman. Con Robin Williams, Paul Dooley, Shelley Duvall, Ray Walston, Paul Smith.

Mentre oggi fior di esperti ci spiegano quanto sia assurdo e ingenuo pretendere che nel passaggio al cinema vengano rispettate le caratteristiche e la personalità di un fumetto, ma che anzi "tradire" sia lecito e persino auspicabile, trent'anni fa, non un Kevin Munroe qualsiasi, ma due acidi iconoclasti come il regista Robert Altman e il fumettista Jules Feiffer realizzavano una versione cinematografica di Braccio di Ferro assolutamente rispettosa e fedele, sia visivamente sia nello spirito, alle strisce originali di Segar.
Quindi mettendo in scena un personaggio molto diverso da quello reso celebre dai cartoni animati e noto in Italia per le storie dal taglio disneyano realizzate per anni da autori nostrani. Un personaggio che si muove in un mondo grottesco e vagamente inquietante, con una sua morale surreale e anticonformista: se gli viene affidato un bebè chiedendogli di fargli da mamma, lui esegue alla lettera senza curarsi del paradosso sessuale - idea ripresa proprio dalle strisce. (E tanto per cambiare... nella monografia del Castoro dedicato a Altman negli anni '80, il critico di turno attribuiva il tono grottesco e i paradossi dei personaggi alla volontà iconoclasta di Altman di "elevare" la vile banalità del fumetto, l'idea che il regista fosse invece perfettamente fedele al tono del fumetto non lo sfiorava nemmeno.)

Stroncatissimo all'epoca e poi quasi invisibile (oltre che in Italia orrendamente doppiato e sforbiciato di quasi mezz'ora), mi è sembrato invece uno dei migliori comic movie di sempre (non che ci voglia molto per quanto mi riguarda). Se per Segar il mondo di Popeye era l'immagine ilare e distorta dell'America della Grande Depressione, per Altman e Feiffer è una deformazione dell'America dell'allora neoeletto Ronald Reagan: all'inizio del film gli abitanti di Sweethaven, lo splendido paesino in cui è ambientato il film, cantano in coro "Ci piace star così senza democrazia /chi una volta viene qui non se va più via". Se da una parte Altman rispetta il fumetto, dall'altra fa letteralmente a pezzi l'idea di uno spettacolone colorato per bambini, realizzando il suo film più squinternato e anarchico, roba che "M.A.S.H." o "Nashville" sembrano film normali e tradizionali. Ai produttori della Disney(!) deve essere venuto un colpo quando hanno visto il film finito. Tra le tante: Popeye canta "Io sono quel che sono" in un bordello, circondato da inequivocabili baldracche. Le canzonacce da musical sono inserite quasi a caso e cantate dagli attori con le loro vere, sgraziatissime voci, la gag si accumulano vertiginose e insensate, gli abitanti di Sweethaven sono interpretati da dei saltimbanchi da strada che durante le riprese Altman invitava a fare le cose più assurde senza curarsi della storia. Per due terzi ne è uscito un film geniale, caotico, irreale, autenticamente folle. Più sottotono l'ultimo terzo, dove la storia prende il sopravvento sull'improvvisazione e si perde l'aria di follia corale.

Perfetto il cast. Già famoso per "Mork e Mindy" (che Altman detestava) Robin Williams al suo esordio cinematografico dimostrava di essere un immenso attore comico, peccato che invece si specializzerà come attore melenso e lagnoso. Shelley Duvall sembra nata per la parte di Olivia. Nella parte di Bluto c'è Paul Smith, che negli anni '70 aveva girato parecchi film di serie C in Italia come sosia di Bud Spencer e anche qui sembra spesso di vedere in azione l'attore nostrano.
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#52 Dudley

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Inviato 06 aprile 2011 - 14:16


I compari


Quoto ovviamente.
[...]
Non vorrei esagerare, ma credo che I COMPARI sia uno dei film più profondi e dolorosi che abbia mai visto sull'assenza e il silenzio di Dio (vedi anche cosa trova Warren Beatty nella chiesa) e sul non senso della vita.


Non so se vi può interessare, ma proprio l'altro giorno ho visto il DVD in edicola, credo sia stato recentemente pubblicato in una delle "solite" collane sui "grandi western".

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#53 Guest_ale_*

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Inviato 07 aprile 2011 - 23:11

ridimensionare non vuol certo dire ignorare l'importanza di un autore, semplicemente sono per non accettare tacitamente tutto ciò che è tendezialmente accettato (come il presunto genio di Almodovar o la grandezza di Olmi)...molti film di Altman sono quantomeno non riusciti e, spesso, mi trovo a notare che molti suoi lavori, a differenza di quelli di altri maestri, risultano terribilmente datati...e, in sfregio al pericolo, fra ciò ci metto anche la satira militare di Mash..


non so se Jules condivide ancora queste sue parole e non che me ne freghi molto del ridimensionamento o meno della sua filmografia, però condivido quel senso di "invecchiamento precoce" di alcune sue pellicole, tipo Mash.
ammetto che non ho visto molto di Altman, giusto i film più famosi e amati, per il fatto che quando un regista non mi "parla", mi scappa la voglia di approfondirne la conoscenza. poi che sia uno dei numi tutelari del cinema moderno, su questo non ci piove: ma come dico spesso, non sono uno storico del cinema, sono uno che guarda film. i film che gli piacciono, soprattutto.

#54 Flight

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Inviato 08 aprile 2011 - 12:32

invecchiamento precoce? M.a.s.h. c'ha 41 anni  asd va collocato nel contesto dell'epoca, ci mancherebbe... ma non sembra certo più vecchio di altre cose.. anzi, se c'è un film per cui è errato parlare di invecchiamento è questo..provassero a fare un'altra satira antimilitaresca così intelligente e lucida, all'epoca!! che diamine!.. c'è di mezzo la satira, ed è sempre un balsamo, un lavabo purificatore.. dall'antica Grecia in su!
Posso comprendere il discorso sul minor valore di certe opere di Altman ma non il fatto che porterebbero a ridiscuterne l'altissima considerazione della sua opera; opera che andrebbe continuamente approfondita, nella misura in cui è stata trascurata se non proprio ignorata (cfr. post disamina di Tom su Popeye e relativi tagli)

Lunga vita!!!
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fabio

#55 Guest_ale_*

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Inviato 09 aprile 2011 - 09:28

invecchiamento precoce? M.a.s.h. c'ha 41 anni  asd va collocato nel contesto dell'epoca, ci mancherebbe


41 anni? li si sentono tutti. prendi invece Notorious di Hitchcock (lo cito perché l'ho rivisto giusto ieri sera) che ne ha 65 di anni, bene, è di una modernità straordinaria.
parli di collocarlo storicamente: hai perfettamente ragione, e penso che questo sia un po' un limite del cinema di Altman, ovvero la mancanza di "universalità" che ad esempio il cinema di Hitchcock possiede, più che altro l'a-storicità. nel senso: i film di Altman sono un potente affresco dell'epoca in cui sono stati concepiti, sono legati a doppio filo con la loro contemporaneità, forse troppo, ed inevitabilmente sono come il tempo che passa. il cinema di Hitchcock invece è cinema puro.
ma ripeto: Altman è uno dei grandi del cinema, a me non interessa proprio ridimensionarlo, non è di certo mio compito o mio interesse. semplicemente ognuno ha delle impressioni, ha registi che ama di più e altri di meno. quindi non prenderla sul personale!

#56 Jules

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Inviato 28 febbraio 2018 - 17:37

E insomma, beccatevi la monografia del grande Bob:

 

http://www.ondacinem...ert-altman.html


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#57 Kerzhakov91

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Inviato 28 febbraio 2018 - 19:13

Propendo per un ridimensionamento della filmografia di Altman.

 

10 e passa anni dopo ci hai ripensato?  ;D


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#58 Monzaemon

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Inviato 28 febbraio 2018 - 22:13

bellissima monografia. 

 

personalmente invertirei i voti di MASH con quelli di Nashville, e alzerei a 10 anche il lungo addio. 

 

America oggi non l'ho ancora visto, tuttavia è interessante come Altman sia riuscito fare diversi grandi film negli anni 90' dopo un decennio (80') quasi senza mai superare l'insufficienza. 


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#59 William Blake

William Blake

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Inviato 28 febbraio 2018 - 23:31

grazie


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#60 woody

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Inviato 13 dicembre 2018 - 14:50

Qualcuno ha i sottotitoli in italiano per California Poker?
Sempre piaciuto sto film, non parla quasi mai nessuno o perlomeno io l'ho sempre trovato citato pochissimo.
Elliott Gould grandissimo attore, credo di aver visto solo la tripletta altmaniana, altri film degni di nota suoi?


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