Vai al contenuto


Foto
- - - - -

Spring Breakers (Korine, 2012)


  • Please log in to reply
144 replies to this topic

#141 markmus

markmus

    cui prodi

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7441 Messaggi:

Inviato 07 ottobre 2015 - 09:45

*
POPOLARE

visto ieri e mi e' piaciuto.
 
non un film perfetto, ma non capisco molte delle critiche che ho letto qua sul forum.
 
per esempio non lo trovo un film moralistico. e' si' un ritratto generazionale, ma moralista solo nel suo elemento satirico. non nel senso di voler fare la morale.
 
anche il contenuto / "messaggio" mi sembra abbastanza chiaro e ben presentato. si parla di una gioventu' alla ricerca di (o bombardata da) un sovraccarico sensoriale/emozionale per ovviare ad un vuoto esistenziale. e questo e' ben rappresentato dai toni sparati dei colori e delle musiche di skrillex. 
 
ma questo percorso non viene esaltato, anzi. la ripetizione di frasi volutamente vacue e' piu' il mantra a cui appigliarsi che non una ricerca di significati piu' profondi. i protagonisti restano volutamente in superficie a livello emotivo, gli abbraccetti privi di reale compassione rendono piu' di mille parole questo senso di disconnessione emotiva.
 
in tale contesto anche la sessualita' / corporeita' mi sembra rappresentata coerentemente. c'e' grande esposizione, ma poca penetrazione. e' un'inquietudine che per forza di cosa resta in superficie, senza reali sbocchi interiori se non un "voglio andare via, non e' questo che cercavamo". non c'e' nessuna capacita'/voglia di elaborare piu' in profondita'da parte delle protagoniste. 
 
korine pero' non se la prende con loro. il suo e' piu' uno sguardo a meta' tra il divertito e l'impaurito, da osservatore. una constatazione neanche troppo amareggiata di qualcosa di inestricabile dalla cultura moderna.
 
delle quattro ragazze che vediamo all'inizio 2 (il 50% del campione giovanile) si tirano indietro prima di arrivare all'epilogo. senza troppa convinzione in fondo, senza una vera e propria rinnegazione della deriva edonistico-gangeristica (magari avviene, ma solo a livello "epidermico", in faith solamente). 
 
le altre due (altro 50% del campione) vanno fino in fondo, ma per poi tornare ad un'esistenza che e' come non intaccata dal percorso di perdizione. i valori tradizionali (la famiglia, la brava ragazza) restano in piedi tranquillamente a fianco alla loro distruzione senza un battito di ciglia (io a differenza di altri utenti, non ho visto un passaggio all'eta' adulta nel bagno in piscina, anzi, sembrano piu' ragazzine di prima nella scena delle telefonate a casa prima del gran finale).
 
io questa cosa la trovo bellissima, perche' mette a nudo proprio la contraddizione di fondo di tanta cultura odierna (non a caso si e' parlato di MTV e tanta tv americana, che su questa dicotomia "porno-benpensante" ci campa). certo noi italiani abbiamo avuto una versione ancor piu' technicolor ed efficace del film grazie all'emblematica parabola berlusconiana quindi magari abbiamo un senso di deja-vu asd.
 
la morale (o semplice constatazione) potrebbe essere questa: la ricerca edonistica spinta di questi anni ci sta rendendo eticamente/moralmente insensibili. possiamo guardare alla realta' come a un videogioco (ed e' dove la societa' iperconsumista ci sta spingendo) e la cosa ormai non ha piu' effetto sulla nostra esistenza. e' come se al contratto faustiano venga tolta la drammaticita'. tutto ormai puo' essere metabolizzato da questa nuova generazione di umani, proprio perche' questa iperrealta' ci disconnette da quelli che erano i ritmi e l'etica derivante da ritmi piu' "naturali", semplificando un po'. ok, concetti non nuovissimi, ma secondo me affrontati con uno sguardo originale.
 
bello come tutto sia ipertrofico, non solo i colori. masse di corpi festeggianti in cui non s'intravede un'imperfezione. montagne di droga ed armi senza che ci sia dolore, o cedimento.
 
una "perfezione" pop folle di cui britney spears e il suo breve burnout sono una rappresentazione perfetta, come fatto notare giustamente da korine nell'intervista postata qua sopra. la stilizzazione estrema (i completini abbinati) ed i brevi sfasamenti temporali contribuiscono perfettamente a quest'aria allucinata.
 
forse la storia funziona meno nel momento in cui korine inizia ad affezionarsi ai personaggi, a franco in particolare. togliendo un po' di forza d'urto ad una rappresentazione fino ad allora perfettamente iconoclasta.
 
ma d'altra parte questa partecipazione umana, anche da una posizione critica abbastanza evidente, e' anche uno dei punti di forza di korine come autore. non sembra mai che il cinismo abbia la meglio, per quanto la situazione possa facilmente prestarsi ad interpretazioni nichiliste.

  • 18

#142 100000

100000

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6814 Messaggi:

Inviato 07 ottobre 2015 - 09:58

Bravo mark.

Una volta avrei detto quoto, ora ti metto un più.


  • 2

#143 Thorns

Thorns

    aspirante indie

  • Members
  • StellettaStelletta
  • 99 Messaggi:

Inviato 07 ottobre 2015 - 13:47

Riporto un post di una discussione avuta con un utente di un altro forum (a cui il film aveva fatto schifo).

"Non li esalta (riferito a certi non valori della società americana che, secondo lui, qui venivano celebrati ndr), anzi mi è piaciuto perchè non esprime un giudizio, ma semplicemente riporta con scientifica meticolosità la società malata americana, dove benessere ed estrema povertà (e conseguentemente, ricerca del benessere) sono intrecciati. Lì, più che in altre zone del Mondo si avverte il desiderio di diventare qualcuno, di avere soldi, fama, rispetto.
Penso al ruolo interpretato da Franco: un self made man, che emerge dal marasma di conflitti di quartiere, controllati da manigoldi drogati cresciuti in periferia e che null'altro hanno visto se non eroina, pallottole, donne nude, case fatiscenti, senza acqua calda, elettricità, con un letto per 7 persone. Si vanta dei suoi successi e non si fa remore di mostrarle a quattro ragazzine viziate e stupide che null'altro volevano se non spassarsela. Volgare, ignorante, che non si fa problemi a coinvolgerle nei suoi affari e crede di poter controllare il mondo coi suoi soldi, i suoi nunchaku e le sue pistole. In realtà non è che il prodotto di un Mostro quale è una società fortemente conservatrice, puritana, mascherata come quella americana, che non offre assistenza di quasi nessun tipo, o molto limitata. Due di queste girl guarda questo squallore e se ne ritraggono: e fuggono da tale spettacolo, deluse da ciò che si aspettavano (sottolineato dalle immagini con cui inizia il film, poi riprese anche nel proseguio) ma che non è stato. Le altre due rappresentano una reazione degenere: non scappano dal mostro, anzi: ecco le telefonate alle madri in cui, con tono falso, dicono "di voler cambiare, di studiare, di fare quelle cose considerate rispettabili"; mentre scorrono le immagini in cui non si preoccupano di massacrare nella villa gli scagnozzi del capo, per poi fuggire con una delle macchine rubate. Accecate da ciò che hanno visto, sono diventate, da vittima del Mostro, esse stesse Mostri; pronte, magari, a portare morte e sangue altrove, una volta essersi inebriate (sensazione già provata durante la rapina al supermercato) di quelle sensazioni estreme e deviate (anche qui, qualcosa già provato, e che le ha portate ad andarsene dalla loro noiosa e triste routine).
A me sembrato tutto, fuorchè così scontato e banale (come, invece, è stato, in parte, quello della Coppola).
Poi diretto in modo tecnicamente ineccepibile, con qualcosa di Malick nella predisposizione di certi colori, nella voce fuori dal campo, nella focalizzazione di particolari, al ralenty; solo non con la sua lentezza.
E alcune scene sono tra le più intense, per significato, viste negli ultimi mesi: quella in piscina, con Alien che suona e canta una melensa traccia della Spears con le altre, mascherate, che ballano coi fucili, alternate ad immagini rallentate in cui uccidono e torturano, nei loro covi, altre gang rivali. Un contrasto netto e forte, che rafforza il senso di grottesco e assurdità percepito nel film. Poi, m'ha fatto piacere la Spears (che io disgusto a morte), che è tutto dire."
  • 1
Last.fm

grazie per i meno in serie (senza commento, sulla sfiducia).
ho sempre apprezzato l'ignoto.


#144 Giubbo

Giubbo

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3936 Messaggi:

Inviato 07 ottobre 2015 - 16:57

quindi insomma mi pare siamo tutti d'accordo nel definirlo il più grande film della storia del cinema. dai, non siate timidi.


  • 1

#145 pooneil

pooneil

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 5287 Messaggi:

Inviato 07 ottobre 2015 - 21:22

 

anche il contenuto / "messaggio" mi sembra abbastanza chiaro e ben presentato. si parla di una gioventu' alla ricerca di (o bombardata da) un sovraccarico sensoriale/emozionale per ovviare ad un vuoto esistenziale. e questo e' ben rappresentato dai toni sparati dei colori e delle musiche di skrillex. 

 

esatto, io il film l´ho inteso come una ricerca spirituale, anche se non giungo alle vostre conclusioni "bacchettoni-borghesi" (ricordiamo che Korine é il regista piú rosso che ci sia), bensí come una totale liberazione dai lacciuoli della societá.

A tal proposito é illuminante la scena tagliata del monologo "this is the fuckin american dream" di J. Franco (spero che ci sia ancora su YT).

 

quindi insomma mi pare siamo tutti d'accordo nel definirlo il più grande film della storia del cinema. dai, non siate timidi.

 

esatto #2


  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq