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Spring Breakers (Korine, 2012)


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#41 Ciscoteque

Ciscoteque

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Inviato 14 marzo 2013 - 22:05

I'm going wild for the night, f*ck being polite.
Spring Breakers forever, bitches
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#42 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 22 marzo 2013 - 10:10

Arrivati a marzo, abbiamo già il pacco della stagione cinematografica. Forse non mi ha nemmeno fatto schifo, ma certi plausi ammetto che mi irritano un po’.
Korine sembra uno di quei giovanotti che giocano a fare i registi. Ho sentito tirare in ballo Godard e Malick, ma lo spirito di questo film mi sembra più che altro vicino a Noè (non a caso dietro c’è lo stesso direttore della fotografia) e Larry Clark (Korine ha firmato sue sceneggiature: tutto torna). Quanti guai ha provocato la scappatoia del non-sense: qui ci sono buchi di sceneggiatura clamorosi (e vabbè, sono ellissi), trucchetti di montaggio che, parliamoci chiaramente, vediamo attualmente in decine e decine di film, dialoghi di sconcertante banalità (e vabbè, rispecchiano la generazione che rappresenta), strizzatine d’occhio (e vabbè, Korine si serve di attrici, musica e maccanismi alla moda per demistificare), prolissità nonostante la breve durata. Gira abbastanza bene (e allora?), ma a ben pensarci le sequenze più seducenti sono anche le più gratuite: con il senno di poi il finale in ralenty ha la consistenza di una carnevalata, la costruzione della costante tensione è a dir poco gratuita. Le pochissime volte che Korine stacca il suo bombardamento audiovisivo e azzarda delle pause di riflessione... sono guai.
Quale sarebbe la coraggiosa provocazione? Dobbiamo applaudire per la mancata morale? O la morale c'è e risulta equivoca? La storia del cinema è piena di grandi film che raccontano l’alienazione, i vuoti, il nulla. Ma qui su quel nulla ci si adagia e ci si lascia abbindolare.

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#43 William Blake

William Blake

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Inviato 22 marzo 2013 - 10:42

Ho sentito tirare in ballo Godard e Malick, ma lo spirito di questo film mi sembra più che altro vicino a Noè (non a caso dietro c’è lo stesso direttore della fotografia) e Larry Clark (Korine ha firmato sue sceneggiature: tutto torna).


però, attenzione, io ho parlato di Godard e Malick sul piano del linguaggio e se Noè ancora ancora lo posso capire, anche se mi pare evidente che Korine sia molto più fine e Noè veramente terra terra...Larry Clark non lo comprendo proprio. cioè, che c'entrano? perché Korine ha sceneggiato "Kids" e collaborato per "Ken Park"? a me sembra che abbiano due visioni del cinema parecchio distanti e basta confrontare le carriere per notarlo: inoltre Korine dopo "Ken Park" litigò furiosamente con Clark e non ebbe alcun ruolo nella sua realizzazione
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#44 strangelove

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    Scaruffiano

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Inviato 22 marzo 2013 - 10:52

Sebbene Clark sia meno manierista e più subdolo, tirando le somme il ritratto di giovani generazioni allo sbando hanno certamente una cifra stilistica diversa, ma l’appiglio a contraddizioni che mettono in difficoltà lo spettatore (classico il quesito: l’autore cosa vuole dirci?) non mi sembra tanto distante.
Nei dettagli non so, però la sceneggiatura di “Ken Park” risulta comunque di Korine.
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#45 slothrop

slothrop

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:11

"The Spring Breakers", ovvero la straripante pienezza del vuoto, la carnale ossessività del vacuo. E' stato bello vedere l'unico film di Korine proiettato in Italia in una sala piena di giovinastri dell'età delle quattro protagoniste post-disneyane e assaporarne i commenti a fine visione, tra chi si lamenta che "non c'è la trama", chi dice che "non è realistico che due tizie dell'università ammazzino col mitra una masnada di criminali" e chi resta vagamente fascinato (facciamo fascinata, queste eran solo donne) dalla levatura poetica della pellicola, ma divertente anche sentirne le risate incontenibili quando una certa frase a un certo punto viene ripetuta 7-8 volte di fila (a far capire che forse il pubblico non s'era accorto che anche le altre frasi venivano ripetute due volte ciascuna e poi riprese ancora e ancora più avanti nel film, come dire che lo svuotamento minimalista del significato viene colto da un pubblico impreparato solo quando viene spinto talmente al parossismo da superare le resistenze del subconscio, traducendosi in una risata male indirizzata). Un videoclippone un po' troppo lungo con una deriva gangsta un po' banalotta (della serie "la via degli eccessi conduce al palazzo della saggezza", Harmony questa è vecchia, qui potevi fare di meglio), ma la prima parte è clamorosa (le scene di provincia, la quotidianità inconsapevolmente psichedelica dell'adolescente americano medio, la fede vissuta come sballo) e per un'oretta tiene, poi comunque James Franco è grande, ma la deriva armaiola e gangsta, ripeto, secondo me ci sta il giusto. Interessanti e cercatissime certe simbologie, ad esempio il fatto che incredibilmente non c'è sesso "vero" in un film fatto essenzialmente di tette-culi-armi-droga-depravazione-noia-musica-di-merda e che giustamente le ragazzine alla fine restano in due, bionde e indistinguibili ma soprattutto DUE, sempre e comunque al plurale, a sottintendere che l'indivudualità non è cosa per queste ragazzine uber-carine, ammiccose e pienotte ma mai veramente belle, destinate a sfasciarsi, omologatissimi prodotti di un individualismo che ha dimenticato da dove viene e tutti i suoi perchè. Visivamente straordinario, facciamo che è un drogatissimo mix fra Doom Generation, Paura e Delirio a Las Vegas e Tree of Life, ma è comunque molto diverso da tutti e tre. Ovviamente va consigliato solamente ai fan di Harmony Korine e a chi volesse spararsi un'ora e mezzo di tamarrate a-go-go in un'esplosivamente antinarrativa che già dopo i pirmi due minuti di chiappe + spiaggia + birra + silicone ti fa venire una voglia di Oratorio che non vi sto a dire.
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#46 thom

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:20


l'ho visto due giorni fa, sto ancora decidendo cosa ne penso
intanto di do un più
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#47 William Blake

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:25

Sebbene Clark sia meno manierista e più subdolo, tirando le somme il ritratto di giovani generazioni allo sbando hanno certamente una cifra stilistica diversa, ma l’appiglio a contraddizioni che mettono in difficoltà lo spettatore (classico il quesito: l’autore cosa vuole dirci?) non mi sembra tanto distante.
Nei dettagli non so, però la sceneggiatura di “Ken Park” risulta comunque di Korine.


la sceneggiatura di "Ken Park" era un lavoro precedente al 2002, quando Clark gliela fece riprendere in mano i due litigarono perché a Korine non andava di scrivere certe scene ultraspinte. ovviamente nemmeno io so i dettagli, ma che i due non abbiano più rapporti da allora (per lo meno lavorativi) lo trovi scritto ovunque. inoltre, anche se paragonassimo opere cronologicamente vicine come "Kids" e "Gummo", o "Julien donkey-boy" e "Ken Park" mi sembrano ci siano divergenze enormi. una che mi sembra essenziale anche per "Spring Breakers": Clark ha la volontà di dipingere il "paese reale", a modo suo è un fotografo di quello che c'è sotto gli occhi di tutti ma che nessuno vuole vedere (lui stesso disse a Roma che fa film solo su cose che vede ogni giorno...vorrei capire chi frequenta), Harmony Korine dipinge sì il reale, ma mettendone in scena una raffigurazione onirico-metaforica. il grande problema di Clark è il fatto che non solo sia eccessivo e sensazionalista ma che, nella sua mancanza di filtri, finisca per ragionare per assoluti(smi). al contrario Korine ha uno sguardo nettamente più "morale", non giudica, non emette sentenze e non dice "il mondo va così", ma "questa realtà io la vedo così" e, difatti, di film in film cambia registro formale: il punk rapsodico di "Gummo", il Dogma 95 manipolato di "Julien Donkey-boy", la meta-favola (!!!) di "Mister Lonely" (chi se lo poteva immaginare un film così da Korine?).


ma la deriva armaiola e gangsta, ripeto, secondo me ci sta il giusto


era la mia reticenza, dopo la prima visione. alla revisione, si è dissolta. in sostanza la "deriva gangsta" è consequenziale alla prima parte, anzi è l'unica conseguenza possibile (ricordiamoci che per andare allo "spring break" le ragazze fanno una rapina).
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#48 slothrop

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:41

ma la deriva armaiola e gangsta, ripeto, secondo me ci sta il giusto

era la mia reticenza, dopo la prima visione. alla revisione, si è dissolta. in sostanza la "deriva gangsta" è consequenziale alla prima parte, anzi è l'unica conseguenza possibile (ricordiamoci che per andare allo "spring break" le ragazze fanno una rapina).


certo, però non è anche un cedere al realismo e al moralismo (e al "messaggio")?

Io non ho alcun problema con il moralismo, ma non lo so mica se sti problemi non li abbia Harmony Korine, non c'è nulla di veramente moraleggiante nei suoi film precedenti (ma probabilmente di Mister Lonely mi è sfuggito qualcosa, e guarda caso era l'altro film "professionale" che ha diretto). Il problema è che mettere la morale in un film che ha le premesse di Spring Breakers è un po' perdere in partenza, è banalissimo, è la solita solfa del "dal paradiso all'inferno", veramente un film già visto. Poi ci sono comunque scappatoie geniali, tipo la scena di james franco che fa sesso orale con le pistole delle due bionde, le sue anime gemelle, e lì il suo personaggio diventa complessa e interessante, quando poi non le scopa si finisce per empatizzare con lui. Ma restano stratagemmi secondo me, per far durare il film mezz'ora in più ad ogni costo.
Credo sia costato molto, ha mille comparse e una quantità di girato impressionante. In sala doveva andarci per forza, ergo doveva arrivare intorno ai 90 minuti e avere uno straccio di trama, ma questo ne indebolisce la portata estetica.
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#49 Tom

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:43

ad esempio il fatto che incredibilmente non c'è sesso "vero" in un film fatto essenzialmente di tette-culi-armi-droga-depravazione-noia-musica-di-merda


Che poi non è tanto incredibile, anzi era piuttosto prevedibile. E' la politica da puritani con il fucile in mano che Hollywood porta avanti da ormai più di trent'anni. Sangue, violenza e cinismo a go go, ma guai a far vedere mezzo amplesso. Si vede un po' di sesso solo negli horror (perché poi lì c'è la "punizione") e poi c'è tutta la deriva iper-volgare dei film comici, dove il sesso è degradato al livello del piscio e delle scorregge.
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#50 strangelove

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:47

Le analogie tra Clark e Korine le concentravo su “Spring Breakers” piuttosto che su un “Julien Donkey-Boy” (che comunque non avevo gradito molto).
Clark mi sembra più piatto, meno capace tecnicamente (se ci togliamo il lavoro di Lechman resterebbe ancor meno), più morboso e subdolo. Però anche meno furbo. L’utilizzo è la fascinazione del corpo c’è eccome anche in “Spring Breakers” ed, anzi, utilizzando corpi ancor più piacenti di quelli del collega ma soprattutto già noti al grande pubblico, si abbindola più facilmente lo spettatore. Il rapporto tra mdp e corporalità non riesce a districarsi e sebbene non patologico come in Clark, non riesco a cavarci nessuna lettura morale.

La svolta gangsta ci può stare benissimo, ma da questo punto di vista Korine poteva anche impegnarsi in fase di sceneggiatura. Da quando Franco incontra il rivale nel locale fino al gran finale il rapporto causa-effetto è praticamente inesistente. Non dico di intraprendere tortuose strade noir, ma un briciolo di sceneggiatura non avrebbe stonato.
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#51 Jules

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:53

Comunque il paragone con Godard ci sta assolutamente. Che Korine non sia lui non ci sono dubbi, ma che il buon Harmony conosca le regole della Nuovelle Vague e sappia come applicarle mi pare fuor di dubbio.

Nella scelta di sfasciare la coerenza narrativa (qualcuno dice che è una sceneggiatura che fa acqua da tutte le parti, ma io credo che sia una scelta ponderata) è coerente con la complessità della realtà che il cineasta americano va a ritrarre. Il teen-movie estremo si trasforma in una barbarica messa in scena del disfacimento di quell'american way of life che invece siamo abituati a veder esaltato in tanto cinema indie.

Oltre a un uso esasperato di montaggio e sonoro in senso accumulativo, io ci ho visto tantissime stupefacenti trovate di regia, sempre lineari con il percorso artistico che porta a una degradazione (o un innalzamento) dell'opera dai titoli di testa. E il sorprendente modo in cui la storia si capovolge, quasi fino a negare se stessa in una specie di secondo film nel film, è una trovata che merita di essere applaudita perché è grazie al personaggio di James Franco che la pellicola si rivela per quello che è: un irrequieto ritratto di cosa resta della società capitalistica USA.

Poi, ci sarebbe da fare una considerazione sul fatto che i film americani in concorso a Venezia quest'anno fossero di gran lunga i migliori e che una giuria presieduta da un genio come Michael Mann, forse per paura di essere bollata come "ordinaria", ha puntato sul fascino esotico un po' sbiadito di Kim.
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#52 slothrop

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Inviato 22 marzo 2013 - 11:56


ad esempio il fatto che incredibilmente non c'è sesso "vero" in un film fatto essenzialmente di tette-culi-armi-droga-depravazione-noia-musica-di-merda


Che poi non è tanto incredibile, anzi era piuttosto prevedibile. E' la politica da puritani con il fucile in mano che Hollywood porta avanti da ormai più di trent'anni. Sangue, violenza e cinismo a go go, ma guai a far vedere mezzo amplesso. Si vede un po' di sesso solo negli horror (perché poi lì c'è la "punizione") e poi c'è tutta la deriva iper-volgare dei film comici, dove il sesso è degradato al livello del piscio e delle scorregge.


Beh, aspetta, che fosse prevedibile è vero - senz'altro dire "incredibile" è un eccesso - ma lo è per chi conosce Korine. Se ci metteva anche il sesso era troppo facile, non credo che il puritanesimo che dici tu c'entri (anche se poi pure io abbozzo un sospetto di moralismo), secondo me qui siamo in un altro campo. E' un andare oltre rispetto ai film di Gregg Araki, che il sesso ce lo metteva comunque, anche se pure lui inseriva un sesso abbastanza blando e deviato. Direi che a questo giro Araki è il principale referente di Korine (oltre a Korine stesso).
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#53 slothrop

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:03

un irrequieto ritratto di cosa resta della società capitalistica USA.


la tua analisi mi sembra ottima, as usual, però ecco, sta roba qui della "fine dell'impero americano", la "merda del capitalismo e del consumismo" e così via, insomma, è roba superata, vecchia, sempre uguale da anni. Tu dirai: "E vabbè se il film alla fine vuole arrivare a dire quello, mica è colpa mia!". E ok, però - sarà perchè sono un fan di Korine e non vorrei che mi cadesse su simili ovvietà - secondo me boh, la critica cinematografica tende troppo spesso a impantanarsi in simili concetti (molto banali, eh), dopo analisi intricatissime e attentissime si arriva a queste conclusioni un po' trombone. Korine è uno legatissimo a tutto un certo universo musicale indie americano, che per lo meno io ho sempre cercato di inquadrare in un'ottica molto lontana da questa dei giudizi morali e storici. Del resto la musica è una materia astratta e non ha una trama, quindi per forza di cose si presta meno a questo tipo di conclusioni critiche. E' un'esperienza - quella musicale - molto più estetizzante e che però, in virtù dell'astrazione, può superare più facilmente il livello della coscienza superficiale. Insomma, credo che i film di Korine vadano giudicati con parametri più propri della critica musicale che non del cinema classicamente inteso. E occhio che non direi la stessa cosa per Malick e probabilmente nemmeno per Herzog, mentre forse per Gus Van Sant, per certo Gus Van Sant si potrebbe dire lo stesso.

NB: ovviamente ho citato registi esteticamente accostabili a Korine (Herzog e Van Sant sono proprio suoi sponsor)
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#54 William Blake

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:10

Il problema è che mettere la morale in un film che ha le premesse di Spring Breakers è un po' perdere in partenza, è banalissimo, è la solita solfa del "dal paradiso all'inferno", veramente un film già visto.


non c'è nessun inferno, per le due ragazze (quelle "che fanno paura", come dicono le amiche di oratorio a Faith) quello è il paradiso: l'unico personaggio che pur essendo un criminale rimane un puro è proprio Alien che non a caso fa una brutta fine! io non credo che questo sia cedere al messaggio, anzi mi pare che proprio questo cambio di traiettoria sia per molti ancora più disorientante (anche da me, quando l'ho rivisto in sala, nella pausa del primo tempo c'erano tutti i ragazzi frastornati e increduli, una madre (!!!) che accompagnava figlia e amiche della figlie che voleva scappare e difatti se n'è andata poco dopo l'inizio del secondo tempo e una di queste che ha frignato "non sta piacendo a nessuno!). poi, la visione del mondo di Korine mi pare molto chiara sin da "Gummo", la si può chiamare morale, amorale, però che sia presente è indubbio.


quando poi non le scopa si finisce per empatizzare con lui


ma se c'è la scopata in piscina O.o certo niente di che, per carità...


L’utilizzo è la fascinazione del corpo c’è eccome anche in “Spring Breakers” ed, anzi, utilizzando corpi ancor più piacenti di quelli del collega ma soprattutto già noti al grande pubblico, si abbindola più facilmente lo spettatore.


difatti non è piaciuto (quasi) a nessuno, proprio perché la gente è caduta nel tranello di Korine che ha utilizzato quei corpi ben noti! :P Clark utilizza corpi sempre piacenti (in "Marfa Girl" c'è una ragazza-artista ninfo che è una bomba e sta nuda o mezza nuda per 3/4 della narrazione), mentre Korine se si eccettua questo "Spring Breakers" non lo fa mai. qui imbruttisce un "bello" come Franco (la bocca sembra quella Bobby Perù di "Cuore selvaggio") e le ragazze pur fighe sono sempre sfatte, producendo un'attrazione molto molto superficiale (insomma, le protagoniste sono delle cretine totali e Korine lo fa capire dopo i primi 10 minuti). Korine pur modificandosi (e qui lo fa parecchio), è ancora fedele a un'estetica del degrado, del brutto e del deforme umano come risultato della società contemporanea - un tema per altro di tutto il novecento artistico, eccezion fatta proprio dell'America forse troppo giovane per poter notare questo disfacimento (al cinema l'unico ben inserito in questo discorso mi pare Lynch che infatti proviene dalla pittura).

Da quando Franco incontra il rivale nel locale fino al gran finale il rapporto causa-effetto è praticamente inesistente.


mah...non c'è una spiegazione per filo e per segno, però mi pare che a grandi linee si capiscano bene i rapporti di causa-effetto: Alien col traffico di stupefacenti sta soffiando al rivale una gran parte del mercato della città (e invade la sua zona con le rapine) e quello decide di fargli prendere la strizza e in caso ammazzarlo.
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#55 Jules

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:11

Che sia superata, o comunque sappia di già visto, è vero e hai ragione.

E' per questo che l'opera di Korine è meritoria, per me: perché si è davvero bravi quando si prende un tema inflazionato e lo si riesce a rileggere e ri-mettere in scena con qualcosa di nuovo. Ecco, nonostante "Spring Breakers" mi abbia detto cose che avevo già visto e sentito mille volte, lo ha fatto con una forza innovativa dirompente che mi ha stupito.
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#56 vegeta851

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:30

nonostante il giudizio di Diego mi sembri decisamente troppo severo, che bello vedere qualcuno che si esprime fuori dal coro.

"Spring Breakers" è un'operazione interessante, a mio parere, ma il rischio sopravvalutazione è altissimo
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#57 Tom

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:51

Beh, aspetta, che fosse prevedibile è vero - senz'altro dire "incredibile" è un eccesso - ma lo è per chi conosce Korine. Se ci metteva anche il sesso era troppo facile, non credo che il puritanesimo che dici tu c'entri (anche se poi pure io abbozzo un sospetto di moralismo), secondo me qui siamo in un altro campo. E' un andare oltre rispetto ai film di Gregg Araki, che il sesso ce lo metteva comunque, anche se pure lui inseriva un sesso abbastanza blando e deviato. Direi che a questo giro Araki è il principale referente di Korine (oltre a Korine stesso).


Per me, molto banalmente, "Spring Breakers" cerca un appeal commerciale ben maggiore dei prodotti sempre un po' di "culto" di Araki o di Clark.
E infatti è sostenuto da una campagna promozionale di tutto rispetto, come nessuno dei registi citatati qua sopra mi pare abbia mai avuto.
Il che per me va benissimo, a me piace il cinema commerciale.
Mi salta la mosca al naso giusto se si tenta di spacciarmelo per qualcosa di diverso. O se si tenta di spacciarmi per scelte d'autore piene di significato scelte che in realtà sono un normale adeguamento a convenzioni ben stabilite.
Un film come "Spring Breakers" semplicemente NON POTEVA contenere scene di sesso esplicito. Pena una visibilità e una distribuzione infinitamente minori, soprattutto sul suolo americano.
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#58 Giubbo

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:53

le scene di provincia, la quotidianità inconsapevolmente psichedelica dell'adolescente americano medio


bellissima questa sloth, me la gioco con le ragazze.

per me è un film di cui si può parlare per anni, è proprio qui la sua forza.

i mantra di frasi che non dicono niente, la spiritualità dell'eccesso, la costanza del voler essere in movimento (guai a fermarsi!), i tramonti rosa, gli abbracci e gli addii (ma mai una ragazza che empatizzi veramente con l'altra e che capisca le sue necessità vere... solo carezze sui capelli rosa), gli accostamenti cromatici dei vestiti, i giochi di luce delle immagini, la cronologia degli eventi non rispettata che sottolinea quanto poco conti la storia in sè e che frulla tutto in una psichedelia eterea, il suonare un pianoforte laccato bianco impugnando una pistola puntata verso nessuno (verso l'orizzonte), le rapine con Britney Spears in sottofondo, i discorsi del predicatore religioso votati al ricevere dei grintosi "Amen" piuttosto che a far capire cosa stia dicendo.
e poi Alien, che fa tanta paura all'inizio, presentato come "il pericolo", per poi far capire che lui cosi ci è, che non ha (a suo modo) nessuna colpa ma che quasi quasi è lui quell'angelo caduto dal cielo le cui ali poi si sono invischiate nel catrame.
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#59 Giubbo

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Inviato 22 marzo 2013 - 12:56

un'esplosivamente antinarrativa che già dopo i pirmi due minuti di chiappe + spiaggia + birra + silicone ti fa venire una voglia di Oratorio che non vi sto a dire.


bellissima anche questa Slot, oggi sei veramente in formissima! :luv:
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#60 slothrop

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Inviato 22 marzo 2013 - 13:19

si è davvero bravi quando si prende un tema inflazionato e lo si riesce a rileggere e ri-mettere in scena con qualcosa di nuovo. Ecco, nonostante "Spring Breakers" mi abbia detto cose che avevo già visto e sentito mille volte, lo ha fatto con una forza innovativa dirompente che mi ha stupito.


eh, questo sì.

E comunque in piscina si strusciano e basta secondo me. Ad ogni modo sul fatto che Alien alla fine è l'unico puro paradossale del film siamo d'accordo
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