Vai al contenuto


- - - - -

Tony Scott


  • Please log in to reply
96 replies to this topic

#81 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 15642 Messaggi:

Inviato 25 agosto 2012 - 23:22

Comunque i suoi accerrimi sostenitori li ha sempre avuti


però che si annidino giusto nella redazione di sentieri selvaggi mi pare difficile asd
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#82 vegeta851

vegeta851

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8571 Messaggi:
  • LocationFerrara

Inviato 26 agosto 2012 - 07:30

ce ne sono pure in quella de "gli spietati" per dire.

e su fb gente come Mazzarella e Nazzaro ne sta tessendo le lodi, addirittura il primo ha scritto che "giorni di tuono" è un capolavoro. P.M. Bocchi ha invece scritto che "Revenge" è il suo film più bello e sottovalutato.
  • 0

#83 piersa

piersa

    Megalo-Man

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 20251 Messaggi:
  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 26 agosto 2012 - 08:00

ma anche qui c'era stata una discussione su di lui rispetto al fratello; mi ricordo di aver scritto che, al netto dei due, tre capolavori, io preferivo Tony e forse non ero il solo.
  • 0

#84 Diamond_Sea

Diamond_Sea

    Glooming in the wind

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 2469 Messaggi:

Inviato 28 agosto 2012 - 08:56

Non farei il paragone con il fratello che a conti fatti era di un'altra caratura. Tony non ha mai realizzato un Blade Runner, ma non ha mai avuto tali ambizioni. Realizzava film da blockbuster, ma era l'unico che sapevo metterci quella qualità autoriale e riconoscibile che manca completamente in questo ambito dove contano solo gli incassi al botteghino e con l'home video.
  • 0

#85 selva

selva

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1102 Messaggi:

Inviato 28 agosto 2012 - 09:20

Nazzaro ne sta tessendo le lodi


Nazzaro, quello del 9 a L'ultimo dominatore dell'aria? :P
  • 0

#86 dUST

dUST

    dolente o nolente

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 27668 Messaggi:
  • LocationKagoshima

Inviato 28 agosto 2012 - 09:55

Un onesto e professionale artigiano, come un mediano che ogni tanto azzecca il gol dalla distanza
  • 0

 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#87 vegeta851

vegeta851

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8571 Messaggi:
  • LocationFerrara

Inviato 28 agosto 2012 - 11:54


Nazzaro ne sta tessendo le lodi


Nazzaro, quello del 9 a L'ultimo dominatore dell'aria? :P


ehehehe....sì, i suoi giudizi son sempre da prendere con le pinze
  • 0

#88 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
  • Guests

Inviato 13 novembre 2012 - 10:00

All'epoca del tragico evento ero bannato quindi posso commentare solo ora. Inutile dire che mi è dispiaciuto molto. Inutile dire (2) che va sempre bene (purtroppo) la solita storia del "da morti son tutti geni, bravi, belli, ecc". Bisogna però anche dire che è durata poco la rivalutazione di Tony da parte di chi sino al giorno prima storceva il naso appena sentiva il suo nome. Almeno un po' di pudore, cazzo. Ammetto di stimare molto di più chi se ne è stato in silenzio, chi ha detto che gli faceva cagare sia da vivo che ora da morto.
Quel gran utente che era ale comunque ci aveva aperto un topic a sè: come sempre all'epoca lo avevano un po' perculato, ma come sempre (2) ci aveva visto lontano.

P.S.
Qualche sassolino dalla scarpa ogni tanto bisogna toglierselo! Tony questo è anche per te! :)

P.S (2)
Ho rivisto di recente Man on Fire: credo sia il suo capolavoro. Su Ondacinema c'è una bella recensione.

#89 Guest_cinemaniaco_*

Guest_cinemaniaco_*
  • Guests

Inviato 13 novembre 2012 - 15:16

In memoria di Tony Scott (1944 - 2012)

Immagine inseritaImmagine inserita

Per il sottoscritto le due opere più personali, originali e migliori di Tony Scott. Hanno dei punti in comune a livello tematico, ma soprattutto a livello estetico. In un certo senso rappresentano il punto di arrivo dell'estetica mutuata dai videoclip negli anni '80 e '90 da parte del regista britannico. Sono qualcosa di più di un semplice esercizio di stile: sono un manifesto di una poetica visiva originale e unica. Questo non lo può negare nessuno, neanche chi odia questa tecnica. Tony Scott ha dimostrato di essere non solo un regista di film d'azione, ma di essere un autore con una propria cifra stilistica che lo distingue dai colleghi del settore. Una cifra che si è evoluta ed è mutata negli anni fino ad approdare allo sperimentalismo di Man on fire e Domino, entrambi accomunati da una messinscena ipercinetica e visionaria, e dalla rappresentazione di un mondo alla deriva.
Man on fire, con la sua fotografia virata a colori pastello marroni-verdi che richiamano il paesaggio messicano in cui è ambientata una vicenda che parla di corruzione e vendetta in un mondo imputridito, è molto probabilmente il suo capolavoro. Sorretto da uno straordinario Denzel Washington nei panni di quello che un tempo si sarebbe definito il tipico eroe del cinema americano, individualista onesto e coraggioso, oggi invece è al massimo un antieroe che trova coraggio solo nel fondo di un bicchiere, e che sa uccidere solo motivato da ideali tutt'altro che nobili, soldi e vendetta. Un personaggio irrimediabilmente perduto, senza più una fede, che alterna candore angelico (il rapporto con la bambina) - quasi nel tentativo di recuperare una purezza evangelica che forse non è mai esistita - a prove di ferocia demoniaca (torture, omicidi, tutti in nome di una vendetta cieca e disperata) - e attenzione che non utilizzo questi termini per innato manicheismo, ma perché nel film i rimandi religiosi sono alquanto espliciti, è in fondo una parabola questo film, una via crucis contemporanea con una catarsi finale rimandata al fuori campo. Lo stile è allucinato, un incubo ad occhi aperti, un esempio di messinscena soggettiva, in cui lo sguardo della telecamera riflette lo sguardo del protagonista.
Domino rielabora alcuni di questi temi, ma l'ottica con cui guarda al mondo e ai suoi personaggi è più dissacrante ed eccessiva - non a caso qui lo sceneggiatore è il regista Richard Kelly (Donnie Darko), mentre per Man on fire era l'assai meno caustico e più "serioso" collega Brian Helgeland (uno su tutti: Mystic River). Dietro la scorza di action sotto acido emerge l'affresco degli Stati Uniti contemporanei come di una wasteland, una società multirazziale senza baricentro, un mondo-spazzatura in decomposizione. La fotografia è virata su colori accesi come il giallo che molto spesso richiama i paesaggi desertici e lunari che il camper dei bounty killers si trova ad attraversare. Anche qui una grande prova attoriale, quella della ventenne Keira Knightley che punta su un mix di carisma e sex appeal (in fondo il fascino del pericolo, e in ultimo della morte violenta). Il suo è un antieroe solitario che in altri tempi avremmo definito "ribelle" - di cui il cinema americano degli anni '60 e '70 è pieno - ma in realtà riesce a comunicare solo fragilità e sbandamento. Domino Harvey è un po' il paradosso di un grande Paese con mille difetti: in una nazione in cui non si hanno i soldi per curarsi, una benestante modella di vent'anni decide di fare il percorso inverso del Sogno Americano, e dalle stelle preferisce andare alle stalle. Rappresenta il cortocircuito etico-morale, ma anche esistenziale, di un Paese che, come tutto l'Occidente, ha rinnegato le proprie origini e ha strappato le proprie radici, e si trova ora a vagare sotto mescalina nel più completo deserto morale-esistenziale. Il film non si conclude con una catarsi, ma con una presa di coscienza. Che in fondo serve a poco.
Amatelo od odiatelo, ma Tony Scott ha detto qualcosa sul cinema e sulla vita. Lo ha fatto in un modo unico, in tempi in cui è difficile essere unici. Tanto basta.

#90 neuro

neuro

    king (beyond the wall)

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3634 Messaggi:
  • Locationqua

Inviato 13 novembre 2012 - 17:17

mi piace molto questa scena di man on fire in cui affronta di petto la questione razziale

http://www.youtube.c...feature=related
  • 1
apri apri, apri tutto!

#91 StuntmanMike

StuntmanMike

    Membro Premium

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 4915 Messaggi:

Inviato 15 novembre 2012 - 17:47

In memoria di Tony Scott (1944 - 2012)


http://www.youtube.com/watch?v=z4u9SHef1vU
  • 0
Quello che se ne fotte dei punti sulla patente.

#92 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3754 Messaggi:

Inviato 30 luglio 2017 - 18:51

MV5BN2MzMzA5MTAtOGU0NC00Y2ZmLTlhMjktZTI3

come esordio the hunger rischiò di porre prematuramente fine alla carriera di tony scott. fu un tale flop, anche a livello di critica, che per 3 anni non ottenne un lavoro. alla fine il lavoro arrivò, sotto le fattezze di don simpson e jerry bruckheimer, e da quel momento la carriera di scott prese irrimediabilmente tutta un'altra strada, quella del cinema hollywoodiano commerciale. non tutti i mali però vengono per nuocere: lavorare nell'industria gli ha sicuramente insegnato un po' di pragmatismo che il giovane tony non aveva, e la maturità infatti arriverà proprio negli anni 90 con i classici l'ultimo boy-scout e una vita al massimo (anche se, ironia della sorte, non saranno dei successi neppure quelli)

ma pur con tutti i difetti che si possono attribuire ad un'opera prima, the hunger resta un impressionante esordio. per la sua fascinazione verso il sesso e la violenza, per la supremazia dello stile sulla narrazione classica o lineare, è un film che avvicino più ai coevi film di de palma che a quelli di ridley. dalla scuola britannica dei registi provenienti dal mondo della pubblicità arriva sicuramente l'impianto scenografico, l'uso del fumo e delle luci, i tic visivi (tende svolazzanti, colombe) all'inizio tanto criticati e poi copiati per tutto il decennio. nonostante in america sia stato recepito essenzialmente come un film arthouse, specialmente nella parte finale rivela la sua natura di film di genere che non ha paura di sporcarsi le mani né con il cinema erotico, né con l'horror sanguinolento

la memorabile sequenza dreamy di sesso lesbico tra susan sarandon e catherine deneuve lo pone in anticipo sui tempi anche per quanto riguarda tutte le varie declinazioni psico-sessuali e bisessuali del mito del vampirismo degli anni seguenti. è indubbiamente un film a trazione femminile, l'uomo è mero amante consumato fino alla morte. in questo ribalta i tipici ruoli tra vampiro e vittima, di solito sulla linea maschio-vampiro e donna-vittima. in realtà si capisce che a scott dei vampiri non potrebbe fregare di meno, la sua è una storia di sesso e sangue, ammantata di uno spleen neoromantico decadente tipicamente europeo riletto però alla luce delle ossessioni anni 80 (in primis l'estetica)
  • 3

#93 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3754 Messaggi:

Inviato 19 luglio 2019 - 12:12

diciamocelo: la sfida con il primo top gun è rendere spettacolari oggi, come lo furono all'epoca, le riprese aeree. cruise assicura che tutte le sequenze di volo sono live, girate da lui. perché non gli si dovrebbe credere? è un pazzo scatenato, più invecchia e più sembra girare i film solo per mettersi fisicamente alla prova. è rimasto uno dei pochi a sfornare film divo-centrici


  • 0

#94 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3792 Messaggi:
  • LocationVersilia

Inviato 19 luglio 2019 - 15:02

Altro film che proprio ci mancava,peggio del primo non può essere dai.
  • 0

#95 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3754 Messaggi:

Inviato 19 luglio 2019 - 16:55

più che altro viene spontaneo chiedersi quale tipo di pubblico richiedesse questo sequel. insomma, non è ne ghostbusters né blade runner, non mi risulta si sia creato un culto dietro

ma una risposta ce l'ho: tom cruise. è lui che lo ha voluto, è lui che l'ha fatto
  • 0

#96 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3792 Messaggi:
  • LocationVersilia

Inviato 19 luglio 2019 - 17:30

Bho forse per qualcuno è un cult,qualche ragazzo degli anni 80.
A me è capitato di vederne qualche minuto di recente e l'ho trovato insopportabile, troppo militarista e ingenuo per i miei gusti.
  • 0

#97 cinemaniaco

cinemaniaco

    Classic Rocker

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 3754 Messaggi:

Inviato 21 agosto 2019 - 11:08

sono l'unico che vede in nemico pubblico (1998) e spy game (2001), una sorta di dittico postmoderno di tony scott?

nemico pubblico è una specie di sequel non dichiarato de la conversazione e spy game , tramite la presenza di robert redford, gioca sicuramente con i rimandi a film come i tre giorni del condor. ci sono anche altri rimandi oltre al genere più o meno di appartenenza - entrambi possono essere classificati come spy movies, anche se nemico pubblico più in un'ottica di film d'azione e thriller cospirazionista; spy game più film "politico" e classico, hollywoodiano "adulto" (più ridley che tony insomma… ma non è detto che sia un bene). in entrambi i film c'è una coppia protagonista composta da un attore old-school e una giovane promessa, un maestro ed un allievo

MV5BMTQxODI3MzQ1M15BMl5BanBnXkFtZTcwMTI1

nemico pubblico è la versione action de la conversazione, è un film che sa divertire e, aspetto originale, inserisce in un prodotto mainstream un paranoico complottista come personaggio "positivo" della vicenda (analogo a ipotesi di complotto di donner… che oggi verrebbero blastati senza appello), riversando anche non pochi succhi antigovernativi. gustosissimo massacro tarantiniano finale compreso

MV5BNzA3YmRkYmItYWQ1NS00MzA0LWJmZWEtNGM3

spy game è forse il film più "ordinato" e sobrio di tony scott - sempre che digeriate il mix senza pause di riprese aeree velocizzate, jump-cut e inquadrature di 3 secondi che fanno sembrare un videoclip di mtv un film di ingmar bergman. anche questo abbastanza polemico nei confronti del potere e della politica americana, quasi da echeggiare un film del sundance. sfida generazionale tra i due belli di hollywood, ma verso il finale il film perde mordente diventando più convenzionale
  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq