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Cinema LGBT


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124 replies to this topic

#21 marz

marz

    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 20 maggio 2012 - 23:46

eccome. Ma diciamo che un po' tutto il cinema di Fassbinder richiama la diversità sessuale in tutti i suoi aspetti. Vuoi in virtù dello stesso Fassbinder...
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#22 Gozer

Gozer

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:04

*
POPOLARE

Prima parte, che mi sono stufato di scrivere. Per la seconda mi ci metto domani o nei prossimi giorni.



Big Bang Love, Juvenile A (Takashi Miike 2006)
Praticamente una piece teatrale, con scenografie improbabili, fotografia dominata dall'ombra ma con punti luce intensissimi e magici, da quel che ricordo. Ambientato in prigione, è la storia d'amore fra due detenuti incastrata in tutta una serie di misteri e giochi mentali un po' lynchiani, dove distinguere realtà e finzione è difficile e in fin dei conti manco necessario.

Anders als die Andern (Richard Oswald 1919)
Realizzato agli albori della repubblica di Wiene in Germania, interpretato da un maiuscolo Conrad Veidt (il più grande attore europeo del cinema muto per quel che mi riguarda). Oggi una parte è andata persa, ne rimangono una cinquantina di minuti completati da cartelloni che spiegano i pezzi mancanti. Fu il primo film a affrontare l'argomento in maniera aperta e esplicita, criticando aspramente le leggi imperiali tedesche che condannavano l'omosessualità, e mostrando un'apertura ancora oggi all'avanguardia. Incredibile pensare che abbia quasi cent'anni, un documento unico che chiunque dovrebbe vedere una volta nella vita.

Quasi niente (Sébastien Lifshitz 2000)
Ah, Jeremie e Stephane!!! Film dalla locandina più penalizzante di sempre: lo fa sembrare una sorta di American Pie gay e invece non potrebbe essere più distante. Asciutto e drammatico, racconta di due ragazzi che si amano ma poi, per i problemi psicologici di uno di loro, la storia va in pezzi. L'altro si arrabatta senza molto successo per recuperarla. Sviluppato con una sequenza temporale sfalsata e magnificamente recitato, è senza dubbio fra i titoli da vedere per primi.

Another Country (Marek Kanievska 1984)
Un anziano lobbista, spia inglese che ha lavorato per i servizi segreti russi, spiega a una giornalista i motivi che lo spinsero contro la propria patria, svelando il volto dell'intollerante Inghilterra nei college degli anni Trenta. E' un film importante, devo però precisare che non lo amo: mi deprime quasi fino al malessere, arrivare fino in fondo la prima volta fu una mazzata (magari per voi è un pregio, per questo l'ho inserito in lista: non posso negare che sia un film ben fatto, con un grande Rupert Everett).

The Boys in the Band (William Friedkin 1970)
Scusate se non ho usato il titolo italiano, ma quando è troppo è troppo. Fra l'altro versione italiana venne pure mutilata all'epoca (benché sul mulo circoli un'integrale restaurata). Fu il film che spalancò le porte di Hollywood in maniera violenta e esplicita sull'argomento. Tutto ambientato in due-tre stanze, è praticamente teatro. Personaggi delineati in maniera spettacolare e ritratto della condizione omosessuale in un'epoca in cui ancora non si erano conquistati gli spazi attuali e in cui era molto più frequente che il gay vivesse la propria condizione in conflitto con se stesso.

Breakfast on Pluto (Neil Jordan 2005)
Poteva mancare in una mia lista un film di Neil Jordan? Il Grande Visionario ci delizia con una pellicola sulla transessualità (argomento semi-tabù spesso fra gli omosessuali stessi) fra le più raffinate in circolazione. Il protagonista, alla ricerca della madre che non ha mai conosciuto (e della propria identita), è il sempre bello&bravo Cillian Murphy.

Brokeback Mountain (Ang Lee 2005)
Non lo amo, e quando in una lista di film sul tema lo vedo in vetta, quella lista perde punti in automatico per me. Ciononostante, vista la risonanza e l'impatto, non lo si può escludere. Va visto, anche solo per farsi un'opinione a riguardo, positiva o negativa che sia.

C.R.A.Z.Y (Jean-Marc Vallée 2005)
Che bello! Seriamente, quant'è bello questo film? Il conflitto fra un adolescente gay e la propria famiglia, composta da quattro fratelli (tre marginali, uno - tossicodipendente e omofobo - molto importante), un padre pieno di sentimento ma estremamente conservatore, una madre persa nel suo mondo di convinzioni magiche, tanto religiosa quanto tollerante. Tutti gli attori sono bravissimi, e il protagonista, Marc-André Grondin, è anche un bel vedere. asd Una marea di musica: da quella del padre (Aznavour e Patsy Cline) a quella del figlio (Bowie, Pink Floyd). Si trova per intero su Youtube, come tanti altri film in tema.

Du er ikke alene (Ernst Johansen / Lasse Nielsen 1978)
Film di rara delicatezza, da vedere a prescindere dall'interesse per l'argomento. Vita di ragazzini suppongo delle scuole medie, in Danimarca al termine dei Settanta. Ruotano intorno a una scuola/istituto di indirizzo religioso. Se non fosse per la leggendaria scena finale, dubito che sarebbe considerato un film sul tema, e anche con quella comunque lo percepisco più come una sinfonia di sentimenti (pre-)adolescenziali. In cui comunque la scoperta della propria sessualità, qualunque essa sia, ha il proprio peso.

Edward II
Sebastiane (entrambi di Derek Jarman)
Jarman è uno dei massimi registi omosessuali, e anche uno dei più controversi, sempre sul filo del rasoio. Mi mancano colpevolmente ancora diverse sue pellicole da visionare.
"Edward II" è la storia del sovrano omosessuale, messa in scena in forma teatrale con scenografie geometriche e spoglie, dal forte potere figurativo, splendidi costumi, Tilda Swinton in stato di grazia e un intenso cameo di Annie Lennox.
"Sebastiane" è un grande film che sposa rigore e ricerca estetica, girato in latino, è la storia del santo rivista con gli occhi del regista: trafitto a morte da uno sciame di frecce perché rifiutava le avances di un centurione. Gli attori sono nudi per tutta la durata, se siete eterosessuali sensibbbili non è il film per voi.
Se posso, state lontani da "The Angelic Conversation" e "Blue", due avanguardiate per me insostenibili, il primo sono due tizi che si strusciano al rallentatore per un'ora, il secondo voci fuori campo che parlano su uno sfondo fissamente blu.

O Fantasma (João Pedro Rodrigues 2000)
Desolato, scarno, rigoroso, senza un grammo di pietà. Sergio è un giovane spazzino che vive in un mondo mentalmente blindato, dove l'unico contatto di affetto è quello con il cane della centrale per cui lavora. Abituato a incontri occasionali con altri uomini, un giorno conosce João e ne rimane colpito, inizia a seguirlo e spiarlo, cercando di sedurlo in ogni maniera possibile: quando viene apertamente rifiutato, non regge il colpo e perde il controllo, in preda a un crescendo di ossessione e morbosità.

Fortune and Men's Eyes (Harvey Hart 1971)
Ambientato in un carcere, non penso serva dire molto altro. Credo fu il primo film a riguardo. E' un importante documento storico, più importante che bello a dire il vero, ma si lascia guardare e alcune scene fanno piuttosto ridere.

Je t'aime moi non plus (Serge Gainsbourg 1976)
Un camionista-spazzino e il suo ragazzo finiscono in una zona di provincia (ipercaricaturale) in cui il primo (Joe Dallesandro) si innamora di una fimmina (Jane Birkin). L'amore fra i due viene messo a dura prova dal fatto che lui, essendo gay, non riesce a approcciarla sessualmente. Nel frattempo l'altro ragazzo diventa sempre più geloso.
E' molto più bello di quanto si senta dire in giro, vale la pena vederlo.

Juste une question d'amour (Christian Faure 2000)
Film TV francese, tecnicamente semplicissimo ma ben fatto, girato con pochissimi mezzi, molto romantico (e suppongo ipocrita, almeno per i cuori più duri & intransigenti: comunque una possibilità dategliela). Fu un grande successo di pubblico in Francia, in cui venne mandato in prima serata (ve lo immaginate da noi?).

Krampack (Cesc Gay 2000)
Nomen omen. asd Scherzi a parte, Nico è gay, Dani no, il primo ha una cotta per il secondo, il secondo per una ragazzina del paese. E' il classico coming of age, nulla di sconvolgente ma scorre velocemente.

L'età acerba
I testimoni (entrambi di André Techiné)
Due classici, il primo soprattutto.
"L'età acerba è un coming of age con protagonista dapprima confuso e poi gradualmente sempre più certo delle proprie inclinazioni, molto parlato. Il secondo affronta il tema dell'AIDS ai suoi primordi, quando ancora non se ne sapeva nulla: ha però il difetto di avere un protagonista un po' freddino e antipatico (o magari è un pregio e ne va premiato il realismo e il non volersi a ogni costo arruffianare il pubblico, perché no?)...
vanno visti entrambi, Techiné è un maestro del cinema francese e il suo nome è sinonimo di qualità.

Domenica maledetta domenica (John Schlesinger 1971)
Un giovane belloccio (Murray Head, sì proprio il cantante) si divide fra due relazioni: una con un'impiegata in una compagnia di assicurazioni (Glenda Jackson, superba come al solito) e una con un medico di mezza età (Peter Finch), entrambi consapevoli dell'altro amante. Scene di vita in sequenza, con molto sentimento, Schlesinger come al solito regista di grande gusto nella sua severità.

Shortbus (John Cameron Mitchell 2006)
Famosissimo, merita ogni oncia del suo successo. Disinibito anziché no, mostra dovizia di particolari con una tare naturalezza e semplicità da non riuscire proprio a risultare volgare, e sì che con certe scene non era impresa esattamente semplice. asd Film corale, ambientato se non ricordo male a New York, in un locale in cui solitamente si organizzano ammucchiate. Tecnicamente è superbo.

Latter Days (C. Jay Cox 2003)
Presente in praticamente ogni diamine di lista sull'argomento. Non mi capacito particolarmente del suo seguito (anzi sì, è fatto su misura per il pubblico gay americano), è un film medio, con una storia abbastanza stereotipata e attori non particolarmente brillanti. Non dico sia proprio brutto brutto, ma io sono abbastanza tollerante al riguardo. Mi sento di mettervi in guardia: rischiate di buttare il vostro tempo.

Ma vie en rose (Alain Berliner 1997)
Se Tim Burton girasse un film sul tema, sarebbe senza dubbio molto simile a questo. E' la storia di un bambino che non accetta il suo corpo e vorrebbe essere una bambina: relativi problemi con compagni di scuola e vicini, eccetera eccetera, ma anche un tocco magico e fantasioso che lo rende tutt'altro che prevedibile, a differenza di quanto la trama suggerirebbe.

Nowhere
Mysterious Skin (entrambi di Gregg Araki)
I film di Araki partono sempre con un punto in più per via delle colonne sonore (sono zeppi di shoegaze e brit-pop).
Nowhere è un surrealissimo spaccato nella vita di un gruppo di studenti più fatti che mai, con scenografie strampalate, allucinazioni e comportamenti ridicoli a catena. Sembra quasi un pianeta parallelo per quant'è improbabile, ma lo è volutamente e calca la mano su un sacco di aspetti, a partire dagli adulti, ritratti come robottini stereotipati dal sorriso ebete e senza un briciolo di cervello. E' divertente ma anche colmo di poesia. Scena iniziale da infarto, almeno per i lobbisti.
Mysterious Skin è molto più serio: abusati sessualmente da bambini, i due protagonisti sviluppano due vite totalmente diverse. Uno (che ricorda tutto perfettamente) diventa gay e si prostituisce, l'altro rimuove l'accaduto e si convince che in quel giorno della sua infanzia gli alieni lo abbiano rapito. Un giorno le loro due vite tornano a incrociarsi. Il finale è uno dei più intensi nella storia del cinema, mi sono pianto l'anima di questa vita e anche della prossima.

Philadelphia (Jonathan Demme 1993)
BUUUUUUUUUUUURP. "Per me... è una cagata pazzesca!!!"

Velvet Goldmine (Todd Haynes 1998)
Sono un fan di Haynes, ma questo film è abbastanza discutibile. Molte scene leggendarie lo rendono visione obbligatoria per chi ama il tema, ma non si perdona in alcun modo la critica mossa a David Bowie nel finale (che il regista fosse arrabbiato per il rifiuto del Duca di inserire suoi brani nella colonna sonora?).

Amici complici amanti (Paul Bogart 1988)
Uno dei più citati nelle varie liste sul tema, non lo amo particolarmente anche se gli attori sono bravissimi, in particolare Matthew Broderick e Harvey Fierstein. Il protagonista è una drag di origine ebraica, che vive quindi in aperto contrasto con la propria famiglia, che lo ha quasi rinnegato, per il resto storie d'amore e colpi di scena, ma la regia è davvero carente e nel complesso la trovo una pellicola senza personalità, se non fosse per gli attori.

Poeti dall'inferno (Agnieszka Holland 1995)
E' quello con Di Caprio sulla vita di Rimbaud e Verlaine. E' un discreto film, zeppo di scene apparentemente esagerate (ma vista la vita dei due magari neanche) ma molto ben recitato (Di Caprio era quasi meglio da ragazzetto che adesso come attore) e ambientato.

Pink Narcissus (James Bidgood 1971)
Pellicola d'avanguardia senza dialoghi, può stare ai film LGBT come quelli di Maya Deren stanno al resto del cinema, con la differenza che i film della Deren un po' mi annoiano, questo invece è difficile che annoi visti i personaggi. asd Ma in realtà è proprio bello, a partire da scenografie e costumi barocchi: non parliamo poi della fotografia, tanto satura da accecare.

Querelle (Fassbinder 1982)
Happy Together (Wong Kar-wai 1997)
Questi li sapete tutti dai, sono i film lobbisti per gli sporchi indie-cinefili. Purtroppo sono belli entrambi (il primo in particolare un vertice) e non posso parlarne male. :(

Su richiesta di Ale, segnalo un trittico di anime trattanti il tema:
Tokyo Godfathers di Satoshi Kon, Apocalisse Adolescenziale di Kunihiko Ikuhara (il film di Utena), Il poema del vento e degli alberi di Yoshikazu Yasuhiko.
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#23 Bara dei pupi

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    Pietra MIliare

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:06

Per la seconda mi ci metto domani o nei prossimi giorni.


telegram lasciaci 3 giorni per leggerlo, perfavore!
poi scrivi il resto
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#24 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:10

Ma cioè stiamo sdoganando il genere "cinema gay"?

:unsure:
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#25 Bara dei pupi

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    Pietra MIliare

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:13

il genere "cinema gay"?



io non ho mai inteso così film tipo Velvet Goldmine o Belli&Dannati, bisognerebbe capire che voleva dire l'autore del topic con questa definizione; poi boh, ognuno li vede secondo una prospettiva, pure questa ha un senso forse, anche nella musica non mi è chiaro questo concetto
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#26 Jules

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    Pietra MIliare

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:16

Comunque il meglio è stato citato, manca solo questo:

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Dal genio di Peter Jackson e dal suo livore verso tutte le mamme del mondo
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#27 Ɲ●†

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    Haunted

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:17

circa la lista di Goz mi dispiace per Blue relegato alle avant-guardate, come se quel che dicono quelle voci fuori campo (tra cui quella di Jarman, ma è tutto riconducibile a lui, il "testo" si trova nel libro Chroma) a parte lo schermo costantemente blu lungo tutto il film (ispirato ai monocromi di Yves Klein ma soprattutto metafora del fatto che mentre lo stava realizzando Jarman stava diventando cieco a causa dell'AIDS) fosse solo un pretesto come altri per fare l'avant-fine-a-se-stesso. Per me è tantissima commozione e poesia pura (anche musicale). E' cinema? Non è cinema? Chissene.

Poi Poeti dall'Inferno è un filmaccio che iddio me ne scampi :P
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#28 marz

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    in un romanticismo hegeliano

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:20

Shortbus (John Cameron Mitchell 2006)
Famosissimo, merita ogni oncia del suo successo. Disinibito anziché no, mostra dovizia di particolari con una tare naturalezza e semplicità da non riuscire proprio a risultare volgare, e sì che con certe scene non era impresa esattamente semplice. asd Film corale, ambientato se non ricordo male a New York, in un locale in cui solitamente si organizzano ammucchiate. Tecnicamente è superbo.


una delle più grosse cagate di film che abbia mai visto... l'ho stoppato a metà circa.
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#29 Gozer

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:22

Comunque il meglio è stato citato

Na, manca ancora qualcosa, ma adesso sono troppo sfinito. asd


circa la lista di Goz mi dispiace per Blue relegato alle avanguardate, come se quel che dicono quelle voci fuori campo (tra cui quella di Jarman, ma è tutto riconducibile a lui, il "testo" si trova nel libro Chroma) a parte lo schermo costantemente blu lungo tutto il film (ispirato ai monocromi di Yves Klein ma soprattutto metafora del fatto che mentre lo stava realizzando Jarman stava diventando cieco a causa dell'AIDS) fosse solo un pretesto come altri per fare l'avant. Per me è tanta commozione e poesia pura (anche musicale). E' cinema? Non è cinema? Chissene.

Poi Poeti dall'Inferno è un filmaccio che iddio me ne scampi :P

Anche io ho trovato Poeti dall'inferno molto esagerato lì per lì che lo vidi, poi mi informai sulla vita di Rimbaud e mi venne da pensare che forse era addirittura un film morigerato. asd Riguardo a Blue, potrà essere poesia, ma sicuramente non è cinema per quel che mi riguarda: poteva mettere quelle parole in forma scritta e farne esclusivamente il libro, che ne so. A ogni modo col mazzo che mi son fatto per mettere giù la lista non ti dico che piacere mi fa vedere discusso uno degli unici titoli popolari fra gli indie e neanche un commento su tutto il resto. asd


una delle più grosse cagate di film che abbia mai visto... l'ho stoppato a metà circa.

Grazie per la condivisione (cit.)

(E per la profonda argomentazione).
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#30 marz

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:27

quel film a mio modesto parere non merita neppure una superficiale argomentazione.
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#31 Ɲ●†

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:34

Riguardo a Blue, potrà essere poesia, ma sicuramente non è cinema per quel che mi riguarda: poteva mettere quelle parole in forma scritta e farne un libro, che ne so. A ogni modo col mazzo che mi son fatto per mettere giù la lista non ti dico che piacere mi fa vedere discusso uno degli unici titoli popolari fra gli indie e neanche un commento su tutto il resto. asd


vabbè, che vuol dire, potevo anche scrivere che L'età acerba mi è piaciuto molto (l'altro non l'ho visto, come la stragrandissima maggioranza dei film che hai citato; grosso rammarico per O Fantasma che dovrò recuperare visto che me lo persi all'epoca), però non posso farci niente se con Blue ho un legame emozionale (leggi lacrime) fortissimo e leggerne pareri negativi mi spezza il cuore. Poi mi ci abituo eh asd
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#32 Gozer

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Inviato 21 maggio 2012 - 00:37

vabbè, che vuol dire, potevo anche scrivere che L'età acerba mi è piaciuto molto (l'altro non l'ho visto, come la stragrande maggioranza dei film che hai citato, grosso rammarico per O Fantasma che dovrò recuperare visto che me lo persi all'epoca)

Così va meglio. Recuperali tutti se vuoi che ti paghi quel famoso disco. (Ti terrò in ostaggio a vita con questa scusa)
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#33 tiresia

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Inviato 21 maggio 2012 - 07:30

My beautiful Laundrette (problemi interraziali e ascesa economica in Inghilterra), Cuori nel deserto (il primo film che non finisce in tragedia, più o meno e che non si censura), Riparo (crisi economica, immigrazione e squarcio sul nord est operoso), tutta una serie di film mainstream, da Kissing jessica Stein a Gray Matters a Imagine you and me (generalmente ammiccanti e un po' scemotti), Pourquoi pas moi (dialoghi brillanti con molta estetica televisiva, però con M.F. Pisier che è morta da poco), I can't think straight, Unseen World in cui la matrice femminista è preminente oltre a una certa sottolineatura delle dinamiche interetniche, But I'm a cheerleader, totalmente folle, ma anche gli orientali Les filles du botaniste, Gohatto (visivamente bellissimi), è che si deve distinguere fra scemenze totali e film (tra le scemenze totali, un film che riprende Lola corre, inguardabile a prescindere, il titolo non lo ricordo bene)
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#34 Tom

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Inviato 21 maggio 2012 - 08:29

Non mi pare sia stato ancora citato:

Immagine inserita

Il funerale delle rose (1969, Bara no soretsu) di Toshio Matsumoto con Pîtâ, Osamu Ogasawaro, Yoshio Tsuchiya, Emiko Azuma, Shinno Ikehata

Film incredibilmente esplicito per l'epoca, anche per una cinematografia quasi priva di censure come quella giapponese (almeno in materia sessuale).
Fortemente influenzato dalla nouvelle vague più sperimentale e dannatamente drammatico e tragico, ma molto meno pesante di quanto ci si aspetterebbe.
Un'esauriente rece: http://www.circolare...delle-rose.html
I travestiti giapponesi sono abbastanza "inquietanti" anche per il più solido degli eterosessuali... la mia ragazza di allora si era resa conto che erano uomini dopo mezz'ora di film! ^_^
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#35 tiresia

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Inviato 21 maggio 2012 - 08:37

L'assassinio di sister George, Aldrich 1968


Rientra nel ciclo dei film di Aldrich sulle donne, con i loro rapporti conflittuali e le loro personalità eccessive, ma anche dei suoi film caustici sul mondo dello spettacolo, segnatamente televisivo.
In particolare qui un’attrice famosa per interpretare appunto Sister George in un melenso e convenzionale telefilm, perde il lavoro e la sua compagna a causa del suo carattere, completamente agli antipodi dell’immagine televisiva.
E’ infatti una strabordante beona, rissosa e vitalissima, con alcune tendenze sadiche, ma aperta, sincera e senza nessun pregiudizio, e in più orgogliosamente lesbica alla luce del giorno. Tutto il film si regge sull’attacco al conformismo, quello indicato dal serial, da cui verrà eliminata George, quello seguito da tutti gli altri personaggi perchè esiste un modo giusto e socialmente accettato di comportarsi, quello che George non persegue perchè si sente bene ad essere se stessa.
E nel rapporto con la delicata, per bene e opportunista compagna si disegna lo stesso meccanismo di Baby Jane, quel rapporto tutto femminile di ripicche, ricatti, rivalse in cui la donna che appare molesta e cattiva è in effetti l’unica onesta e sincera. Emblematico è il rapporto con la vicina, prostituta, marginalizzata dalla compagna di George in quanto tale (in effetti c’è sempre qualcuno che è messo socialmente peggio di noi), ma trattata come amica dalla protagonista, che non sembra essere toccata da alcuna diversità.
Il film fu contrasseganto dalla X propria dei film pornografici, il tema era inaccettabile e Aldrich, in più, rappresenta il mondo lesbico al suo completo, regalandoci una lunga scena in un vero bar gay del tempo, e una lunga ed esplicita scena di seduzione e sesso fra la compagna di George e una innapuntabile, falsa e perbenista dirigente della BBC.
.Il personaggio di George è direi magnifico, umanissimo nei suoi picchi positivi e negativi, così anticonvenzionale e fuori dagli schemi da essere ucciso socialmente, nella finzione televisiva, nel privato
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#36 Ɲ●†

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Inviato 21 maggio 2012 - 08:37

Non mi pare sia stato ancora citato:

Immagine inserita

Il funerale delle rose (1969, Bara no soretsu) di Toshio Matsumoto con Pîtâ, Osamu Ogasawaro, Yoshio Tsuchiya, Emiko Azuma, Shinno Ikehata

Film incredibilmente esplicito per l'epoca, anche per una cinematografia quasi priva di censure come quella giapponese (almeno in materia sessuale).
Fortemente influenzato dalla nouvelle vague più sperimentale e dannatamente drammatico e tragico, ma molto meno pesante di quanto ci si aspetterebbe.
Un'esauriente rece: http://www.circolare...delle-rose.html
I travestiti giapponesi sono abbastanza "inquietanti" anche per il più solido degli eterosessuali... la mia ragazza di allora si era resa conto che erano uomini dopo mezz'ora di film! ^_^

mi accingevo a scriverlo, bellissimo! [Spoiler] Il finale con l'auto-accecamento del figlio e conseguente soggettiva impossibile di lui che scende in strada è una trovata drammaticamente splendida. Peccato che non son riuscito a vedere nient'altro di Toshio.

Visto che si è citato Querelle de Brest segnalo il poetico unico mediometraggio di Jean Genet, Un Chant d'Amour, mezz'ora muta, due carcerati che cercano di comunicare attraverso un piccolo foro in una parete.
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#37 tiresia

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Inviato 21 maggio 2012 - 08:44

[Visto che si è citato Querelle de Brest segnalo il poetico unico mediometraggio di Jean Genet, Un Chant d'Amour, mezz'ora muta, due carcerati che cercano di comunicare attraverso un piccolo foro in una parete.


Non trovavo il titolo, è bellissimo e molto potente, mandato in onda da Ghezzi anni fa insieme a un corto di A. Warhol

Aggiungo Bent, 1997
Film con cameo di Jagger in versione Drag sulla deportazione degli omosessuali nel periodo nazista, molto incisivo, di origine teatrale, e si sente. Il culmine è la scena di sesso tutta imperniata dallo scambio di parole, in una cava di pietre, dei due protagonisti che non si possono muovere e tantomeno toccare, drammatica e molto sensuale
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#38 Siberia

Siberia

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Inviato 21 maggio 2012 - 08:45

C.R.A.Z.Y (Jean-Marc Vallée 2005)
Che bello! Seriamente, quant'è bello questo film? Il conflitto fra un adolescente gay e la propria famiglia, composta da quattro fratelli (tre marginali, uno - tossicodipendente e omofobo - molto importante), un padre pieno di sentimento ma estremamente conservatore, una madre persa nel suo mondo di convinzioni magiche, tanto religiosa quanto tollerante. Tutti gli attori sono bravissimi, e il protagonista, Marc-André Grondin, è anche un bel vedere. asd Una marea di musica: da quella del padre (Aznavour e Patsy Cline) a quella del figlio (Bowie, Pink Floyd). Si trova per intero su Youtube, come tanti altri film in tema


Questo è piaciuto molto anche a me, pure per merito di un'ottima colonna sonora, come hai già fatto notare. Il film ha qualche caduta - tutto il pellegrinaggio nel deserto - ma merita senza dubbio la visione. Nel cast svetta MIchel Coté, il padre che canta Aznavour.
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#39 kingsleadhat

kingsleadhat

    कगलु विपश्यना बाद वैश्व

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Inviato 21 maggio 2012 - 09:30

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Sapevo ci avresti dato soddisfazioni :cool:


il genere "cinema gay"?

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Credo che un filone "cinema gay" come genere a sé esista, si tratta in genere però di pellicole scadenti pensate appositamente per far allupare la nicchia gaia, senza trama alcuna. Sono cagate tipo questa.

I film postati ci rientrano in qualche modo per tematica, ma nascono quasi tutti come una branca del cinema d'autore.
Forse l'introduzione poteva essere equivoca... mancano ancora le etichette appropriate :mellow:
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#40 Bara dei pupi

Bara dei pupi

    Pietra MIliare

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Inviato 21 maggio 2012 - 09:32

ma ho capito cosa intendevi dai, è che così ci finiscono film talmente diversi che io non seguirei mai questo filone, per me le Fate Ignoranti sono proprio il peggio mai visto al cinema, roba da uscire dopo 10 minuti mentre altre cose che avete citato sono belle

ora ne ho segnati due dove mi pare ci sia anche della tragedia accumulata, aids e tossicodipendenza, the more dramma assorbo the more gioia esprimo
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