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Rip Rodolfo Cimino


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64 replies to this topic

#41 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

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Inviato 03 aprile 2012 - 10:49

Comunque stavo pensando che se manco ora da morto gli dedicano delle antologie fatte bene sono proprio delle carogne però. Tre-quattro volutomoni ben fatti, dieci storie l'uno, e dai... :(


se escono mettete avvisi qua che devo averle. L'altra domenica mi era venuta l'idea delirante di scansionare tutte le storie sue che ho nei miei vecchi topolini (500 numeri più o meno)
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Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#42 oblomov

oblomov

    Mommy? Can I go out and kill tonight?

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Inviato 03 aprile 2012 - 12:00

Un po' di coccodrilli trovati in giro, tutti belli

Zio Paperone va a cercare un tesoro (Rodolfo Cimino, 1927-2012)

2 aprile 2012


ROBERTO GAGNOR


Tavola 1, vignetta 1-2-3-4.

In termini tecnici, una quadrupla. L’equivalente fumettistico, e soprattutto disneyano, del totalone nel quale appare il titolo del film: nella quadrupla, infatti, appare sempre il titolo della storia. E come in un film, possiamo immaginarci un dolly che scende e trova il protagonista della storia (che vedremo meglio nella vignetta seguente: doppia, figura intera).

Rodolfo Cimino faceva un’altra cosa.

La sua quadrupla (una meravigliosa selezione qui su Fumettologicamente, perché Matteo Stefanelli ne sa) era un manifesto della storia che stavamo per leggere. Un teaser, diremmo oggi: di solito nelle sue quadruple c’era sempre Zio Paperone (e magari Paperino e nipotini) in fuga, inseguiti o appena acchiappati da qualche strano mostro, o catturati da strani indigeni. I mostri si chiamavano Terror o Trizompa, gli strani indigeni… be’, quelli avevano nomi di ogni tipo. Come i Tapirlonghi. Qualunque disegnatore disegnasse quelle storie, mi bastava un’occhiata per riconoscere le quadruple di Cimino.

E non finiva qui. Nel momento stesso in cui continuavo a leggere la storia, sapevo che ero finito nell’universo di Cimino. I paperi dicevano “guiderdone”, “gonfalone” e “busillis”. “Taccagno” e “tapiro” erano il minimo. Le frasi, gli insulti, persino i lamenti erano diversi. Colti, ricercati: non prendevano per scemi il pubblico, che fosse di bambini o meno. (E per fortuna! Ho sempre considerato un’immane stronzata l’idea di dover abbassare il linguaggio “per farci capire dai bambini”. I bambini capiscono tutto, se noi non li trattiamo da stupidi.) “Dollarucci miei, quante me ne fate passare!” “Ohi, come soffro!” Era una storia Disney di Cimino: abbastanza Disney da essere riconoscibile, abbastanza Cimino da essere inconfondibile. È lì il difficile: trovare uno stile tuo, eppure rimanere con tutti e due i piedi in quella tradizione lì. E non è facile, dopo migliaia, MIGLIAIA, di storie, scritte ovunque, dagli Stati Uniti all’Argentina, nell’arco di più di ottant’anni. Eppure, Cimino ci riusciva.

A volte era facile, per noi sceneggiatori giovani e presuntuosi, dare per scontate certe sue soluzioni. O criticare il fatto che alla fine, era sempre una storia con “Zio Paperone che va a cercare un tesoro”. Per poi scoprire che non era affatto facile, scrivere storie con Zio Paperone che andava a cercare un tesoro. Uno che scrive (o inchiostra, perché è così che ha iniziato, con Romano Scarpa) 722 storie (cito dall’INDUCKS) e a 85 anni continuava imperterrito è un maestro della narrazione seriale.

Tavola 2: splash-page

Cimino non usava le splash-page, le vignettone a tutta pagina: nel fumetto Disney sono sempre state rare. Però anche lui, a suo modo, innovava. Ad esempio, con i Racconti intorno al Fuoco. In estrema sintesi: Nonna Papera racconta storie agli altri paperi. Eh già, comodo così, senza paperi puoi raccontare quello che ti pare. E invece lui inglobava i suoi personaggi nel mondo Disney, e ci stavano benissimo. Non solo: apriva la strada a emozioni meno consuete, rispetto alla storia-tipo. Il rimpianto. Il dolore. La vecchiaia. La solitudine. Il Bel Cavaliere e la Regina del Lago Perduto, Topolino 1782. Disegni diGiorgio Cavazzano, quindi per definizione favolosi. Io ho dodici anni e capisco che si possono fare cose fantastiche, in quelle sei vignette per pagina. Anche se non lo capisco, quelle tavole stanno cambiando me stesso e il mio modo di scrivere per sempre.

Oppure, Reginella. Paperino, orrore!, s’innamora di una che non è Paperina. Ma non c’è nulla di sbagliato o anti-disneyano in tutto questo: anzi, tutto è struggentemente nel canone. Quei paperi sono sempre meno paperi e sempre più umani, come succede quando a scriverli c’è un grande. Perché il segreto, lo capirò molti anni dopo, non è sbattere un “uack” o un “gulp” tanto per riempire tavole, o far muovere quei personaggi come se fossero macchiette. Quelli sono esseri umani travestiti da paperi. Pieni di spigoli e particolari, tensioni e qualità. Anche in un’apparente maniera di situazioni e stimoli. Cimino lo sapeva. E quella loro umanità veniva fuori.

Leggo Topolino da quasi trent’anni. Scrivo storie Disney da quasi nove. Ho letto almeno trecento storie di Cimino, e come me parecchie altre generazioni. Basta un’occhiata a quella quadrupla e so dove sono: nel mio passato e nella mia infanzia, come hanno scritto tanti fan sul forum del Papersera. Quei cucurbitoni e quei tapirlonghi, quelle isole lontane, quei “taratarì” e quelle zuppe del pioniere sono la nostra infanzia: tornarci è rassicurante, e in quell’angolo un po’ demodé eppure esilarante del mondo Disney ci stiamo tutti benissimo.

Però sabato Rodolfo Cimino è morto. I miei editor non vedranno più arrivare le sue sceneggiature, o meglio i suoi storyboard dettagliatissimi. I miei colleghi disegnatori non potranno più disegnare le sue quadruple. E quelli che scrivono, come me, dovranno andare avanti. Sperando di creare il nostro personalissimo angolo disneyano, e che qualcuno lo amerà come noi abbiamo amato quei tapirlonghi.

Tavola 1, vignetta 1-2-3-4. Quadrupla alla Cimino.


http://www.ilpost.it...mino-1927-2012/




CARO RODOLFO, CIAO!







http://nova100.typep...5af41970b-800wi

La mattina dell'ultimo giorno di marzo, il carissimo Rodolfo Cimino ci ha lasciati.
Le otto pagine già riempite sinora dai commenti di lettori del Papersera, alcuni dei quali erano entrati in contatto diretto con Rodolfo negli ultimi anni, danna un'idea dell'affetto provato per lui da tantissimi bambini (ed ex bambini) cresciuti leggendo le sue storie.
Almeno tre generazioni di lettori, in moltissimi Paesi del mondo, nei quali le storie italiane, e quindi anche quelle di Rodolfo, erano (e sono) regolarnmente tradotte.
Ieri pomeriggio, al convegno su Fumetti e Matematica tenutosi nella Venezia di Rodolfo, ho sedicato a lui la mia relazione (anche) disneyana. Ben poca cosa, fatta istintivamente. I tanti studenti di Matematica e professori di discipline diverse pesenti in sala, moli dei quali lontanissimi dall'ambiente del Fumetto, lo hanno applaudito.
Qualcuno ha capito chi fosse ricordandosi di Reginella. "Una storia bellissima", mi ha detto uno scienziato destreggiatosi poco tempo tempo prima con una dottissima relazione sugli algoritmi, "l'aveva scritta lui?".
http://nova100.typep...602b4970b-250wi
E un altro, circa sessantenne, del quale non saprò mai il nome: "Il Fumetto Disney, e in particolare le storie italiane, hanno avuto una peso determinante nella mia formazione intellettuale." Quindi, siamo passati a elencare le prime cose che ci venivano in mente, apprese leggendo delle avventure di Paperino".
Nella foto sopra, scattata qualche anno fa, Rodolfo è con Sergio Asteriti: un collega con il quale ha lavorato poco, poiché la predilezione di Asteriti è sempre andata in direzione delle storie di Topolino, mentre Rodolfo ha tessuto le sue trame mettendo in pista soprattutto le "genti di Paperopoli".
Ma insieme, Asteriti e Cimino, hanno realizzanto nel 1973 una storia atipica, ben poco nota, con un gruppo di personaggi disneyani di altro tipo: Ezechiele Lupo e il conferenziere da caccia, degna di essere riscoperta.
A destra, la riproduzione della prima pagina, in formato mignon.
Sotto, una storica foto del 2007, a casa di Rodolfo.
http://nova100.typep...168fc970d-800wi
la prima storia sceneggiata dal Rodolfo si intitola Paperino e il cane dollarosus e compare su Topolino n. 285 del 1961, qualche anno fa l'abbiamo ristampata nlla sezione speciale, preziosa e "Superstar", di Grandi Classici Disney: il n. 211 del giugno 2004.
La co-scrittura di questa storia, anche otto anni fa, era attribuita alla redattrice Elisa Penna, ma si trattava solo dell'annotazione di un fatto burocratico, derivante dalla prima elencazione di autori delle storie compiuta all'inizio degli anni Ottanta da Franco Fossati.
Cimino avrebbe specificato nel 2007, in coincidenza della stesura dei testi pr il volume a lui dedicato dal Papersera, che il ruolo di Elisa Penna on era quello di autrice, bensì di semplice editor. Cimino inviava le sue sceneggiature alla sua attenzione anziché a quella di Mario Gentilini (direttore di Topolino all'epoca) o di Giangiacomo Dalmasso, responsabile delle scenggiature, con il quale Rodolfo aveva avuto qualche divergenza di vedute.
http://nova100.typep...7e85b970d-800wi

Questa prima avventura già racchiude in sé alcuni fra i temi cari alla vena narrativa di Cimino: la notizia dell’esistenza di un tesoro (sotto qualsiasi forma esso si presenti), il desiderio di Zio Paperone di accaparrarselo, il viaggio in una terra lontana dal nome di fantasia, gli eventi che prendono una piega imprevista.
Manca solo la scoperta di un popolo dalle strane abitudini e dal buffo abbigliamento, ma Cimino avrà modo di sbizzarrirsi su questo punto nei decenni a venire. Non si tratta di storie strutturate come orologi di precisione, o quasi paradigmatiche, alla maniera di Carl Barks. Piuttosto, nel raccontarle, Cimino lascia fluire liberamente la sua fantasia intorno a un’idea di base, “ricamandoci sopra”, come affermava egli stesso in una vecchia intervista.
“E’ un’impostazione che fa parte della mia formazione naturale, deriva dal mio modo di ragionare e dalle letture che facevo da ragazzo. Allora, si usava giocare con i teatrini con le marionette. Quando lo facevo con i miei amici, io ero sempre quello che faceva muovere i pupazzi, mi piaceva già allora intessere delle trame.”
La pubblicazione di Paperino e il cane dollarosus si fa attendere per alcune settimane oltre il previsto, per questo esce come seconda sceneggiatura di Cimino. Forse, ciò avviene perché il suo disegnatore, Pier Lorenzo De Vita, è oberato di lavoro e, non a caso, per non sforare oltre le scadenze di consegna, si fa dare una mano dal giovanissimo e già abile figlio Massimo, alle prime armi con i fumetti disneyani.
Con questa storia, in ogni caso, prende il via un nuovo trend fortemente riconoscibile delle avventure di Paperon de’ Paperoni, dove all’avventura si aggiunge un pizzico di irrazionalità e di fiaba assenti nell’opera di Barks, il quale, al contrario, si dà sempre da fare per giustificare in modo scientifico perfino la magia e la mitologia.
Con il suo tocco poetico facilmente riconoscibile, Cimino contribuirà più di altri a sviluppare la saga di Paperone in Italia, bilanciando con le sue storie comiche ma lievi l’acidità e la spietatezza di carattere che, in contemporanea, il collega Guido Martinaattribuisce al “Vecchio Cilindro”.
“Paperon de’ Paperoni era, già negli anni Cinquanta, un personaggio fortissimo, dotato di grandi possibilità.”, specificava l’autore. “Se fosse stato un divo televisivo, avremmo potuto dire che “bucava lo schermo”. Non era solo un avaro, un accumulatore di soldi arido o cattivo come alcuni lo hanno interpretato. Nelle storie, era bene “scoprirlo”, mostrare le debolezze che pur doveva avere, non poteva essere sempre un prevaricatore. Nemmeno nel campo della finanza ci tiene sempre ad averla vinta. Io gli ho dato un taglio più umano, ho mostrato i suoi “guai”, l’ho reso simpatico. Agendo in quella direzione, il suo orizzonte si è ampliato.”
Sopra, un breve filmato girato durante la consegna del premio Papersera 2007 a casa dell'autore, a Mestre. Cimino parla ddella sceneggiatura di storie con personaggi tratti dall'attualità. E' stato girato dall'esegeta di fumtti Disney (e non solo) Marco Barlotti(http://marcobar.outducks.org).


http://lucaboschi.no...-ciao.html#more


Titolo e frontespizio per Rodolfo Cimino

Pubblicato il 01/04/2012 da matteos








Con tutti i rischi dell’effetto-coccodrillo, lo dico lo stesso. Nella convinzione che si tratti di un’affermazione poco retorica: credo che Rodolfo Cimino sia stato uno dei più grandi autori italiani di narrativa popolare, e uno dei più grandi autori comici.
La sua fantasia e la sua lingua, ma anche la pedagogia, l’immaginifico adattamento all’iconografia americana (disneyana), lo sguardo civile, l’ironia, il ritmo – hanno offerto un contributo raro e prezioso all’identità di tanti italiani. Come il contributo di chi crea, a lungo nell’anonimato (e tale rimase la firma di Cimino, per decenni) e nell’understatement, storie formule tormentoni per dare un corpo leggero al nostro stare al mondo.
Un artigiano dell’industria culturale, Cimino, che nella modesta marginalità del suo mestiere ha lasciato un segno sottile – e per questo profondo – nell’immaginario di milioni di lettori italiani. Più o meno – soprattutto meno – consapevoli che fossero. Un segno che nei suoi luoghi, nella sua lingua, nelle sue trovate, ha offerto rispecchiamento e surrealtà, gioco e bonaria pedagogia civile – un po’ Emilio Salgari e un po’ Bruno Munari (e forse, talvolta, un po’ Giorgio Manganelli e un po’ Aldo Palazzeschi). In compagnia di tapiri e tapirlonghi, di Reginella e Anacleto Mitraglia, di vicini insopportabili e tecnologie dalle conseguenze paradossali, di affetti famigliari, antiche leggende, deliri di onnipotenza, bizzarre regole sociali e geografie improbabili.
Difficile, almeno per me, spiegarlo in poche parole. E spero, prima o poi, di avere l’occasione e il tempo per scriverne come conviene. Oggi, mi limito a ricordarlo con una selezione di un suo marchio di fabbrica: titoli e frontespizi:
http://fumettologica...012/04/t627.jpg
w=468&h=459http://fumettologica...jpg?w=468&h=470http://fumettologica...jpg?w=468&h=463http://fumettologica...jpg?w=468&h=470http://fumettologica...jpg?w=468&h=468
http://fumettologica.../t910.jpg?w=468http://fumettologica...jpg?w=468&h=471http://fumettologica...jpg?w=468&h=441http://fumettologica.../t980.jpg?w=468http://fumettologica...jpg?w=468&h=460http://fumettologica...t1881.png?w=468http://fumettologica...t2431.jpg?w=468http://fumettologica...t2884.jpg?w=468http://fumettologica..._ed_e.jpg?w=468http://fumettologica..._ed_d.jpg?w=468http://fumettologica..._ed_e.jpg?w=468http://fumettologica...t2934.jpg?w=468http://fumettologica...t2937.jpg?w=468http://fumettologica.../t873.jpg?w=468http://fumettologica...at213.jpg?w=468



http://fumettologica...rodolfo-cimino/




Noi miseri, noi tapini

2 APRILE 2012


tags: Autori, Disney, industria culturale, linguaggio, Matteo Stefanelli, paese, Paperone, Rodolfo Cimino, scrittori







[/right]




http://sonostorie.fi...jpg?w=199&h=300Nipote, devo ricordarti che oltre a essere mio parente sei anche mio erede?

Zio Paperone a Paperino (secondo Rodolfo Cimino)


A pochi giorni dalla scomparsa di Moebius, se n’è andato un altro grande fabbricante di storie a fumetti, Rodolfo Cimino (qui il ricordo di Luca Boschi).

Beh, sì il suo nome non è roboante come quello di Jean Giraud. Tanto l’uno ha rappresentato l’emblema del fumetto colto, elevato ad “arte”, l’autore stesso che si fa oggetto di culto, quanto l’altro è stato il simbolo di un artigianato invisibile, quello del fumetto seriale per antonomasia, il mondo Disney. Un’intera carriera al servizio di Topolino e Paperone, senza per molti anni aver nemmeno il piacere di vedere il proprio nome in calce ai racconti.

All’epoca, le storie che uscivano su Topolino e sulle altre pubblicazioni (allora) Mondadori, non portavano la firma di chi scriveva e disegnava. Il talento strepitoso, assoluto, debordante, dei vari Martina, Scarpa, Carpi, Cavazzano, Concina, e, appunto, Cimino è rimasto per molto tempo confinato dentro la cerchia degli addetti ai lavori.

Ma anche senza conoscere i nomi, vi assicuro che se leggevate e vi divertivate con Topolino come me negli anni Settanta e Ottanta, le differenze tra un autore e l’altro vi arrivavano. E credo, anzi ne sono convinto, che il successo strepitoso riscosso dalla rivista in quegli anni fosse dovuto soprattutto alla varietà e alla ricchezza di temi, di spunti, di trame che questi autori creavano. Era come se, nella stessa squadra, si fossero ritrovati a giocare insieme Pelè, Maradona, Platini, Baggio e Messi. Ognuno contribuiva a rendere le storie di Paperone & soci godibili perché diverse. Perché (a loro modo) sempre uniche.

Nel caso di Cimino, l’unicità assoluta risiedeva nel linguaggio dei personaggi. Cimino è stato il maestro di un italiano forbito, perfino desueto, una miscela di forme auliche e rivisitazioni basse, per cui se Zio Paperone deve chiedere il giornale al suo maggiordomo esclama:


Battista, il cartaceo!


Questo fa scattare il sorriso sul volto del lettore, ancor prima che la storia abbia inizio. Non è solo una questione di stile, Cimino rende il linguaggio, con i suoi roboanti calambour, un elemento narrativo per giocare con le attese del lettore fidelizzato in una logica tipicamente seriale. Alcune battute ritornano sempre identiche, altre variano leggermente, altre ancora sono autentici fuochi d’artificio lessicali fabbricata all’occasione.

E il cerchio si chiude. Dicevamo all’inizio, di come Cimino non avesse per molto tempo potuto firmare le storie, eppure le sue storie sono indelebilmente segnate da questo modo unico di raccontare . Meglio di tutti, l’ha detto il mio illustre vicino di blog, Matteo Stefanelli:


Un artigiano dell’industria culturale, Cimino, che nella modesta marginalità del suo mestiere ha lasciato un segno sottile – e per questo profondo – nell’immaginario di milioni di lettori italiani.


Lo ha scritto anche Gregorio Paolini, uno dei più bravi autori della nostra tv, a riprova di quanto la qualità del lavoro di Cimino e dei suoi colleghi abbia saputo andare oltre gli steccati di linguaggio:
[indent=1]
Il giacimento di creatività, di alto artigianato e in alcuni casi di arte vera e propria che è stata la fabbrica mondadoriana e poi disneyana cresciuta attorno al settimanale Topolino aspetta ancora una valutazione adeguata ai suoi meriti.

Prima o dopo la cultura italiana dei media, ormai così distratta dal contingente da aver perso la capacità e anche la voglia di studiare dovrà pur riscoprire, anche solo in termini linguistici, quella lunga, importante storia.



http://sonostorie.wo...eri-noi-tapini/[
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Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#43 stipsy

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Inviato 03 aprile 2012 - 13:06

Ad esempio, con i Racconti intorno al Fuoco. In estrema sintesi: Nonna Papera racconta storie agli altri paperi. Eh già, comodo così, senza paperi puoi raccontare quello che ti pare. E invece lui inglobava i suoi personaggi nel mondo Disney, e ci stavano benissimo. Non solo: apriva la strada a emozioni meno consuete, rispetto alla storia-tipo. Il rimpianto. Il dolore. La vecchiaia.


Li stavo dimenticando. Erano bellissimi e dimostravano che Cimino non era solo uno sceneggiatore colto ed eccentrico, che giocava con la lingua italiana ed i clichè dei 'cercatori di tesori', ma un autore con una padronanza assoluta, versatile, struggente. Erano le uniche storie firmate da lui non riconoscibili dopo due parole, ma a pensarci bene in pochi avrebbero potuto dimostrare tanta classe anche in uno stile che dal dolce fa molto presto a scadere nel dolciastro.
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#44 dendrite

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Inviato 03 aprile 2012 - 18:06

Maledizione. Scoprire che una delle magie della tua infanzia, quelle storie, quei fantasiosi modi di dire, aulicissimi e al tempo stesso fragranti come pane di giornata, erano farina del sacco di un uomo che ieri è partito definitivamente per il pianeta di Reginella, è una cosa che fa male al cuore, stretto com'è tra struggente rievocazione di anni spensierati e tenero, commosso abbraccio verso un gigante che, ora lo so, sapeva come si parla ai bambini/ragazzini: non idioti da ammanire con frasi ebeti, ma creature da stupire ogni volta con un trucco, uno svolazzo, un trip verso quelle regioni che lì splendono di luce sempre nuova, e sempre diversa.
Adieu, grande Cimino. E un grazie a chi l'ha ricordato, e mi ha fatto rimembrare uno dei piaceri più puri dell'essere giovane.
  • 3
I personaggi e i fatti narrati sono immaginari, è autentica invece la realtà sociale e ambientale che li produce

#45 stipsy

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Inviato 03 aprile 2012 - 18:30

di un uomo che ieri è partito definitivamente per il pianeta di Reginella


Meraviglioso.
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#46 Duck

Duck

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Inviato 04 aprile 2012 - 16:46

Pare che un paio di mesi fa sia uscito il numero di Tesori Disney dedicato a "Nonna Papera e i racconti attorno al fuoco". L'ho saputo solo stamattina, telefonando in fumetteria (che m'ha pure detto che ci vorrà un po' per farlo arrivare...).
E' probabile che comunque in qualche edicola ci sia ancora (ma non dalle mie parti, sigh :facepalm: ). Il prezzo è un po' proibitivo: 12 euro e 50 per un volume di circa 250 pagine.
  • 0

«Mister, possiamo lavorare sulle diagonali?», la richiesta di qualche giocatore. No, la risposta del tecnico. 

consigli per il futuro: leggere i fantaconsigli dell'UU e fare l'esatto opposto

Duck tu mi consigliasti di molto bello Delitto e Castigo, che nonostante la lunghezza (per me quello è gia parecchio lunghino) mi piacque parecchio e mi permise anche di fare un figurone con mia cognata in una discussione in cui credeva di tagliarmi fuori.


#47 wago

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Inviato 04 aprile 2012 - 17:29

Scopro solo ora. Ora l'infanzia è finita davvero :(
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#48 Fonzie

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Inviato 04 aprile 2012 - 20:37

Come fa un ragazzino a non crescere malinconico?


da Wikipedia...

[...]il popolo di Reginella, pronto alla partenza, ha bisogno della presenza della sua sovrana, pena la distruzione. Paperino svegliatosi da un sonno indotto, assiste attonito all'innalzarsi del razzo verso lo spazio, conscio che, questa volta, la distanza sarà più grande e incolmabile che mai. Toccante la poesia che Reginella dedica a Paperino e che lascia su un foglio sul tavolo della Baita - ultima tavola della storia -
Dovere. Tempo. Destino.
Tutto tende a separarci e difatto ci separa.
Ma il sentimento non conosce frontiere.
E mi unisce a te come se avessi per sempre le mie mani nelle tue[...]


Paperino e Reginella sembrano poter, una volta tanto, coronare il loro sogno. Sennonché, le imprese di Paperino, che col fucile caricato a sale sconfisse i nemici, sembrano avere un cattivo influsso sui giovani del pianeta, pronti a imitarlo nell'atteggiamento bellicoso ("Paperino... ehm... la sua presenza smarrisce i giovani!", "Ne va del nostro pacifico futuro"). Ancora una volta è la "ragion di Stato" a costringere Reginella a un dolorosissimo addio ("Quanto pesa, a volte, una corona!"). Paperino, addormentato e ignaro di tutto, viene così ricondotto sul pianeta Terra...



Ma soprattutto questa:

La quarta storia vede il pianeta di Reginella minacciato dal tentativo di sfruttamento turistico di un capitalista dall'aspetto porcino, che ammorbidisce le resistenze del popolo alieno blandendolo col consumismo e scavalcando così l'autorità della sovrana e del senato degli anziani. Chiamato per l'ennesima volta al soccorso, Paperino, anche con il sostegno di Paperone, cerca di controllare l'equilibrio tra terrestri e indigeni. Ma l'eccessiva presenza dei primi rischia di compromettere la salute fisica dei secondi. Per costringere gli stranieri a un rientro forzato Reginella impegna i suoi stessi poteri personali ("compendio energetico dissuadente"), sacrificando in qualche modo sé stessa: al termine della storia, prima della separazione, Paperino può vederla unicamente avvolta da un drappo nero ("Non avvicinarti, mio diletto! Non voglio che tu mi guardi!"). Tornato Paperino sulla Terra, il pianeta di Reginella prende una direzione che lo allontana definitivamente dalla nostra galassia. Tuttavia è Paperone, in conclusione, a incoraggiare il nipote: non tutte le speranze di un reincontro sono perdute.


Poi l'ultima non l'ho mai letta e non la metto.

;_;
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#49 Владимир Гозерин

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Inviato 04 aprile 2012 - 20:41

Ho scoperto adesso con sommo orrore che negli ultimi tempi su Topolino le storie di Cimino venivano rimaneggiate nei testi, sostituendo i termini più astrusi con altri più semplici. Ora ho la certezza definitiva che il Topolino degli ultimi anni non valeva un soldo bucato.
Caspita una generazione di bambini è cresciuta benissimo a suon di "che fu?" - "il peso della cultura fu", "me tapino", "si pasteggia nipoti cari?", "a me la cicuta", "ribaldo d'un fellone", "salve egregio", ecc. ecc. e adesso all'improvviso diventano così stupidi da non capire la parola "Odissea", che si ritrova sostituita da "avventura" (e è solo uno dei tanti cambi apportati) in una recente storia disegnata da Luciano Gatto (qui lo storyboard originale di Cimino messo a confronto con la versione andata in edicola: http://www.luciano.g...n/Disegni-4.htm una storpiatura raccapricciante!)...
che profonda, immensa tristezza, è proprio vero che questa è la generazione degli sms...
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#50 debaser

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Inviato 04 aprile 2012 - 20:59

Non esagerare; il cambiamento di Odissea-avventura è l'unico realmente brutto mi pare, il resto è tutto editing che ci sta alla grande.
(Anche se la tendenza a rendere tutto più chiaro è abbastanza evidente. Posso dire che comunque di quella storia, letta così al volo, non si capisce granché? Forse sono solo disabituato ai fumetti di Topolino)
  • 0

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#51 Владимир Гозерин

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Inviato 04 aprile 2012 - 21:01

Non esagerare; il cambiamento di Odissea-avventura è l'unico realmente brutto mi pare, il resto è tutto editing che ci sta alla grande.

Guarda, solo in quella pagina, o in quella successiva, puoi trovare un "se zio Paperone le annusasse" riferito alle perle preziose, cambiato in "se zio Paperone se ne interessasse": ma vogliamo mettere? E via dicendo nelle altre pagine... se per te non sono cambi pesanti non so che dirti...
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#52 debaser

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Inviato 04 aprile 2012 - 21:06

Ah quella è vero, non l'avevo visto. No ma è vero, la tendenza c'è eccome, esempio "marinai" invece di "marittimi", oppure "marinai del Bertoldo" invece di "Bertoldini". Però alcune cosine vengono migliorate dal cambio, ci sono un paio di battute che francamente sono un po' scialbette nell'originale e acquistano un po' di ritmo nella versione definitiva.
Francamente ignoro come vengano fatte di norma queste cose e se vengono fatte in modo diverse dal passato.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
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#53 Владимир Гозерин

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Inviato 04 aprile 2012 - 21:09

Ah quella è vero, non l'avevo visto. No ma è vero, la tendenza c'è eccome, esempio "marinai" invece di "marittimi", oppure "marinai del Bertoldo" invece di "Bertoldini". Però alcune cosine vengono migliorate dal cambio, ci sono un paio di battute che francamente sono un po' scialbette nell'originale e acquistano un po' di ritmo nella versione definitiva.
Francamente ignoro come vengano fatte di norma queste cose e se vengono fatte in modo diverse dal passato.

In passato "marittimi" sarebbe stato il minimo sindacale in una storia di Cimino, posso assicurartelo... asd
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#54 debaser

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Inviato 04 aprile 2012 - 21:10

Sì ma lo leggevo topolino, ho avuto l'abbonamento per anni.
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
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#55 Tom

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Inviato 04 aprile 2012 - 22:02

Sullo stile fantasticamente aulico dei dialoghi di Cimino (e Martina): per anni da bambino Zio Paperone per me avrebbe minacciato Paperino di "derisiderlo"... che nella mia fantasia corrispondeva a qualcosa di molto crudele fatto deridendo la vittima... ovviamente in realtà lo zio minacciava il nipote di "diseredarlo". ^_^
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#56 oblomov

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Inviato 04 aprile 2012 - 22:22

(Per oblomov: la vedo dura, purtroppo, tentar comunque non nuoce.)


iniziamo con queste:

Zio Paperone e il complesso del cannone-1967
Cimino-Gatto

http://www.luciano.g...e/Cannone.1.htm

Paperino e il fumo d'Oriente-1973
Come sopra

http://www.luciano.g...te/Pagina-1.htm

ZIo Paperone e l'atollo musicante
idem

http://www.luciano.g...n/Disegni-1.htm
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Soltanto chi non ha approfondito nulla può avere delle convinzioni.

#57 stipsy

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Inviato 04 aprile 2012 - 23:17

Zio Paperone e il complesso del cannone-1967
Cimino-Gatto

http://www.luciano.g...e/Cannone.1.htm


In questa storia la pagina nove dovrebbe essere prima della otto, sono invertite.

Comunque GRAZIE.
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#58 Embryo

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    Enciclopedista

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Inviato 05 aprile 2012 - 09:24

Un solo verbo, tra migliaia: turlupinare.
In un mondo migliore, un bagaglio lessicale simile dovrebbe essere impartito, d'ufficio, ad ogni singolo imberbe.
Una sana crescita a base di pane - anzi, gallette di riso - e paperi.
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At this range, I'm a real Frederick Zoller.

La birra è un perfetto scenario da sovrappopolazione: metti una manciata di organismi in uno spazio chiuso con più carboidrati di quanti ne abbiano mai visti e guardali sterminarsi con gli scarti che producono - nel caso specifico, anidride carbonica e alcol. E poi, alla salute!

#59 debaser

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Inviato 05 aprile 2012 - 11:17

La cosa bella è che molte di quelle parole che imparavo in quei fumetti o sui libri non sapevo come si pronunciassero, più di una volta ho fatto figure di merda che ancora ricordo (wubbosissime per mia mamma immagino) tirando fuori paroloni con l'accento clamorosamente sbagliato asd
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
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#60 Garga Charrua

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Inviato 06 aprile 2012 - 19:38

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Quando ero piccolo avrei venduto tre quarti della mia famiglia pur di mangiarne uno.
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"Sei stati, cinque nazioni, quattro lingue, tre religioni, due alfabeti e un solo Gargamella."





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