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Morton Feldman


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70 replies to this topic

#61 Sandor

Sandor

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Inviato 11 novembre 2015 - 11:29

Mi permetto di riesumare personaggi impopolari.

 

 

feldmansatiecageOR_1446741138.jpg

 

Rece :OR:

Purtroppo non può essere popolare ma chi non ascolta questa musica non sà cosa si perde,ecm sempre eccelsa .


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#62 tonysuper

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Inviato 27 febbraio 2016 - 10:33

A chi di voi piace molto la Rothko Chapel di Feldman?

Potreste descrivere brevemente che effetto vi fa?
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#63 tonysuper

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Inviato 30 marzo 2019 - 17:58

Ho ripreso il disco della Kim Kardashian  asd asd di cui sopra.

 

Selezione davvero interessante, un vero percorso di una idea fra le due sponde dell'Oceano e fra i due secoli.


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#64 paloz

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Inviato 14 maggio 2020 - 14:09

Nel distanziamento sociale, il "tempo ritrovato" della e per la musica di Feldman.

Nuovo articolo sul Washington Post.

 

 

“It’s like you start the piece and the sun’s over here and you end the piece and the sun’s over there,” Marotto says. “Even though it’s obviously very human music, highly expressive music, it’s sort of like removing the human body from it. In a sense, we’re moving the biological clock and putting you on a celestial clock.”


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esoteros

 

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#65 paloz

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Inviato 18 giugno 2020 - 14:58

Una nuova eccellente pubblicazione con due capolavori orchestrali: Coptic Light e String Quartet and Orchestra. Assieme alla Vienna Radio Symphony Orchestra anche l'Arditti Quartet, poco spesso impegnato nel repertorio feldmaniano.

 

 

0845221053783-1.jpg

 

 

Qui la mia rece assolutamente di parte asd


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#66 tonysuper

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Inviato 18 giugno 2020 - 15:24

Grazie paloz,

 

la sto ascoltando ora che l'hanno caricata sugli streaming...

 

Il sito è veramente bello, ma ho qualche difficoltà a navigarlo sia su pc che su cellulare, non so se sono i font o i colori ma stanca  a leggere.

 

Abbi pazienza, ma l'età avanza...


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#67 paloz

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Inviato 18 giugno 2020 - 16:20

non so se sono i font o i colori ma stanca  a leggere.

 

 

E' pressoché nero su bianco, cosa trovi di faticoso in particolare?

La navigazione diciamo che è molto basica, si scorrono gli ultimi articoli e nel menu "sandwich" ci sono le info, le funzioni ricerca e le categorie principali.


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esoteros

 

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#68 tonysuper

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Inviato 18 giugno 2020 - 16:27

Sono lento a leggere, 

 

dopo due righe devo andare sopra e schiacciare AMP (versione alternativa).

https://esoteros.net...-orchestra/amp/

 

 

Sembra più azzurro/grigio su bianco che nero su bianco. Come se ci fosse poco contrasto, ho provato pure sull'ipad che di solito è fedele sui colori.

 

Il rapporto fra la larghezza e il passo (distanza fra le righe) pure non mi sembra ottimale. E' molto elegante da vedere astrattamente come se fosse un quadro, ma si legge male. Hai presente questo forum, o il sito di ondarock o quello di Repubblica?

 

Se ci rifletti bene sono brutti come la morte, ma si leggono che è un piacere, l'occhio salta da una parte all'altra ed è capace di leggere paragrafi interi senza nemmeno accorgersene.

 

Siccome stai usando una piattaforma che è molto figa e persino costosa, non ci credo che non ci siano dei template fatti apposta per essere veramente molto leggibili, probabilmente quello che stai usando è più adatto a fare book fotografici che a contenere lunghi articoli.

 

Bellezza ed ergonomia sono cose diverse, il tuo format è veramente bello, ma si legge male.

 

Non è una critica, è che normalmente uno non ci fa caso, ma nei siti professionali magari c'è stato tutto un lavoro da parte di gente pagata apposta solo per scegliere il giusto carattere tipografico e per stabilire la larghezza delle colonne. In queste piattaforme il lavoro è stato già fatto da chi ha progettato il template, a volte basta scegliere quello adatto e personalizzare due cose.

 

Guarda questi due, sempre su Wordpress, hanno filosofie diverse e sono "orridi", ma si leggono una favola:

 

https://lultimathule.wordpress.com/

https://venerato-maestro-oppure.com/

 

Mi ripeto; ripensa a questa cosa: un testo su schermo o su carta non deve essere bello alla vista, ma veloce da leggere. Perché si vede proprio  che ci hai passato giorni a renderlo il più bello possibile esteticamente e la qualità di quello che scrivi è giornalistica, è peccato se un lettore va via per un fatto psicologico.

 

Fine OT :)


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#69 paloz

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Inviato 18 giugno 2020 - 17:02

Grazie, magari al secondo anno valuto un cambio di tema, ce n'è a migliaia e diciamo che questo mi piaceva esteticamente, a me sembra anche molto ben leggibile ma un'opinione esterna e disinteressata fa sempre comodo.

Per me il disastro è soprattutto da mobile, font troppo grande che va a capo spessissimo, ma per le personalizzazioni al CSS sono altri soldi  <_< e visto che è già un progetto economicamente votato alla perdita non volevo proprio esagerare, almeno all'inizio.


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#70 Señor Shemo

Señor Shemo

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Inviato 18 giugno 2020 - 20:57

Grazie, magari al secondo anno valuto un cambio di tema, ce n'è a migliaia e diciamo che questo mi piaceva esteticamente, a me sembra anche molto ben leggibile ma un'opinione esterna e disinteressata fa sempre comodo.

Per me il disastro è soprattutto da mobile, font troppo grande che va a capo spessissimo, ma per le personalizzazioni al CSS sono altri soldi  <_< e visto che è già un progetto economicamente votato alla perdita non volevo proprio esagerare, almeno all'inizio.

 

(Per quella che è la mia personale esperienza con il tuo sito, non ho mai riscontrato problemi di lettura, anzi apprezzo molto l'estitica che ben si addice al "tono" dei dischi trattati. Però è comprensibile che qualcuno possa far fatica con il format, e tutto quel bianco può dar fastidio. Magari se il tuo tema lo provede potresti impostare l'opzione per una dark mode, ma immagino tu abbia già valutato questa possibilità..)

 

Comunque ottima recensione, me la sono letta ascoltando il brano interpretato dall'Arditti Quartet che non conoscevo. Grazie :)


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#71 simon

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    Scaruffiano

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Inviato 08 agosto 2021 - 12:34

Morton FELDMAN è una figura importantissima della musica d'avanguardia ma essendo una persona ironica e devota all'ironia ha spesso voluto saggiare le capacità di pazienza dell'ascoltatore: alcune sue composizioni durano anche sei ore e in un certo senso la musica ambientale, minimalista e d'avanguardia si fondono in una Chiesa Atea, ove più che ascoltare i suoni finalmente ascoltiamo noi stessi.

 

Non so se in questo forum è stato postato un libro meraviglioso di FELDMAN, mi riferisco a Pensieri Verticali edito da Adelphi (esistono altri Calasso?) ed è particolarmente interessante la definizione data da parte di BORTOLOTTO su questo importante artista americano: 

 

Come un rosario di suoni sgranati, come un mulino tibetano regolato da una pazienza celeste: così, nelle parole di Mario Bortolotto, apparve la musica quieta e smisurata di Morton Feldman all'orizzonte della Neue Musik. Ma se la novità radicale rappresentata dall'irruzione di Feldman sulla scena newyorkese fu in quel modo di comporre diverso da ogni altro (compreso quello del suo maestro Cage), ciò che sorprende per contrasto nei suoi scritti è la scintillante vivacità di una penna la cui verve polemica e incurante ironia ancora oggi lasciano il segno. Nessuna tenerezza per Darmstadt. Questi pensieri verticali sono come frecce avvelenate che si incuneano fra i resti di alcune inscalfibili certezze, corrodendole dall'interno. Una meditazione sulle essenze musicali, e sul tempo – «è la scansione del tempo, non il Tempo in sé, che è stata spacciata per l'essenza della musica» scrive Feldman. E ancora: «A me interessa come questa belva vive nella giungla, non allo zoo» –, ma anche sui fili misteriosi che legano da sempre Arte e Società: «la società, per come la vedo io, è una specie di mastodontico apparato digerente, che tritura qualunque cosa gli entri nella bocca. Questo smisurato appetito può ingollare un Botticelli in un sol boccone, con una voracità da terrorizzare tutti tranne il guardiano di uno zoo. Perché l'arte è così masochista, così desiderosa di essere punita? Perché è così ansiosa di finire dentro quelle gigantesche fauci?». Sfogliare queste pagine sarà allora un po' come affacciarsi al Cedar – il bar dell'Ottava Strada dove, in compagnia di personaggi come Pollock, Rauschenberg o de Kooning, Feldman trascorreva notti intere in discussioni accanite – e fermarsi ad ascoltare una voce che una volta sentita difficilmente si potrà dimenticare.

 

 

 

Ecco.. nessuna tenerezza per DARMSTADT. Ricordo una quindicina di anni fa che in questo forum era vietato parlare di Adorno, come se questo gigante del pensiero si fosse solamente occupato di musica e in modo strumentale per portare avanti alcune istanze francofortesi.

 

Adorno, Benjamin stesso sono stati usati a loro volta dal giornalismo per sentirsi grande, di parlare di filosofia e invece si sono ingabbiati malamente in una sorta di post sociologia ontologicamente non identificabile.

 

ADORNO va visto nell'ottica della sua dialettica negativa, e in generale il suo pensiero edifica la scuola francofortese, ne è lo spirito a volte grottesco a volte irato ma estremamente vitale per creare una eredità: colta in modo assolutamente meraviglioso da HABERMAS che rileggendo KANT e il padre della semiotica nonché bene o male ha portato l'ermeneutica come l'ultima tradizione del pensiero filosofico continentale aprendosi alla filosofia analitica e sociologica americana. Nel caso di HABERMAS ci troviamo davanti, forse all'ultimo pensatore schiettamente razionalista, ma di un razionalismo decisamente atto a dare forme concrete o nuove possibilità intenzionali-costruttive alla società moderna, che comunque si distaccano personalmente da alcune fisime di Adorno.

 

La Musica di FELDMANN non è mai riuscita a commuovermi, non è riuscita ad esprimermi nulla che abbia a che vedere con il sentimento SCHELERIANO, ovvero il mio modo di ascoltare o comunque di relazionarmi a FELDMANN non è oggettivo TOUT COURT ma è pragmatico. Non a caso le parole di BORTOLOTTO riescono a soppiantare (galatticamente) qualsiasi tipo di scrittura giornalistica anche di altissimo livello, per carità non voglio fare di tutta l'erba un fascio.

 

Comunque una cosa va detta, queste musiche hanno trovato negli ultimi trent'anni un encomiabile supporto discografico, case come KAIROS, EDITION RZ, NEOS, WERGO si sono trasformati in filologi e quindi autoptici del divenire-musica di FELDMANN il che è encomiabile, ma il file sharing ha da una parte introdotto FELDMANN in molte case ma allo stesso tempo hanno immiserito il capitale di queste case discografiche. Dunque è un circolo vizioso: si parte da Adorno e Benjamin e si finisce appunto con loro 

 

ALEX ROSS ha scritto un bellissimo capitolo sul minimalismo nel suo bellissimo racconto pop della musica novecentesca, soffermandosi su FELDMANN. Il libro di ROSS è anche pura pedagogia, ed è forse l'ultimo modo di scrivere o meglio di narrare la storia della musica novecentesca. NATTIEZ e la sua semiotica FERMANO il Tempo, fermano il flusso di coscienza dell'ascoltatore immerso nella Musica, un conto è leggere il DELEUZE musicale di un MILLE PIANI apertura quadrimensionale al Tutto, un conto è bannare il Tempo Musicale.

 

 

 

 

      


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„Non si può che confermarsi 'stranieri nella propria lingua'. Il plurilinguismo (crogiuolo di idioletti, arcaismi, neologismi di che trabocca il poema) è il contrario d'una accademia di scuola interpreti. È 'Nomadismo': divagazione, digressione, chiosa, plurivalenza, ecc. Il testo intentato è (deve essere) smentito, travolto dall'atto, cioè de-pensato.“

CARMELO BENE
 

 

 





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