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La Storia


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359 replies to this topic

#341 corrigan

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:00

Non sono sicuro di avere compreso esattamente cosa hai in mente ma l'unico a cui ho pensato è questo:

 

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Poiche' il corso si concentra su PRC, Giappone fascio-scintoista e Corea del Nord, sul versante fascio-nazi-sovietico mi servono esclusivamente monografie che si occupino specificatamente della tecnica della propaganda nei regimi totalitari, possibilmente con un focus sul rapporto coi media del ventesimo secolo (poster e cinema soprattutto). 

Il testo di Mosse sebbene mi sembri interessante non credo rientri in quell'ambito, ma grazie lo stesso. 

 

EDIT: Grazie Duck, ho dato un'occhiata a The Cult of the Duce e dovrebbero esserci un paio di capitoli perfetti: The propagation of the cult of the Duce, 1925–26 di Duggan, e Mass culture and the cult of personality di Stephen Gundle. 

Ho anche trovato questo che sembra assolutamente in tema:

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「その時僕はミサト さんから逃げる事しかできなかった。 他には何もできない、 他も云えない… 子供なんだと……僕はわかった

 


#342 solaris

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:15

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incredibile


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#343 corrigan

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:17

1*yznQoJ3EecuO1OgHFG0MbA.jpeg

 

 

incredibile

e' una foto che mi affascina da sempre, a livello puramente estetico e' un capolavoro assoluto.


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#344 corrigan

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:24

rimanendo in tema e con tuti gli ovvi disclaimer del caso (nel caso in cui qualche mio futuro studente chieda il mio licenziamento a causa di questo post): 

da 32'29'' a 36'00'' (ed in particolare da 33'08''). 


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#345 Bara dei pupi

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:27

 

Comunque anche fare un giro nei campi ancora in piedi un'idea della programmaticità della cosa te la dà, forse anche meglio dei libri.

 

tu ci sei stato? dove? ho sempre provato quasi un'esigenza morale nell'andarci, mi frena il fatto che chi c'è stato me ne ha parlato come di una Disneyland della Shoah

 

 

io ero stato a Mauthausen (Austria) in gita scolastica (ovvio che uno poi finisce a ascoltare i Clock DVA) e a Auschwitz (Polonia) dove ho magiato alla mensa (DIO!) con un pastore tedesco al guinzaglio, ero con amici una 10/15ina di anni fa; penso che la roba più drammatica sia proprio l'idea del mattatoio che emerge fortissima, quasi un villaggio vacanze della morte ----- a Auschwitz ero nei giorni di Natale, c'era una temperatura di 30 sotto 0 e le foto dei villeggianti in mutande, dubito avessero l'olio magico addosso

 

a Monaco, in Germania, se non ricordo male, c'era un campo all'interno della città, visitabile

 

lo sterminio nazista mi perseguita da sempre a livello educativo, mia madre aveva una biblioteca sull'argomento che nemmeno al centro culturale ebraico, per questo secondo me non riusciva a capire Fantozzi e Lino Banfi quando glieli propinavo, e si intristiva ("poverino!") di fronte alle sciagure di Villaggio


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#346 solaris

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    Simmetriade.

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:43

e' una foto che mi affascina da sempre, a livello puramente estetico e' un capolavoro assoluto.


La comunicazione è peggiorata incredibilmente, coi danni peggiori forse fatti proprio dall'avvento del fotoritocco alla portata di tutti. Era talmente tutto nuovo che si mettevano al marketing gli artisti. Ora neanche i dittatori riescono a comunicare con l'eleganza di un tempo, pur avendo messaggi (orrendamente) chiari e potendo obbligare i talenti migliori a lavorare per loro.

Fascisti, sovietici, pure i cinesi coi loro bellissimi dazibao... ora siamo fermi a Silvione sul fondo cielo col lettering col glow bianco e alle cinesate orrende di Xi Jinping.

 

 

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#347 LurkerFakeTroll

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    Re (Salmone) di aringhe

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Inviato 06 novembre 2018 - 10:48

solaR, stai forse dicendo che qualcosa è tramontato?

 

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^questa merda è la nuova reaction ufficiale dei moderatori occulti, equivalente ad un "Segnalato :) "

 

Ma rimanendo in topic e serio mi chiedo se non siano gli stessi meccanismi di recupero di qualcosa di contemporaneo o quasi. Però credo di no, perché quei gran totalitarismi si portavano appresso e inflazionavano delle culture "proprie", per forza, mentre il tizio qui sopra appunto non essendo un dittatore deve far arrabbiare HBO, che si arrabbia davvero.

Le cinesate di Xi Jinping mi mancano però


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Stamani sono stato al fucking gazebo della Lega.

ma secondo te ti credo?


There is a duality between thought and language reminiscent of that which I have described between dreaming and play

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#348 Reynard

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Inviato 06 novembre 2018 - 11:02

Tornando alla richiesta di corrigan: c'è un libro di Tranfaglia, "La stampa del regime", molto utile per entrare dentro i meccanismi quotidiani di controllo della stampa e per vedere le priorità di Mussolini in quell'ambito.
  • 0
La firma perfetta dev'essere interessante, divertente, caustica, profonda, personale, di un personaggio famoso, di un personaggio che significa qualcosa per noi, riconoscibile, non scontata, condivisibile, politicamente corretta, controcorrente, ironica, mostrare fragilità, mostrare durezza, di Woody Allen, di chiunque tranne Woody Allen, corposa, agile, ambiziosa, esperienzata, fluente in inglese tedesco e spagnolo, dotata di attitudini imprenditoriali, orientata alla crescita professionale, militassolta, automunita, astenersi perditempo.

#349 solaris

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Inviato 06 novembre 2018 - 11:05

Ma l'ho detto, secondo me – tra tutte le concause – spicca la nascita di figure appositamente dedicate al marketing, mentre prima erano opera (anche per necessità tecniche) di artisti, pittori, artigiani. Se ai markettari dai in mano Photoshop...
 

Le cinesate di Xi Jinping mi mancano però


137552885_15402997761561n.jpg

Il livello è questo ovunque, dalle zarrate arabe a Trump, dal politico locale campano ai 5s. Ciascuno con le proprie specificità: i cinesi hanno una predilezione per le foto oversaturate, i visi lisciati e i giochi pirotecnici asd (tutta la comunicazione cinese, non solo la politica: riflessi di questa mentalità si vedono anche nel design e nelle interfacce dei loro telefoni); i 5s preferiscono le robe truci da fotoritocco casalingo / meme; nella sx italiana c'è una predilezione per i font bastone ciccioni italic lowercase (mai capito dove sia nata, forse un tentativo di essere moderni e "dinamici").
  • 0

#350 Bara dei pupi

Bara dei pupi

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Inviato 06 novembre 2018 - 11:08

sono manifesti vaporwave, tutto torna


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#351 lazlotoz

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Inviato 07 novembre 2018 - 09:40

Corry, non so se può tornarti utile, ma un sacco di anni fa vidi questo qui:

 

51SWKMZ0Z5L.jpg

 

Raccolta di fotografie ritoccate dai regimi. La falsificazione della realtà.


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#352 corrigan

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Inviato 07 novembre 2018 - 10:04

Grazie!
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#353 lazlotoz

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Inviato 07 novembre 2018 - 10:11

Tra l'altro c'è in Francesce, Inglese e Italiano... visto che mi mancava me lo son comprato su ebay, quando m'arriva posso darti info più approfondite.


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lazlotoz, [...]: sei un gigantesco coglione. Ma proprio un cretino senza pari, [...] Sparati, che fai un favore al mondo.


#354 corrigan

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Inviato 20 gennaio 2019 - 10:38

LFT:

Non fare il buffone ferito, piuttosto, stai lanciando un'approssimazione storica paurosa per far passare una cosa che sembra logica e automatica a te, anche ad altri, ma a me no. E non è reiterandola e semplificandola che mi convinci.
Credo che la Cina sia stata l'avanguardia tecnologica per 2 millenni circa, spalmati su 5 di storia mondiale, a spanne. È stato un sistema più o meno simile al capitalismo a farle dettare l'agenda quando la dettava e farla decadere quando decadeva? Il sistema suo attuale come lo inquadriamo? L'Unione Sovietica con l'antidarwinismo anticapitalista che favoleggiava di creare sementi straordinarie contemporaneamente ingegneri e matematici di tutto rispetto che è?
Mi stai portando uno studio socioeconomico con tutti i modi di fare ricerca nelle versioni avanzate?




 

sposto qui perché al netto degli insulti e della pessima sintassi c'erano alcuni spunti interessanti e sui quali mi sono arrovellato spesso in questi ultimi mesi poiché questo semestre insegno storia di Taiwan. a causa della mia pigrizia sono più che altro note e riflessioni sparse.

 

1) solita correzione sulla Cina ©. ci può stare che da qualche parte (anche abbastanza autorevole) abbia letto dei duemila anni di supremazia tecnologica, ma non è affatto così. direi che quel discorso vale per due fasi: l'apogeo Tang (VII-VIII secolo fino alla Rivolta di An Lushan) e soprattutto il periodo che va dalla Dinastia Song meridionale (XII secolo) al XVII secolo - con la causa di questo declino che va retrodatata all'inizio dell'isolazionismo Ming che cominciò tra il XV ed il XVI secolo. mantengo i miei dubbi su un paragone tra l'Impero Romano e la Dinastia Han. 

in particolare tra il XII ed il XIII secolo la Cina si trovò incredibilmente vicina alla soglia di una vera e propria rivoluzione industriale, senza mai oltrepassarla (e su questo problema sono state scritte intere biblioteche, al riguardo ho sempre trovato convincente, ma forse ad esser più precisi elegante ed economica la high-level equilibrium trap di Elvin). il problema di fondo, che si connette al  precedente intervento di Life e che credo renda inefficace il paragone di LFT è che questa supremazia tecnologica fu confinata ad un ambito che io definirei prettamente pre-scientifico. chi è interessato può affrontare la letteratura che è emersa a commento del lavoro di Joseph Needham, così come quella sulla cosiddetta Great Divergence iniziata da Pomeranz (e in particolare le critiche alla cosiddetta California School).

ripartendo da questi ultimi lavori, provo a riprendere uno degli spunti di LFT: c'era una qualche forma di proto-capitalismo dietro questo sviluppo? direi prima no e poi sì. la prima lunga fase di sviluppo tecnologico avvenne in un contesto certamente non capitalista (e qualcuno parlava, in un'altra epoca, di Asiatische Produktionsweise). La seconda quella Song, si accompagna ad un sistema che da molti viene definito proto-capitalista, ma la scholarship degli ultimi venticinque anni ha comunque ridimensionato la sofisticatezza dei mercati cinesi vis-à-vis quelli europei contemporanei, in particolare a partire dal XV secolo.   

2) il secondo punto dell'intervento credo verta sulla possibilità di sviluppo al di fuori di un sistema capitalista. qui dividerei il discorso in due. prima parte: USSR - davvero difficile. a naso mi verrebbe da dire che la supremazia sovietica nel campo della matematica pura, non sia necessariamente indicativa di una qualche supremazia tecnologica.*

Ora, l'esperienza sovietica nei primi anni della space race, così come i recenti sviluppi cinesi nel campo della AI, potrebbero far pensare ad un progresso senza capitalismo, ma la mia impressione è che la causa di fondo di questi successi non sia di natura ideologica, ma di natura strettamente politica. in altre parole, è l'assetto autoritario di certe polities (l'USSR stalinista/kruscioviana, la PRC di Xi, la Germania nazista) che ha permesso/permette loro di concentrare in maniera più rapida efficiente le necessarie risorse materiali e umane, almeno nel breve periodo e in una prospettiva crudamente goal-oriented.   

3) si può complicare ulteriormente la questione. all'interno della falsa dicotomia stato/mercato con la quale si affronta spesso il discorso sul neoliberalismo e più ampiamente il dibattito socialismo/capitalismo, bisognerebbe sottolineare l'enorme importanza dello "stato", nella sua eccezione più ampia, nella storia del progresso tecnologico americano tra gli anni '40 e gli anni '60 (e quasi parallelamente, allo sviluppo di capitalismi di stato e developmental states in Giappone, a Taiwan [che poi è il motivo di tutto questo pippone] e poi in Corea del Sud, esperienze senza le quali non esisterebbe la Cina superpotenza mondiale di oggi). e forse si potrebbe spingere la data anche più in là: non a caso, da quel che annuso a lavoro, alcuni storici che si stanno occupando adesso della globalizzazione negli anni '70-'80 con nuove fonti primarie sembrano puntare se non a demolire, quantomeno a complicare la semplicistica narrazione "neoliberista" (fatta dai non liberisti) stato vs. libero mercato, ma questa è una storia ancora in fieri

 

comunque, come dicevo all'inizio, sono riflessioni sparse, non sono sicuro che tutto torni.

 

*un mio amico tedesco, un fisico che si occupa di quantum computing in una nuova università a Shenzhen (quella del tizio che ha editato il genoma umano), mi ha detto che negli ultimi anni vi sono stati numerosi casi in cui si è scoperto che sconosciuti matematici sovietici degli anni '50 e '60 erano arrivati a conclusioni uguali a quelle di molti studiosi contemporanei (pare che la letteratura non sia mai stata tradotta e non abbia avuto molta circolazione fuori dal Patto di Varsavia). immagino che sia vero, magari Marguati ne sa di più.  


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#355 LurkerFakeTroll

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Inviato 20 gennaio 2019 - 11:48

Life ridendo ha scritto delle convinzioni forti e delle allusioni chiare, eh:

"trovo molto ironico come una delle battaglie attuali della sinistra estrema sia la completa automazione che permetta di pagare l'UBI, quando poi contemporaneamente si professano contro il capitalismo, che è l'unico sistema che può permettere lo sviluppo della tecnologia necessaria per arrivare a quel punto. Sono proprio curioso di vedere i progressi dell'AI in un sistema non capitalista."

È così strano essere perplessi? Mica negazionisti tout-court. Forse sì e da perplesso non lo vedo. 

 

 

Al netto del bel post tuo, corrigan mi sembrava abbastanza chiaro che i tipi di critica che intendevo fossero:

1. la semplificazione della storia e degli effettivi processi avvenuti mi sembrava esagerata per pretendere da chiunque altro un convinto entusiasmo per come il capitalismo sia necessario per il progresso scientifico e tecnologico.

 

1.1. la generalizzazione del termine capitalismo e la stranezza (?) dei possibili contro-esempi non-capitalisti, di nuovo, non mi convincono che se (/e solo se) A allora B, con A=capitalismo e B=progresso sci-tec, o viceversa.

 

1.1.1. non so fino a che punto si faccia storia, o di più, a suon di esempi e contro-esempi.

 

2. non capisco perché di per sé dovrebbe essere comico o ironico che per Marx il proletariato debba diventare proprietario dei mezzi di produzione e dei prodotti [ipersemplifico anche io, chiaro] siccome quei mezzi di produzione sono resi a loro volta possibili dal capitalismo, vuoi in maniera esclusiva o vuoi per ragioni profonde ma "accidentali" [1]. Qua credo non cambi nulla parlare in marx o in "left accelerationists".
Non capisco perché debba essere comico o perché sia forse così evidentemente il punto debole che fa cadere tutti gli argomenti. Poi magari lo è, oh.

 

2.1 tra l'altro il siccome là sopra introduce la causa della comicità percepita da Life, ma a costo di dire una cazzatona mi sembra che in parte del pensiero marxista quel siccome introduca proprio una sorta di "causalità storica" o addiritttura "finalità", sulla quale ovviamente non ho nulla da dire, in nessun senso.

 

 

 

E ci tengo pure a dire che non penso che Life sia un buffone, condivido con ondarock la stima; proprio perché spesso scrive 2 righe ma con grafici e tabelle sensate, e a volte va pure di wall of text, ho onestamente pensato non avesse tempo o voglia per andare oltre. Non ho la pretesa che mi si risponda o che si prenda spunto da errori e pensierini miei, ma la discesa fino a negazionista della realtà mi è piaciuta poco, poi sticazzi

 

 

Tornando al post tuo, trovo stimolati tutti e tre i punti; in particolare il 2) e 3) mi sembrano notevoli estensioni su concetti che citavo già fra le righe, mentre l'1) è più simile ad una benvenuta correzione


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#356 corrigan

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Inviato 20 gennaio 2019 - 13:26

secondo me l'intervento di Life ti sembra miope perché parti da un'impostazione marxista, o meglio ancora precisamente accelerazionista. dove lui vede un corto circuito perché rifiuta quell'intero habitus mentis (e l'analizza con 100 anni di fallimento di socialismo reale alle spalle), tu non vedi alcuna contraddizione. 

detto ciò a me l'accelerazionismo garba per i memes e la vaporwave, ma a prenderlo sul serio mi è sempre parso una lettura del possibile intellettualmente grezza e soprattutto meccanicistica (ammetto però di non non aver direttamente letto Fisher e compagnia, ma solo loro divulgatori, quindi correggimi se sbaglio).

a latere, allo stesso modo in cui legittimamente si possono fare discussioni del tipo di cosa parliamo quando parliamo di capitalismo, forse se ne potrebbero fare di speculari dall'altro lato della barricata: esiste una soglia oltre la quale non ha effettivamente senso "reintrodurre"  la possibilità di una lettura marxista? (domanda non retorica - non riesco ad esporla meglio al momento).*

 

ho l'impressione/paura, vivendo in Cina, che piuttosto che risolvere quei problemi di allocazione che hanno portato il socialismo reale al fallimento e aprire le porte di una nuova utopia, il risultato sarà ben più cupo: digital authoritarianism. 

 

*pour parler: chissà quale sarà l'impatto sulla composizione delle classi sociali non solo dell'automazione e di un mondo post-lavoro, ma anche della bioingegneria e della cibernetica (ed in particolare dell'accesso a esse)? a naso me le immagino molto poco egalitarie.


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#357 LurkerFakeTroll

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Inviato 20 gennaio 2019 - 13:44

Non penso di sentirmi a mio agio come accelerazionista, appena di più come marxista (capirai, con Fusaro in giro....). Anche se tu stai dicendo solo che parto da quell'impostazione, quindi posso abbozzare.

Fisher in RC comunque non mi pare accelerare e di tutto il resto e i circoletti ho letto 0, se parliamo di mischioni punk, rave, tecnologie...

Non ho capito davvero la domanda ma non mi sembra retorica, mi sembra però che la risposta sia "sì, e l'abbiamo passata" per i "capitalisti" e "no, questa stessa domanda è eticamente sbagliata" per i marxisti.

Nell'asterisco e nel digital authoritarianism sfondi una porta aperta dietro alla quale sto io coi giocattoli che ti invito a sederti per terra con me, ma certo non qui e ora
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#358 corrigan

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Inviato 20 gennaio 2019 - 14:00


Non ho capito davvero la domanda ma non mi sembra retorica, mi sembra però che la risposta sia "sì, e l'abbiamo passata" per i "capitalisti" e "no, questa stessa domanda è eticamente sbagliata" per i marxisti.

 

mi hai capito, il "perimetro" della mia domanda era questo.


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#359 ravel

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Inviato 20 gennaio 2019 - 15:45


 

1) solita correzione sulla Cina ©. ci può stare che da qualche parte (anche abbastanza autorevole) abbia letto dei duemila anni di supremazia tecnologica, ma non è affatto così. direi che quel discorso vale per due fasi: l'apogeo Tang (VII-VIII secolo fino alla Rivolta di An Lushan) e soprattutto il periodo che va dalla Dinastia Song meridionale (XII secolo) al XVII secolo - con la causa di questo declino che va retrodatata all'inizio dell'isolazionismo Ming che cominciò tra il XV ed il XVI secolo. mantengo i miei dubbi su un paragone tra l'Impero Romano e la Dinastia Han. 

in particolare tra il XII ed il XIII secolo la Cina si trovò incredibilmente vicina alla soglia di una vera e propria rivoluzione industriale, senza mai oltrepassarla (e su questo problema sono state scritte intere biblioteche, al riguardo ho sempre trovato convincente, ma forse ad esser più precisi elegante ed economica la high-level equilibrium trap di Elvin).

 

Cosa pensi del famoso "ritornello" di Max Weber "nur der Okzident"?

 

P. es.: "I problemi della storia universale si presenteranno, inevitabilmente, al figlio della moderna civiltà europea sotto il seguente punto di vista, del resto giustificabile: «Per quale concatenamento di circostanze è avvenuto che proprio sul suolo occidentale, e qui soltanto, la civiltà si è espressa con manifestazioni, le quali - almeno secondo quanto noi amiamo immaginarci - si sono inserite in uno svolgimento, che ha valore e significato universale?». Solo in Occidente vi è una «scienza» con quello sviluppo che noi oggi riconosciamo «valido»" ecc.

 

Con la conseguente conclusione che soltanto in Occidente si può parlare di scienza (nel senso delle naturwissenschaften del dibattito epistemologico del tempo, in cui Weber si inseriva) e di capitalismo?


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"Ciò che l'uomo può essere per l'uomo non si esaurisce in forme comprensibili".
(k. jaspers)

 

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#360 Trickster017

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Inviato 20 gennaio 2019 - 15:46

ho l'impressione/paura, vivendo in Cina, che piuttosto che risolvere quei problemi di allocazione che hanno portato il socialismo reale al fallimento e aprire le porte di una nuova utopia, il risultato sarà ben più cupo: digital authoritarianism. 

 

E' da qualche anno che ho la stessa paura, estesa però a tutte le società avanzate e non solo alla Cina. Quello che mi sto ripromettendo, analizzando tutto quello che mi capita per le mani, è di rintracciare elementi in tal senso, nella speranza di trovarne di più in senso contrario.


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