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Nicolas Winding Refn


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60 replies to this topic

#41 Sandor

Sandor

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Inviato 21 giugno 2019 - 14:00

è trasmesso in Italia? /Netflix?

é su amazon prime,per fortuna visto che fine fanno gli autori su netflix.
Che fine fanno? limitazioni gravi? chiedo perchè non ne so nulla  ?_?
Io ho avuto parecchie delusioni ,vedi Park e Evans,che mi sono convinto che gli algoritmi che usa Netflix livellano verso il basso la creatività.
Per ora non ho visto Roma per quello anche se tutti ne scrivono bene.
Probabilmente è una mia fissazione ma parto sempre prevenuto sulle produzioni Netflix.
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#42 Abdullah The Butcher

Abdullah The Butcher

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Inviato 21 giugno 2019 - 15:40

Sapete se si trova con i sottotitoli? 


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#43 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

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Inviato 21 giugno 2019 - 15:45

Sapete se si trova con i sottotitoli?

Si trova facilmente nei soliti siti.
  • 0

#44 Abdullah The Butcher

Abdullah The Butcher

    mainstream Star

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Inviato 21 giugno 2019 - 16:32

quali? ho sempre usato i torrent, per quel che riguarda il streaming vivo nell'ignoranza assoluta 


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#45 Sandor

Sandor

    Classic Rocker

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Inviato 21 giugno 2019 - 19:06

quali? ho sempre usato i torrent, per quel che riguarda il streaming vivo nell'ignoranza assoluta

cb01.space ma cambiano di continuo il dominio, comunque basta una ricerca con Google e trovi tutto,puoi fare anche il download.
Magari se vuoi più info mi mandi un messaggio.
  • 1

#46 Pancakes

Pancakes

    Roadie

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Inviato 22 giugno 2019 - 09:16

 

 

 

è trasmesso in Italia? /Netflix?

é su amazon prime,per fortuna visto che fine fanno gli autori su netflix.
Che fine fanno? limitazioni gravi? chiedo perchè non ne so nulla  ?_?
Io ho avuto parecchie delusioni ,vedi Park e Evans,che mi sono convinto che gli algoritmi che usa Netflix livellano verso il basso la creatività.
Per ora non ho visto Roma per quello anche se tutti ne scrivono bene.
Probabilmente è una mia fissazione ma parto sempre prevenuto sulle produzioni Netflix.

 

 

È così, forse con tutti gli OTT, a parte qualche significativa eccezione [cit.]. Ma ho sempre pensato che Refn fosse veramente troppo grande per cadere, e da quello che dite me lo state confermando. Mi interessa molto la serialità molto vaga, quasi un timbro del cartellino per farsi i suoi 5-6 film tutti insieme, che per un fan dev'essere veramente un epifania. Peraltro lui i suoi ritmi ostici li ha sempre tenuti su minutaggi da cartone animato Disney [Valhalla Rising ha lo stesso running time della Sirenetta, per dire], quindi come formato sta veramente giocando in casa.


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"If you ain’t got sauce then ya lost! But you can also get lost in the sauce"


#47 Stephen

Stephen

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  • LocationAmong these dark Satanic Mills

Inviato 22 giugno 2019 - 11:01

Dura un'ora e mezza come tutti i film, eh?

Mi sa che me la guardo, comunque. Torno più tardi.
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"Proprio luiii... Piątek, il pistoleeerooo!!!"

Uno show crossover con Montalbano e Don Matteo.


#48 Sandor

Sandor

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Inviato 25 giugno 2019 - 10:52

Ho ascoltato un'intervista a NWR a Hollywood Party di radio 3 molto interessante.
Scopro che ha fondato una piattaforma streaming bynwr.com dove mette produzioni nuove di altri ma pensa di mettere anche cose sue e film restaurati .
Rende omaggio al cinema italiano di genere
e soprattutto a Mario Bava ma non ne avevo dubbio.
  • 1

#49 Tom

Tom

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Inviato 29 giugno 2019 - 11:04

Finito ieri sera Too Old To Die Young.

Mi e' venuto da pensare che quando scriveva "The Counselor" Cormac McCarthy aveva probabilmente in mente un film diretto come uno di questi episodi piuttosto che il prodotto corretto ma convezionale tirato fuori da Ridley Scott. Le parentele con McCarthy sono del resto tante: la rinuncia a situazioni catartiche, gli spiazzamenti narrativi, i personaggi consapevoli del loro ruolo, i riferimenti biblici, un sottofondo apocalittico. Certo, quello che su carta e' prosciugato e metafisico su schermo rischia spesso il kitsch, ma non e' chiaramente un problema che Refn si pone minimamente.  

Di sicuro un'opera che mi ha messo addosso una discreta ansia e consola il non avere figli. Soprattutto figlie.

 

Non un vero prodotto seriale, non dieci film autonomi, ma neppure un film di 14 ore. Boh, una cosa nuova, impensabile solo fino a pochi anni fa.


  • 3

#50 thom

thom

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Inviato 29 giugno 2019 - 11:34

voto? si trova solo su amazon prime?


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#51 PDeVo

PDeVo

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Inviato 29 giugno 2019 - 11:43

Non riesco a immaginare persone che non hanno amazon prime (Grandi Soddisfazioni del Primo Mondo)
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#52 bluetrain

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Inviato 29 giugno 2019 - 14:02

Viste le prime tre puntate, che dire, è una refnata totale, una serie TV (?) sua non poteva che essere una cosa (non saprei come altro definirla, ha detto bene Tom: ha pochissima serialità ma ne ha a sufficienza per non essere una serie film autonomi legati da un fil rouge, tipo il Decalogo di Kieslowski, e ha un mood dilatatissimo, un underplaying degli attori principali a tratti quasi hardcore e una messa in scena estrema mai vista nell'ambito televisivo) così. 

Ad ogni modo, per ora mi sta piacendo molto, al netto di una paio di momenti eccessivi (penso soprattutto ai minuti finali della seconda puntata, talmente indigesti e parossistici da far sembrare il resto della già lenta puntata un action movie hollywoodiano).


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#53 William Blake

William Blake

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Inviato 29 giugno 2019 - 14:12

I primi tre episodi potrebbero essere tranquillamente tre pilot di tre serie diverse
  • 0
Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#54 bluetrain

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Inviato 29 giugno 2019 - 14:22

I primi tre episodi potrebbero essere tranquillamente tre pilot di tre serie diverse

 

Ora, non so come siano quelli successivi, ma secondo me no: c'è comunque, se pur diluita all'inverosimile, una traccia diegetica che solca i 3 episodi e che li rende in qualche modo parte di un unico strambo corpus narrativo. Per lo meno, questa è stata la mia impressione.

Martin e la ragazza diciassettenne, il killer messicano, la promozione a detective e il caso Viggo, ecc.

Al limite si può parlare di serialità della trama più verticale che orizzontale, alla guisa del telefilm degli anni 80, ormai decisamente fuori moda, quello sì.


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#55 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 29 giugno 2019 - 14:34

 

I primi tre episodi potrebbero essere tranquillamente tre pilot di tre serie diverse

 

Ora, non so come siano quelli successivi, ma secondo me no: c'è comunque, se pur diluita all'inverosimile, una traccia diegetica che solca i 3 episodi e che li rende in qualche modo parte di un unico strambo corpus narrativo. Per lo meno, questa è stata la mia impressione.

Martin e la ragazza diciassettenne, il killer messicano, la promozione a detective e il caso Viggo, ecc.

Al limite si può parlare di serialità della trama più verticale che orizzontale, alla guisa del telefilm degli anni 80, ormai decisamente fuori moda, quello sì.

 

 

sì ma se ci pensi, se aggiungi delle scene al terzo episodio, potrebbe essere il pilot. così come il secondo nel quale tutto ciò che è accaduto nel vol. 1 è quasi rimosso (anche se è importante per capire le motivazioni dei personaggi). è una cosa che onestamente non ho mai visto fare in questo modo: anche Simon (o Lynch) aggiungono personaggi nel corso degli episodi ma all'interno di una continuity strettissima.  


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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#56 Abdullah The Butcher

Abdullah The Butcher

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Inviato 30 giugno 2019 - 22:10

viste le prime 6: bellissimo!


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#57 James Lepo

James Lepo

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Inviato 30 giugno 2019 - 23:41

Per me serie epocale. Probabilmente NWR è riuscito a far meglio anche del Lynch di Twin Peaks 3, di cui TOTDY è per molti versi una prosecuzione, per lo meno da un punto di vista concettuale.
Forma narrativa come già notato da voi completamente liquida, in una terra di mezzo tra serialità e cinema che non a caso lo stesso NWR ha definito come ‘streaming’, una sorta di rappresentazione filmica in cui i tempi del girato sono assimilabili a quelli della vita: l’azione è fulminea, i turning point accadono in pochi secondi, il resto è attesa, contemplazione, noia, ritualità di ogni forma (d’altro canto questo ribaltamento dei tempi filmici tradizionali è da sempre un’ossessione di refn). È del tutto chiaro tuttavia come nella vita di tutti i giorni le persone non impieghino 30 secondi per dare una qualsiasi risposta (asd), ma questa è la qualità massima dei più grandi registi di ogni tempo: deformare la realtà e i suoi tempi per l’esigenza della materia filmata.
Nella sostanza, TOTDY è forse il compendio definitivo di tutta l’estetica di Refn: si entra in una dimensione allucinata in cui persino una luce al neon viola in un granaio nel deserto messicano viene percepito dallo spettatore come del tutto credibile, persino sensato.
È poi una serie devastante sotto il profilo umano. Sotto la coltre di misticismo ed esoterismo (la simbologia dei tarocchi esposta fin dai titoli degli episodi), la satira sull’America trumpiana e sulla società occidentale contemporanea, quasi ripiombata in un inferno animalesco senza legge, è brutale, e infatti a ‘vincere’ è chi si rivela più ‘bestia’. L’unica speranza per l’umanità sembra poter essere la Donna, reinvestita anche delle qualità divinatorie che la rendevano essenziale tramite tra l’uomo e il trascendente nelle civiltà antiche, ma è una speranza ancora flebile, in una realtà che ancora non le consente di esprimersi appieno.
Personalmente, da fan del regista danese, ho poi amato il susseguirsi ancora più esasperato del solito di un’infinità di registri, dal noir al grottesco, dal gangster movie alla commedia, nera e non, dalla più degenere perversione sessuale alla tenerezza più fragile, il tutto uniformato senza mai imprimere violenti scossoni di ritmo o di tono, grazie alla messinscena maniacale e lisergica allo stesso tempo, e alla recitazione trattenuta (e qui c’è la grande differenza con il geniale Lynch, che invece degli scossoni emotivi ha fatto un totem più o meno costante nella sua carriera).
Probabilmente qualche lungaggine di troppo che inevitabilmente c’è mi porta a non considerare TOTDY come l’apice assoluto di refn (che ritengo probabilmente essere neon Demon); sarà tuttavia impossibile per me dimenticare moltissime sequenze di questa monumentale operazione, densissima di contenuti e fotograficamente miracolosa.
  • 4

#58 Dark Mavis

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Inviato 02 luglio 2019 - 18:07

Sono alla sesta puntata, ieri ne ho viste tre di fila. Mi sta conquistando di brutto.

Quinta capolavoro, ha ragione Tom.


  • 0

#59 Pancakes

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    Roadie

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Inviato 02 luglio 2019 - 18:38

Per me serie epocale. Probabilmente NWR è riuscito a far meglio anche del Lynch di Twin Peaks 3, di cui TOTDY è per molti versi una prosecuzione, per lo meno da un punto di vista concettuale.
Forma narrativa come già notato da voi completamente liquida, in una terra di mezzo tra serialità e cinema che non a caso lo stesso NWR ha definito come ‘streaming’, una sorta di rappresentazione filmica in cui i tempi del girato sono assimilabili a quelli della vita: l’azione è fulminea, i turning point accadono in pochi secondi, il resto è attesa, contemplazione, noia, ritualità di ogni forma (d’altro canto questo ribaltamento dei tempi filmici tradizionali è da sempre un’ossessione di refn). È del tutto chiaro tuttavia come nella vita di tutti i giorni le persone non impieghino 30 secondi per dare una qualsiasi risposta ( asd), ma questa è la qualità massima dei più grandi registi di ogni tempo: deformare la realtà e i suoi tempi per l’esigenza della materia filmata.
Nella sostanza, TOTDY è forse il compendio definitivo di tutta l’estetica di Refn: si entra in una dimensione allucinata in cui persino una luce al neon viola in un granaio nel deserto messicano viene percepito dallo spettatore come del tutto credibile, persino sensato.
È poi una serie devastante sotto il profilo umano. Sotto la coltre di misticismo ed esoterismo (la simbologia dei tarocchi esposta fin dai titoli degli episodi), la satira sull’America trumpiana e sulla società occidentale contemporanea, quasi ripiombata in un inferno animalesco senza legge, è brutale, e infatti a ‘vincere’ è chi si rivela più ‘bestia’. L’unica speranza per l’umanità sembra poter essere la Donna, reinvestita anche delle qualità divinatorie che la rendevano essenziale tramite tra l’uomo e il trascendente nelle civiltà antiche, ma è una speranza ancora flebile, in una realtà che ancora non le consente di esprimersi appieno.
Personalmente, da fan del regista danese, ho poi amato il susseguirsi ancora più esasperato del solito di un’infinità di registri, dal noir al grottesco, dal gangster movie alla commedia, nera e non, dalla più degenere perversione sessuale alla tenerezza più fragile, il tutto uniformato senza mai imprimere violenti scossoni di ritmo o di tono, grazie alla messinscena maniacale e lisergica allo stesso tempo, e alla recitazione trattenuta (e qui c’è la grande differenza con il geniale Lynch, che invece degli scossoni emotivi ha fatto un totem più o meno costante nella sua carriera).
Probabilmente qualche lungaggine di troppo che inevitabilmente c’è mi porta a non considerare TOTDY come l’apice assoluto di refn (che ritengo probabilmente essere neon Demon); sarà tuttavia impossibile per me dimenticare moltissime sequenze di questa monumentale operazione, densissima di contenuti e fotograficamente miracolosa.

 

Andiamo bene allora asd


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"If you ain’t got sauce then ya lost! But you can also get lost in the sauce"


#60 bluetrain

bluetrain

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Inviato 12 luglio 2019 - 09:12

Finita "Too old to die young", niente da aggiungere a quanto avete già detto, serie-non serie figherrima sotto molteplici punti di vista. Tra l'altro ho apprezzato tantissimo il fatto di vedere un prodotto dichiaratamente e ideologicamente anti-binge watching: finita una puntata ti dici: "ok, per oggi è abbastanza, ne riparliamo tra un paio di giorni", prendendoti così il giusto tempo per assimilarla e farla tua senza quella maledetta scimmia bulimica che spesso è sorella della superficialità.

Ho notato solo alla fine che è stata co-sceneggiata da quel genietto di Ed Brubaker, che non a caso ha scritto i fumetti noir più belli degli ultimi anni (e forse non solo), capi tipo "Criminal", "Fatale" o "The fade out".

Ultimo appunto: forse nessuno l'ha evidenziato, ma utilizzo delle musiche (bellissime), sia originali che non, è da manuale.


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