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Pier Paolo Pasolini


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87 replies to this topic

#41 botty

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    mi chiamo nenzi

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Inviato 12 novembre 2006 - 19:47

Guarda che lo strutturalismo è cheap, è robetta da scienze della comunicazione. Il vero snob va dall'empirismo logico in su.

Esprimo tristezza perché devo sentirmi prendere in giro da chi si vanta di avere idee dogmatiche e monolitiche e si compiace del proprio atteggiamento snob.
Non commento il resto ("uno come Busi", "uno come Bonolis"... ma che hanno fatto per meritarsi tanto disprezzo?), perché non è commentabile, e di discorsi sullo statuto dell'Arte se ne sono già fatti a bizzeffe. Resta il fatto che, come ha detto anche il dolce Enri, ancora nessuno ha tentato di spiegare i motivi della presunta grandezza di Pasolini, grandezza che non è autoevidente come molti credono. Se è così palese non dovrebbe essere poi così difficile aprirci gli occhi...
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I aim to misbehave


#42 botty

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    mi chiamo nenzi

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Inviato 13 novembre 2006 - 02:38

Dunque, prima dici che il tuo apprezzamento per Pasolini non è dogmatico poi affermi che la sua grandezza non ha bisogno di essere motivata. Potrei chiudere in bellezza su questa enorme contraddizione... Invece chiedo, per l'ennesima volta, che qualcuno, chiunque, si abbassi a spiegare alla sottoscritta perché Pasolini è un grande intellettuale. Vedo che preferite girarci intorno, ma questo atteggiamento puzza di "non so cosa dire". Capisco che per molti il fatto che Pasolini sia uno dei personaggi più importanti del novecento italiano è un fatto assodato come il sole che sorge la mattina ma, come direbbe Popper, solo la considerazione dell'eventualità che il Nostro sia un coglione come tanti altri rende valida la teoria sulla sua grandezza ;D

Inoltre, la contraddizione di cui sopra è corroborata da quel che dici sulla sua opera: un solo film perfetto, solo due buoni romanzi, pessimo critico eppure un grande intellettuale. Vorrei vedere se un recensore di Ondarock scrivesse in una recensione "musica così così, testi pessimi, voto 8" cosa se ne direbbe.

Per concludere sull'esempio di Beethoven: se è vero che nella storia del pensiero c'è chi si è sentito in dovere di dimostrare anche la propria esistenza, credo che Beethoven e Pasolini non si offenderebbero se sapessero che c'è chi chiede di motivare la loro grandezza... E per rimanere in tema musicale: se la grandezza artistica è una qualità immanente che non ha bisogno di essere motivata e trascende spazio e tempo, allora come mai l'opera di Bach è stata trascurata per un secolo dopo la sua morte prima di essere poi giustamente rivalutata?
Si ha un'ingiusta paura del ridimensionamento e della rivalutazione, e come in una favola dei fratelli Grimm ci si nasconde nella propria capanna di paglia con alle pareti il poster di Pasolini, che verrà spazzato via anche lui dalla forza del lupo (perché prima o poi il lupo viene, ed è bene prepararsi ad affrontarlo con la bella casetta di mattoni che vi ostinate a non voler costruire!)

E dopo il pippone moralistico, qualcosa di completamente (?!) diverso:

Bonolis: soffre un po' di manie di grandezza, ma se vuol scrivere un libro su un filosofo saranno affari suoi (ci sono perversioni molto peggiori della filosofia). Se poi il discorso torna sulla tv cattiva e schifosa, come già detto due miliardi di altre volte basta premere il pulsantino di plastica sotto lo schermo per tornare al proprio personale idillio culturale.

Busi: è uno che combatte talmente il sistema che va in tv vestito da donna. Altro che Pasolini, il vero intellettuale incompreso è lui! Ha cultura e capacità da vendere e si può anche permettere di fare lo stupido in tv, perché lo fa in modo talmente eccessivo che è impossibile anche scandalizzarsi. Aldo Busi non porta la cultura in tv leggendo i libri ai ragazzi di Amici, è troppo intelligente (e disincantato) per voler fare da sussidiario alla didattica. Inoltre è uno scrittore tanto dotato quanto poco letto: ho l'impressione che nessuno di quelli che ne parla male in questo thread abbia mai letto niente di suo. Ma chiaramente se ne può parlar male lo stesso, è solo Aldo Busi, mica Pier Paolo Pasolini...
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#43 Guest_PadovaScoppia_*

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Inviato 13 novembre 2006 - 09:37

Sì, perchè sei una eccezione e non sei il target a cui si rivolge il film. Si suppone che il proselitismo si cerchi di farlo tra chi è all'oscuro (?) della propria condizione. In parole povere, a chi è diretto questo film? Ad una piccola fetta di critici e cinefili perfettamente in grado di cogliere il messaggio, ad una platea di spettatori coscienti, che abbia un minimo di voglia di perdere del tempo ad interpretare e a documentarsi oppure alla stragrande maggioranza della popolazione non conscia della propria situazione? Nei primi due casi allora il film avrebbe nessuna o scarsa ragione di esistere, si suppone che larga parte della popolazione sia ottenebrata e quindi il risveglio sia una questione morale. E allora perchè rendere il messaggio così contorto e difficile, ma Pasolini questo film per chi l'ha fatto, per le masse bisognose o per sè stesso ed una ristretta cerchia? Come può lo spettatore medio o l'operaio o io stesso cogliere i paralleli tra i prigionieri costretti a mangiare merda e la società odierna (soprattutto nel 1975 quando ancora non c'era internet)? Non so se avete presente Men Behind The Sun, è un film che denuncia le atrocità commesse dall'esercito giapponese durante la conquista della Manciuria, è un film DISGUSTOSO. Ci sono delle scene raccapriccianti che rimangono impresse ben bene. Adesso, possiamo stare a discutere per ore se sia giusto o no arrivare a livelli simili di violenza e crudezza, fatto sta che un film così per me è 100 volte più sensato, giunge direttamente all'obbiettivo senza alcuna pretesa, qual è il miglior modo di denunciare qualcosa che si ritiene ingiusto? Farlo capire a più gente possibile. E mi sembra un ragionamento logico. Secondo te, l'operaio della fiat, nel 75, tornava a casa e si andava a vedere Salò? Cercava in un secondo momento di capire la complessità dei rimandi? E questo non perchè fosse stupido, questo perchè il tempo non ce l'aveva di certo porcogiuda. Ma vuoi mettere quanti cazzo di proseliti in più potesse fare un semplice, idiota volantino di protesta?


Oltre a notare il solito classismo da blogghettaro postrelativista/revisionista insito nel tuo pensiero, chi l'ha detto che per fare un film di protesta bisogna per forza essere didascalici o comunque autoevidenti?

Le sensazioni che ho avuto guardando salò mi parlano, e parleranno anche tra 40 anni, di un disagio profondo e primitivo, un disagio universale, un disagio che puoi storicizzare riconduendolo al suo contesto di vita ma che rimarrà sempre descritto come tale, vivido e lacerante.

Scusa se è poco e scusa se sbaglio a non usare come termine di paragone un democraticissimo film snuff o una qualsivoglia pellicola gore che mi spieghi ben chiaro chi sono i cattivi, chi i buoni ed il perchè.

#44 Guest_Pablito_*

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Inviato 13 novembre 2006 - 10:15

E dopo il pippone moralistico, qualcosa di completamente (?!) diverso:

Ieri ho avuto spesso la tentazione e la voglia anche di rispondere a te e a Enrico, ma francamente dopo un intervento simile penso di aver fatto bene a soprassedere... staremo a vedere se sarai tanto 'sportiva' quando qualcuno parlerà male di qualche tuo idolo (ma sto scherzando: so benissimo che non lo saresti, come non lo sei mai stata in passato). Per giunta vi permettete pure di fare la morale, il che francamente mi pare davvero troppo.


#45 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 13 novembre 2006 - 12:32

Detto questo io mi incazzerò sempre quando un qualsiasi esponente della attuale cultura televisiva si metterà a pontificare su artisti e persone come Pasolini.
Dall'alto dei loro fantastiliardi sono i nostri signori e padroni.
Sono riusciti ad imporre lo loro non-cultura a tutto il paese.
Hanno pure creato una classe politica da destra a sinistra a loro immagine e somiglianza.
Ma non gli basta.
Attraverso utili idioti come Busi (ma potrei citare anche un Ferrara o un Mollica) devono anche riscrivere a loro comodo la storia culturale del paese.
Tra l'altro spesso ostentando la parte di chi parla in solitudine, rompendo muri di omertà e consenso incondizionato che circonderebbero artisti come Pasolini (la cui opera come è noto è la principale fonte di discussione nei bar e nei salumifici).
Chi ha più pazienza di me potrà stare dietro a questo revisionismo catodico, dilagante anche nella carta stampata, per appurare se ci sia qualcosa di sensato o ragionevole.
Io non ce la faccio è più forte di me: mi incazzo!


amen... ;)
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(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#46 Enrico

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Inviato 13 novembre 2006 - 21:41

Oltre a notare il solito classismo da blogghettaro postrelativista/revisionista insito nel tuo pensiero, chi l'ha detto che per fare un film di protesta bisogna per forza essere didascalici o comunque autoevidenti?

Le sensazioni che ho avuto guardando salò mi parlano, e parleranno anche tra 40 anni, di un disagio profondo e primitivo, un disagio universale, un disagio che puoi storicizzare riconduendolo al suo contesto di vita ma che rimarrà sempre descritto come tale, vivido e lacerante.

Scusa se è poco e scusa se sbaglio a non usare come termine di paragone un democraticissimo film snuff o una qualsivoglia pellicola gore che mi spieghi ben chiaro chi sono i cattivi, chi i buoni ed il perchè.


Dove ho detto che per fare un film di protesta bisogna per forza essere didascalici? O prataiolo, leggere bene. Tu il tuo film lo puoi fare come ti pare, si suppone però che se si vuole protestare contro qualcosa si sia implicitamente scontenti di quel qualcosa. In genere se si è scontenti di qualcosa si ha la tendenza a voler cambiare quel qualcosa. E qual è il metodo migliore per provocare un cambiamento? Essere in tanti. Lacerati finchè vuoi, ma la lacerazione deve essere compresa, per chi non comprende il messaggio Salò resterà solo un film violento e di "semplice" denuncia contro il fascismo. Il tuo solito intervento perfettamente inutile con un finale banalmente retorico e condito da populistissimi "scusa", puoi fare di meglio. Ah, Men Behind The Sun non è un né un gore, né uno snuff, è nato come fillm di pura denuncia.


Non provo a "spiegare" la grandezza di Pasolini per il semplice motivo che non vedo da parte di chi l'ha messa in discussione in questa discussione, alcuna intenzione di retrocedere dalle proprie idee blogghettare postrelativiste/revisioniste (copright: PadovaScoppia).


Questo passo è stupendo. Tu, con questa stessa frase, dimostri che non hai assolutamente nessuna "intenzione di retrocedere dalle proprie idee" blogghettare o meno, non ti sprechi neanche. La "grandezza di Pasolini" implica che, tutto ciò che è stato detto su Pasolini non modifica il tuo pensiero su di lui. Noi chiediamo delucidazioni, chiedere un parere in merito non implica automaticamente che il parere sarà scartato a priori, anzi, solitamente è una richiesta atta ad integrare la conoscenza in merito, è volta a rafforzare o a modificare una opinione. Ergo, non abbiamo mai manifestato l'atteggiamento che tu ci imputi mentre tu sì.
Scusa se abbiamo le nostre idee (copright: PadovaScoppia).

Ieri ho avuto spesso la tentazione e la voglia anche di rispondere a te e a Enrico, ma francamente dopo un intervento simile penso di aver fatto bene a soprassedere... staremo a vedere se sarai tanto 'sportiva' quando qualcuno parlerà male di qualche tuo idolo (ma sto scherzando: so benissimo che non lo saresti, come non lo sei mai stata in passato). Per giunta vi permettete pure di fare la morale, il che francamente mi pare davvero troppo.


Perchè hai soprasseduto? Quando abbiamo fatto la morale? Non ce la stai forse facendo tu in questo momento "il che francamente mi pare davvero troppo." ?


Volevo anche farti notare che

Li diprezzo perchè loro disprezzano me.
Perchè in quanto utente televisivo mi ritengono (o mi hanno ritenuto per anni) degno al massimo dei loro lezzi, del loro sudore, dei loro strepiti, della loro sguaitaggine e volgarità.

Non è vero perchè tu non sei obbligato a guardare i canali commerciali, il disprezzo è unilaterale.

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#47 Guest_Pablito_*

Guest_Pablito_*
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Inviato 13 novembre 2006 - 22:22

Noi chiediamo delucidazioni, chiedere un parere in merito non implica automaticamente che il parere sarà scartato a priori, anzi, solitamente è una richiesta atta ad integrare la conoscenza in merito, è volta a rafforzare o a modificare una opinione. Ergo, non abbiamo mai manifestato l'atteggiamento che tu ci imputi mentre tu sì.

Guarda che mica tutti hanno l'anello al naso eh...

#48 Haggard

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Inviato 13 novembre 2006 - 23:30

Quello che emerge dalle opere di Pasolini (che per ora conosco, purtroppo, a spizzichi e bocconi: tre film, due romanzi, gli scritti corsari e basta) è una dote che ai tanti pseudo-intellettuali da reality show di oggi manca:  il coraggio. Il coraggio di andare contro tutto, contro il conformismo di certa parte del PCI, contro le contraddizioni del '68, contro le istituzioni massificanti della modernità e i nuovi stili di vita edonisti, contro una scuola dell'obbligo che di fatto era ancora quella della riforma Gentile, solo unificata; contro tutte le manovre oscure accadute in Italia dalla seconda metà degli anni sessanta fino alla sua morte. Un classico nel senso calviniano del termine, che fa riflettere ancora oggi: basti rileggere poesia dedicata agli scontri di Valle Giulia, o i suoi romanzi sui "ragazzi di vita" delle borgate romane: forse oggi sono gli extracomunitari delle banlieu parigine ( e italiane)...

Mica cazzi e canguri (pochissimi i canguri), con tutto il rispetto.





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#49 scirocco

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Inviato 13 novembre 2006 - 23:37

Secondo me, basterebbe riflettere sulle forme e i contenuti dei messaggi di Pasolini per trovare la grandezza di questo personaggio. Un "border-line" assolutamente conscio della propria posizione e avanti di trent'anni rispetto al proprio tempo, un intellettuale più coraggioso di tanti osservatori privilegiati, un laico più credente di moltissimi cattolici, un comunista più autentico di tanti partigiani.

Per molti era solamente un losco individuo, una figura sinistra, un "pervertito", uno "sporcaccione", ma lui non se ne curava. Anzi, dalla sua postazione estrema continuava a lanciare provocazioni sempre più pesanti analizzando vizi e virtù della nostra nazione con una lucidità e una forza oggi impensabili. Non aveva paura di nessuno: centro, destra, sinistra, tutti erano oggetto delle sue pesanti critiche così come lui stesso veniva criticato da ogni parte. Ma era il clima socio-politico di allora.

Infilava le dita in qualunque "piaga" intervenendo in dibattiti televisivi e rilasciando interviste ferocissime e destabilizzanti. Non aveva peli sulla lingua: 'osava' ed era scomodo. Lui lo sapeva e andava avanti. Per amore del suo popolo, per amore della giustizia e di ciò che ancora di puro e vero esisteva in questo Paese e meritava di essere scoperto. Certo, non tutto ciò che diceva era condivisibile, anzi, molte cose facevano strocere il naso persino ai suoi più vicini sostenitori, ma di una cosa possiamo stare certi: della sua onestà intellettuale.

Oggi, come allora, un personaggio del genere (qualora fosse in grado di raggiungere ampia visibilità) verrebbe immediatamente allontanato: un uomo coraggioso fa sempre paura, in qualunque epoca. E Pasolini di coraggio ne aveva da vendere e per questo pagò con la vita. Basterebbe questo a decretarne, prima di tutto, l'immensa grandezza di acuto sensibile osservatore civile e morale del proprio tempo, poi di poeta, scrittore, regista e tutto il resto.
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#50 Guest_PadovaScoppia_*

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Inviato 14 novembre 2006 - 00:02

Dove ho detto che per fare un film di protesta bisogna per forza essere didascalici? O prataiolo, leggere bene. Tu il tuo film lo puoi fare come ti pare, si suppone però che se si vuole protestare contro qualcosa si sia implicitamente scontenti di quel qualcosa. In genere se si è scontenti di qualcosa si ha la tendenza a voler cambiare quel qualcosa. E qual è il metodo migliore per provocare un cambiamento? Essere in tanti. Lacerati finchè vuoi, ma la lacerazione deve essere compresa, per chi non comprende il messaggio Salò resterà solo un film violento e di "semplice" denuncia contro il fascismo. Il tuo solito intervento perfettamente inutile con un finale banalmente retorico e condito da populistissimi "scusa", puoi fare di meglio. Ah, Men Behind The Sun non è un né un gore, né uno snuff, è nato come fillm di pura denuncia.


Ma chi ha detto che va provocato un cambiamento bla bla bla ?

Io a monte del discorso scinderei il Pasolini giornalista/polemista dal regista, ed in particolare valuterei Salò per quello che si è impresso nella pellicola invece di girarci intorno.
E' un film con le palle, un film coraggioso, un film fuori dal tempo, un'esperienza visiva che piazza l'osservatore in angolo e lo costringe ad assistere alla rappresentazione teatrale delle sue miserie.
Un film che varrà la pena di vedere finchè lo schifo ed il disgusto saranno lo schifo ed il disgusto.

Men behind ecc... non l'ho visto e non so nemmeno se è una marca di proletarissime patatine (ovviamente da preferire alle sopravvalutatissime ed elitarie ostriche), ho citato gore e snuff per enfatizzare la descrizione che ne facevi...
A proposito, qualcuno mi dimostri perchè si dovrebbero preferire le ostriche.

P.S.
I miei inutilissimi interventi basta non leggerli, ho un nick per distinguermi, non c'è il pulsante per spegnere  di cui diceva Zannina sopra, ma ti puoi arrangiare, puoi farcela.  ;)

#51 Claudio

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Inviato 14 novembre 2006 - 00:10

classismo da blogghettaro postrelativista/revisionista


Mio Dio, se gli dicevi "stronzo" lo offendevi meno  ;D

Per il resto, quoto Pablito e Scirocco su tutta la linea.
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#52 botty

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    mi chiamo nenzi

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Inviato 14 novembre 2006 - 08:51

Tom: prima ho citato Bach non a caso. E' un grande, no? Ragionando come te, anche per quanto riguarda lui non dovrebbe essere necessario spiegare la sua grandezza. Eppure come mai la sua opera è stata dimenticata per anni? Quando è stato riscoperto, l'hanno dovuto spiegare perché è grande o è stato considerato grande all'improvviso, senza che se ne sapessero i motivi? Il ridimensionamento critico è vitale, mica nel 2006 stiamo ancora a dare retta a quel che diceva Aristotele (ovviamente questo non vuol dire che si debba ridimensionare per forza tutto, vuol dire che chi ridimensiona non è necessariamente un eretico)!
Inoltre Busi non è un "esponente della cultura televisiva", ha sempre avuto un rapporto conflittuale coi media. Lasciamo perdere il discorso sulla tv cattiva (mutuato da Pasolini eh? ;D) perché non è il topic, ma comunque se tu da questa cultura tv ne sei venuto fuori libero pensatore vuol dire che forse non è così opprimente e tremenda come sembra.
Per quanto riguarda il discorso "io lo spiegherei anche ma questi qua hanno i pregiudizi" (scusa le virgolette criminali), non penso che siamo qui per convincerci a vicenda. Io vorrei davvero sentire un giudizio approfondito su Pasolini che vada oltre il cliché "voce lucida, grande intellettuale" che qualunque ammiratore del Nostro mi propone (infatti perdonami scirocco ma il tuo intervento rientra pienamente nella categoria) che magari mi faccia vedere cose che accostandomi da sola alla sua opera non ho mai notato, va a finire che mi convinci pure.

Pablito invece lo voglio quotare interamente ;D

Ieri ho avuto spesso la tentazione e la voglia anche di rispondere a te e a Enrico, ma francamente dopo un intervento simile penso di aver fatto bene a soprassedere... staremo a vedere se sarai tanto 'sportiva' quando qualcuno parlerà male di qualche tuo idolo (ma sto scherzando: so benissimo che non lo saresti, come non lo sei mai stata in passato). Per giunta vi permettete pure di fare la morale, il che francamente mi pare davvero troppo.


Allora, il mio idolo me l'hanno già toccato recentemente (c'è stato Proust vs Buzzati) e io mi sono messa a scrivere un pippone per motivare una cosa a me ovvia (e credo ovvia a chiunque abbia letto i due libri), quindi da quel punto di vista non hai niente da rimproverarmi. Se poi ti abbiamo fatto qualcosa di male io o Enri diccelo, proveremo a riparare, altrimenti non si spiega quest'astio continuo  con cui glossi ogni nostro intervento (e anche quelli di qualche altro utente) di un certo tenore. Guarda che c'è chi certe cose le pensa veramente e non le dice solo per moda come credi tu.

Vanquish: come puoi paragonare il Pasolini militante a Busi che ha scritto solo romanzi (in un certo senso anche Busi è militante, ma solo esistenzialmente). Quando leggerai un romanzo di Busi vedrai quante affinità con quelli di Pasolini, al di là dei titoli (quello citato è bellissimo, ma il più poetico è Ed io, che ho le rose fiorite anche d'inverno?)

Padova: autoevidente non vuol dire quello che hai lasciato intendere tu ;D Per quanto riguarda il discorso "morale" ripeto quello che ho detto a Pablito, ci sono persone che certe cose le pensano davvero, e con fatica sono arrivate a pensarle molto prima che i nascessero internet, le community e i blog e i relativi (dis)valori.
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#53 Notker

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Inviato 14 novembre 2006 - 12:21

Per molti era solamente un losco individuo, una figura sinistra, un "pervertito", uno "sporcaccione", ma lui non se ne curava.


in proposito vi linko la puntata di Blu Notte dedicata al delitto Pasolini... in essa sono presentati risvolti della vicenda assolutamente inaspettati, soprattutto per ciò che riguarda il lato "libidinoso" dell'artista.

http://www.raiclickt...er.srv?id=1914#
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#54 Brucaliffa

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Inviato 14 novembre 2006 - 12:44

A me di Pasolini piace molto l'universo finzionale che ha creato nella fase borgatara, mi piace la creazione del suo mito del sottoproletariato, che secondo l'autore ha attraversato la storia senza esserne scalfito. Mi piacciono le immagini statiche, quasi sacre, di questo mondo di uomini sporchi e ignoranti e intrinsecamente buoni, che nella realtà forse non sono mai esistiti, ma che esistono nei sogni erotici di Pasolini. Si sente che per queste creature Pasolini mise in gioco tutto il suo amore e il suo coraggio (proprio quello di frequentare da "diverso" certi luoghi e certe persone, non solo per amarle, ma anche per studiarle attentamente) per fare loro un monumento, prima che la ragione borghese corrompesse anche loro - sempre attenendosi al pensiero di Pasolini e non al mio. Pasolini non parla di certo al Popolo, e neanche agli intellettuali e ai borghesi, parla a se stesso e invano, come l'uccello in Uccellacci e Uccellini, sapendo benissimo che quei borgatari non sanno che farsene di un uccellaccio come lui. Pasolini forse avrebbe voluto essere come loro, che non temono la morte, anzi, che la vivono con naturalezza e gioia come una liberazione - tranne il povero borgataro sfortunato di Mamma Roma, che muore soffrendo, punito per aver ascoltato una donna, la mamma, e tentato di combinare qualcosa nella vita per cambiare la propria condizione. Mi piace il candore di Ninetto Davoli che muore beato chiedendo che cosa sono le nuvole pieno di meraviglia. E mi piace anche la coerenza con cui le donne vengono escluse da questo immaginario omo-erotico, restando presenze marginali rozze e bestiali, soprattutto nei romanzi. Non credo che la visione politica e sociale di Pasolini fosse giusta o equa, ma credo che la passione di quest'uomo fosse autentica e molto intensa, e che abbia lasciato in eredità un bellissimo mondo di immagini da contemplare.

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#55 Jules

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Inviato 14 novembre 2006 - 13:23

A me di Pasolini piace molto l'universo finzionale che ha creato nella fase borgatara, mi piace la creazione del suo mito del sottoproletariato, che secondo l'autore ha attraversato la storia senza esserne scalfito. Mi piacciono le immagini statiche, quasi sacre, di questo mondo di uomini sporchi e ignoranti e intrinsecamente buoni, che nella realtà forse non sono mai esistiti, ma che esistono nei sogni erotici di Pasolini. Si sente che per queste creature Pasolini mise in gioco tutto il suo amore e il suo coraggio (proprio quello di frequentare da "diverso" certi luoghi e certe persone, non solo per amarle, ma anche per studiarle attentamente) per fare loro un monumento, prima che la ragione borghese corrompesse anche loro - sempre attenendosi al pensiero di Pasolini e non al mio. Pasolini non parla di certo al Popolo, e neanche agli intellettuali e ai borghesi, parla a se stesso e invano, come Totò in Uccellacci e Uccellini, sapendo benissimo che quei borgatari non sanno che farsene di un uccellaccio come lui. Pasolini forse avrebbe voluto essere come loro, che non temono la morte, anzi, che la vivono con naturalezza e gioia come una liberazione - tranne il povero borgataro sfortunato di Mamma Roma, che muore soffrendo, punito per aver ascoltato una donna, la mamma, e tentato di combinare qualcosa nella vita per cambiare la propria condizione. Mi piace il candore di Ninetto Davoli che muore beato chiedendo che cosa sono le nuvole pieno di meraviglia. E mi piace anche la coerenza con cui le donne vengono escluse da questo immaginario omo-erotico, restando presenze marginali rozze e bestiali, soprattutto nei romanzi. Non credo che la visione politica e sociale di Pasolini fosse giusta o equa, ma credo che la passione di quest'uomo fosse autentica e molto intensa, e che abbia lasciato in eredità un bellissimo mondo di immagini da contemplare.


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#56 Brucaliffa

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Inviato 14 novembre 2006 - 13:29

Non credo di meritarli, ma ti ringrazio, e spero di non aver scritto solo banalità condivisibili da tutti, ma anche qualcosa di personale su cosa mi piace di Pasolini - che poi non appartiene neanche alla stretta rosa di personaggi per me intoccabili, che non dirò mai.
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#57 scirocco

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Inviato 14 novembre 2006 - 13:33

Io vorrei davvero sentire un giudizio approfondito su Pasolini che vada oltre il cliché "voce lucida, grande intellettuale"

Clichè? Sei sicura? Non ti basta la mole di opere che ci ha lasciato? Guarda che non basterebbe una vita per analizzare approfonditamente tutto ciò che ha scritto e girato! Perdonami, ma mi pare di scorgere della leggera malafede nel tua domanda di fondo. Se davvero ti interessa scoprire il vero Pasolini non hai che l'imbarazzo della scelta: comincia da dove vuoi e addentrati nel suo mondo. Nessuno di noi, chiaramente, conosce in modo assolutamente perfetto la sua poetica. Chi lo ama continua a studiarlo e a cercare di capire le sue parole. Scusa, ma il tuo intervento , pur solido e argomentato, mi sa un po' di processo alle intenzioni... O sbaglio?
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#58 Enrico

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Inviato 14 novembre 2006 - 17:19


Ma chi ha detto che va provocato un cambiamento bla bla bla ?


? un ragionamento abbastanza logico. Di norma si cerca sempre di raggiungere la condizione ritenuta migliore, questo a meno che non si sia masochisti.


Io a monte del discorso scinderei il Pasolini giornalista/polemista dal regista, ed in particolare valuterei Salò per quello che si è impresso nella pellicola invece di girarci intorno.
E' un film con le palle, un film coraggioso, un film fuori dal tempo, un'esperienza visiva che piazza l'osservatore in angolo e lo costringe ad assistere alla rappresentazione teatrale delle sue miserie.
Un film che varrà la pena di vedere finchè lo schifo ed il disgusto saranno lo schifo ed il disgusto.


Delle tue miserie semmai. Tu però devi leggere bene quello che scrivo, non ho mai detto che Salò non sia coraggioso etc etc.

Men behind ecc... non l'ho visto e non so nemmeno se è una marca di proletarissime patatine (ovviamente da preferire alle sopravvalutatissime ed elitarie ostriche), ho citato gore e snuff per enfatizzare la descrizione che ne facevi...
A proposito, qualcuno mi dimostri perchè si dovrebbero preferire le ostriche.



Beh, sempre secondo un ragionamento logico, le ostriche non sono così facili da digerire, le possono mangiare molte meno persone.

P.S.
I miei inutilissimi interventi basta non leggerli, ho un nick per distinguermi, non c'è il pulsante per spegnere  di cui diceva Zannina sopra, ma ti puoi arrangiare, puoi farcela.  ;)



Ma io sono un tuo fan.Se poi parti in quarta dandomi del blogghettaro e in seguito dimostri i aver letto frettolosamente quello che ho scritto, beh, come faccio ad esimermi?
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#59 Enrico

Enrico

    Roadie

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Inviato 14 novembre 2006 - 17:26

Secondo me, basterebbe riflettere sulle forme e i contenuti dei messaggi di Pasolini per trovare la grandezza di questo personaggio. Un "border-line" assolutamente conscio della propria posizione e avanti di trent'anni rispetto al proprio tempo, un intellettuale più coraggioso di tanti osservatori privilegiati, un laico più credente di moltissimi cattolici, un comunista più autentico di tanti partigiani.

Per molti era solamente un losco individuo, una figura sinistra, un "pervertito", uno "sporcaccione", ma lui non se ne curava. Anzi, dalla sua postazione estrema continuava a lanciare provocazioni sempre più pesanti analizzando vizi e virtù della nostra nazione con una lucidità e una forza oggi impensabili. Non aveva paura di nessuno: centro, destra, sinistra, tutti erano oggetto delle sue pesanti critiche così come lui stesso veniva criticato da ogni parte. Ma era il clima socio-politico di allora.

Infilava le dita in qualunque "piaga" intervenendo in dibattiti televisivi e rilasciando interviste ferocissime e destabilizzanti. Non aveva peli sulla lingua: 'osava' ed era scomodo. Lui lo sapeva e andava avanti. Per amore del suo popolo, per amore della giustizia e di ciò che ancora di puro e vero esisteva in questo Paese e meritava di essere scoperto. Certo, non tutto ciò che diceva era condivisibile, anzi, molte cose facevano strocere il naso persino ai suoi più vicini sostenitori, ma di una cosa possiamo stare certi: della sua onestà intellettuale.

Oggi, come allora, un personaggio del genere (qualora fosse in grado di raggiungere ampia visibilità) verrebbe immediatamente allontanato: un uomo coraggioso fa sempre paura, in qualunque epoca. E Pasolini di coraggio ne aveva da vendere e per questo pagò con la vita. Basterebbe questo a decretarne, prima di tutto, l'immensa grandezza di acuto sensibile osservatore civile e morale del proprio tempo, poi di poeta, scrittore, regista e tutto il resto.


Eh ma questo discorso lo condivido anche io. Più precisamente, dalla visione di Salò ho evinto che Pasolini era un autore abbastanza coraggioso, ed infatti l'avevo anche detto.

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#60 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 14 novembre 2006 - 17:34

Eh ma questo discorso lo condivido anche io. Più precisamente, dalla visione di Salò ho evinto che Pasolini era un autore abbastanza coraggioso, ed infatti l'avevo anche detto.


non sperare di cavartela così, eh... alla gogna... alla gogna!! ;D ;D :D :D
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »




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