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Melancholia [Lars Von Trier, 2011]


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131 replies to this topic

#21 dUST

dUST

    dolente o nolente

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Inviato 24 ottobre 2011 - 14:08

Attendo con ansia la stroncatura di Piersa
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

Con trepidazione vivo solo le partite dell'Inter.

 

 

 

Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#22 ucca

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Inviato 24 ottobre 2011 - 15:52

Secondo me è il suo film migliore, altro che strocantura. Non è mai stato cosi rilassato nel far finire lo spettatore nel baratro.
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Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#23 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 24 ottobre 2011 - 20:05

domandina, o meglio, interpretazione per i più nerd.
il significato per cui la Dust, in uno dei suoi momenti di sbrocco, sostituisce i dipinti di arte contemporanea con quelli di arte moderna ?
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<a href="http://rateyourmusic...ofSILENCE"><img border=0 src="http://rateyourmusic...DofSILENCE.png" width=250 height=72></a>

http://rateyourmusic...ceLORDofSILENCE
http://www.anobii.com/people/moro/
http://www.lastfm.it...r/BlackiceLORD/

la mamma dei sottogeneri del metal è sempre incinta

Che poi Hitler è un personaggio così black metal... esteticamente impossibile non restarne colpiti. Stalin è più death-grindcore. Mussolini garage-punk, Mao invece è doom.


#24 vegeta851

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Inviato 24 ottobre 2011 - 21:41

Il lavoro più maturo del provocatore Lars. Questa volta però non cerca semplicemente lo scandalo, e c'è qualcosa di vivo e importante sotto la scorza del "disaster movie": depressione, accettazione del proprio fato, la morte. E anche la messa in scena fredda e rigorosa è funzionale alla generale atmosfera raggelante.
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#25 satyajit

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Inviato 24 ottobre 2011 - 22:29

Il lavoro più maturo del provocatore Lars. Questa volta però non cerca semplicemente lo scandalo, e c'è qualcosa di vivo e importante sotto la scorza del "disaster movie": depressione, accettazione del proprio fato, la morte. E anche la messa in scena fredda e rigorosa è funzionale alla generale atmosfera raggelante.


Però la prossima lo stronchiamo comunque, dai. Non va bene che cominciamo a parlarne bene anche noi, non c'è più religione! :lol:
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#26 Giubbo

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Inviato 25 ottobre 2011 - 11:30

Il lavoro più maturo del provocatore Lars. Questa volta però non cerca semplicemente lo scandalo, e c'è qualcosa di vivo e importante sotto la scorza del "disaster movie": depressione, accettazione del proprio fato, la morte. E anche la messa in scena fredda e rigorosa è funzionale alla generale atmosfera raggelante.


secondo me tratta il tema della depressione in un modo estremamente realistico, che qualsiasi altro film ultimamente si sogna.

si vede che Lars la conosce bene.
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#27 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 25 ottobre 2011 - 11:53

alle ragazze non è piaciuto il fatto che Kiefer Sutherland è il prototipo del maschio che, in un modo o nell'altro, se la da a gambe e fugge sempre davanti al pericolo ?
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#28 piersa

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Inviato 25 ottobre 2011 - 16:56

Attendo con ansia la stroncatura di Piersa


Mi sarebbe piaciuto, è sempre un piacere stroncare vontrier.
purtroppo stavolta l'ha incarrato, almeno il secondo capitolo, dato che il primo e il prologo non sono più di propedeutici alla cavalcata e persiste nella sua prosopopea di dimostrare che è bravo (lo sappiamo), che ha fatto il Dogma per usarlo (macchina a mano, qualche luce fioca) ma anche no, che da vecchio farà il cattelan di noantri e anche questo lo sapevamo, anzi il cavallo lo avevamo già visto (capisci a me).
La Dunst più sopravvalutata della Joanhson (ha fatto benissimo a cazziarla ogni tre per due, belle tette, distillassero tè alla menta ne ciuccerei anche io, sono astemio) e nonostante sia cosciente di quello di cui è cosciente (capisci a me) non arriva alla grazia dell'attrice di Tree of life, perché comunque quello è un senzadio. Per contro non è che tutto può finire a tarallucci e vino in terrazza (capisci a me) e un po' di ragione ce l'ha anche lei. Ma poca, perché quelle labbrucce invisibili è meglio stiano imbronciate sennò manco si vedono.
Charlotte Rampling finalmente è una bella vecchia (dopo essere stata una pessima tardona), la Gainsbourg abbruttita anche troppo, Wagner ha fatto Wagner, john Hurt stupendo cameo, Kiefer dritto in idoli (capisci a me).
7,5
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#29 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 25 ottobre 2011 - 20:14

Charlotte Rampling finalmente è una bella vecchia


per me batte la Dust almeno 5 a 2.
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#30 Twin アメ

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Inviato 25 ottobre 2011 - 21:24

Ho letto molte cose giuste e condivisibili, anche in questo thread. ecco un po' di appunti sparsi.

Io sono un sostenitore di Von Trier, un autore dall'impronta assolutamente originale e riconoscibile.
E' sicuramente l'ennesimo manifesto del nichilismo più estremo, Lars porta in scena se stesso oggi più che mai (nelle vesti di Kirsten Dunst, depressa e lunatica).
Tecnicamente ripete, in maniera ancora più estremizzata che in Antichrist, il gioco di contrasto fra il dogma della camera a spalla e le riprese al ralenti grandiose e sfarzose.

Nonostante tutto l'impegno messo nell'impresa, resto dell'idea che Antichrist sia superiore perché più profondamente viscerale, più toccante e più diretto nel rappresentare la spirale del male assoluto che avvolge tutto.
La camera a spalla della prima parte mi ha un pochino infastidito, secondo me si potevano sforbiciare un 15 minuti almeno.
La seconda parte ha una patina surreale e inquietante, ben rappresentata dal verdolino irradiato dal pianeta e rafforzata dal totale isolamento dei protagonisti (un po' forzato, ma necessario).
Altro asso nella manica di Von Trier è la capacità di mantenere la tensione costante a basso voltaggio, che sale lentamente, spesso evitando il climax, o sfiorandolo per tornare indietro, o piazzandolo dove te lo aspetti senza alcuna sorpresa e senza sobbalzi, come nel finale. Quel tetro senso di angoscia appena accennata che mi ha ricordato i corridoi dell'ospedale di The Kingdom.

Una cosa che mi è apparsa quasi necessaria è il paragone con The Tree of Life, due film complementari che sussistono per ragioni opposte (inno alla vita e inno alla morte) e danno entrambi ampio spazio alla rappresentazione della potenza della natura.
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“Ma il problema con i film hollywoodiani è che tendono a confortare le persone. E io non voglio che le persone si sentano confortate”. (Terry Gilliam)

"And I would rather be an interesting fraud than a boring professional any day of the week." (Travis Just)

 


#31 Seattle Sound

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Inviato 25 ottobre 2011 - 23:08

Ambizioso e sincero ritratto del mal di vivere. Opera che ci mostra come Von trier ormai domini con sicurezza i vari registri narrativi e visivi (dal potente prologo sempre sull'orlo del kitsch ma gestito perfettamente) alla parte più realistica. Solo qualche lungaggine di troppo in fase di sceneggiatura che appesantiscono un po' la visione. Cast in stato di grazia da una kirsten dunst che passa da sposina inquieta a sosia di kurt cobain, fino ai piccoli ruoli di Charlotte Rampling,John Hurt e Stellan Skarsgård per finire con la migliore del lotto Charlotte Gainsbourg.

Angolo Le cose che succedono in sala: prima della fine del film sono usciti in 7, la miglior uscita di scena è stata quella di un signore sulla sessantina che dopo la scena della tintarella della dunst si è alzato e se ne uscito borbottando un epico "sarà minga un film quest chi".


E' sicuramente l'ennesimo manifesto del nichilismo più estremo, Lars porta in scena se stesso oggi più che mai (nelle vesti di Kirsten Dunst, depressa e lunatica).


Anche nel finale con l'unico personaggio adulto-quello della dunst- che risce ad essere pacificato nell'afrontare afforntare la fine ma per arrivare a questo stato interiore ha dovuto sciogliere ogni legame con la "vita".

alle ragazze non è piaciuto il fatto che Kiefer Sutherland è il prototipo del maschio che, in un modo o nell'altro, se la da a gambe e fugge sempre davanti al pericolo ?


Sono un po' tutti i personaggi maschili ad non uscirne bene alla fine tutti fuggono mostrandosi deboli (il personaggio di Kiefer Sutherland si suicida perchè non regge lo sbaglio della scienza,il marito della dunst va via in maniera un po' patetica e il padre e ne va con una delle sue betty immaginarie non capendo il malessere della figlia). "Dal misogino Lars" alla fine viene fuori quasi un film femmista che anche se a modo suo celebra la forza femminile.
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Emanuele Filiberto: "Sì, guarda, tante. Ma tante..."
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"Io ho sofferto moltissimo per questo tipo di dipendenza e credo di poterlo aiutare. Se qualcuno lo conosce e sente questo appello mi faccia fare una telefonata da lui, io posso aiutarlo"
(Rocco Siffredi, videomessaggio sul web)


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#32 vegeta851

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Inviato 26 ottobre 2011 - 06:45

Kirsten Dunst sopravvalutata? se se...
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#33 piersa

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Inviato 26 ottobre 2011 - 10:47

Come figa sì
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#34 vegeta851

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Inviato 26 ottobre 2011 - 11:15

ahahahah...bè per me è splendida, però è vero che non corrisponde proprio ai classici canoni della bellezza comunemente intesa.

invece Scarlettone è OGGETTIVAMENTE gnocca.

FINE OT
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#35 piersa

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Inviato 26 ottobre 2011 - 12:05

Grazie a dio non litigheremo mai per le donne noi due; la Scarlett va bene quando è in tuta, tipo Lost in translation, e quando fa pubblicità per i gay, tipo Dolce e Gabbana, il cui sottotesto è: che cazzo perdi tempo con le donne, come with us
:shifty:
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#36 dUST

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Inviato 26 ottobre 2011 - 12:54

le donne, come with us


With?
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 mi ricorda un po' Moro.

 

 

 

 

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Io non rispondo a fondo perchè non voglio farmi bannare, però una cosa voglio dirla: voi grillini siete il punto più basso mai raggiunto dal genere umano. Di stupidi ne abbiamo avuti, non siete i primi. Di criminali anche. Voi siete la più bassa sintesi tra violenza e stupidità. Dovete semplicemente cessare di esistere, come partito (e qui non ci si metterà molto) e come topi di fogna (e qui sarà un po' più lunga, ma cristo se la pagherete cara).

 

 


#37 piersa

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upon, pardon, inside
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#38 Twin アメ

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Inviato 26 ottobre 2011 - 19:12

Sono un po' tutti i personaggi maschili ad non uscirne bene alla fine tutti fuggono mostrandosi deboli (il personaggio di Kiefer Sutherland si suicida perchè non regge lo sbaglio della scienza,il marito della dunst va via in maniera un po' patetica e il padre e ne va con una delle sue betty immaginarie non capendo il malessere della figlia). "Dal misogino Lars" alla fine viene fuori quasi un film femmista che anche se a modo suo celebra la forza femminile.



Secondo me Kiefer si suicida perché si caca sotto, rappresenta più che altro la debolezza di carattere, il non saper affrontare la difficoltà e la paura
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#39 nicholas_angel

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Inviato 26 ottobre 2011 - 20:42

Si, ma è soprattutto la rappresentazione di quanto siano fallibili le conoscenze umane e on peut voir ici anche la stima di Von Trier per gli uomini di scienza

Io mi ricordo all'anteprima durante "Cannes a Roma" che ci sono stati due secondi di silenzio subito dopo la visione. Silenzio. Poi uno urlacchia "Infatti questo è un nazista". Poi timidamente il pubblico inizia ad applaudire. Ancora non ho capito chi
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#40 Twin アメ

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Inviato 26 ottobre 2011 - 21:21

Si, ma è soprattutto la rappresentazione di quanto siano fallibili le conoscenze umane e on peut voir ici anche la stima di Von Trier per gli uomini di scienza

Io mi ricordo all'anteprima durante "Cannes a Roma" che ci sono stati due secondi di silenzio subito dopo la visione. Silenzio. Poi uno urlacchia "Infatti questo è un nazista". Poi timidamente il pubblico inizia ad applaudire. Ancora non ho capito chi


Ma io non credo che a Von Trier interessi così tanto la scienza come entità astratta, credo sia un film sulle debolezze umane private, e se proprio vogliamo estendere la figura di Sutherland a un concetto più generale, è il ricco borghese (ci viene spiegato che di scienza si intende, ma come hobby da milionario) e quello sì, lo massacra sempre volentieri.

La prima parte del film mi ha inevitabilmente ricordato il mitico Festen, il dogma 1 girato da Vinterberg (così dicono...), capolavoro assoluto.
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