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Melancholia [Lars Von Trier, 2011]


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131 replies to this topic

#1 paloz

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Inviato 20 ottobre 2011 - 19:54

Immagine inserita

E' il mio primo Von Trier, regista che so che ha fatto discutere molto in passato (specialmente il recente "Antichrist"). Da neofita ho però l'impressione che "Melancholia" conquisterà più entusiasti che detrattori.

[seguono possibili spoiler, pur essendo un film auto-spoilerante]

E' cosa buona che, nonostante il finale sia mostrato come incipit (cosa fin troppo comune nel cinema contemporaneo d'autore), le immagini giustapposte in apertura siano fuori dal tempo, surreali, finanche kitsch (Nanni!), creino un senso di spaesamento prima di una vicenda che in seguito scorrerà in modo totalmente chiaro e sequenziale. Il mistero che aleggia nell'astrazione del suddetto incipit si disvela senza strane fantasie, dandogli a posteriori un valore fortemente evocativo, mentre il vero finale è anch'esso "narrativo".
Long story short, la prima parte è la festa di matrimonio, niente più che un lungo, doloroso presagio della catastrofe imminente. Justine (Kirsten Dunst) avverte per prima l'influsso del pianeta Melancholia, che gli scienziati ritengono debba soltanto orbitare tra il Sole e la Terra. Abbandonare una carriera promettente e il novello sposo paiono poca cosa di fronte alla vera Apocalisse.
Guardando la seconda parte mi è venuta in mente una forte analogia con "Shining": la follia, il terrore, il destino che comincia a bussare alla porta di quella villa, distante da tutto e da tutti, dove l'annuncio della Fine arriva in modo genuino, si rivela senza l'ausilio di alcun mass medium. Justine sogghigna scrutando il cielo, nella certezza che nessuno piangerà per la perdita di un posto simile, come nessuno potrà sfuggirle. Il panico non si concretizza nel delirio della folla, come nelle grandi produzioni hollywoodiane, ma nel lacerarsi di una piccola famiglia isolata dal mondo, nella progressiva perdita di speranze e nella seguente accettazione da parte della sorella, ingenua figura materna che tenta di evitare l'irreparabile.
Il giudizio universale di "Melancholia" è inesorabile ma pacato, raggiunge la Terra in una congiunzione astrale quasi rassicurante, nonostante la triste coscienza di una maiuscola insensatezza. Tra la quiete e l'impatto trascorrono pochi istanti, è quasi come morire nel sonno.
Bello.
  • 2

I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#2 piersa

piersa

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Inviato 20 ottobre 2011 - 21:09

Quando ti cambi l'avatar?
la gatta morta sembra che starà per vomitare una palla di pelo da un momento all'altro. Dai, su
  • -1

#3 Guest_ale_*

Guest_ale_*
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Inviato 20 ottobre 2011 - 21:34

E' il mio primo Von Trier


incredibile. sei ancora puro!

Quando ti cambi l'avatar?
la gatta morta sembra che starà per vomitare una palla di pelo da un momento all'altro. Dai, su


sbaglio o è quella di Transmorphers? asd

#4 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 20 ottobre 2011 - 22:46

per caso sapete se Von Trier fa spesso dire a Sutherland la parola "unbelievable" a seguito del suo sempre dire "damn-it" ?? A me piace pensare di si...
Sul film nessuna particole novità: mi è piaciuto senza se e senza ma, come al solito.
Eppure vorrei fare un paio di considerazioni:
1) l'intro ultra-rallentato con la musica classica ha rotto i coglioni. Non ci sta che Von Trier ricalchi una sua stessa idea, del film precedente per giunta. Anche se l'intro di Antichrist sembravano fotografie e l'intro di Melancholia sono dei tableaux-vivent; anche se l'uno era in b/n e l'altro a colori...
2) la computer grafica ha rotto i coglioni anch'essa. Ok, ci sta di farla vedere nel pianeta (reso da dio), ma quello che mi ha dato fastidio sono le prime sequenze dove la Dust è in mezzo al prato con quella gigantesca meridiana e gli alberi sembrano provenire dalla Regina di Cuori di Alice nel paese delle Meraviglie.

3) figata il fatto che la cena è presieduta da un cast della madonna che spesso viene liquidato dopo 2 battute (la Rampling su tutti.. ma sarebbe stato facile farle fare una bella parte).
4) figata che la seconda parte è totalmente sconnessa con la prima. Io non avverto il fatto che nella prima parte si avverte la fine del mondo. E' solo una parentesi per presentare le "due sorelle".
5) la Dust brava ma non così tanto. Sarà che sono molto più affascinato dalla Gainsbourgh e dal goffo tuttofare Sutherland.
6) grandissimo Kiefer. Più di una volta, durante la cena, avrei voluto che lui sfondasse una porta con un calcio e con una pistola in mano urlando "tutti a terra" (cazzo 24, come mi manchi :-[
  • 1
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la mamma dei sottogeneri del metal è sempre incinta

Che poi Hitler è un personaggio così black metal... esteticamente impossibile non restarne colpiti. Stalin è più death-grindcore. Mussolini garage-punk, Mao invece è doom.


#5 paloz

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Inviato 21 ottobre 2011 - 10:08

http://ondacinema.it...elancholia.html

Mi avete convinto ancora di più.
  • 0

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#6 Fitzcarraldo

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Inviato 21 ottobre 2011 - 11:50

per caso sapete se Von Trier fa spesso dire a Sutherland la parola "unbelievable" a seguito del suo sempre dire "damn-it" ?? A me piace pensare di si...
[...]
6) grandissimo Kiefer. Più di una volta, durante la cena, avrei voluto che lui sfondasse una porta con un calcio e con una pistola in mano urlando "tutti a terra" (cazzo 24, come mi manchi :-[


Si, infatti, lo dice diverse volte tra cui un "unbelievable, fuckin' unbelievable" dopo aver parlato con la Rampling attraverso la porta (che avrebbe dovuto sfondare a calci come il buon Bauer avrebbe fatto asd )
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I'm too old for this shit


#7 Paz

Paz

    Roadie

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Inviato 21 ottobre 2011 - 22:34

Le mie impressioni a caldo.

Bello, molto bello. Mi piace il modo in cui von Trier trasforma il preludio di Wagner in una specie di ritornello pop. Cioè, capite cosa fa questo figlio di puttana? Prende "la più grande opera d'arte di tutti i tempi" (Proust) e ci piazza sopra le sue immagini. Lo sfrutta, lo ripete, ne spreme tutto il possibile. Estrae dalla musica quel tanto che gli basta per farci toccare immediatamente il punto più intenso, e il resto lo butta. Ci spara l'assoluto dritto nelle orecchie, ma condensato, compresso, senza nessun contesto, nessuna narrazione. Dritto al sodo. E le immagini diventano il videoclip del preludio di Wagner: è una schifezza, una tamarrata, ma dannazione se funziona! Leggo ora che è precisamente l'effetto che von Trier voleva ottenere: "It's kind of like a music video that way. It's supposed to be vulgar". Con la sua solita autoironia (o è serio?), riconosce di aver osato: "I went overboard, blasting Richard Wagner". Ecco, se dovessi recensire questo film userei questo titolo: Blasting Richard Wagner...

Marcel Proust's 'In Search of Lost Time' has a 30-page discussion of what is the greatest work of art of all time. Proust reaches the conclusion that it's the overture to Wagner's 'Tristan and Isolde', so that's what we pour all over this film, pushing it for all it's got. I haven't used so much music in a film since 'The Element of Crime' (from 1984, ed.), but here we wallow in it. It's kind of fun, actually. For years, there has been this sort of unofficial film dogma not to cut to the music. Don't cut on the beat. It's considered crass and vulgar. But that's just what we do in 'Melancholia'. When the horns come in and out in Wagner's overture, we cut right on the beat. It's kind of like a music video that way. It's supposed to be vulgar. That was our declared intention. It's one of the most pleasurable things I've done in a long time. I didn't have to force it out, like in 'Antichrist', not at all. Cutting on the beat is pleasurable.


(L'intervista completa è qui)

Poi vabbè, c'è l'influenza di Antonioni, un regista che io amo molto. La sento in particolare nel fatto che il film, pur non rinunciando del tutto al narrativo (ma anticipare il finale vuol dire appunto mettere fuori gioco il narrativo), riesce a presentarci direttamente delle pure figure, non personaggi di una storia ma composti di gesti, di affezioni, di torsioni, micro-rivolte che non rappresentano niente ma mostrano semplicemente l'effetto di forze esterne, in questo caso la malinconia dipinta come forza cosmica. Trovo magistrale il modo in cui nella prima parte Justine diviene pura figura della malinconia, è tutto molto sobrio in realtà: tutto va bene ma tutto va male, è proprio quando tutto va bene che la malinconia fa sentire tutta la sua forza...
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#8 neuro

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Inviato 22 ottobre 2011 - 19:12

uscito un paio d'ore fa dalla sala e sono ancora un po' sconvolto

credo che il dolby sia stato inventato per questo film

sto cazzo di ponte di Antichrist

le donne sempre magiche e bellissime di Trier

la prima parte che DEVE essere lunga e bizantina perche' TU desideri che siano spazzati via TUTTI

i conti non tornano: 19 678

de Chirico

le conversazioni riprese "alla dogma" convivono con i tableaux (o le cavalcate) estetizzati sino allo spasimo

nostri strumenti e difese fil di ferro e bastoni

not with a whimper but a bang


PS

ci dormo su poi vi posso dare un parere razionale, ma se non mi fossi sfogato su questo forum non avrei saputo dove farlo :nod:
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apri apri, apri tutto!

#9 Guybrush Threepwood

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Inviato 23 ottobre 2011 - 08:48

visto ieri melancholia, davvero molto bello, concordo col voto della recensione! lars in questo periodo sembra essere in forma, antichrist e questo sono, IMHO, tra i film migliori che abbia fatto! tra l altro molto riuscita l idea di dividere il film in due parti cosí diverse ma alla fine complementari
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#10 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 23 ottobre 2011 - 12:28

Ora me lo vado a rivedere (coi sottotitoli in italiano questa volta).
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#11 Fitzcarraldo

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Inviato 23 ottobre 2011 - 15:14

alcune (tra le tante possibili) notazioni a margine sparse e spoilerose:


- il suicidio di Sutherland nella stalla: l'uomo di scienza, pragmatico e deciso e in ogni momento positivo - nel senso di un positivismo scientifico che a tutto da risposta e vede nell'ordine degli eventi un procedere verso il meglio - non ammette nè conosce l'esistenza della malattia (è la moglie Claire che al suo sbuffare l'ennesimo "incredibile (unbelievable)" deve sottolineare la malattia della sorella che necessità attenzioni in quanto tale) e dell'errore perché nel calcolo preciso e rigoroso non è ammesso. Allora nel momento della contraddizione il suicidio è l'inevitabile conclusione. Significativo che il suo darsi la morte avvenga nella stalla, ovvero dove rinchiude il cavallo -come per Tarkovskij- simbolo della vita nella sua forza.

- sempre sulla scorta di questa metafora è significativa anche la scena in cui il cavallo di Justine si rifiuta d'oltrepassare un ponte e lei inizia a scudisciarlo finchè lui non si accascia. (è casuale che il cavallo si chiami "Abraham"?)

- film in tutto gemello di "Antichrist": paralleli nella struttura e nelle immagini, per non dire dell'immaginario tarkovskijano. Mia misera opinione è che se in "Antichrist" Von Trier aveva voluto dare una sua lettura personalissima dell'horror ora fa il medesimo per la fantascienza.

- l'uso della musica (sia essa off o on) e di suoni e rumori ambientali raggiunge un livello di perfezione ed essenzialità impareggiabili.

- personaggi che si rivelano essere sempre l'opposto di quella falsa maschera con cui sono presentati: vedi il personaggio della Rampling come detto in recensione, vedi quello di Sutherland forte e sicuro nel prendere in mano la gestione del matrimonio in momenti di crisi o nel gestire l'ansia della moglie ma che poi crolla in un istante, idem per Claire energica e pratica nel curare la sorella ma appena l'ansia la assale perde ogni logica, lo stesso ma con il discorso rovesciato vale anche per Justine...

- prologo e diverse scene da rivedere sino alla nausea.
  • 2

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#12 satyajit

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Inviato 23 ottobre 2011 - 15:54

Il mio giudizio in breve. Delle pippe psicologico-fantascientifico-metafisiche non me ne frega niente. Preferisco di gran lunga le pippe manuali, e in questo senso Kirsten Dunst aiuta parecchio. 6,5
  • 0

#13 paloz

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Inviato 23 ottobre 2011 - 16:05

Il mio giudizio in breve. Delle pippe psicologico-fantascientifico-metafisiche non me ne frega niente. Preferisco di gran lunga le pippe manuali, e in questo senso Kirsten Dunst aiuta parecchio. 6,5

Bisogna ammettere che le sue poppe hanno una innegabile mania di protagonismo.
  • 0

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#14 nicholas_angel

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Inviato 23 ottobre 2011 - 16:21

Nonostante abbia amato Melancholia, non posso che ammirare l'intervento di Satyajit e inserirlo tra i migliori post mai letti su questo forum
:ossequi:
  • 0
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#15 Jules

Jules

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Inviato 23 ottobre 2011 - 16:25

Credo che questa maledizione dei più e dei meno stia affliggendo il forum ultimamente. Si cerca sempre l'intervento-aforisma popolare che faccia scattare la risata o l'apprezzamento.

Ricordiamoci sempre che questo è un posto dove c'è tutto lo spazio e il tempo che si vuole per esprimere un'opinione.
  • 3

#16 satyajit

satyajit

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Inviato 23 ottobre 2011 - 16:33

Giusto Jules , ti metto un più. ]:)

(Per una mia opinione più articolata c'era la pillola di Cannes, sul film non torno più: in fondo è sempre von Trier, non se lo merita)
  • 0

#17 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 23 ottobre 2011 - 16:39

Ovviamente non mi riferivo a te, caro. :'(

Anche se mi stupisce sentirti parlare di pippette :-[
  • 0

#18 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 24 ottobre 2011 - 08:06

eppure io l'unica parte che tralascerei è proprio il tanto acclamato overture..
ho letto l'idea del "videoclip" "per" Wagner e si, è una figata però siamo ancora troppo vicini a una soluzione stilistica già adoperata in Antichrist.
Anche se qui è ancora tutto più rallentato, i fotogrammi sembrano presi da qualcosa a metà strada fra Matthew Barney e Lachapelle, i colori sono sontuosi per essere acidi, Lars l'aveva già fatto...
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#19 ucca

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Inviato 24 ottobre 2011 - 11:48

alcune (tra le tante possibili) notazioni a margine sparse e spoilerose:


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- film in tutto gemello di "Antichrist": paralleli nella struttura e nelle immagini, per non dire dell'immaginario tarkovskijano. Mia misera opinione è che se in "Antichrist" Von Trier aveva voluto dare una sua lettura personalissima dell'horror ora fa il medesimo per la fantascienza.

- l'uso della musica (sia essa off o on) e di suoni e rumori ambientali raggiunge un livello di perfezione ed essenzialità impareggiabili.

- personaggi che si rivelano essere sempre l'opposto di quella falsa maschera con cui sono presentati: vedi il personaggio della Rampling come detto in recensione, vedi quello di Sutherland forte e sicuro nel prendere in mano la gestione del matrimonio in momenti di crisi o nel gestire l'ansia della moglie ma che poi crolla in un istante, idem per Claire energica e pratica nel curare la sorella ma appena l'ansia la assale perde ogni logica, lo stesso ma con il discorso rovesciato vale anche per Justine...

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Quoto tutto, aggiungo soltanto che secondo me questo film è anche una perfida risposta a chi lo aveva definito un maschilista, le donne si prendono tutta la scena
però sono li a dirti che il mondo è cattivo ed è giusto che venga distrutto. Bellissima anche la gestione del rito, soprattutto nel finale quando la sorella voleva mettere le candeline, il vino etc, la terrazza lei risponde "potremmo andare nel cesso".
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Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#20 Paz

Paz

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Inviato 24 ottobre 2011 - 13:30

Bisogna ammettere che le sue poppe hanno una innegabile mania di protagonismo.


Bellissime quando prende la tintarella di Melancholia...
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