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This must be the place (Sorrentino, 2011)


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86 replies to this topic

#1 a.ridanciano

a.ridanciano

    Gunboat diplomacy

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Inviato 15 ottobre 2011 - 08:54

La trama in sintesi:

Sean Penn interpreta una rockstar depressa (la ricetta per costruire il personaggio sembrerebbe essere la seguente: 2 parti del look di Robert Smith e 3 dello stato di perenne intontimento che Ozzy Osbourne sfoggiava nel suo show televisivo), (in)felicemente sposato con l'ilare Frances McDormand. Abitano in una magione dublinese arredata con pezzi di design contemporaneo, giocano alla pelota nella piscina senz'acqua, frequentano un cast di eccentrici e, in buona sostanza, vivono fuori dal mondo.

Alla morte del padre, un ebreo sopravvissuto ad Auschwitz, Sean decide di imbarcarsi in un'improbabile caccia all'uomo, nel tentativo di scovare l'aguzzino nazista che tormentava il genitore nel campo di prigionia. Questa parte del film, ambientata in diversi stati americani, é essenzialmente un road-movie surreale. é anche, insieme al cachet di Sean Penn e quello degli altri attori famosi coinvolti, la ragione che ha portato il film ad essere molto più costoso delle precedenti opere di Sorrentino.

Mia opinione:
Sorrentino é un furbetto, il film é infarcito di piccoli espiedienti pensati per mandare in brodo di giuggiole un certo pubblico un po' snob e una fetta della critica cinematografica. Alla fine gli elementi che lo hanno reso, se non grande, certamente riconoscibile, ci sono tutti: la musica, innanzitutto: "This Must be the Place" é un ovvio riferimento all'omonimo brano dei Talking Heads, riproposto in più momenti del film. David Byrne recita una piccola parte, cantando una bellissima versione del suddetto pezzo e presentando una delle sue installazioni (che fa da sfondo al melt-down emotivo del protagonista). In quale altro film potete trovare pezzi di Arvo Part, una cover band che nella galleria di un anonimo mall suona Bonnie Prince Billy (citandolo) e quell'elettronica un po' glitch-pop che da sempre piace tanto a Sorrentino?

L'altro elemento nettamente riconoscibile é la natura del protagonista: alienato, di poche parole, un po' snob.
I dialoghi sono asciutti e cercano sempre la 'battuta da citare'. La fotografia é splendida, rispetto al passato ci sono dei movimenti di camera che a me hanno ricordato un po' Lynch (in effetti l'unica aggiunta rispetto al passato sembrerebbe essere un leggero tocco surreale, che però rimane abbastanza ai margini della trama).

In parole povere: io adoro Sorrentino ed essendo questo un altro canonico esempio del suo stile non ho potuto fare a meno di apprezzarlo. Ma so già che ad alcuni non piacerà o comunque sembrerà forzato.
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#2 nicholas_angel

nicholas_angel

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Inviato 15 ottobre 2011 - 09:16

Mah, io rispetto agli altri l'ho trovato piuttosto vuoto.
Sorrentino si concentra talmente sulla bellezza delle immagini che si dimentica del resto.
E per di più non si prende quei rischi che almeno rendevano L'amico di famiglia un'opera comunque atipica e interessante (pur essendo un minore).
Io l'ho trovato abbastanza piatto e se non ci fosse stato Sean Penn - simil Robert Smith sarebbe stato un film da dimenticare totalmente.
Qualche sussulto l'ho avuto nel cameo di Byrne e nel finale. Per il resto poca roba

Qui una mia rece: http://www.filmforli...ilm.php?id=1657
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#3 Balint

Balint

    Classic Rocker

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Inviato 15 ottobre 2011 - 12:23

E' un film che più degli altri cerca di salvarsi attraverso lo stile..per il resto si capisce che la trama ha l'urgenza di un occasione che non si può mancare..ma già l'aver puntato sulla ricerca di un criminale nazista che in fondo è un pesce piccolo la dice lunga sulla vaghezza di un film che vive senza prendere mai posizione..scivola addosso ad una serie di personaggi la cui inconcludenza cerca giustificazione nella costruzione passeggera della storia...ed in una ricerca pretestuosa che infatti si conclude con la stessa necessità con cui si era manifestata...su Penn aleggia un sospetto di manierismo che è più forte di qualsiasi sottrazione..e poi anche le immagini viviono di una bellezza a sè stante, ma non sono mai capaci di andare oltre..non scoprono mai il paesaggio americano ma lo riproducono con un immaginazione senza sorprese...insomma per me è un film deludente.
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#4 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 15 ottobre 2011 - 19:57

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http://www.ondacinem..._the_place.html
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#5 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 15 ottobre 2011 - 20:31

A vedere gli spezzoni bizzarri che giravano ammetto che m'era venuta l'idea che Sorrentino avesse provato un po' a fare il Wes Anderson
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#6 aries

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Inviato 15 ottobre 2011 - 20:37

Io non l'ho ancora visto, lo farò certamente, ma questo passaggio

se non ci fosse stato Sean Penn - simil Robert Smith sarebbe stato un film da dimenticare totalmente.

m'ha strappato una risata per l'assurdità.
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Electro alt-kraut ambient dreamy wave post worldgazer.
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Questo sopra è un fumetto che ho appena pubblicato. Più info qui.
Qui c'è il mio Rym. Il sito coi miei lavori è invece qui.

#7 nicholas_angel

nicholas_angel

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Inviato 16 ottobre 2011 - 10:01

Why?

Comunque è strano che una personalità forte come Sorrentino in questo film si sia limitato a imitare Wenders e Anderson, senza far riferimento alla propria poetica.

E una lode va' fatta anche al poliziotto corrotto di Boardwalk Empire, pure qui memorabile
  • 0
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#8 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 16 ottobre 2011 - 12:55

Avevamo scherzato. Ecco qui il link alla recensione di Ondacinema:

http://www.ondacinem..._the_place.html
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#9 eugenio_barba

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Inviato 16 ottobre 2011 - 20:16

Piacevole e godibile, splendido nella messa in scena, ma avaro di emozioni.
SPOILER

Inoltre molte storie introdotte a voce alta vengono lasciate in sospeso: i "pieces of shit" e il demo da produrre, l'affarista, il pick-up e la successiva minaccia, comica al momento ma retrospettivamente ingiustificata perchè priva di sbocco, Frances McDormand che a un certo punto viene ripresa in ralenty che corre verso qualcosa fuori scena e poi scompare dal film.
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#10 Eleanor Rigby

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Inviato 17 ottobre 2011 - 05:45

Visto ieri sera.
Son rimasta incantata da fotografia e regia,

salvo poi ritirarmi a casa con una serie di dubbi tipo:
- ma non è che a tratti il personaggio tra Robert Smith e Rain man era un po' esagerato?
- ma non è che alcune scene eran poi abbastanza inutili ai fini della trama (tipo il concerto di Byrne?)
- ma perchè molte cose poi nn vengono spiegate e lasciate sospese? (le stesse scritte un post più su da eugenio_barba nello spoiler)

Abbastanza d'accordo con la rece di ondacinema, ci ho visto anche io dei tratti andersoniani.
Gli do un 7, più per la forma che per la sostanza.
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Zingonia di una certa età

 


Syd ili 4.5 te l0'ho deto perché il dosco è effettivamente un capovlavoro no perché ti conosco (che poi non ci siamo ancora visti per ora

On dovresti però osservare l'andamtnto dei voti del disco, non è queleo che un artista farebbe. Viaeto che ildisco ha cendo all'estero puoi pensare finalmnetn di espatriare e portare la tua museca ove ha più+ brobabilità di avere cuccesso


#11 ucca

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Inviato 17 ottobre 2011 - 07:23

Secondo me è un film sulla paura di diventare vecchi. Si dà troppa importanza alla storia dell'inseguimento del nazista, che è solo un pretesto.
Sono tutti personaggi che cercano un pretesto per tirare avanti. Come dice il protagonista "Passiamo tutta la vita a pensare al domani e poi ci ritroviamo in un attimo a dire
è andata cosi". Tutto il film è incentrato su questa maturazione del protagonista eterno post adolescente che si arrende a diventare adulto. Nel complesso mi è piaciuto, mi ha lasciato qualcosa. Certo Sean Penn è davvero una macchietta, bastava molto meno.
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Mettere su un gruppo psichedelico a 40 anni.


#12 Eleanor Rigby

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Inviato 17 ottobre 2011 - 07:33

Secondo me è un film sulla paura di diventare vecchi. Si dà troppa importanza alla storia dell'inseguimento del nazista, che è solo un pretesto.


....."ma ci sono un po' troppi prestesti in questo film".
Anche la storia SPOILER
del fratello della ragazza mi è sembrto poco approfondito. FINE SPOILER
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Zingonia di una certa età

 


Syd ili 4.5 te l0'ho deto perché il dosco è effettivamente un capovlavoro no perché ti conosco (che poi non ci siamo ancora visti per ora

On dovresti però osservare l'andamtnto dei voti del disco, non è queleo che un artista farebbe. Viaeto che ildisco ha cendo all'estero puoi pensare finalmnetn di espatriare e portare la tua museca ove ha più+ brobabilità di avere cuccesso


#13 eph

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Inviato 17 ottobre 2011 - 10:17

Sono un po' stupito dalla tiepida accoglienza di questo film, anche da parte di chi ha apprezzato i precedenti film di Sorrentino. Il suo cinema non è mai stato cinema di narrazione, da un cinema come il suo non cerco né la verosimiglianza né una sinossi di ferro.

La differenza fra questo film e i precedenti, è vero, è che dovendo realizzare un film con un simile budget e per un pubblico molto più vasto (non i tre cinefili che raccattava fino a un paio di film fa, ma forse anche fino a un film fa, in fondo...), si è cercato di imbastire una trama che, certo, non è la cosa principale del film, ma poco più di un pretesto.
Un pretesto per realizzare un film che, a livello di fotografia, regia, location, sceneggiatura, recitazione, dettaglio, colonna sonora è semplicemente stupefacente: da rivedere mille volte, per la ricchezza di particolari che arreda ogni singola inquadratura. Un road movie che non è un road movie, un "Somewhere" che però non fa due palle così, un "Amico di famiglia" con un personaggio più positivo.

Detto questo: è esagerato? Sì. Ci sono certe scene che forse non sono "utili" (ma cos'è utile?)? Sì. Ci sono cose che vengono lasciate in sospeso (embè?)? Sì. E' il capolavoro di Sorrentino? No.

Ma è CINEMA all'ennesima potenza, perfetto equilbrio fra piccolo film d'autore e grande film da Oscar, persino. Se tutti i film fossero così, andrei al cinema tutte le sere.

Tra parentesi, ottima partenza in sala: secondo al botteghino per una manciata di euro, con una media-sala strepitosa. L'avreste mai detto per un film di Sorrentino?
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#14 ucca

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Inviato 17 ottobre 2011 - 11:16


Tra parentesi, ottima partenza in sala: secondo al botteghino per una manciata di euro, con una media-sala strepitosa. L'avreste mai detto per un film di Sorrentino?


Sono contento per lui, se lo merita. Comunque è sicuramente un film di passaggio nella sua filmografia.
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#15 piersa

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Inviato 19 ottobre 2011 - 07:08



Tra parentesi, ottima partenza in sala: secondo al botteghino per una manciata di euro, con una media-sala strepitosa. L'avreste mai detto per un film di Sorrentino?


Sono contento per lui, se lo merita. Comunque è sicuramente un film di passaggio nella sua filmografia.


Lui non si merita proprio un bel niente, già è un bel pallone gonfiato così asd
Film di passaggio? Qui ci sono anche più buchi dell'Amico di famiglia e giustificare tutto con la teoria dell'insolito non basta più.
Non è neanche un film mainstream, manca la cosa fondamentale: l'evoluzione del personaggio. Non è vero che fa incontri "simbolici" che fanno evolvere la storia: la storia evolve con la benzina del pickup che si mette sotto le gomme mezza America. Questa è l'unica evoluzione: Lui (un Edward mani di forbice ma ben cosciente di sé e del mondo) sembra sia sotto postumi di una commozione cerebrale: autismo, ralenti, compulsioni, batterie di slogan (alcuni ben tagliati) che gli permettono di arrivare a fondo senza mettersi in discussione, è il mondo che mette in discussione se stesso per accontentare lui.
Sorrentino ha un talento innato, forse anche qualche lapillo di genio. ma è pigro, non si applica, si crede più di quello che è e non fa sua la lezione dei geni che lavorano il doppio delle persone normali. Un nuovo nanni Moretti sta crescendo...
dopotutto poteva chiedere consiglio a David Byrne mentre Sean Penn sarà stato felicissimo di girare il classico film europeo dove non si capisce niente.
Voto: 6 (ma è l'ultima volta; il prossimo così si becca 4)
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#16 debaser

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Inviato 19 ottobre 2011 - 08:25

Sei solo invidioso che i suoi libri vendono perché è famoso!
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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#17 piersa

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Inviato 19 ottobre 2011 - 08:28

Sei solo invidioso che i suoi libri vendono perché è famoso!


asd
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#18 paloz

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Inviato 19 ottobre 2011 - 08:56

Che filmone grande grande. Una visione non mi basta per snocciolare qualcosa di compiuto, ma questo per Sorrentino è un passo da gigante.
Ci ho sentito molto spirito Coen, nella comicità e nella regia (e c'è pure Frances MacDormand!).
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#19 Tom

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Inviato 19 ottobre 2011 - 09:02

Come il Wong Kar-Wai del sottovalutatissimo "My Blueberry Nights", Sorrentino va in America e gira un film di potente fascino americano come neanche gli americani sono più usi concepire. Come quando Paolo Conte canta di San Francisco.
Bellissimo.

Ci ho sentito molto spirito Coen, nella comicità e nella regia (e c'è pure Frances MacDormand!).


Vero. E c'è anche molto Jarmush. Ma soprattutto camionate di new hollywood anni 70.
  • 1

#20 piersa

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Inviato 19 ottobre 2011 - 09:21

Sì, d'accordo ma almeno negli anni 70 della new hollywood avevano la scusa che si drogavano. Beh, in effetti è ormai conclamato che sorrentino sniffa(va?) eroina
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