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Drive (Refn, 2011)


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143 replies to this topic

#141 Norman Bombardini

Norman Bombardini

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Inviato 27 marzo 2013 - 09:55

vabbé, un po' relativo come discorso, allora Taxy Driver senza De Niro come faceva a venire?
  • 0

#142 ...

...

    Enciclopedista

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Inviato 27 marzo 2013 - 10:02

1. sfasciare crani in ascensore.

basta.
  • 0

HarryBudini - Licence To Kill (album, file rar)
 
intero album in italiano: Licenza di uccidere (rar)

 


#143 slothrop

slothrop

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Inviato 04 ottobre 2013 - 12:55

L'ho visto ieri sera, mi mancava, originale e con molte frecce al suo arco ma nel complesso mi ha lasciato freddino, siamo quasi alla "mezza delusione". Quasi, perchè ribadisco che di qualità ne ha tante.

Vediamo: incipit notevolissimo, regia nel complesso originale ed efficace, pur con qualche scivolata para-melò e qualche lentezza eccessiva nella prima parte, trama che a un certo punto perde un po' filo (o magari l'ho perso io tra un ammazzamento e una telefonata el'altra). La colonna sonora è bella in sé, efficace nel ricreare un clima ma secondo me è usata in maniera troppo convenzionale rispetto alla complessiva originalità della messa in scena.
In sostanza mi pare che questo "Drive" sia un film alla Monte Hellman: un "serie b" girato come un "essai", in pratica. Una regia controllatissima e minimale - con solo qualche lucida e calibrata fiammata lynchana -, una sceneggiatura anche più minimale, una recitazione persino di più (e gli attori sono azzeccatissimi) per una trama che prevede corse in macchina, sparatorie, accoltellamenti, etc...

Cos'è dunque che non mi convince? Beh, l'idea del protagonista di cui non si sa una mazza a me ricorda - ripeto - più Monte Hellman che il logorroico Scorsese, con la differenza che mentre in Hellman il riduzionismo della messa in scena rende 1) la trama praticamente imprevebibile (qui lo è un po' meno) e 2) il nichilismo del tutto pertinente e profondissimo, nel caso di "Drive" certe scivolate romantiche e la marcatissima schizofrenia del protagonista a mio parere vanificano l'impianto minimalista della regia.

Questo misto fra Lynch e Hellman è un po' irrisolto, davvero non c'è motivo per far diventare il pilota così sanguinario a un certo punto, davvero è molto banale e per nulla approfondito il rapporto che lega il pilota alla ragazza. E' così anche nei film di Hellman, si dirà. Sì, ok, ma Hellman ci perde molto meno tempo, i suoi personaggi non sono mai sopra le righe. Invece nei film di Vincent Gallo (un altro hellmaniano che va certamente tirato in ballo parlando di "Drive") si insiste di più - rispetto a Hellman - sulle storie d'amore difficili, ma Gallo riesce anche a coinvolgere emotivamente lo spettatore molto di più.

Quindi la mano c'è, lo stile c'è, ma alcune scelte (la colonna sonora, l'insistenza su una storia d'amore veramente banalissima) non mi sembrano coerenti con l'impianto scelto. Di Hellman manca il rigore, di Lynch le derive oniriche, di Gallo il tormento, di Scorsese la nevrosi, dei Cohen mancano il circo umano e il pessimismo. Poi è ovvio, non si deve mica imitare, ma qui secondo me non abbiamo "una cosa nuova" ma un misto - benissimo realizzato - tra idee registiche diverse.
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#144 William Wilson

William Wilson

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Inviato 17 maggio 2016 - 09:12

Finalmente ho recuperato questo film, che a naso resterà come uno tra i migliori di questo decennio.

Straordinari il prologo, e la musica di Kavinsky che accompagna gli iconici titoli di testa.

Interessante il raggelamento operato da Refn sul genere, l'attenzione ai corpi, a volte indistinguibili da statue di cera, le inquadrature fisse e la cura maniacale della composizione e del colore.

All'immobilismo, alla laconicità, all'amore, fanno da contrappunto la velocità, le macchinazioni/conflitti (anche verbali), l'odio.

E' la parabola paradossale (né ascendente né discendente, solo vorticosa, ovvero persa nel gorgo della violenza e dei casi avversi) di un uomo che non si vuole sporcare le mani, ma si vede costretto a insozzarsele e fa le cose sbagliate per le giuste ragioni.


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