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Phil Minton


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27 replies to this topic

#1 slothrop

slothrop

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Inviato 21 ottobre 2006 - 13:19

Sto ascoltano l'assurdissimo "Ammo" recentemente ristampato su Golden Years. E' un disco originariamente uscito nel 1984, mi pare, o comunque nei primi '80 ed è veramente un'esperienza.
Anzitutto anticipa di parecchio il free ultrariduzionista degli anni '90 (i Nmperign per capirci) e lo fa anche più delle sortite più minimali della scuola europea dei '70 (penso a certe robe di Evan Parker o degli Iskra 1903, gente che non aveva certo un suono loud e dirompente).
In pratica su Ammo (che sto ancora finendo di sentire) Roger Turner suona la batteria in maniera molto accennata e senza fare mai rumore e soprattutto sopra di lui si muove Phil Minton e lo fa con la sola voce umana!

Non so se lo conoscete. E' qualcosa di più dell'ennesimo formidabile outsider?
So che è un nome abbastanza storico dell'impro radicale ma non conosco altri suoi dischi, a parte che suonava nei Roof con Tom Cora e compagnia. Qualche consiglio?



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#2 theydontsee

theydontsee

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Inviato 21 ottobre 2006 - 13:49

So poco di Minton, l'unica cosa che ho sentito è il disco assieme a Poire Z su 4 4 Ears, interessante ma sicuramente non uno dei punti storici della sua produzione. Tengo sempre una lista delle cose da comprare e da tempo ho segnato il doppio CD Drainage che prima o poi mi procurerò.
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#3 woody

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Inviato 22 ottobre 2006 - 11:54

Grande Minton.  Proprio ieri sera al ritorno dal lavoro, dopo aver letto il tuo thread, mi sono accorto che ho perso tutti i suoi cd che avevo nell' hd, quelli a suo nome almeno.
Innanzitutto se non li conosci ti consiglio i Roof, il primo album in studio, ma anche quello live che però l' ho ascoltato meno, mi sembrava valido.
Poi a me piacciono molto i suoi dischi con Lindsay Cooper, in particolare Sahara Dust dei primi anni 90, ma non so se è un disco adatto ai tuoi gusti (la Cooper era un collaboratrice degli Henry Cow).
Dalla descrizione che fai di Nommo, che non ho mai sentito, credo che My Chelsea, col sassofonista Coxhill e il chitarista Akchote, dovrebbe piacerti, ma io ti consiglio anche il suo lavoro solista A Doughnut in Both Hand e Mouthfull of Ecstasy.
Ha lavorato anche con Mike Westbrook ma i loro lavori insieme non mi hanno mai convinto troppo e dovrei comunque riascoltarli.
Interessante ache il progetto Goto del 95 con un membro degli Einsturzende Neubauten.
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#4 woody

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Inviato 22 ottobre 2006 - 11:59

Ci sarebbero da citare anche i 4 Walls, ma secondo me non hanno mai raggiunto le vette dei Roof, in pratica sono lo stesso gruppo, senza Tom Cora che è morto e con al posto suo un pianista, tale Veryan Weston, al basso sempre Luc Ex degli Ex e Michael Vachter alla batteria.
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#5 crocus behemoth

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    Roadie

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Inviato 01 novembre 2006 - 22:28

Ciao Fede!
Ho una specie di adorazione per Phil Minton, per il suo spirito anarchico e per l’uso assolutamente dissacrante e primordiale che fa dello “strumento” vocale. Lo ritengo uno dei migliori vocalist in circolazione, almeno nel campo dell’improvvisazione e sperimentazione.
Se ti è piaciuto Ammo e la collaborazione con Roger Turner(a proposito: azzeccatissimo il paragone con gli Iskra 1903) e vuoi approfondire ti consiglio lo stupendo Dada da e il doppio Drainage, usciti molto tempo dopo Ammo rispettivamente per la Leo Records e per la Emanem. Siamo sempre sulla scia di Ammo e anche questi sono dischi “radicali” e dal forte impatto sonoro.

Tieni conto che non è facile orientarsi tra i suoi dischi in quanto il nostro ha una discografia sterminata( è attivo fin dai primi anni 70) e ha preso parte ad un numero spropositato di progetti piccoli e grandi di musica improvvisata e non. Ha anche lavorato in gruppi sperimentali di teatro e in contesti multimediali.
Tra le partecipazioni più importanti ti indico solo quelle con la Mike Westbrook Orchestra(dove ha iniziato la sua carriera come trombettista),la Company di Derek Bailey, Lindasy Cooper, Bob Ostertag, Lol Coxhill, John Butcher, Peter Brotzmann...
Passando ai dischi che sono usciti  suo nome ti segnalo, in primis, uno dei miei dischi preferiti dello scorso anno: Ways out East, Ways out West in collaborazione con il pianista Veryan Weston. E’ un grande omaggio all’anarchico ucraino Nestor Makhno e qui Minton reinterpreta a suo modo, con l’ausilio del piano free di Weston, una serie di canti anarchici, militanti e libertari. D’altronde lui stesso ha detto l’improvvisazione è ciò che meglio può rappresentare l’anarchia in campo musicale. La prima bellisiima traccia “the Anarchist’s Anthem” vale da sola l’acquisto del disco. La seconda parte del cd (out West) contiene una serie di brani ispirati e tratti da “American favorite ballads, tunes and songs as sungs by Pete Seeger”.
Sempre in duo con Veryan Weston negli anni 90 ha realizzato tre diversi dischi:, Ways, Ways Past, Naming the Animals. Sono per lo più lavori di reintpretazione di brani altrui:da Schubert, Kurt Weill, Jacques Brel, Charles Ives fino a Eric Dolphy.

Nel 2005, per la Absinth, è uscito anche Activity Center & Phil Minton un interessante progetto, realizzato assieme a due musicisti tedeschi, basato sulla voce di Phil e sulle tessiture armoniche dello zither(una specie di cetra di origine tedesca) nonché  di percussioni e chitarre

Interessante, ma di diverso tenore, è anche la collaborazione con Bob Ostertag nel progetto Say no more. Sono usciti due dischi: uno che porta lo stesso nome del progetto e successivamente Say no more in person.Consigliatissimi entrambi. Si tratta di un esperimento che coniuga  improvvisazioni e campionamenti  di tre diversi musicisti: Minton, Mark Dresser(contrabasso) e Gerry Hemingway(percussioni).

Ci  sarebbero ancora altri dischi ma per non farla troppo lunga mi limito a segnalare:la partecipazione nel magnifico Work resumed on the tower/Letters home,dei News from babel(ovvero Chris Cutler, Lindsay Cooper, Zeena Parkins e Robert Wyatt  che divide le parti vocali con Dagmar Krause, Sally Potter e Phil Minton)disco meritevole di menzione al di là della partecipazione,tra l’altro esigua,di Minton; Off Abbey Road con la  Mike Westbrook Band e poi Rags/The goldiggers con  Linday Cooper , oltre a Sahara dust ,già citato da checazzoquoti.
Credo sia inutile parlare del piccolo capolavoro The Untraceable cigar con i Roof perché, se ho capito bene , lo conosci già.
Devo ancora procurami Songs from a Prison Diary,anche questo in duo con Weston(sono composizioni tratte dai diari di Ho Chi Minh ) e un disco uscito con la King Ubu Orchestru,The Concert Live at Total Music Meeting,che comprende, tra gli altri,  Radu Malfatti Paul Lytton, Wolfgang Fuchs.

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#6 slothrop

slothrop

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Inviato 02 novembre 2006 - 11:33

Grazie mille Crocus, che miniera di roba!

I Roof li conosco comunque più di nome che di fatto ed è il primo disco che vado a recuperare. Dada Da pure l'avevo già messo in cerca e mi intriga parecchio questo Ways out East, Ways out West che segnali.

Certo anche approfittarne per fare una panoramica più globale sul misconosciuto universo degli impro-vocalists non sarebbe male.

Di mio posso naturalmente citare gli Smegma degli esordi, ancora stanziati tra Pasadena e la definitiva Portland (anche la collaborazione con Wild Man Fisher parla abbastanza chiaro). In particolare su questo settore si lasciano ricordare il rarissimo 7 pollici Pigface Chant del 1974 e l'esordio full lenght Glamour Girls 1941. Qui stiamo proprio alla sbracatura totale e demenziale del tutto antiaccademica. Su coordinate simili si muoveranno nei primissimi '80 i più incattiviti Furious Pig con una specie di punk-hardcore solo vocale, autori di un unico ep scaricabile in rete sul solito Ubu.com.
Naturalmente altri esponenti di lusso di questa pratica, pur meno improvvisati nonchè sorretti da una solida sezione strumentale, sono i Boredoms del primo periodo fino ai primi anni '90.
In Giappone anche Keiji Haino pur non avendo mai realizzato (a quanto ne so ) un disco di sola voce si è mosso in territori simili con caratteristiche proprie e personali.

In campo del tutto outsider e a suo modo limitrofo al jazz c'è naturalmente il mitologico Shooby Taylor sul quale Fabio-Basement tempo fa aprii un thread strepitoso.

Un'altra variante tanto brutale quanto rurale sul tema dell'impro vocal ce la dà anche l'immancabile Jandek nel pieno dei suoi furibondi anni '80 e mi riferisco in particolari a dischi selvaggi (e secondo alcuni demenziali) come Telegraph Melts e Modern Dances nei quali il ruolo delle voci sovrasta spesso la scricchiolante architettura strumentale.
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#7 InTheBasement

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Inviato 02 novembre 2006 - 11:40

Ci sarebbero da citare anche i 4 Walls, ma secondo me non hanno mai raggiunto le vette dei Roof, in pratica sono lo stesso gruppo, senza Tom Cora che è morto e con al posto suo un pianista, tale Veryan Weston, al basso sempre Luc Ex degli Ex e Michael Vachter alla batteria.


I 4 Walls a me piacciono parecchio, pur essendo meno dinamici e più "tranquilli" rispetto ai Roof. Per il resto Minton l'ho sempre incontrato in collaborazioni varie ma mi manca l'approccio solista, devo rimediare!
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#8 crocus behemoth

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Inviato 14 maggio 2007 - 14:00

Resuscito questo thread per segnalare la ristampa,per la Emanem,di questo cd:

Phil Minton Quartet: "Slur"
La formazione è destabilizzante: oltre a Phil Minton ci sono  John Butcher  al sax  soprano e  tenor Veryan Weston al piano e  Roger Turner percussioni.

Qualcuno lo già sentito e sa darmi qualche info in più?

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#9 slothrop

slothrop

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Inviato 15 maggio 2007 - 20:36

No, mannaggia, l'ho visto e l'unione Minton-Butcher mi solletica non poco ma ancora non l'ho ordinato.
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#10 Guest_Mattia_*

Guest_Mattia_*
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Inviato 16 maggio 2007 - 06:17

No, mannaggia, l'ho visto e l'unione Minton-Butcher mi solletica non poco ma ancora non l'ho ordinato.


Vidi i due qualche anno fa, a Lodi: performance indimenticabile! Butcher, per una volta, sembrava ironizzare sul proprio autismo; forse grazie alla presenza di Minton, cordiale e imprevedibile. L'esibizione, durante la seconda parte, si è arricchita del meraviglioso John Edwards. Dal vivo sono più potenti di una locomotiva che ti entra nello stomaco a tutta velocità.

In questo periodo, tra l'altro, sto macinando il catalogo Emanem (e l'altra sera ho assistito al bellissimo concerto gratuito di Evan Parker presso lo Spazio Oberdan, sempre a Milano) e scoprendo alcuni titoli quasi (quasi, eh!) da isola deserta...

#11 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 16 maggio 2007 - 07:17

In questo periodo.. sto macinando il catalogo Emanem.....scoprendo alcuni titoli quasi (quasi, eh!) da isola deserta...


e mica te la puoi cavare così :P
Fuori i nomi!
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#12 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 16 maggio 2007 - 07:47

Devo ancora procurami Songs from a Prison Diary,anche questo in duo con Weston(sono composizioni tratte dai diari di Ho Chi Minh )


in rete ho letto solo commenti entusiasti su questo disco; che dici, beppe, è facile da trovare nei negozi? o bisogna rassegnarsi ad altre forme di approviggionamento?
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#13 slothrop

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Inviato 16 maggio 2007 - 08:57


Devo ancora procurami Songs from a Prison Diary,anche questo in duo con Weston(sono composizioni tratte dai diari di Ho Chi Minh )


in rete ho letto solo commenti entusiasti su questo disco; che dici, beppe, è facile da trovare nei negozi? o bisogna rassegnarsi ad altre forme di approviggionamento?


Tipo i mailorder?
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#14 crocus behemoth

crocus behemoth

    Roadie

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Inviato 16 maggio 2007 - 09:24

I Roof li conosco comunque più di nome che di fatto ed è il primo disco che vado a recuperare.

Sei riuscito a recuperarlo? Mi interessa molto sapere cosa ne pensi

che dici, beppe, è facile da trovare nei negozi? o bisogna rassegnarsi ad altre forme di approviggionamento?


Nei negozi di Milano proprio no.Ma nei negozi online si trova quasi ovunque.
Io l'ho preso su ebay a due lire(pardon centesimi)...
Se non ti interessa in originale posso provvedere io all'approvviggionamento..

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#15 slothrop

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Inviato 16 maggio 2007 - 13:09


I Roof li conosco comunque più di nome che di fatto ed è il primo disco che vado a recuperare.

Sei riuscito a recuperarlo? Mi interessa molto sapere cosa ne pensi


Si, veramente bello. Tra l'altro si tratta praticamente di canzoni per un taglio (molto vagamente) pop che nel genere è piuttosto originale.
Tra l'altro in quel disco Minton viaggia su timbriche waitsiane che spesso non usa in formato impro-totale (vedi Ammo).
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#16 Notker

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    Scaruffiano

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Inviato 16 maggio 2007 - 13:46

Se non ti interessa in originale posso provvedere io all'approvviggionamento..


Immagine inserita

vedo che cominci a leggere nel pensiero... O_O
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#17 crocus behemoth

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Inviato 21 maggio 2007 - 14:47

Però dovresti dire la verità: da buon vecchio bolscevico questo disco ti interessa solo perchè hai letto la parola Ho Chi Minh asd
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#18 Notker

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Inviato 22 maggio 2007 - 10:07

Però dovresti dire la verità: da buon vecchio bolscevico questo disco ti interessa solo perchè hai letto la parola Ho Chi Minh asd


ma no, è che mi piace andare a scrocco... :D
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molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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#19 crocus behemoth

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Inviato 22 maggio 2007 - 14:42

è che mi piace andare a scrocco... :D


...che poi sarebbe una variante della teoria marxista:quello che è mio è mio, quello che è tuo è nostro...
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#20 Notker

Notker

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Inviato 22 maggio 2007 - 14:52


è che mi piace andare a scrocco... :D


...che poi sarebbe una variante della teoria marxista:quello che è mio è mio, quello che è tuo è nostro...


ti ricordo che per noi bolscevichi la proprietà privata non ha senso ;D
a te la maternità ti ha fatto perdere il lume della ragione; spero ritorni a essere un buon bolscevico, compagno... asd
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molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
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