Vai al contenuto


Foto
- - - - -

John Frankenheimer (1930-2002)


  • Please log in to reply
51 replies to this topic

#41 vegeta851

vegeta851

    Enciclopedista

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 8571 Messaggi:
  • LocationFerrara

Inviato 13 gennaio 2012 - 21:36

bellissimo e sottovalutato "I Temerari"...insolito e angosciante "Un uomo senza scampo", con le mitiche musiche di Johnny Cash ("I walk the Line" è il titolo originale).

Io consiglio anche il serratissimo "Il treno"...si mangia a colazione il 99% degli action movie che escono oggi
  • 0

#42 Saku

Saku

    Mi gira la chepa

  • Members
  • StellettaStelletta
  • 76 Messaggi:
  • LocationGran Torino

Inviato 16 gennaio 2012 - 07:57

bellissimo e sottovalutato "I Temerari"...insolito e angosciante "Un uomo senza scampo", con le mitiche musiche di Johnny Cash ("I walk the Line" è il titolo originale).

Io consiglio anche il serratissimo "Il treno"...si mangia a colazione il 99% degli action movie che escono oggi

Ho visto proprio ieri sera "Il treno",hai proprio ragione,mentre lo guardavo ho pensato la stessa cosa
  • 0

#43 Tom

Tom

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12630 Messaggi:

Inviato 16 gennaio 2012 - 10:28

La sequenza finale con i morti e i capolavori d'arte "silenziosi" è tra i finali aperti (a livello morale) più potenti che abbia mai visto.
  • 4

#44 piersa

piersa

    Megalo-Man

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 19978 Messaggi:
  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 05 marzo 2012 - 23:48

Bellissimo Il treno, per tutte le regioni sopra esposte e perché è sempre un piacere vedere ad un certo punto un vecchio rimbambito e dirsi "Ma quello non è Michel Simon?".
Inn molti punti mi ha fatto pensare a "La bestia umana", a partire dal ciuffo di Lancaster molto simile a quello di Gabin e la faccia del suo secondo simile a Carette; sono abbastanza sicuro che F. si sia ispirato al romanzo di Zola in alcune parti, magari qualcuno me lo conferma
  • 0

#45 Tom

Tom

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12630 Messaggi:

Inviato 06 marzo 2012 - 09:59

Non saprei. "Il treno" è tratto da un romanzo di Rose Vallande, scrittrice e partigiana francese, che probabilmengte si ispirò a fatti da lei vissuti o appresi in prima persona. C'è da ricordare che il film fu preparato e progettato da Arthur Penn (di cui restano le scene con i nazisti a Parigi), di cui era nota la grande passione per il cinema francese.
Penn fu licenziato per un capriccio di Burt Lancaster dopo un solo giorno di riprese con il divo, e pare che Frankenheimer abbia seguito molto fedelmente la traccia di Penn. Anche se c'è da notare che il film risulta perfettamente integrato nella filmografia di Frankenheimer, mentre così com'è sarebbe risultato un oggetto strano in quella di Penn - probabile che se avesse portato avanti lui il film avremmo avuto un protagonista molto meno granitico e un film ancora più cupo e ambiguo.
  • 1

#46 piersa

piersa

    Megalo-Man

  • Redattore OndaCinema
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 19978 Messaggi:
  • Location14-16 Fabrizi Nicola e Aldo

Inviato 06 marzo 2012 - 14:50

che comunque ambiguo lo è di brutto. A cominciare dalla scena che hai segnalata tu, quella della "natura morta" dei fucilati e i quadri nelle casse che non vedremo più (Lancaster aveva detto: "alla fine bisognerà darci un'occhiata a questi quadri"). Comunque grande regia e dispiego del mezzo laddove molti film denunciano spesso la superficialità rispetto a arti più nobili quali la pittura e la letteratura. E grande regista anche Penn, entrambi un po' dimenticati...
  • 0

#47 Dudley

Dudley

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1791 Messaggi:

Inviato 21 agosto 2012 - 06:50

Sbaglio o fin’ora nessuno ha parlato di “Prophecy”? Forse a conferma del fatto che questo film è solitamente considerato uno dei suoi “minori”, per non dire peggio? Beh, non ridete: vi dirò che l’ho visto ieri sera e … mi è piaciuto! Fanta-horror ecologista, narra le vicende di un dottore (+ moglie) che viene inviato dal governo in una zona del Maine dove vi sono accese discussioni tra indiani ed i proprietari di una cartiera. I temi sul piatto sono i soliti: l’inquinamento (che genera mostri), l’avidità, una spruzzata di leggende indiane, e … tante belle riprese (anche aeree) della regione. Il dottore scoprirà come stanno le cose, ma non potrà evitare il sanguinoso scontro con i mostri di cui sopra (ps: ottima e spaventosa la loro apparenza, un po’ meno i loro movimenti, gommosi e poco reali). Dunque, forse c’è qualche scena fuori posto, i personaggi sono evidentemente stereotipati, però la storia è robusta e ben ripresa, ed i 100 min. del film filano via che è un piacere. Promosso!
  • 1

#48 Çorkan

Çorkan

    Utente onicofago con ghiri in culo

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 7752 Messaggi:
  • LocationBorgo San Lorenzo, Firenze

Inviato 29 settembre 2012 - 00:17

Oggi ho visto "The Manchurian Candidate". Mi è piaciuto così tanto che non ho potuto aspettare le visioni della prossima settimana per dirlo.
Penso che per capirlo a fondo andrebbe rivisto alcune svariate volte. Adoro i film di questo genere, in cui sembra che già dalla seconda le scene comincino a citarsi fra di sé, e che i rimandi interni ed esterni al film crescano in modo esponenziale col passare dei minuti finchè lo spettatore nonè stremato dal tentativo (fallito) di coglierli tutti.
Un citazione speciale per Angela Lansubry. Abituato alla bonaria Signora in Giallo, sono rimasto esterreffatto dalla sua maligna bravura nel ruolo della madre.
  • 0
"La legge non dovrebbe imitare la natura, dovrebbe correggerla"

Dekalog 5

#49 Dudley

Dudley

    mainstream Star

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 1791 Messaggi:

Inviato 17 maggio 2013 - 14:15

Buone notizie: il prossimo mese di agosto torna finalmente il circolazione pure il suo "Seconds" (1966), da tempo non più disponibile per il mercato dell'homevideo. Tutto quanto verrà restaurato e pubblicato dalla solita Criterion Collection:
http://www.criterion.com/films/28428-seconds
  • 3

#50 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6609 Messaggi:

Inviato 20 maggio 2013 - 09:48

Buone notizie: il prossimo mese di agosto torna finalmente il circolazione pure il suo "Seconds" (1966), da tempo non più disponibile per il mercato dell'homevideo. Tutto quanto verrà restaurato e pubblicato dalla solita Criterion Collection:
http://www.criterion...s/28428-seconds


Grandissimo film.
Ma che qualcuno sappia è vera la storia che circola in rete sul trauma che Seconds avrebbe causato a Brian Wilson dei Beach Boys (tra l'altro Wilson è pure il nome del personaggio interpretato da Rock Hudson o Ro-Cazzon, come me lo immaginavo io da bambino quando lo sentivo nominare)? A quanto raccontano le cronache, il Nostro non si sarebbe recato più al cinema fino all’uscita di E.T. nell’82, oltre 15 anni dopo. asd
Che Brian Wilson fosse un po’ paranoico è acclarato, per cui potrebbe anche essere vero.
  • 0

#51 bluetrain

bluetrain

    Fourth rule is: eat kosher salamis

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 6609 Messaggi:

Inviato 01 giugno 2013 - 15:35

Ho visto ieri Grand Prix. Sarà perché mia nonna era appassionatissima di Formula 1 – segnatamente, era una tifosa sfegatata della Ferrari, a suo dire aveva anche avuto modo di conoscere Enzo in persona – fatto sta che ho una sorta di attrazione morbosa ed ancestrale per le gare automobilistiche, soprattutto quelle d'antan, pur essendo io un pilota – rectius, un guidatore – assolutamente morigerato, se non cagasotto tout court. Nel film ad certo punto si dice che per fare il pilota bisogna essere del tutto privi di immaginazione, perché se uno provasse a figurarsi cosa capiterebbe dopo uno schianto a 250 chilometri orari contro un platano, beh, forse deciderebbe di cambiare mestiere. Diciamo che io ho una fervida immaginazione.
Sarà per questo motivo, fatto sta che sono rimasto letteralmente stregato da questo film ed incantato dinnanzi alle meravigliose e lunghissime scene che immortalano i bolidi (bellissimi e pieni di poesia cinetica, esteticamente le macchine da corsa odierne non reggono il confronto) in pista, durante le gare nei vari circuiti (che, immagino, possano risultare pesantucce e noiose per alcuni), al punto che durante le sequenze non prettamente automobilistiche mi veniva da sussultare “troppa trama!”, come nei film porno che indugiano troppo sui dialoghi prima di venire (mi si perdoni l'involontario calembour) al sodo.
Scene che risultano per altro di una modernità spiazzante: da non credersi che siano state girate nel 1966 (interessantissimo il making of presente tra gli extra del dvd), con tecniche a dir poco innovative (sia in fase di ripresa che di montaggio, si pensi all'uso quasi sfacciato dello split screen). A ciò si aggiunga la regia di Frankenheimer, abilissima nel dosare tutti gli ingredienti e a soffermarsi spesso sul particolare (le meccaniche delle auto, i piedi del pilota ecc) e il risultato è assicurato, irripetibile direi, tanto più oggidì dove l'uso della computer grafica avrebbe la parte del leone (con esiti secondo me non di questo livello). Così come è azzeccatissima la scelta del regista di girare ogni Gran Premio con una tecnica diversa, in modo da evitare il tono monocorde (il film dura quasi 3 ore). Ad esempio, quello di Monte Carlo è stato girato in stile praticamente documentaristico, senza musica, col solo suoni dei motori roboanti per quasi 20 minuti, mentre quello successivo di Spa è stato infarcito di musiche quasi dal retrogusto sinfonico e da split screen sfasati ed onirici, in modo da tramutare la corsa d'auto in una sorta di balletto meccanico.
Va beh, poi c'è la sceneggiatura, comunque più che buona, che non lesina dramma e financo alcune riflessioni sulla morbosità adrenalinica della velocità e l'attrazione fatale dei piloti nei confronti della vecchia signora falcemunita.
Il cast è ottimo (Frankenheimer ha preteso che non si usassero controfigure): James Garner (ha preso il posto che era originariamente destinato a Steve McQueenn), Yves Montand, Toshiro Mifune, Brian Bedford, Antonio Sabato, Adolfo Celi, oltre ad alcuni reali piloti della Formula 1. Ci sono anche un bel po' di graziose figliole, tra cui Françoise Hardy.
Enzo Ferrari, che inizialmente aveva bruscamente negato a Frankenheimer il permesso per l'utilizzo del marchio e del nome della casa automobilistica di Maranello, cambiò idea dopo che il cocciuto regista lo obbligò a visionare la prima mezz'ora di girato a Monte Carlo: fu talmente entusiasta che gli permise addirittura di girare alcune scene nelle officine dove si assemblavano realmente le auto da corsa.
Titoli di testa (realizzati da Saul Bass) tra i migliori di sempre. L'inquadratura iniziale col primissimo piano del tubo di scappamento e tutto il resto all'epoca erano avanti di 30 anni, minimo.
  • 3

#52 Tom

Tom

  • Members
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12630 Messaggi:

Inviato 10 maggio 2019 - 21:43

IMG-0872.jpg

 

Che figata The Challenge / L'ultima sfida del 1982. Non date reta a certe locandine che lo spacciano per un action 80s tamarro stile "American Ninja", e' un film d'azione vecchio stile perfettamente a meta' strada tra [quel capolavoro devastante di] Yakuza di Pollack e Black Rain di Scott. Col primo ha in comune molte cose, anche l'uso di una stessa location, lo spettacolare Kyoto International Conference Center, la cui eleganza avveniristica e' qui sfruttata per la grandiosa ed esagerata resa dei conti finale. Film ad alto tasso di luoghi comuni sui giapponesi, ma attraversato da una vena ironica, picaresca e "fumettosa" insolita per il regista. Il protagonista Scott Glenn (che sembra una specie di vice-David Carradine) e' un simpatico cialtrone, che stile Lebowski, resta impegolato in una storia da samurai moderni: per 3/4 di film non fa che prenderle da tutti, fino al riscatto finale ottenuto comunque attraverso vie poco ortodosse. Film di genere girato con una cura che oggi spesso non hanno manco i film d'autore: fotografia, scenografie, musica, montaggio tutto di primordine. 


  • 2




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi

IPB Skin By Virteq