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Clint Eastwood


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358 replies to this topic

#301 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 06 giugno 2018 - 11:45

Comunque alla bellezza di 88 anni (compiuti giusto la settimana scorsa) Clint non si gode certo la pensione ma è già sul set del suo nuovo film, in cui torna finalmente anche come attore: https://www.mymovies...clint-eastwood/
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#302 lazlotoz

lazlotoz

    Enciclopedista

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Inviato 06 giugno 2018 - 11:57

 

Beh, io ricordo il mantra del "regista di destra", che in realtà continua ancora oggi. All'epoca era proprio una fissazione, e quindi in italia dire che Eastwood era un grande era un casino. Perché poi ti dovevi giustificare ecco.

 

Giusto Ghezzi si poteva permettere di metterlo sul piedistallo fottendosene.

 

Si', ma ridimensioniamo anche questo mito del cattiva stampa di sinistra che criticava i registi di destra,

La cosa era molto piu' sfumata: c'era tutto un cinema "di destra" dalle tendenze anarchice che era amato anche dalla sinistra: Peckinpah, Milius e molti newhollywoodiani ambigui (Coppola, Cimino, Friedkin) erano eventualmente portati sugli altari dall'opionine pubblica alternativa, non certo dalla stampa di destra, che li vedeva come dei pervertitori del cinema e se doveva ricnoscersi con qualcuno si riconosceva piu' volentieri nell'ultimo bolsissimo John Wayne.

Eastwood non era penalizzato tanto perche' di destra, ma dalla sua fama di attore (per cui le sue regie venivano viste come dei capricci) e soprattutto dal suo alternare prodotti autoriali a prodotti spudoratamente commerciali, in un'epoca in cui l'autorialita' era tutto.

 

Ridimensioniamo pure, ma io 'sti discorsi di "regista di destra" mi è capitato di sentirli alla proiezione stampa di Sully. Ed era gente che scrive sui giornali grossi eh. 


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#303 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 06 giugno 2018 - 13:27

 

Beh, io ricordo il mantra del "regista di destra", che in realtà continua ancora oggi. All'epoca era proprio una fissazione, e quindi in italia dire che Eastwood era un grande era un casino. Perché poi ti dovevi giustificare ecco.

 

Giusto Ghezzi si poteva permettere di metterlo sul piedistallo fottendosene.

 

Si', ma ridimensioniamo anche questo mito del cattiva stampa di sinistra che criticava i registi di destra,

La cosa era molto piu' sfumata: c'era tutto un cinema "di destra" dalle tendenze anarchice che era amato anche dalla sinistra: Peckinpah, Milius e molti newhollywoodiani ambigui (Coppola, Cimino, Friedkin) erano eventualmente portati sugli altari dall'opionine pubblica alternativa, non certo dalla stampa di destra, che li vedeva come dei pervertitori del cinema e se doveva ricnoscersi con qualcuno si riconosceva piu' volentieri nell'ultimo bolsissimo John Wayne.

Eastwood non era penalizzato tanto perche' di destra, ma dalla sua fama di attore (per cui le sue regie venivano viste come dei capricci) e soprattutto dal suo alternare prodotti autoriali a prodotti spudoratamente commerciali, in un'epoca in cui l'autorialita' era tutto.

 

 

Fino a un certo punto però, Pauline Kael che negli anni 70 era la punta di diamante dei critici progressisti e aveva unagrandissima quanto incomprensibile influenza culturale cercò abbastanza sistematicamente di ridicolizzare la carriera di Eastwood in maniera anche sgradevole, affibbiandogli a più riprese l'etichetta di fascista, la cosa iniziò con la celebre recensione di Dirty Harry e proseguì per anni facendo scorrere fiumi d'inchiostro, Eastwood stesso ne parla spesso come una situazione molto pesante e sicuramente il suo riconoscimento critico è stato posticipato anche a causa di questa querelle.

Personalmente a leggere le sue recensioni a riguardo non so se mettermi a ridere o a vomitare tanto sono ridicole e in male fede.


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#304 kristofferson

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    Giù la testa, coglioni

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Inviato 06 giugno 2018 - 13:31

Ridimensioniamo pure, ma io 'sti discorsi di "regista di destra" mi è capitato di sentirli alla proiezione stampa di Sully. Ed era gente che scrive sui giornali grossi eh.


Per la stampa è tornato ad essere ufficialmente di destra dopo il sostegno a Romney e American Sniper...


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#305 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 06 giugno 2018 - 14:10

Comunque alla bellezza di 88 anni (compiuti giusto la settimana scorsa) Clint non si gode certo la pensione ma è già sul set del suo nuovo film, in cui torna finalmente anche come attore: https://www.mymovies...clint-eastwood/


insomma non poteva mancare anche nella filmografia di clint il film sulla war on drugs ashd no da una parte me ne rallegro perché il 10° biopic in 10 anni non lo avrei retto. ma del resto eastwood non è un maverick, è un uomo dell'industria, per cui lavora su quel che può all'interno di essa. oggi ad hollywood non è che ci sia molta scelta: o fai i blockbusters o se no nel campo del drama il biopic ha cannibalizzato quasi tutto

-----------------------------

vi farò una confessione: ho cercato di riguardare flags of our fathers, ma ha una fotografia talmente brutta, una specie di studio su quali siano le sfumature possibili in una scala di grigi, che mi facevano persino male gli occhi. sono l'unico? brutta giornata per me?
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#306 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 06 giugno 2018 - 14:12

Flags non l'ho mai digerito del tutto manco io, grandi pagine ma anche tanta retorica.


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#307 Tom

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Inviato 06 giugno 2018 - 14:39

 

 

Beh, io ricordo il mantra del "regista di destra", che in realtà continua ancora oggi. All'epoca era proprio una fissazione, e quindi in italia dire che Eastwood era un grande era un casino. Perché poi ti dovevi giustificare ecco.

 

Giusto Ghezzi si poteva permettere di metterlo sul piedistallo fottendosene.

 

Si', ma ridimensioniamo anche questo mito del cattiva stampa di sinistra che criticava i registi di destra,

La cosa era molto piu' sfumata: c'era tutto un cinema "di destra" dalle tendenze anarchice che era amato anche dalla sinistra: Peckinpah, Milius e molti newhollywoodiani ambigui (Coppola, Cimino, Friedkin) erano eventualmente portati sugli altari dall'opionine pubblica alternativa, non certo dalla stampa di destra, che li vedeva come dei pervertitori del cinema e se doveva ricnoscersi con qualcuno si riconosceva piu' volentieri nell'ultimo bolsissimo John Wayne.

Eastwood non era penalizzato tanto perche' di destra, ma dalla sua fama di attore (per cui le sue regie venivano viste come dei capricci) e soprattutto dal suo alternare prodotti autoriali a prodotti spudoratamente commerciali, in un'epoca in cui l'autorialita' era tutto.

 

 

Fino a un certo punto però, Pauline Kael che negli anni 70 era la punta di diamante dei critici progressisti e aveva unagrandissima quanto incomprensibile influenza culturale cercò abbastanza sistematicamente di ridicolizzare la carriera di Eastwood in maniera anche sgradevole, affibbiandogli a più riprese l'etichetta di fascista, la cosa iniziò con la celebre recensione di Dirty Harry e proseguì per anni facendo scorrere fiumi d'inchiostro, Eastwood stesso ne parla spesso come una situazione molto pesante e sicuramente il suo riconoscimento critico è stato posticipato anche a causa di questa querelle.

Personalmente a leggere le sue recensioni a riguardo non so se mettermi a ridere o a vomitare tanto sono ridicole e in male fede.

 

 

Parlavo dell'Italia, pero'.

 

La Kael era 'na stronza. Tra l'altro per il poco che ho letto di suo, era una critica modesta e non poco ottusa, infatti oggi piu' famosa per le sue mega-toppate che per altro, non riesco a spiegarmi l'incredibile credito e potere di cui ha goduto per tanti anni.


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#308 Harry Caul

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    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 06 giugno 2018 - 14:42

Ah ok, non avevo capito, allora si, in Italia più che altro era effettivamente un discorso che "i film di genere non sono film seri", cosa che in maniera più sfumata un po' continua ancora oggi.


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#309 cinemaniaco

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Inviato 06 giugno 2018 - 22:37

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un mondo perfetto testimonia l'incontro tra due dei maggiori rappresentanti delle proprie generazioni di affascinanti attori americani. entrambi reduci dal successo di due western in realtà così diversi tra loro come balla coi lupi e gli spietati. kevin costner interpreta un tipico "duro" da vecchia hollywood, un personaggio che eastwood avrebbe potuto interpretare 20 anni prima: un criminale con un proprio codice morale, un loner e un loser, ma con una propria dignità, il cui romanticismo viene però attenuato da un'aura di malinconia e rassegnazione esistenziale. il vecchio clint interpreta invece un texas ranger incaricato di catturarlo. paradossalmente non è un personaggio così diverso dal bandito di costner, e per comprenderlo è utile metterlo in correlazione con le altre due figure di "autorità" con cui si rapporta nel corso del film: la criminologa e l'agente federale. la sua visione disincantata lo pone a distanza sia dall'ingenuo idealismo della giovane criminologa, sia dalla violenza autoritaria del federale. il criminale in realtà non sembra molto interessato a fuggire e il texas ranger non pare molto convinto nella ricerca. è come se entrambi conoscessero già il finale della storia, che rende vano tutto il resto. e il finale è sempre lo stesso: amaro

uno dei più sottovalutati film di eastwood è uno dei suoi più belli, un crime movie malinconico ed esistenziale. lo si può leggere anche come un romanzo di formazione, ma viene da chiedersi se il protagonista sia il piccolo phillip o l'evaso butch, entrambi accomunati dalla mancanza fisica ed affettiva della figura paterna. una storia di bambini orfani che crescono e diventato adulti altrettanto soli nell'anno in cui l'america diventò orfana (il film è ambientato in texas nelle settimane che precedono l'assassinio di kennedy)

non sono un brav'uomo, ma nemmeno il peggiore. appartengo ad un'altra razza

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#310 Rinnegato Pulcio

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Inviato 06 giugno 2018 - 23:53

Secondo me Lo Straniero è un pelino sotto*, ma proprio un pelino, perché tende un po' ad avvitarsi su sé stesso, rimane in ogni caso un grande film, molto bello e originale, peccato per il doppiaggio italiano che con la storia del fratello rovina quello che a tutti gli effetti è un western soprannaturale


Spiega spiega meglio la storia del doppiaggio please
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Caro sig. Bernardus...

Scontro tra Titanic

"Echheccazzo gdo cresciuto che nin sei altro."<p>

#311 Kerzhakov91

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Inviato 07 giugno 2018 - 00:01

Visto di recente "Un mondo perfetto", anche per me è uno dei suoi film più belli. 

 

Forse "Gli spietati" e' stata la consacrazione maintream, ma gia' con "Il cavaliere pallido", "Gunny" e soprattutto "Bird" (oggi caduto un po' nel dimenticatoio, a pensarci) si era fatto una solida reputazione presso molto critica.

 

Verissimo, ricordo che quando iniziai a interessarmi "seriamente" al cinema (intorno al 2002/2003), "Bird" veniva citato dai critici come il primo lavoro davvero importante di Eastwood, per alcuni il suo capolavoro. Poi, con il passare degli anni, non ne ho praticamente più sentito parlare... (e non l'ho ancora recuperato)


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#312 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 07 giugno 2018 - 07:18

 

Secondo me Lo Straniero è un pelino sotto*, ma proprio un pelino, perché tende un po' ad avvitarsi su sé stesso, rimane in ogni caso un grande film, molto bello e originale, peccato per il doppiaggio italiano che con la storia del fratello rovina quello che a tutti gli effetti è un western soprannaturale


Spiega spiega meglio la storia del doppiaggio please

 

 

Nella versione italiana quando alla fine il tipo che sta scavando la fossa gli chiede il suo nome lui risponde "hai appena scritto quello di mio fratello" e il film diventa una banale storia di vendetta, nella versione originale invece risponde "l'hai appena scritto" facendo intuire che lo straniero è la reincarnazione o il fantasma dello sceriffo ucciso.


  • 3

#313 cinemaniaco

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Inviato 20 luglio 2018 - 19:26

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tre anni fa ero nel folto gruppo forumistico di coloro che criticarono american sniper. oggi che l'ho rivisto, mi sento di dissentire con me stesso. è un bel film, un buon film, ma soprattutto non è quel tipo di film apologetico e retorico che venne descritto dai detrattori

per sgomberare il campo da questa accusa basterebbe una scena, che è anche quella che apre il film e che viene ripresa e conclusa dopo il lungo flashback dei primi 30 anni di vita di kyle. è la sequenza dell'uccisione del bambino che si sta per lanciare con una bomba contro un convoglio militare. se eastwood avesse voluto fare un film apologetico, gli sarebbe bastato estromettere questa scena. avrebbe potuto edulcorare la vicenda raccontata, indorare la pillola. e invece no: introduce il protagonista mostrandolo mentre uccide un bambino (e subito dopo una donna). e la domanda che sorge spontanea è: che razza di eroe, di patriota, può essere uno che ammazza donne e bambini?

ma eastwood non si ferma solo a questo. va oltre. questa scena trascende la stessa vicenda di kyle per fare un discorso più generale ed universale sulla guerra. ciò che kyle sperimenta sulla propria pelle è un conflitto: quello tra piano ideale e piano reale. "non immaginavo che sarebbe iniziata così la mia esperienza in guerra", sono più o meno queste le parole di kyle mentre commenta l'accaduto con un commilitone. nessuno mette in dubbio che kyle fosse una persona convinta di ciò in cui credeva, un idealista, che volontariamente si è arruolato per perseguire uno scopo nella vita. la sua visione manichea del mondo - che gli discendeva dagli insegnamenti religiosi in famiglia - si scontra però subito con la realtà della guerra. in guerra chi è il lupo? chi la pecora? e chi il cane da pastore? a volte si è uno, a volte l'altro, o forse nessuno di questi

da full metal jacket in poi, i film americani hanno indugiato sul lato disumanizzante dell'addestramento militare. l'esercito vuole creare robot, assassini perfetti. anche l'addestramento dei SEAL non pare per niente una passeggiata. ma a kyle, come ai suoi compagni, non bastano urla nelle orecchie, umiliazioni fisiche e psicologiche, per sopravvivere alla routine alienante della guerra. dopo ogni turno al fronte, quando kyle ritorna a casa è sempre più distaccato, paranoico, ossessivo. ed è paradossale che nel momento in cui sembra ritornare lentamente alla normalità, sarà una morte tanto inspiegabile quanto beffarda a porre fine alla sua esistenza

eastwood ha fatto un film realistico e crudo sulla guerra, senza nascondersi dietro un dito, senza fanfare e spettacolarizzazioni. condivide con the hurt locker, il film a cui sin da subito è stato accostato, anche un'altra tematica: la guerra come droga, dipendenza, botta adrenalinica da cui è difficile riprendersi, staccare, ritornare a quelle che kyle stesso definisce "vite superficiali", quelle per cui alla fine uccide e rischia di venire ucciso. con quel suo stile essenziale che non è mai però convenzionale, filma la guerra in iraq come davvero pochi altri film sono riusciti a fare
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#314 cinemaniaco

cinemaniaco

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Inviato 21 luglio 2018 - 14:07

cine hai visto anche quello nuovo sul treno? io non ancora


no, nemmeno io. ma nel forum sembra non averlo visto nessuno a giudicare dal fatto che il topic del film ha zero risposte. mi aspettavo almeno il commento di kristofferson
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#315 kristofferson

kristofferson

    Giù la testa, coglioni

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Inviato 05 ottobre 2018 - 08:29

Di nuovo in gioco...

 

 


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#316 Fidelio

Fidelio

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Inviato 05 ottobre 2018 - 10:15

Sa già di capolavoro.


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#317 Harry Caul

Harry Caul

    se ci dice bene finiamo nella merda

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Inviato 05 ottobre 2018 - 10:16

Sembra molto buono


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#318 lazlotoz

lazlotoz

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Inviato 05 ottobre 2018 - 15:10

Lui alla fine muore di sicuro.


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#319 Eugene

Eugene

    Sporco Lennoniano Fanatico [(C) BillyBud]

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Inviato 05 ottobre 2018 - 15:30

Cosa? Cosa?

:cool2:
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Immaginate che abbia messo in firma qualcosa di interessante

#320 William Blake

William Blake

    Titolista ufficiale

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Inviato 05 ottobre 2018 - 18:43

Lui alla fine muore di sicuro.


Infatti sembra Gran Torino (senza il tema dell'integrazione). Anche la colonna sonora, plìn-plìn, è simile
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"




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