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Il cigno nero [Darren Aronofsky, 2010]


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140 replies to this topic

#41 Auguste

Auguste

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Inviato 19 febbraio 2011 - 21:25

Vedo che le opinioni sono discordanti...
Meglio, cercherò di vederlo senza condizionamenti!  :)
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#42 nicholas_angel

nicholas_angel

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Inviato 19 febbraio 2011 - 21:36

Sono molto curioso. Si parla di un gran finale:
http://www.filmforli...film.php?id=694
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#43 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 19 febbraio 2011 - 22:36

Sono molto curioso. Si parla di un gran finale:
http://www.filmforli...film.php?id=694


ecco il finale è abbastanza scontato... non scontatissimo...
diciamo che, come in The Wrestler, cominci ad avere la vaga impressione di come finirà...
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la mamma dei sottogeneri del metal è sempre incinta

Che poi Hitler è un personaggio così black metal... esteticamente impossibile non restarne colpiti. Stalin è più death-grindcore. Mussolini garage-punk, Mao invece è doom.


#44 sfos

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Inviato 19 febbraio 2011 - 22:53

Oh, mi ha fatto impazzire: la Portman ha un magnetismo in questo film davvero sublime; le trame tra cui esso si dipana sono sempre fosche, grigi, trasmettono un senso di inquietudine particolarissimo. Ho trovato molto interessanti i modi in cui vengono rappresentate le crisi psicologiche della protagonista, che quasi costruisce un mondo a sè stante, del tutto grottesco e surreale. Aronofsky non mi era piaciuto in The Wrestler, film che ho sempre trovato rozzo e freddo, mentre qui, davvero, mi ha incantato.
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#45 Abe

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Inviato 19 febbraio 2011 - 22:56

Aronofsky non mi era piaciuto in The Wrestler, film che ho sempre trovato rozzo e freddo, mentre qui, davvero, mi ha incantato.


Freddo?  ::) Io avrei detto tutto il contrario con quel Rourke li.
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#46 verdoux

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Inviato 19 febbraio 2011 - 23:06

Film inconsistente: un polpettone noioso e sgradevole, opera di un autore scarso. Voto 4.
Scarpette Rosse? Lasciamo perdere.
Ma anche the company del bistrattato Altman è di gran lunga superioe ed è una lezione di cinema;
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#47 vegeta851

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Inviato 20 febbraio 2011 - 00:34

Non posso bocciarlo in toto come strangelove o verdoux ma anche io sono molto dubbioso. Il parallelo con "The Wrestler" è ovvio, calzante, esplicito, ben visibile nelle riprese del corpo "mutante" della Portman, nelle unghie spezzate, nel sangue, nello scricchiolare delle ossa, che riporta alla mente le membra martoriate di Rourke. Ma anche il finale "catartico" e fatale.

Mi sfugge però il senso dell'operazione che finisce per essere solo un viaggio a senso unico nella mente deformata e allucinata di un'eroina alla fine appena abbozzata. La Portman è perfetta in un tour de force senza dubbio spossante, ma non emerge mai un vero personaggio, e non è chiaro se il tutto voglia essere una metafora della follia del mito del successo o cos'altro. Troppe cose sembrano infilate a casaccio (la parentesi lesbo), le simbologie talmente palesi da essere chiare anche ai bimbi dell'asilo (il bianco Nina, il nero Lily, gli specchi), e gli svacchi horror sono francamente troppi ed eccessivi.

Insomma, senza il rigore stilistico e la presenza-simbolo di Rourke (che considero quasi il co-autore di "The Wrestler") Aronofsky è libero di abbandonarsi agli eccessi di "Requiem for a Dream", e la maniera con cui si accanisce sulla Portman è egualmente gratuita. Non nego però il fascino morboso di certe sequenze (la trasformazione in cigno, alcuni spaventi nella seconda parte), la bravura tecnica nel riprendere i balletti (piani sequenza in cui la macchina da presa è "cancellata" dagli specchi in cui dovrebbe essere riflessa), lo spaventoso, direi Lynchiano, sound design e le musiche di Clint Mansell, ma la sensazione generale è quella di un film confuso.
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#48 vegeta851

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Inviato 20 febbraio 2011 - 00:44

Resta da capire come mai sia stata presa in considerazione dai premi, quando solitamente interpretazioni di una certa tipologia (vedi Laura Dern in INLAND EMPIRE) non sono mai state prese in considerazione.


non saprei, e non credevo sarebbe successo, ma a sorpresa "Black Swan" ha letteralmente sbancato i botteghini americani (e non a quanto pare) incassando solo in patria oltre 100 milioni di dollari (e questo PRIMA delle nomination agli Oscar).
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#49 Twin アメ

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Inviato 20 febbraio 2011 - 00:50

Ho una brutta sensazione, il mio cinema di riferimento (credo uno dei migliori in Italia come reperimento copie di film anche poco distribuiti e promozione di cinema di qualità) sembra perdere colpi e NON vedo Black Swan in programmazione :(

Come film invece ho ottime sensazioni, qua ci sono molti anti-aronofskyani e proprio dai loro commenti negativi deduco che potrebbe essere l'ennesimo capolavoro asd
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#50 tiresia

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Inviato 20 febbraio 2011 - 10:17

Partirei dal presupposto che Scarpette rosse non c'entra davvero nulla. Il cigno nero mi sembra un film imperniato su un male psichico che pochissimo ha a che fare con l'arte se non per il fatto che la protagonista è una ballerina. E sono d'accordo con paloz che all'interno del male psichico i temi principali sono la sessualità e il doppio.
Non per nulla c'è il lago dei cigni, una quantità infinita di specchi (il balletto è un'arte allo specchio) che sono moltiplicazione e frantumazione, e una incalcolabile bolgia di doppi veri o presunti (nina-beth, nina-lily, nina-madre, nina-nina). La poetica del corpo è fondamentale, anoressia, bulimia, autoferimenti, frigidità in cui il sesso/passione sono colpa e negazione del futuro (vedi la mamma), quasi il peccato originale, ogni avvenimento è una tacca sul corpo della protagonista che non riesce a ricomporre una dualità identitaria (o una molteplicità) se non soffocandone una parte, uccidendosi quindi per liberarsi (ma poi sarà morta sul serio?)
La sceneggiatura dunque ci mette un po' tutto, alcune cose sono scontate, ma le ancora appunto a un vissuto corporeo tanto da trovare comunque uno spiraglio di identificazione, di leggibilità per tutti.

Però l'operazione è abbastanza approssimativa in altre parti, non mi è piaciuto nulla nulla il personaggio di Cassel, poco magnetico e, diciamolo, anche poco importante in tutta la storia: fra nina e il suo direttore non c'è comunicazione, passione, sfida, non vogliono la stessa cosa, non bruciano dello stesso male, non si capsicono proprio. E come è debole lui è debole tutto il mondo del balletto, efficace a mio parere solo nelle poche scene di studio, non si respira l'arte da nessuna parte e nessuna passione artistica. Insomma se lo avesse ambientato in un altro scenario sarebbe stato lo stesso. Cassel vive in un mondo in bianco e nero, il suo ufficio e la sua casa sono dominati dai due colori, ma tutto ciò rimane lì, perchè è qui che fallisce il film.
Non ho amato le scene di ballo, meglio la Portnam, fragile al punto giusto.

Ora come donna direi pure che la soluzione alla cosa è un bel pasto completo da 5 portate minimo ;D
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#51 Grulletta

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Inviato 20 febbraio 2011 - 11:13

Stasera lo vado a vedere ma mi sta venendo l'ansia, spero di dormire tranquilla dopo la visione.
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#52 paloz

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Inviato 20 febbraio 2011 - 11:48

Stasera lo vado a vedere ma mi sta venendo l'ansia, spero di dormire tranquilla dopo la visione.


Vabé ma se parti già così... Dai che sei grandicella eh.  :P
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I have spoken softly, gone my ways softly, all my days, as behoves one who has nothing to say, nowhere to go, and so nothing to gain by being seen or heard.

 

(Samuel Beckett, Malone Dies)


#53 BlackiceLORDofSILENCE

BlackiceLORDofSILENCE

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Inviato 20 febbraio 2011 - 13:12

Però l'operazione è abbastanza approssimativa in altre parti, non mi è piaciuto nulla nulla il personaggio di Cassel, poco magnetico e, diciamolo, anche poco importante in tutta la storia: fra nina e il suo direttore non c'è comunicazione, passione, sfida, non vogliono la stessa cosa, non bruciano dello stesso male, non si capsicono proprio. E come è debole lui è debole tutto il mondo del balletto, efficace a mio parere solo nelle poche scene di studio, non si respira l'arte da nessuna parte e nessuna passione artistica. Insomma se lo avesse ambientato in un altro scenario sarebbe stato lo stesso. Cassel vive in un mondo in bianco e nero, il suo ufficio e la sua casa sono dominati dai due colori, ma tutto ciò rimane lì, perchè è qui che fallisce il film.
Non ho amato le scene di ballo, meglio la Portnam, fragile al punto giusto.


concordo però io ho subito visto il film con l'intento di NON vedere una specie di scontro fra la Portman e Cassel.
Non l'ho visto come una specie di Eros/Thanatos.
Cassel è importante al punto giusto come Beth e come Lily, anche se quest'ultima spicca leggermente di più sia come significato, sia come significante; mettiamoci anche il fatto, tipicamente tecnico/cinematografico, che compare molto di più rispetto di Cassel e che lo scontro con la Portman è molto più significativo rispetto allo scontro di quest'ultima con Cassel.
L'uno rispetta il lato tecnico (che però Nina ce l'ha, rasenta la perfezione per il Cigno Nero, e Cassel glielo dice più volte). Il vero scontro è prima con Lily (la perfetta cigno nero) e poi con se stessa (il cigno nero represso).
Cassel è semplicemente una (bella) figura di contorno.
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#54 Guest_ale_*

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Inviato 20 febbraio 2011 - 13:53

allora, sono pronto anche io a dire la mia.

innanzitutto mi preme dirlo, ma Aronofsky pur non avendoseli scritti lui gli ultimi due film, ha lavorato su degli script che si concentrano su aspetti già emersi in altri suoi film (come Requiem for a dream) e che in fondo tendono pure ad assomigliarsi. infatti questo Black Swan è certamente più vicino a The Wrestler, soprattuto nella forma rigorosa e sobria (non capisco proprio le critiche su questo versante), che al già citato Requiem for a dream (con le sue forme visive sopra le righe ed estremizzate). è inoltre la storia di un'altra solitudine, una solitudine però nevrotica e divorante, laddove in The Wrestler era forse più esistenziale e affettiva. a entrambi i personaggi però viene concesso il riscatto in un finale comunque pur sempre poco consolatorio, sicuramente autodistruttivo.
Black Swan è un film sospeso tra realtà e psicosi, un incubo freudiano fatto di frustrazioni e complessi sessuali e di inferiorità, che ruota tutto intorno al mondo di questa antieroina fragile e ossessionata dal perfezionamento masochista. il film è immerso in questa atmosfera da limbo, in cui non si riesce mai totalmente a comprendere cosa sia realmente vero e cosa frutto della pische tormentata e delirante della protagonista. Aronofsky si diverte a manipolare lo spettatore, ma non è mai villano e gioca sempre a carte scoperte, non azzanna le viscere dello spettatore come in passato (e un po' mi dispiace), si limita a mostrare, a mettersi ancora una volta a disposizione di una grandissima prova attoriale.
non sarà The Wrestler (che oramai tendo a ritenerlo il suo capolavoro), ma questo percorso di liberazione dal giogo delle proprie paure e delle proprie nevrosi che non può non coincedere che con l'autoannientamento, ha forza da vendere, una forza "fisica" che tutto il cinema di Aronofsky sembra avere. non ho trovato invece particolarmente riuscite le incursioni nel thriller/horror e oramai è sicuramente abbastanza abusato anche il tema del doppio (in questo caso dei molteplici "doppi"), ma sono excursus visivo/narrativi funzionali a ciò che si vuole narrare: appunto, la storia di una liberazione, per sorridere, alla fine, almeno una volta, e poter dire "ero perfetta". finalmente.

#55 sfos

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Inviato 20 febbraio 2011 - 14:20


Aronofsky non mi era piaciuto in The Wrestler, film che ho sempre trovato rozzo e freddo, mentre qui, davvero, mi ha incantato.


Freddo?  ::) Io avrei detto tutto il contrario con quel Rourke li.


Boh, non mi piaceva proprio il soggetto, non era qualcosa che mi interessava e anche il modo in cui era girato non mi attirava, troppo caotico.
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#56 bowman

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Inviato 21 febbraio 2011 - 13:42

analisi per punti.

1. il terreno su cui si muove il film, cioè l'idea romantica dell'arte come forza irrazionale, impulsiva e assoluta che tutto travolge, direi che è ormai superata. Risulta retorica e stereotipata se non viene proposta sotto una nuova luce.
2. Accettando di muoverci su questo terreno e accettando la forma narrativa standard di un personaggio che deve superare una prova (come nei televisivi Talent Show o nel cinematografico Discorso del re), il film funziona nel momento in cui mostra che nessun luogo, in senso esteso, abitato dalla protagonista, quali la sala prove, la casa, il corpo, la sessualità, il rapporto con la madre e con le sue colleghe, è "luogo" di certezza. Da questo punto di vista non condivido l'analisi di strangelove che parla di auto-referenzialità della regia. Direi che invece la regia non propone momenti di respiro proprio perché la protagonista vive continuamente in un contesto di incertezza. La sua unica certezza è avere la parte.
3. Il film diventa grossolano quando propone il mutamento della protagonista. Ecco, qui il film non può usare espedienti cinematografici visti mille volte. Qui il film deve in qualche modo aprirsi, deve procedere per qualità nel rappresentare "l'anima" della protagonista e non per quantità. (Esempi ce ne sono tanti, ma su tutti mi viene in mente la mutazione del Polanski dell'inquilino del terzo piano). Sotto questo aspetto The wrestler è più convincente. Il finale ha il suo fascino ma non mi convince che sia una copia di quello di The wrestler.

Non è un brutto film, ma se mi è concessa la formula, direi che è un film potenzialmente bello.
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#57 nicholas_angel

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Inviato 21 febbraio 2011 - 19:08

Commento dei miei.
Mia madre: "Una merda!"
Mio padre: "Straordinario". poi si è lasciato sfuggire uno spoiler per cui avrei potuto ammazzarlo :-\
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#58 Grulletta

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Inviato 21 febbraio 2011 - 19:34

Vabé ma se parti già così... Dai che sei grandicella eh.  :P

Paloz, per dire, qualche tempo fa ho chiesto a mia sorella se secondo lei ero pronta per vedere Arancia Meccanica, mi ha detto di no ché secondo lei ne rimarrei troppo impressionata. E Arancia Meccanica se lo guardano pure i ragazzini. Per farti capire il tipo che sono.
:)


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#59 William Blake

William Blake

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Inviato 21 febbraio 2011 - 20:13

Partirei dal presupposto che Scarpette rosse non c'entra davvero nulla. Il cigno nero mi sembra un film imperniato su un male psichico che pochissimo ha a che fare con l'arte se non per il fatto che la protagonista è una ballerina. E sono d'accordo con paloz che all'interno del male psichico i temi principali sono la sessualità e il doppio.
Non per nulla c'è il lago dei cigni, una quantità infinita di specchi (il balletto è un'arte allo specchio) che sono moltiplicazione e frantumazione, e una incalcolabile bolgia di doppi veri o presunti (nina-beth, nina-lily, nina-madre, nina-nina). La poetica del corpo è fondamentale, anoressia, bulimia, autoferimenti, frigidità in cui il sesso/passione sono colpa e negazione del futuro (vedi la mamma), quasi il peccato originale, ogni avvenimento è una tacca sul corpo della protagonista che non riesce a ricomporre una dualità identitaria (o una molteplicità) se non soffocandone una parte, uccidendosi quindi per liberarsi (ma poi sarà morta sul serio?)


perfettamente d'accordo.

non mi è piaciuto nulla nulla il personaggio di Cassel, poco magnetico e, diciamolo, anche poco importante in tutta la storia: fra nina e il suo direttore non c'è comunicazione, passione, sfida, non vogliono la stessa cosa, non bruciano dello stesso male, non si capsicono proprio. E come è debole lui è debole tutto il mondo del balletto, efficace a mio parere solo nelle poche scene di studio, non si respira l'arte da nessuna parte e nessuna passione artistica.


qua invece in perfetto disaccordo :P Secondo me il lavoro di casting è stato inappuntabile e Cassel fa la sua porca figura di macho latino: la questione è che il Maestro sa esattamente dove e come condurre Nina. intuisce che se istigata a dovere può tirare fuori un Cigno Nero tanto possente quanto è soave e naturale il suo Cigno Bianco. sembra quasi un'esaltazione del metodo Stanislawski. inoltre la danza, avendo una valenza fortemente dionisiaca, calza a pennello a una storia di "male psichico" di sconvolgimento interiore, dovuto a nuovi stimoli che non si riescono a controllare.

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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#60 Giubbo

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Inviato 21 febbraio 2011 - 21:42

visto ieri sera.

per me è un 9 facile e liscio come l'olio.

non saprei neanche spiegare perchè, è un film che ti prende emotivamente, senza star troppo a spiegare. quindi o ti si insinua dentro, o lo sbadiglio è assicurato (e i voti sul tabellone ne sono la prova).

forse è il ritmo serratissimo, il fatto che non ci sia un secondo di respiro, un momento di sollievo, che la portman è sempre presente e si è costretti ad accompagnarla nella sua discesa verso gli inferi.

a me ha ricordato anche "L'inquilino del terzo piano" e in "Eyes Wide Shut" i momenti di vagabondaggio di Tom Cruise per le strade della città.

visceralmente oscuro, nonchè bellissimo.
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