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Wolf Eyes - Human Animal


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31 replies to this topic

#1 khonnor

khonnor

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Inviato 04 ottobre 2006 - 19:31

Ho ascoltato ieri sera per la prima volta il nuovo disco degli Wolf Eyes e ne sono rimasto piuttosto stupito. Onestamente dopo due ascolti non sono riuscito bene a capire a che razza di disco mi stia trovando davanti. Eccelso noise d'avanguardia, musica per intelletualoidi fine a se stessa, semplice (?) esercizio di tecnica? Non ho proprio ben capito se mi piaccia o no, ma una cosa è certa: mi mette un grand terrore, soprattutto se lo ascolto al buio.  ;D
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noncuranti della fine, del calore, di poterci sciogliere.

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#2 Guest_lassigue_bendthaus_*

Guest_lassigue_bendthaus_*
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Inviato 04 ottobre 2006 - 20:21

hanno preferito ripiegare sul versante più riflessivo e cerebrale della loro proposta...Che il crogiolarsi in prolungate, melmose e inquietanti deboscie rumoriste al limite di un ambient che più che isolazionista si direbbe completamente devastata, fosse l??abilità maggiore dei Wolf Eyes, nonché forse il loro autentico elemento di originalità, è stato più di un sospetto del sottoscritto...Un sospetto che trova conferma all??ascolto di "Human Animal"

penso che queste parti della recensione inquadrino bene l'arte dei Wolf Eyes

il bieco rumore rischia di scivolare in trovate troppo facilone; molto meglio quando trapanano il cervello descrivendo desolate lande dove sbraitano feroci mostri post-industrial

A Million Years, Lake Of Roaches e The Driller sono bellissime

#3 whitekross

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Inviato 04 ottobre 2006 - 23:19

tra quelli che ho ascoltato (oltre questo, solo l'omonimo e burned mind) mi sembra il migliore. anche io sottoscrivo appieno la recensione, mi pare che ci sia un buon equilibrio tra efferata violenza noise e le lente divagazioni, sì al limite dell'ambient, ma lo stesso fortemente orrorifiche, tragiche e abrasive.
penso che il lavoro ne guadagni, mi è risultato meno monotono e ripetitivo degli altri, sono riuscito anche ad apprezzare i momenti più "hard", che di solito mi erano indigesti.
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#4 Guest_Mattia_*

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Inviato 05 ottobre 2006 - 06:17

Bella, bellissima. Anzi: eccezionale. La recensione di Slothrop di Human Animal degli Wolf Eyes sfiora il sublime e fa venir voglia di immergersi fino alla nausea nella "valle di lacrime" tratteggiata dalla proposta di questo trio che, finalmente, è riuscito a codificare i propri obiettivi in una proposta interessante ed entusiasmante. Ora aspetto soltanto di ascoltare Black Vomit per urlare al miracolo.

Bravo, Federico!

#5 Guest_lassigue_bendthaus_*

Guest_lassigue_bendthaus_*
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Inviato 05 ottobre 2006 - 07:59

forse ho inteso male il pensiero di Mattia e Whitekross ma secondo me Human Animal non è l'unico album dei Wolf Eyes ad avere una certa concretezza

a me piace molto Dread; più violento, non presenta vuoti o pezzi superflui (al massimo qualche minuto di silenzio...)

#6 whitekross

whitekross

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Inviato 05 ottobre 2006 - 08:44

forse ho inteso male il pensiero di Mattia e Whitekross ma secondo me Human Animal non è l'unico album dei Wolf Eyes ad avere una certa concretezza

a me piace molto Dread; più violento, non presenta vuoti o pezzi superflui (al massimo qualche minuto di silenzio...)


Dread non l'ho mai ascoltato, però quello che volevo dire è che le due anime che ritrovo nei wolf (una più violenta e punk, se mi passi il termine, e l'altra più dilatata, sofferta e ambientale) mi sembrano più in equilibrio tra loro. ora, non so se possa essere considerato il loro miglior album in assoluto, però come dice sloth nella recensione di certo è quello che meglio esprime e focalizza l'arte duale del gruppo (tanto che condivido anche che sia un buon punto di partenza per iniziare a conoscerli).
sono convinto però che una proposta di questo tipo, per sua stessa natura, viscerale e in sostanza fortemente emotiva, si presti ad interpretazioni molto personali. credo che ognuno viva un disco dei wolf eyes in modo diverso. io ho sempre faticato ad entrarci dentro, con humal animal mi è venuto più naturale, a pelle mi ha scosso di più.

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#7 Guest_lassigue_bendthaus_*

Guest_lassigue_bendthaus_*
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Inviato 05 ottobre 2006 - 09:22


le due anime che ritrovo nei wolf (una più violenta e punk, se mi passi il termine, e l'altra più dilatata, sofferta e ambientale) mi sembrano più in equilibrio tra loro.


forse dead hills (dico forse perchè ne hanno fatti parecchi e non ricordo bene i titoli) è il lavoro che meglio rappresenta l'anima dilatata e ambientale

comunque sì, in Human Animal c'è un buon equilibrio

#8 Guest_Mattia_*

Guest_Mattia_*
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Inviato 05 ottobre 2006 - 09:34

Slicer (Hanson, 2002) fu il biglietto da visita del gruppo, che gli permise di entrare a pieno titolo nel gotha dei gruppi sperimentali più violenti ed efferati di tutti i tempi. Ad esempio, a differenza dei gruppi della Load (con i quali è automatico fare un paragone: vedi Lighting Bolt e Sightings), i Wolf Eyes hanno sempre tenuto in massima considerazione i riferimenti al "free/noise" (cfr. Borbetomagus, 16-17 e Voice Crack) e alle più oscure e cagliate sonorità "kraut" di matrice elettronica, definendo un aspetto di un genere al tempo ancora in fieri quale quello dell'"indimpronoise" (autentico marchio di fabbrica degli anni Duemila,che gira a braccetto con il "campfire" e compagnia bella). Slicer è un lavoro ancora acerbo, confuso, paradossalmente ruffiano. Ma definì il potenziale del gruppo e riuscì, comunque sia, a sdoganarlo presso certe utilissime intellighenzie Brooklyn-iane al cui cospetto la mafia italiana può andare tranquillamente a nascondersi... Se Dread (Hanson, 2002) non aggiunge un bel nulla a quanto già detto, Burned Mind (Sub Pop, 2004) è un album tanto interlocutorio da chiedersi se non sia addirittura privo di senso. Anzi, ha rappresentato un'inversione di marcia verso territori già esplorati e, ormai, affermati. Sembra che in Burned Mind i Wolf Eyes mirino a "battere i pezzi" alla scuderia Load. E' il 2004 e la responsabilità di definire il sound caratterizzante la musica alternativa d'inizio millennio è appannaggio di un esiguo manipolo di gruppi, tra cui i Wolf Eyes. Ma non è ancora giunto il momento. Il diamante è ancora grezzo e il pubblico, forse, non è ancora sufficientemente pronto a recepire il nuovo messaggio; questo giungerà soltanto due anni dopo con Human Animal, che concretizza tutte le ambizioni di una nuova generazione di musicisti e fuga qualsiasi timore relativo all'odierna staticità musicale. Prima i Black Dice con Broken Ear Record, ora i Wolf Eyes con Human Animal: ecco i titoli da menzionare quando, tra parecchi anni, ci chiederanno cosa offriva la scena alternativa d'inizio secolo.

#9 {`tmtd`}

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Inviato 05 ottobre 2006 - 09:44

[...]


concordo in pieno con le tue parole e mi sento soltanto di non condividere l'ultima frase. citeremo questi album se ci chiedono che cosa offriva la scena alternativa, in questo particolare ambito, cioè il noise e tutte le sue sfaccettature.
questo per dire che la scena alternativa non è soltanto questo.  :)
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#10 Peel Slowly And See

Peel Slowly And See

    Roadie

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Inviato 05 ottobre 2006 - 10:59

Ho ascoltato questo "Human Animal", e devo dire che non mi ha entusiasmato. Prima di questo disco avevo ascoltato "Dead Hills", e mi aveva fatto più o meno la stessa impressione. Ora, va bene la sperimentazione, il suono radicale, ecc. ecc., cose che a me piacciono molto, ma siamo sicuri che questo genere di musica, che mi sembra un pò carente dal punto di vista dell'ispirazione, della capacità di scrittura, poi possa essere ricordata negli anni? Concordo con chi dice che questa musica, proprio per come è fatta, si presta a mille interpretazioni diverse, ed ognuno ci sente qualcosa che un altro non recepisce. E mi rendo conto che lo stesso discorso che sto facendo per i Wolf Eyes, qualcuno potrebbe applicarlo ad esempio ai Liars, che invece a me piacciono molto. Ma nonostante tutto, penso che occorrerebbe una riflessione sulla validità di certe proposte musicali, e sulla loro capacità di essere veramente "innovative" e memorabili.
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#11 Guest_Mattia_*

Guest_Mattia_*
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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:05

[quote author=Peel Slowly And See link=topic=1456.msg47261#msg47261 date=1160044461](...)[quote]


In base a quanto affermi, anche Tony Conrad (per non dire La Monte Young e gettarci a bomba nel campo della classica contemporanea e della sperimentazione elettronica di derivazione tedesca) potrebbe risultare carente dal punto di vista dell'ispirazione e della scrittura. Eppure si parla ancora di lui dopo quarant'anni (e non fu certo il primo e l'unico a fare certe cose)... Però, credimi, capisco perfettamente ciò che affermi e in parte lo condivido. Secondo me, si stanno trasformando i comuni parametri di valutazione.

#12 starmelt

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:17

Prima i Black Dice con Broken Ear Record, ora i Wolf Eyes con Human Animal: ecco i titoli da menzionare quando, tra parecchi anni, ci chiederanno cosa offriva la scena alternativa d'inizio secolo.


Bella digressione sui Wolf Eyes, solo una cosa riguardante i Black Dice perchè Broken Ear record e non Beaches & Canyons, secondo me anni luce più entusiasmante?

Human Animal non l'ho ancora ascoltato bene ma sembra ottimo, vedremo.


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#13 Peel Slowly And See

Peel Slowly And See

    Roadie

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:24

In base a quanto affermi, anche Tony Conrad (per non dire La Monte Young e gettarci a bomba nel campo della classica contemporanea e della sperimentazione elettronica di derivazione tedesca) potrebbe risultare carente dal punto di vista dell'ispirazione e della scrittura. Eppure si parla ancora di lui dopo quarant'anni (e non fu certo il primo e l'unico a fare certe cose)... Però, credimi, capisco perfettamente ciò che affermi e in parte lo condivido. Secondo me, si stanno trasformando i comuni parametri di valutazione.


In che senso secondo te si stanno trasformando?  
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#14 frankie teardrop

frankie teardrop

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:27

Ho ascoltato questo "Human Animal", e devo dire che non mi ha entusiasmato. Prima di questo disco avevo ascoltato "Dead Hills", e mi aveva fatto più o meno la stessa impressione. Ora, va bene la sperimentazione, il suono radicale, ecc. ecc., cose che a me piacciono molto, ma siamo sicuri che questo genere di musica, che mi sembra un pò carente dal punto di vista dell'ispirazione, della capacità di scrittura, poi possa essere ricordata negli anni? Concordo con chi dice che questa musica, proprio per come è fatta, si presta a mille interpretazioni diverse, ed ognuno ci sente qualcosa che un altro non recepisce.


Non ho ancora scoltato il nuovo disco, ma, in linea generale, concordo con Peel. I Wolf Eyes non mi hanno mai convinto in toto...ma davvero speroc he questo Human/Animal possa finalmente zittirmi.
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#15 slothrop

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:39

Ringrazio Mattia per le lodi sperticate (ma è davvero così epocale sta rece?) tanto per cominciare.

Anch'io come Lassie apprezzo parecchio Dread, più umano, cattivo e casalingo laddove Human Animal è più alieno e apocalittico (conoscendo le mie corde dovrei preferire il primo ma siccome stanno più o meno alla pari forse questo significa che il secondo è meglio...).

Concordo pure con Whitecross sull'interpretazione molto personale che ve necessariamente data a questi suoni (e da zelota degli Skaters non potrei pensarla diversamente). Come hanno scritto in tanti l'opera dei Wolf Eyes dice probabilmente molto più nel suo insieme che non sui singoli dischi (ma almeno un paio davvero validi son contento di averli trovati) e non so, onestamente, se possano davvero realizzare un vero capolavoro a questo punto (il 7 sembrerebbe anche un voto bassino, vabbè che ci sta se si tiene anche conto che l'hasch noise non è la mia tazza di the, pur essendo i Wolf Eyes molto più bravi e intelligenti della media dei seguaci del settore che rimane comunque uno dei principali orizzonti di riferimento del gruppo di Ann Arbor).

Ai perplessi consiglio di andare a vedere il gruppo dal vivo, specie le loro pose metal e il legame proprio palese col metal, oltre ad altri elementi, a me hanno chiarito parecchio le idee e illuminato sulla validità del gruppo che prima mi lasciava parecchio perplesso (e già amavo gli Skaters, per dire che non è che prima fossi sano di mente...).
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#16 frankie teardrop

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:40


Ai perplessi consiglio di andare a vedere il gruppo dal vivo, specie le loro pose metal e il legame proprio palese col metal, oltre ad altri elementi, a me hanno chiarito parecchio le idee e illuminato sulla validità del gruppo che prima mi lasciava parecchio perplesso (e già amavo gli Skaters, per dire che non è che prima fossi sano di mente...).


Sai, Sloth... io giudico il prodotto "disco"... che poi siano favolosi dal vivo, questo è un altro discorso.
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#17 slothrop

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:42



Ai perplessi consiglio di andare a vedere il gruppo dal vivo, specie le loro pose metal e il legame proprio palese col metal, oltre ad altri elementi, a me hanno chiarito parecchio le idee e illuminato sulla validità del gruppo che prima mi lasciava parecchio perplesso (e già amavo gli Skaters, per dire che non è che prima fossi sano di mente...).


Sai, Sloth... io giudico il prodotto "disco"... che poi siano favolosi dal vivo, questo è un altro discorso.


Per carità!

Però il punto non è nemmeno che sono fenomenali (me ne sono andato dopo un'ora e mezza, chissà quanto diavolo hanno durato, ma non ce la facevo più) è che dal live credo di avere "capito" qualcosa in più.
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#18 Guest_Pablito_*

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:44

Ringrazio Mattia per le lodi sperticate (ma è davvero così epocale sta rece?)

Testimomia il tuo ormai definitivo affrancamento dal mondo dei Muppets, quindi se non è epocale perlomeno indica un nuovo percorso stilistico.

#19 slothrop

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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:48


Ringrazio Mattia per le lodi sperticate (ma è davvero così epocale sta rece?)

Testimomia il tuo ormai definitivo affrancamento dal mondo dei Muppets, quindi se non è epocale perlomeno indica un nuovo percorso stilistico.


E invece la prossima sfida sarà proprio far rientrare i Muppets nel suono dei Wolf Eyes! Sarà un pò dura...
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#20 Guest_Mattia_*

Guest_Mattia_*
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Inviato 05 ottobre 2006 - 11:56

In che senso secondo te si stanno trasformando?  


Quando s'inizia ad ascoltare musica, ciò che si ricerca è il messaggio diretto e si valuta ogni "esperienza nuova" attraverso i parametri che si è soliti utilizzare. Di fronte alle opere di La Monte Young, ad esempio, siamo stati costretti a fare tabula rasa della nostra esperienza personale d'ascolto, per poterne percepire la bellezza. Tale atteggiamento di umiltà e abnegazione, per l'ascoltatore moderno, dovrebbe essere entrato ormai a far parte del proprio approccio alla novità in campo musicale; ecco che diviene pertanto riduttivo giudicare un'opera soltanto dal punto di vista dell'ispirazione (!!!) e della scrittura.




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