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Inception di Christopher Nolan


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151 replies to this topic

#41 William Blake

William Blake

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Inviato 30 settembre 2010 - 21:44

Punti salienti:

- Nolan continua a rimasticare il cinema: l'action di "Matrix", i livelli di gioco di "eXistenZ", l'apparato metacinematografico di "Paprika" per fare i nomi più evidenti. Stavolta però si prende gran parte del tempo per spiegarti il gioco, l'elaborazione strutturale del film: in "The prestige" questo accadeva in una scena che durava sì e no cinque minuti: quando succede una cosa del genere siamo in odore di "maniera". poi lui gira benissimo, sa essere spettacolare e intelligente (anche se non ha i tempi di un vero regista di "action") ma non si può fare a meno di constatare che la verbosità del teorema rende, alla lunga, poco coinvolgente la sua dimostrazione.
NB: come i cineasti classici Nolan fa un utilizzo eccellente dell'ellissi. Quindi stride ancor di più che, in un film dove l'ellissi è usata come segno distintivo di un passaggio attraverso la dimensione onirica, ci si perda per strada per spiegare il racconto.

- E' il regista del "grande cinema popolare" per il Cinema 2.0, come Spielberg a cavallo tra i '70 e gli '80 e, soprattutto, Hitchcock tra gli anni '50 e '60. perchè questo impervio paragone? trovo che entrambi si cimentino con dei generi a loro affini portando avanti le loro ossessioni (che non sono i classici "temi d'autore"): l'uomo in crisi perseguitato e che perseguita se stesso (il passaggio è stato: memoria-illusione-sogno), l'amore come miraggio del passato/ricordo (e le donne sono spesso all'interno del film come delle dark lady), l'elaborazione dell'architettura narrativa con alcuni feticci sparsi (i tatuaggi, le monetine, i totem, le citazioni alla pittura di Francis Bacon). e dopo questa sorta di summa, nel prossimo film tornerà sotto le ali dell'uomo pipistrello: "run for cover".

- Curioso come ci sia una sorta di percorso nelle interpretazioni attoriali di DiCaprio: doppiogiochista nei primi due film con Scorsese, poi annientato dal dolore sia in "Shutter Island" che in "Inception" (e anche con quell'inizio isolano con le musiche tonitruanti di Zimmer asd): e in entrambi i film si abbandona a un finale in bilico (anche se quello di "Shutter Island" è più chiaro). Oltre a questo, Nolan sparge citazioni varie: c'è la Cotillard? e quindi la canzone-richiamo è di Edith Piaf; a Peter Postlewhite facciamo interpretare un vecchio padre morente come in "Nel nome del padre"; DiCaprio continua ad avere un cattivo rapporto con l'acqua; mentre Gordon-Levitt gioca a fare Neo senza superpoteri.

Conclusioni: spettacolo valido, un bel film "medio" nella più che onorevole carriera di Nolan da cui ci si aspetta giustamente tanto. Probabile quadratura del cerchio di questi dieci anni di cinema nolaniano, a cui però manca il genio di "Memento", la forza narrativa di "The prestige" e la cupezza de "Il cavaliere oscuro" per spiccare veramente.
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#42 Guest_eustache_*

Guest_eustache_*
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Inviato 02 ottobre 2010 - 16:12

film razionale:
non ci sono le ambiguità, le false prospettive alla escher (nonostante la citazione visiva e nonostante il finale "aperto"), presenti in lynch o anche in Shutter Island. e la sua struttura non richiama affatto quella paradossale del nastro di moebius.

come già detto, si tratta di un fantastico film mainstream, apparentemente non originale nell'idea, che coinvolge a tutti i livelli (visivo, emotivo, cerebrale)

parecchie analogie al cinema di michael mann (e ai serial contemporanei): dipendenza totale dalla sceneggiatura (la regia ne è una semplice rappresentazione), montaggio serrato, coralità, con un team coinvolto in una "mission impossible" ad altissima precisione


#43 The Joker

The Joker

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Inviato 03 ottobre 2010 - 11:43

Visto ieri sera. Mmm...ancora non ho ben chiaro se e quanto mi sia piaciuto. Ci devo riflettere.  ;D E' di sicuro un film molto ambizioso, con un'idea di base originale e interessante. Peccato che poi tutto il film nasca e muoia attorno a quest'idea ed alla "mission" dei protagonisti, c'è poco altro. Zero caratterizzazione dei personaggi (con l'immancabile genietto odioso che in due minuti ha capito tutto...teribbile), zero "contesto" (qualcuno di voi ha capito in che tipo di mondo si svolgevano le vicende?), troppa enfasi sugli effetti speciali e le ambientazioni dei sogni, che peraltro alla fine stupiscono assai meno di quanto si poteva pensare. Da rivedere sicuramente, però m'ha lasciato un po' così.
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#44 tiresia

tiresia

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Inviato 03 ottobre 2010 - 13:00

Mi sono molto divertita, film meno pretenzioso del solito, quindi più accettabile dal mio punto di vista, girato molto bene.
La Ellen Page è l'unica ad essere totalmente fuori ruolo e fuori parte (se non mette su ciccia sono guai, sembra che, se solo le si avvicina un uomo, il film parlerà di pedofilia) da cotanto nome, Arianna, un personaggio utile solo a spiegare come funziona il congegno della costruzione dei sogni.

Più che un film che parla, riflette e tematizza il cinema mi sembra un film che si occupa del videogioco: il sogno/videogioco è condiviso, si costruisce su livelli, c'è sempre da affrontare un dispiegamento di gente che ti vuol fare fuori per non andare avanti (in ogni buon videogioco non imbelle c'è da sparare addosso a qualcuno che ti vuole far fuori), gli scenari nei diversi livelli cambiano, ma c'è sempre la stanza d'albergo e l'albergo in genere, lo scantinato, l'esotismo sino/giapponese, l'agguato ad una fortezza possibilemnte sulla neve (io ne ho giocati parecchi così), c'è sempre un segreto/pozione/chiave/foglio/oggetto magico chiuso dentro una cassaforte, e quando pensi che sia finito, ecco un livello suppletivo.. Insomma, tutto il possibile che è sempre contenuto dentro un videogioco. Spesso c'è anche la bellona un pochetto maliarda e cattiva.

Però molto divertente
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#45 tiresia

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Inviato 03 ottobre 2010 - 13:05

Aggiungo che da Dick prende un po' da ovunque, dal sognatore d'armi in su
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#46 William Blake

William Blake

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Inviato 03 ottobre 2010 - 13:06


Più che un film che parla, riflette e tematizza il cinema mi sembra un film che si occupa del videogioco: il sogno/videogioco è condiviso, si costruisce su livelli, c'è sempre da affrontare un dispiegamento di gente che ti vuol fare fuori per non andare avanti (in ogni buon videogioco non imbelle c'è da sparare addosso a qualcuno che ti vuole far fuori), gli scenari nei diversi livelli cambiano, ma c'è sempre la stanza d'albergo e l'albergo in genere, lo scantinato, l'esotismo sino/giapponese, l'agguato ad una fortezza possibilemnte sulla neve (io ne ho giocati parecchi così), c'è sempre un segreto/pozione/chiave/foglio/oggetto magico chiuso dentro una cassaforte, e quando pensi che sia finito, ecco un livello suppletivo.. Insomma, tutto il possibile che è sempre contenuto dentro un videogioco. Spesso c'è anche la bellona un pochetto maliarda e cattiva.


e dire che non c'avevo pensato O_O
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Ho un aspetto tremendo, e non bado a vestirmi bene o a essere attraente, perché non voglio che mi capiti di piacere a qualcuno. Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c'è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: "Che cosa avrò sbagliato?"

#47 Jenkins

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Inviato 03 ottobre 2010 - 13:18

Devo anncora assimilarlo per bene, però davvero bello, ci sono diversi buchi che vedrò di tappare con una seconda visione, alcune sequenza action annoiano un poco e il personaggio di Ellen Page è piatto a dir poco, la regia èperò grandiosa, più sequenze ti si stampano in testa (la risalita dei livelli è eccezzionale, me la sono sognata O_O ;D) e la storia è ambiziosa e comunque originale (anche se sono molte le citazioni e i rimandi).
Mi è piaciuta l'idea di non contestuallizare il periodo della vicenda, ti lascia intendere che siamo nel futuro (più o meno prossimo) e che tutti sanno che si può penetrare nei sogni.
Da rivedere.

ps: mi è piaciuta molto la colonna sonora, che a molti ha fatto storcere il naso, davvero azzeccata e potente (certe "pettinate" in sala!)
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... eravamo al limite del deserto quando le droghe cominciarono a fare effetto ...

#48 vegeta851

vegeta851

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Inviato 04 ottobre 2010 - 09:09



Più che un film che parla, riflette e tematizza il cinema mi sembra un film che si occupa del videogioco: il sogno/videogioco è condiviso, si costruisce su livelli, c'è sempre da affrontare un dispiegamento di gente che ti vuol fare fuori per non andare avanti (in ogni buon videogioco non imbelle c'è da sparare addosso a qualcuno che ti vuole far fuori), gli scenari nei diversi livelli cambiano, ma c'è sempre la stanza d'albergo e l'albergo in genere, lo scantinato, l'esotismo sino/giapponese, l'agguato ad una fortezza possibilemnte sulla neve (io ne ho giocati parecchi così), c'è sempre un segreto/pozione/chiave/foglio/oggetto magico chiuso dentro una cassaforte, e quando pensi che sia finito, ecco un livello suppletivo.. Insomma, tutto il possibile che è sempre contenuto dentro un videogioco.



Non a caso Nolan recentemente ha confermato che non verrà realizzato un sequel, ma bensì un videogame ispirato agli eventi e la tecnologia del film
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#49 atlas

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Inviato 04 ottobre 2010 - 20:05

Non a caso Nolan recentemente ha confermato che non verrà realizzato un sequel, ma bensì un videogame ispirato agli eventi e la tecnologia del film

Un videogioco? Dio, di solito partendo dai film vengono fuori delle porcherie assurde. Mi incuriosisce il film comunque, questo fine settimana dovrei andare a vederlo.
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#50 Guest_Lollito93_*

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Inviato 04 ottobre 2010 - 21:19

Mha io su internet trovo video (e mi viene proposto continuamente dalla gente) "vi spiego il vero finale di inception" era un sogno non era un sogno aveva l'anello quindi era un sogno i bambini erano vestiti uguale aveva la pelle nerablablabla per cui.... era un sogno... mha sinceramente dopo essere andato a rivederlo tutta questa polemica che secondo me non esiste me lo fa piacere ancora di più... però la mia idea che era un film che "prende per mano" lo spettatore a cui Nolan immaginava di dialogare va un pò a farsi dannare, se a un sacco di gente pare la cosa principale che rimane è questa cazzata della trottola... mi torvo perfettament ed'accordo su vincentvega su questo

i paragoni con eXistenz e matrix sono ovvi, ma è interessante notare come siano due film del 1999 e Memento (l'inizio del "discorso cinematografico" di Nolan) è uscito nel 2000 è all'incirca in quel periodo ha concepito il soggetto di Inception...

P.s.: ellen page non l'ho trovata male (spero oltre il mio fanboysmo nei suoi confronti), ma in effetti il personaggio è stato molto poco caratterizzato (ma anche altri dopotutto, non ce n'era quasi il bisogno...)... mi è sembrato infatti che è un personaggio utilizzato per raccordare varie cose e permettere a chi guarda di esplorare... dopotutto è stata lei ad avvicendarsi nella mente di cobb che poi quello che ci ha trovato è il fuclro del film

#51 tiresia

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Inviato 05 ottobre 2010 - 07:41




Più che un film che parla, riflette e tematizza il cinema mi sembra un film che si occupa del videogioco: il sogno/videogioco è condiviso, si costruisce su livelli, c'è sempre da affrontare un dispiegamento di gente che ti vuol fare fuori per non andare avanti (in ogni buon videogioco non imbelle c'è da sparare addosso a qualcuno che ti vuole far fuori), gli scenari nei diversi livelli cambiano, ma c'è sempre la stanza d'albergo e l'albergo in genere, lo scantinato, l'esotismo sino/giapponese, l'agguato ad una fortezza possibilemnte sulla neve (io ne ho giocati parecchi così), c'è sempre un segreto/pozione/chiave/foglio/oggetto magico chiuso dentro una cassaforte, e quando pensi che sia finito, ecco un livello suppletivo.. Insomma, tutto il possibile che è sempre contenuto dentro un videogioco.



Non a caso Nolan recentemente ha confermato che non verrà realizzato un sequel, ma bensì un videogame ispirato agli eventi e la tecnologia del film


E non mi pagherà un centesimo...ti rendi conto? ;D ;D ;D
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#52 The Joker

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Inviato 05 ottobre 2010 - 11:14


Non a caso Nolan recentemente ha confermato che non verrà realizzato un sequel, ma bensì un videogame ispirato agli eventi e la tecnologia del film

Un videogioco? Dio, di solito partendo dai film vengono fuori delle porcherie assurde. Mi incuriosisce il film comunque, questo fine settimana dovrei andare a vederlo.


Vero, i tie-in si rivelano quasi sempre delle porcherie.  asd Ma qui si parla di un gioco ufficiale curato dallo stesso Nolan, quindi chissà che non ne venga fuori qualcosa di buono.
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#53 Cheshire

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Inviato 05 ottobre 2010 - 19:32

Visto oggi. Partivo alla visione con ottime speranze e ne sono uscito entusiasmato.

(Disclaimer: gli spoiler in giallo riguardano pure Memento.)

La scelta di rappresentazione del mondo onirico l'ho trovata molto interessante, in linea con la 'freddezza'di Nolan. Al contrario di un Paprika di Satoshi Kon (film che ho visto varie volte accostato per le simili idee di plot con la tecnologia di immersione onirica, che poi per me si discosta tantissimo) che sposava una visione surrealista, colorata, esteticamente debordante, il sogno come inconscio e sradicamento totale della logica, qui l'onirico ha base matematica, logica, neuroscientifica; si ispira a Escher e al concetto di paradosso, non all'improvviso strabordare di immagini dell'infanzia e del Carnevale. Quelle me le aspetto da un Gilliam, Nolan si stacca sin dall'inizio anche perchè il sogno lo tratta come un pretesto, non come una tematica. In Inception il sogno lo trovo dipinto piuttosto come una sotto-logica, con un dualismo tra conscio e subconscio che non sarà scientificamente corretto ma serve a introdurre maggiore antagonismo e difficoltà nelle vicende. Comunque una pacchia a livello estetico, con scene d'azione onirico-geometriche che battono decisamente quelle più 'ordinarie' in contemporanea attorno alla fortezza artica.

E se il sogno non è il tema del film, c'è una summa di tematiche tipiche nolaniane: l'ossessione, la ricerca di un senso da dare alla propria vita attraverso (e simboleggiata da) i processi cognitivi, l'inganno a sé e agli altri, l'autodistruzione. Mi piace molto vedere in parallelo i percorsi di Dom e Fischer, che evidenziano la complessità del racconto: se il primo  attraversa un più canonico processo di confronto col proprio demone, di controllo di realtà, di riscatto e riconquista (e lo stesso processo di autodistruzione della coppia tra lui e Mal afferma la necessità di affrontare e non negare la realtà con le sue tragedie, se il peccato originale che scatena tutto è la loro ricerca di una vita perfettibile nel Limbo), con Fischer si torna direttamente a Memento, all'inganno che costruisce una realtà nuova che ha la precedenza sui fatti. Solo che se Leonard in un finale agghiacciante sceglieva di ingannare il 'sè stesso di dopo' per avere qualcosa per cui vivere, o meglio qualcuno di innocente su cui sfogare il proprio vuoto, Fischer è una vittima sacrificale - plagiato per soldi, supposto equilibrio economico e perchè Dom potesse rivedere i figli - ma proprio attraverso l'inganno trova riconciliazione, speranza e fiducia in sè stesso. Diventa quindi l'opposto di Dom, con l'unica cosa in comune che entrambi giungono rinnovati, rafforzati; si può davvero solo dire che il risultato, neanche il fine, giustifica i mezzi? E' il solo atto di fede l'architrave delle scelte che diventano positive?. Il parallelo tra queste due storie lascia una forte ambiguità, un certo disorientamento; che alla fine non ci sia una (sola) risposta ma solo interrogativi?

La natura meno sfaccettata, a volte monocorde, degli altri personaggi - ognuno 'casualmente' col suo ruolo nel processo di inception - è quindi funzionale a questi processi. Quindi Ariadne è il personaggio giovane, 'ingenuo' e meno sfiancato dalla vita, che ricorda a Dom il suo contatto con la realtà, Eames è l'ingannatore disinvolto e ironico che plagia/aiuta Fischer , Saito da personaggio ambiguo e motore della storia diventa, quasi a livello dei bambini, il pretesto perchè Dom scelga definitivamente sia di lasciarsi il passato alle spalle, se non perdonarsi, che di abbandonare il suo solipsismo distruttivo e prendere un rischio per un'altra persona *reale*. 

Il finale mi lascia ancora un po' spiazzato, dato che se si assume che tutto era un sogno, e che quindi Mal avesse ragione, il senso del percorso di Dom va a farsi benedire (anche se sarebbe un altro nuovo Leonard Shelby in fondo) ma (posto che resta comunque piuttosto ruffiano) ho trovato una mia personale interpretazione. Mi piace vedere il 'livello di realtà' di cui l'intera vicenda sarebbe un sogno come... la realtà dello spettatore. Vista come ammiccamento metanarrativo, quella trottola la trovo in linea col Nolan che in Memento giocava con la stessa natura del racconto e ora rimanda allo spettatore. Ribadendo la natura fittizia del film ma non i suoi significati.

Bon, spatafiata finita per ora. E' sicuramente un'opera complessa, probabilmente furbetta (ma dobbiamo necessariamente considerarlo un fattore negativo?) nel suo essere aperta, e questa è la mia interpretazione. Comunque Zimmer non piace molto neanche a me, ma almeno 'Mombasa' è un pezzo da novanta  :-*
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#54 Guest_Lollito93_*

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Inviato 05 ottobre 2010 - 21:15

Il finale mi lascia ancora un po' spiazzato, dato che se si assume che tutto era un sogno, e che quindi Mal avesse ragione, il senso del percorso di Dom va a farsi benedire (anche se sarebbe un altro nuovo Leonard Shelby in fondo) ma (posto che resta comunque piuttosto ruffiano) ho trovato una mia personale interpretazione. Mi piace vedere il 'livello di realtà' di cui l'intera vicenda sarebbe un sogno come... la realtà dello spettatore. Vista come ammiccamento metanarrativo, quella trottola la trovo in linea col Nolan che in Memento giocava con la stessa natura del racconto e ora rimanda allo spettatore. Ribadendo la natura fittizia del film ma non i suoi significati.

fammi capire se ho capito: intendi che il finale è un lasciare allo spettatore l'inconsapevolezza della natura della realtà/sogno in cui si trova Dom alla fine, esattamente come lo spettatore è inconsapevole riguardo alla natura della realtà/sogno in cui si trova lui stesso? mi troveresti d'accordo ma non vorrei mescolare la mia interpretazione alla tua... per via di svariati episodi e dialoghi del film la mia interpretazione del finale è che lo spettatore e cobb sono costretti ad accettare il loro sogno come una realtà o viceversa (cosa che non si discosterebbe dal finale di memento, in cui il protagonista affida la propria realtà a inganni che la rendono di fatto una sotto-realtà, una propria realtà, identificabile con un sogno autoinnescato) ...scusa se non cerco sinonimi di "realtà" non ci capirei più niente ;D

#55 Cheshire

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Inviato 05 ottobre 2010 - 21:56

Ma guarda, per me il 'livello 0' è comunque la realtà nella fiction. Almeno preferisco vederla così perchè così ha pienamente senso il percorso salvifico di Dom. Ma nello stesso tempo Nolan, usando lo spiazzo della trollata, potrebbe rimarcare che la 'realtà sopra' non è tanto nella fiction stessa quanto nella sala cinematografica o nella stanza dello spettatore. Quindi la fiction è il sogno, e come questo è un sottoinsieme della realtà che, piuttosto che esserne più vero, dice le cose in maniera diversa. E forse per arrivare alla realtà bisogna fare attenzione o trovarsi comunque davanti a molteplici piani di visione.
E non mi sembra così lontano dal Nolan che 'parla di cinema'. Insomma, per me l'inglese è stato e continua ad essere ancorato ad un piano metanarrativo, ad un discorso sul racconto, sulla sua forma e sul come la sua forma dà senso.

Ecco, preferisco vederla così perchè alla fine, in questo film come nel resto della sua produzione, Nolan mi sembra inequivocabilmente preferire la realtà al sogno / autocostruzione / chimera, il presente di ognuno al suo passato. Fatta eccezione per l'ambiguissimo caso di Fischer. Nei suoi film chi comincia a sviare dalla realtà per ancorarsi al passato o a una perfezione non ottenibile nella normalità(e quindi Leonard, Angier, Mal, in un certo senso Harvey Dent...), se non va incontro a una sorta di finale 'punizione', è comunque ritratto sotto una luce di antagonismo o di totale, spiazzante ambiguità.

Spero comunque di essermi spiegato e non avere aggiunto caos  ;D

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#56 Guest_Lollito93_*

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Inviato 05 ottobre 2010 - 22:12

No no ti sei spiegato meglio, dalla tua interpretazione mi verrebbe più da ricondurlo a The Prestige. Anche io pensavo inizialmente che ricondurre il finale alla realtà fosse più plausibile dal punto di vista dell'autore ma questo film è dannatamente difficile (fin'ora il più complesso degli altri che ho visto, mi manca insomnia), aperto, e io che pensavo fosse "guidato"... boh fatto sta che penso che a chiunque non è piaciuto questo film dovrebbe comunque riconoscere il pregio di Nolan di essere un maestro dell'illusione tra l'altro l'interpretazione di chesire offrirebbe un ulteriore spunto su questo  :P

#57 Cheshire

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Inviato 05 ottobre 2010 - 22:27

E' vero comunque che per come è congegnato è un film furbo, sono sparsi in giro molti segnali non contraddittori ma che comunque punterebbero a interpretazioni opposte delle vicende. Solo che questa 'furberia' non la trovo necessariamente negativa, la lettura molto Nolaniana della storia l'ho trovata e pure la freddezza di fondo la trovo tipica dell'autore - per il quale la costruzione ha quasi lo stesso peso dei personaggi nel dare senso alla storia stessa - e niente affatto spiacevole.

Stessa cosa per le critiche che ho visto al fatto che i sogni nel film non siano abbastanza vividi, abbastanza surreali. Diamine, per me non è che non lo sono abbastanza, è che non lo devono essere! Non è Gilliam, Kon, Burton, Gondry... è un cineasta anti-fantastico che preferisce lo psicologismo e la costruzione, e su questo lo trovo coerentissimo con questa oniricità scientifica.

EDIT: Tra l'altro, se consideriamo l'ipotesi 'in realtà è un sogno', qui il buco di trama grosso ce lo trovo io. Ossia, perchè Mal non torna a dare la prova inequivocabile al marito?
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#58 William Blake

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Inviato 05 ottobre 2010 - 22:30

questo film è dannatamente difficile (fin'ora il più complesso degli altri che ho visto, mi manca insomnia), aperto, e io che pensavo fosse "guidato"...


ma in cosa consisterebbe la difficoltà di questo film? mi pare che il libretto di istruzione fosse compreso nel pacchetto :-X


e su questo lo trovo coerentissimo con questa oniricità scientifica.


sacrosanto
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#59 Cheshire

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Inviato 05 ottobre 2010 - 22:39

Credo Lollito intendesse come difficoltà l'ambiguità di interpretazione, più che la comprensibilità dell'intreccio; anzi quello, dopo i dieci minuti introduttivi, alla fine diventa semplice da seguire. Ma per me era così pure Memento, alla fine Nolan è sempre attento a costuire strutture complesse ma seguibili senza disorientare.
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#60 William Blake

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Inviato 05 ottobre 2010 - 23:02

Credo Lollito intendesse come difficoltà l'ambiguità di interpretazione


ma parli del finale?
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