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Le migliori serie TV degli ultimi anni


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8101 replies to this topic

#8081 جوسر

جوسر

    Grande eletto non anglofonista Kadosch

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Inviato 18 febbraio 2021 - 12:41

Bir Başkadır - Netflix Turchia (2020)

Dialoghi da una seduta dalla psichiatra, fitti come quelli di un film indipendente americano anni '00, accendono nei primi minuti di questa serie turca lo scontro tra culture, oriente contro occidente, di cui la capitale turca è sempiterno teatro.
Mentre che le vite degli otto protagonisti di Bir Başkadır si incontrano, si scontrano, si incrociano o si sfiorano come si trovassero in uno dei primi film di Inarritu, l'eterno contrasto vive forte in ogni scena, sottolineato da ciascun aspetto realizzativo della serie.
L'occidente è chiassoso, parlato, strillato, metropolitano, tecnologico, ostentoso, attraente, libero. L'oriente, che scopriamo attraverso i poveri sobborghi fortemente influenzati dalla religione di Istanbul, è povero, sussurrato, lento. Ha meno scelta, ma conserva una purezza abbagliante, rimarcata da una meravigliosa fotografia naturalista.

Scritta con arguzia, fotografata con arte, recitata in un diffuso stato di grazia, la serie non risolve il conflitto, ma raffigura con poesia la marcata ma docile coesistenza tra due anime più vicine di quanto pensino.
Grazie a tutto ciò, ma anche alla colonna sonora non originale che mescola vecchi strumentali e canzoni pop turche, siamo dalle parti serie dell'anno.

 

 

Bellissima questa. L'avrei descritta in maniera totalmente diversa (non c'ho trovato né i film indipendenti americani, né Inarritu), ma comunque grande serie. Sta avendo anche un certo successo, mi stupisce che ne hai parlato solo te.


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RYM ___ i contenuti

"SOVIET SAM" un blog billizzimo

#8082 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 23 febbraio 2021 - 20:05

Qualcuno ha visto "The Good Lord Bird"?

Di e con il nostro eroe immortale ETHAN HAWKE.
  • 0

Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#8083 markmus

markmus

    cui prodi

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Inviato 23 febbraio 2021 - 20:43

Bir Başkadır - Netflix Turchia (2020)
Dialoghi da una seduta dalla psichiatra, fitti come quelli di un film indipendente americano anni '00, accendono nei primi minuti di questa serie turca lo scontro tra culture, oriente contro occidente, di cui la capitale turca è sempiterno teatro.
Mentre che le vite degli otto protagonisti di Bir Başkadır si incontrano, si scontrano, si incrociano o si sfiorano come si trovassero in uno dei primi film di Inarritu, l'eterno contrasto vive forte in ogni scena, sottolineato da ciascun aspetto realizzativo della serie.
L'occidente è chiassoso, parlato, strillato, metropolitano, tecnologico, ostentoso, attraente, libero. L'oriente, che scopriamo attraverso i poveri sobborghi fortemente influenzati dalla religione di Istanbul, è povero, sussurrato, lento. Ha meno scelta, ma conserva una purezza abbagliante, rimarcata da una meravigliosa fotografia naturalista.
Scritta con arguzia, fotografata con arte, recitata in un diffuso stato di grazia, la serie non risolve il conflitto, ma raffigura con poesia la marcata ma docile coesistenza tra due anime più vicine di quanto pensino.
Grazie a tutto ciò, ma anche alla colonna sonora non originale che mescola vecchi strumentali e canzoni pop turche, siamo dalle parti serie dell'anno.

 
 
Bellissima questa. L'avrei descritta in maniera totalmente diversa (non c'ho trovato né i film indipendenti americani, né Inarritu), ma comunque grande serie. Sta avendo anche un certo successo, mi stupisce che ne hai parlato solo te.

Piaciuta anche a me questa. Probabilmente scoperta su segnalazione di incy.
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#8084 bosforo

bosforo

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Inviato 02 marzo 2021 - 23:48

Sweet Home, serie coreana coi mostri mi è piaciuta un sacco. Si trova su Netflix e spero facciano una seconda serie.

Dedica ad ondarock

PXL-20210227-010424705-MP.jpg
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#8085 strafanich

strafanich

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Inviato 04 marzo 2021 - 16:06

Non so come, non so perché, ma Ted Lasso funziona ed è forse una delle robe migliori che ho visto ultimamente.


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#8086 woody

woody

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Inviato 10 marzo 2021 - 15:39

Chiama il mio agente, serie francese che racconta la avventure dei dipendenti di un'agenzia per attori. 4 stagioni per un totale di 24 episodi da 50-60 minuti. La prima stagione mi è piaciuta e pure la seconda (forse l'ultimo episodio della seconda il meno riuscito). Ho iniziato la terza e mi sembra che qui inizi già a ripetersi e a funzionare meno, ma sono solo al secondo episodio.
Ci sono vari attori famosi, di quelli più giovani non ne conosco uno, da segnalare la presenza della Binoche, della Adjani e la Bellucci di cui non vedevo un film dai tempi di "I mitici, colpo gobbo a Milano", ma vedendola recitare ho capito che avevo fatto bene a limitarmi alle sue foto e alle scene di nudo in Malena.

Qualcuno l'ha vista, opinioni in merito?

Volevo però parlare anche di un'altra cosa che ho notato. Ci sono delle scene, soprattutto con la Adjani che ai tempi delle riprese aveva circa 60 anni, ma anche alcune con la Binoche, in cui sembra di avere davanti delle 30enni. Non so se ci sia l'intervento della CGI, forse bastano quelle 5-6 ore di trucco e l'epserienza del direttore della fotografia, ma a me sta cosa da parecchio fastidio, l'effetto è sbalorditivo perchè a prima vista sembra che per loro il tempo non sia passato, ma dopo i primi due-tre secondi l'impressione è quella di avere davanti una statua di cera.
Non so chi sia il responsabile di questo, se le attrici non vogliono invecchiare e scassano il cazzo per apparire perfette, se sia una scelta di regista e collaboratori che vorrebbero che le "loro" dive non invecchiassero mai, se è imposta dai produttori che non vogliono davanti allo schermo donne non più nel fiore, ma poco importa.
Si infarciscono tutte queste serie con noiosissime e didascaliche lezioncine in salsa woke poi si mostrano delle 60enni come se fossero delle ultragnocche che hanno la metà degli anni, mi sembra una grossissima contraddizione.


  • 1

#8087 debaser

debaser

    utente stocazzo

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Inviato 10 marzo 2021 - 15:51

ma il personaggio avrebbe la loro età o è più giovane?


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Codeste ambiguità, ridondanze e deficienze ricordano quelle che il dottor Franz Kuhn attribuisce a un'enciclopedia cinese che s'intitola Emporio celeste di conoscimenti benevoli. Nelle sue remote pagine è scritto che gli animali si dividono in (a) appartenenti all'Imperatore, (b) imbalsamati, c) ammaestrati, (d) lattonzoli, (e) sirene, (f) favolosi, (g) cani randagi, (h) inclusi in questa classificazione, (i) che s'agitano come pazzi, (j) innumerevoli, (k) disegnati con un pennello finissimo di pelo di cammello, (l) eccetera, (m) che hanno rotto il vaso, (n) che da lontano sembrano mosche.
 
non si dice, non si scrive solamente si favoleggia


#8088 pooneil

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Inviato 10 marzo 2021 - 16:11

interpretano loro stesse.

 

una serie che anche io ho guardato, per migliorare la mia comprensione del francese grazie ai sottotitoli, e non mi era dispiaciuta anche se consiglierei di più Le Chalet.

ero arrivato credo alla 3 stagione, quella che si conclude con Isabelle Huppert (sempre più grande dell'universo).

 

adesso, visto che preferisco non avere l'ossigeno nei reparti di rianimazione piuttosto che vivere dove in inverno le temperature sono inferiori allo 0, ho cominciato a guardare serie brasiliane per rinfrescare il mio portoghese e mi sto gustando Bom Dia, Verônica, molto intensa al netto di qualche stupideria a livello narrativo.


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#8089 woody

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Inviato 10 marzo 2021 - 16:27

Si esatto interpretano se stesse, sono clienti dei vari agenti dell'agenzia.

La cosa che mi da fastidio è la pelle, in alcune scene hanno una pelle perfetta che potrebbe avere una 30enne truccata, è quell'innaturale perfezione (ho controllato la Adjani aveva circa 62 anni) che me la fa sembrare irreale e fuori luogo.


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#8090 amnesiac_kid

amnesiac_kid

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Inviato 12 marzo 2021 - 20:29

Chiama il mio agente, serie francese che racconta la avventure dei dipendenti di un'agenzia per attori. 4 stagioni per un totale di 24 episodi da 50-60 minuti. La prima stagione mi è piaciuta e pure la seconda (forse l'ultimo episodio della seconda il meno riuscito). Ho iniziato la terza e mi sembra che qui inizi già a ripetersi e a funzionare meno, ma sono solo al secondo episodio.
Ci sono vari attori famosi, di quelli più giovani non ne conosco uno, da segnalare la presenza della Binoche, della Adjani e la Bellucci di cui non vedevo un film dai tempi di "I mitici, colpo gobbo a Milano", ma vedendola recitare ho capito che avevo fatto bene a limitarmi alle sue foto e alle scene di nudo in Malena.

Qualcuno l'ha vista, opinioni in merito?

Volevo però parlare anche di un'altra cosa che ho notato. Ci sono delle scene, soprattutto con la Adjani che ai tempi delle riprese aveva circa 60 anni, ma anche alcune con la Binoche, in cui sembra di avere davanti delle 30enni. Non so se ci sia l'intervento della CGI, forse bastano quelle 5-6 ore di trucco e l'epserienza del direttore della fotografia, ma a me sta cosa da parecchio fastidio, l'effetto è sbalorditivo perchè a prima vista sembra che per loro il tempo non sia passato, ma dopo i primi due-tre secondi l'impressione è quella di avere davanti una statua di cera.
Non so chi sia il responsabile di questo, se le attrici non vogliono invecchiare e scassano il cazzo per apparire perfette, se sia una scelta di regista e collaboratori che vorrebbero che le "loro" dive non invecchiassero mai, se è imposta dai produttori che non vogliono davanti allo schermo donne non più nel fiore, ma poco importa.
Si infarciscono tutte queste serie con noiosissime e didascaliche lezioncine in salsa woke poi si mostrano delle 60enni come se fossero delle ultragnocche che hanno la metà degli anni, mi sembra una grossissima contraddizione.

Carinissima, è un format ricco di retroscena succosi sul mondo dello spettacolo e che intrattiene bene senza essere troppo leggero, al netto di alcuni passaggi un po' stucchevoli a livello di trama/sviluppo dei personaggi. Io ho visto anche la quarta stagione, e questa cosa che dici forse un po' l'ho notata in una delle attrici che compaiono per interpretare loro stesse (non ho capito se hai visto la stagione quindi non faccio spoiler) però non mi ha infastidito troppo.

Io invece mi chiedo quanto ancora potrà andare avanti. Leggevo che per i produttori è difficile trovare degli attori a ogni puntata disposti a ironizzare su loro stessi, specialmente tra gli attori francesi.


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#8091 woody

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Inviato 13 marzo 2021 - 16:56

Si d'accordo con te, qualità media piuttosto alta, ci sono però dei passaggi piuttosto stucchevoli qua e là.

A quale attrice ti riferisci? L'ho terminata ieri sera quindi nessun rischio spoiler

Credevo fosse l'ultima stagione, tra l'altro ho letto che faranno pure un remake italiano


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#8092 amnesiac_kid

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Inviato 13 marzo 2021 - 19:14

Si d'accordo con te, qualità media piuttosto alta, ci sono però dei passaggi piuttosto stucchevoli qua e là.

A quale attrice ti riferisci? L'ho terminata ieri sera quindi nessun rischio spoiler

Credevo fosse l'ultima stagione, tra l'altro ho letto che faranno pure un remake italiano

Sigourney Weaver, bellissima ma forse effettivamente in questa serie le daresti una decina d'anni in meno rispetto a quelli che ha realmente.

Sì in realtà credo anch'io sarà l'ultima, per come si è conclusa, però un po' mi spiace e spero che in qualche modo la riprendano.

Ho un po' paura per il remake italiano  ?_?  


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#8093 Kerzhakov91

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Inviato 31 marzo 2021 - 17:20

Hap and Leonard l'ha vista qualcuno? Com'è?


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#8094 Tom

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Inviato 31 marzo 2021 - 17:29

Ottimo prodotto. Belle le prime due stagioni, soprattutto la seconda, mentre la terza e' quella che soffre di piu' delle lungaggini che servono a far corrispondere ad ogni stagione un romanzo, annacquando la semplice efficacia della trama di Lansdale.


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#8095 bluetrain

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Inviato 31 marzo 2021 - 17:32

Hap and Leonard l'ha vista qualcuno? Com'è?

 

Bella e poi le stagioni sono corte e autoconclusive, cosa non poco per il me di oggi.


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#8096 Jean-Jacques

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Inviato 01 aprile 2021 - 11:52

io avevo trovato stucchevolmente retorica la terza, non so se fosse così anche il libro (avevo letto solo il precedente mucho mojo, che è la seconda stagione della serie)

di fatto l'ho conclusa quasi solo per via di Leonard ovvero Michael "same dude , different name" "Omar Little" Kenneth Williams

anche l'interprete di Hap se la cava pur immaginandolo diversamente


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#8097 Tom

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Inviato 01 aprile 2021 - 12:01

io avevo trovato stucchevolmente retorica la terza, non so se fosse così anche il libro

 

La trama scheletrica del libro era: Hap e Leonard vanno nella citta' dei razzisti, vengono pestati, si rimettono in sesto e tornano per pestare. Punto. Semplicissima e micidiale. Nella serie, in effetti, per arrivare a coprire le sei ore hanno dovuto aggiungerci altra roba (tra cui anche dei drammi psicologici non troppo in linea coi protagonisti) e la semplicita' catartica della storia di Lansdale e' andata un po' a farsi benedire.


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#8098 Incidente

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Inviato 04 aprile 2021 - 15:14

Shtisel - Season 3 (Yes Oh, 2021)

Credo che in molti siano arrivati a questa serie israeliana come ci sono arrivato io. Ossia mediante i suggerimenti di Netflix dopo la visione della miniserie "Unorthodox", con la quale Shtisel condivide un'attrice (la brava Shira Haas) e l'ambientazione in un quartiere ebreo ultraortodosso.
In realtà le due serie non potrebbero essere più diverse. In "Unorthodox" (ambientata a cavallo tra New York e Berlino e di produzione americana ed europea) il ghetto ultraortodosso è una prigione da cui fuggire, oggetto se non di denuncia, certamente di una rappresentazione negativa. L'approccio di Shtisel (produzione invece totalmente israeliana) è diametralmente opposto. Geula, il quartiere ultraortodosso di Gerusalemme nel quale è ambientata, è semplicemente un luogo diverso da quelli cui siamo abituati, che la serie rappresenta con garbo e realismo, con i suoi tempi (poeticamente lenti), regole e tradizioni.
Alcune regole ci sembreranno desuete, medievali ed eticamente contrastanti a quello che riconsociamo come vivere civico e contemporaneo. Invidieremo però una purezza debordante nelle relazioni umane, il totale abbandono alla fede e la capacità di superare i drammi più terribili grazie ad essa.

Gli sceneggiatori e gli attori di Shtisel sono così bravi che si arriva a questa terza serie con la sensazione di essere di famiglia; con tanto di simpatie e antipatie. Tanto che quando nella prima puntata viene rivelato quello che viene rivelato nella maniera in cui viene rivelato, ci si rimane di stucco e quella degli sceneggiatori appare come una scelta sadica.
In realtà, quella che sembra una drammatica fine è in Shtisel, ancora una volta, un inizio. E' infatti così che la famiglia più simpatica di Geula inizia il suo viaggio verso il compimento di molteplici percorsi umani, alcuni aperti nelle scorse stagioni altri nuovi.
Al solito i registri utilizzati sono tanti e vari, da quelli del dramma familiare che investe Rukami e Hanina ai perfetti tempi comici dell'eterno battibecco tra il capofamiglia Shulem e suo fratello Nuckem, dall'intenso conflitto di coppia tra Giti e Lippe al romanticismo surreale del magnifico Akiva.
La conclusione magnifica di una delle serie più belle dell'ultima decina d'anni.


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#8099 bosforo

bosforo

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Inviato 04 aprile 2021 - 18:08

Ne avevo visto 5 minuti quando era uscita la prima stagione. Avevo mollato ma non ricordo perche', forse perche' pareva cosi' scrauso da sembrare fatto in casa. Ci riprovo?


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#8100 Incidente

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Inviato 04 aprile 2021 - 19:43

Ne avevo visto 5 minuti quando era uscita la prima stagione. Avevo mollato ma non ricordo perche', forse perche' pareva cosi' scrauso da sembrare fatto in casa. Ci riprovo?

 

Fatta in casa proprio non mi è mai sembrata, anche se di stagione in stagione lo scarto in termini di mezzi utilizzati si nota - leggi budget sempre più alto.

Io ebbi un momento di crisi dopo le prime tre puntate della prima stagione, infatti la abbandonai un pochino. Nel mio caso si trattò della lentezza. In realtà però la prima stagione è davvero molto introduttiva e per me la meno bella.

Provaci, secondo me all'inizio è una serie un po' difficile, per un motivo o per l'altro. Ma quando ci finisci sotto non ne esci. E' davvero una delle cose meglio scritte e recitate che mi sia capitato di guardare nell'ultimo lustro. 


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