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Quentin Tarantino


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1293 replies to this topic

#81 Guest_vegeta_*

Guest_vegeta_*
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Inviato 17 aprile 2007 - 19:14



anche io preferisco Jackie Brown, e per capire il mio punto di vista basta sostituire a "brillante" e "illuminante" con "eccessivo" e "fastidioso". per quanto dici poi sulle scelte tecniche e stilistiche,anche io concordo nel dire che pf è più ricco.


Non è che ho detto che "Pulp Fiction" mi fa schifo eh!

"Jackie Brown" mi è parso però più maturo: molto romantico, molto noir, piuttosto disincantato (i personaggi sono meno fumettosi di quelli di "Pulp Fiction").

Riguardo al resto non trovo che sia poi così inferiore a "Pulp Fiction": le interpretazioni mi sembrano tutte eccellenti, la regia è forse più classica, ma non per questo meno avvincente, e la colonna sonora (a base di soul e disco anni '70) per me è addirittura la più bella tra quelle dei film di Tarantino.



#82 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 17 aprile 2007 - 19:19

Sì tutto vero ma Pulp Fiction è un qualcosa di realmente rivoluzionario e di storicamente importante nell'universo cinema...cosa che il bellissimo Jackie Brown onestamente non è (anche se resta un esempio della grandezza di quest'uomo, unico esempio ad essere riuscito non solo ad adattare ottimamente gli ostici romanzi di Leonard, ma anche ad essersene impadronito ed averlo fatto proprio)..
  • 0

#83 Guest_vegeta_*

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Inviato 17 aprile 2007 - 19:22

Sì tutto vero ma Pulp Fiction è un qualcosa di realmente rivoluzionario e di storicamente importante nell'universo cinema...cosa che il bellissimo Jackie Brown onestamente non è


E' vero...io non contesto affatto questa cosa. "Storicamente" è senza dubbio più importante.

Ma se scendiamo sul piano soggettivo, a me è piaciuto di più "Jackie Brown".

#84 mr.Weiss

mr.Weiss

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Inviato 17 aprile 2007 - 22:29

Sì tutto vero ma Pulp Fiction è un qualcosa di realmente rivoluzionario e di storicamente importante nell'universo cinema...

io veramente non ho questa idea.
  • 0

#85 Pierrotelaluna

Pierrotelaluna

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Inviato 17 aprile 2007 - 23:09

E perchè no?
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Tannen, io ti maledico.

#86 mr.Weiss

mr.Weiss

    aspirante indie

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Inviato 18 aprile 2007 - 01:11

;D veramente è chi lo trova rivoluzionario che dovrebbe spiegarmi perchè, quali sono gli elementi che lo rendono tale?
  • 0

#87 mr.Weiss

mr.Weiss

    aspirante indie

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Inviato 18 aprile 2007 - 01:12




anche io preferisco Jackie Brown, e per capire il mio punto di vista basta sostituire a "brillante" e "illuminante" con "eccessivo" e "fastidioso". per quanto dici poi sulle scelte tecniche e stilistiche,anche io concordo nel dire che pf è più ricco.


Non è che ho detto che "Pulp Fiction" mi fa schifo eh!




no no, io parlavo di me!
  • 0

#88 Conqueror

Conqueror

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Inviato 18 aprile 2007 - 07:08

Le Iene: 7,5
Pulp Fiction: 8
Jackie Brown: 7
Kill Bill I: 6,5
Kill Bill II: 7
Dal tramonto all'alba: 6
Sin City: 7
Four Rooms: sv

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#89 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 18 aprile 2007 - 11:10

;D veramente è chi lo trova rivoluzionario che dovrebbe spiegarmi perchè, quali sono gli elementi che lo rendono tale?


Con 5 pagine di discussione che vuoi sapere? Comunque te la sei cercata...appuntamento ad oggi pomeriggio..
  • 0

#90 mr.Weiss

mr.Weiss

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Inviato 18 aprile 2007 - 14:00

ma che te la sei presa? mi sembra più logico sapere da chi lo trovi un film così speciale il motivo di questa sua convinzione, non io spiegare perchè lo trovi un film "normale". se qualcuno ci ha visto qualcosa in più e io no, mi interessa sapere quale sia questa cosa; non sto mica facendo polemica.
  • 0

#91 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 18 aprile 2007 - 14:11

Ma mica me la sono presa ci mancherebbe...il "te la sei cercata" era ironico...nel senso che più tardi visto che proprio ci tieni ti rifilo la mia spiegazione..
  • 0

#92 Pierrotelaluna

Pierrotelaluna

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Inviato 18 aprile 2007 - 14:32

;D veramente è chi lo trova rivoluzionario che dovrebbe spiegarmi perchè, quali sono gli elementi che lo rendono tale?


Non vale, te l'ho fatta prima io la domanda.

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Tannen, io ti maledico.

#93 verdoux

verdoux

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Inviato 18 aprile 2007 - 14:35

Ma mica me la sono presa ci mancherebbe...il "te la sei cercata" era ironico...nel senso che più tardi visto che proprio ci tieni ti rifilo la mia spiegazione..



OK: me la cerco anche io ... oggi hai la fila  :)
  • 0

#94 mr.Weiss

mr.Weiss

    aspirante indie

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Inviato 18 aprile 2007 - 16:29

Ma mica me la sono presa ci mancherebbe...il "te la sei cercata" era ironico...nel senso che più tardi visto che proprio ci tieni ti rifilo la mia spiegazione..


ah! grazie 
attendo ansioso


;D veramente è chi lo trova rivoluzionario che dovrebbe spiegarmi perchè, quali sono gli elementi che lo rendono tale?


Non vale, te l'ho fatta prima io la domanda.

seeeee
  • 0

#95 Jules

Jules

    Pietra MIliare

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Inviato 18 aprile 2007 - 17:28

La diffidenza verso Pulp Fiction (e Kill Bill) ha una motivazione diffusa, a parer mio...vale a dire il fatto che senza dubbio non sono pellicole che si rivolgono apertamente allo spettatore...vedete, noi siamo generalmente abituati a film che si indirizzano direttamente a noi spettatori, abbiamo davanti una storia, una squarcio di realtà...l'universo tarantiniano è cinematografico e fittizio al 100%, ed è solo tarantiniano...non ha lo scopo di "trasmettere" un qualche sentimento immediato a chi guarda, è chi guarda che deve avere l'umiltà di entrare da forestiero in un mondo parallelo completamente inverosimile...

Pulp Fiction, oltre che essere in soldoni una lezione di scrittura per il cinema, è, fondamentalmente la sublimazione di ciò...una realtà che non esiste, che non PUO' essere vera, che esiste solo nella testa di chi l'ha concepita, utilizzando personaggi, professioni, ambientazioni veritiere ma in contesti di tutt'altra natura...Pulp Fiction è il massimo esempio di una creazione cinematografica che si estende a tutta una concezione della settima arte, non solamente limitandosi alle 2 ore di un singolo film...la storia della sposa di Kill Bill che nasce da una frase di Uma nel capolavoro del 1994, la storia dei Vega Brothers destinata ad essere messa in scena con Michael Madsen e John Travolta più vecchi di quando hanno interpretato la morte dei loro personaggi, John Travolta che va via dal fast-food in mutande dopo essere morto su una tazza di gabinetto, la storia distrutta in mille frammenti temporali, le dissolvenze in nero accompagnate da didascalie superflue che spiegano la scena come fosse un documentario...insomma, nulla di tutto ciò ha attinenza con la nostra realtà, ma nell'arte cinematografica di Tarantino diventa quasi una dimensione vivente...

In più Pulp Fiction è uno straordinario compendio di tutto cià che è pop(olare), è una riflessione metalinguistica, non solo meramente metacinematografica come Kill Bill, ma anche su un piano letterario e sociale...oltre al fatto di costituire quasi un'equazione matematica nei suoi tre episodi...in ciascuno dei tre c'è la prima metà costruita in modo "serio" su un canovaccio tipico, la sophisticated comedy, il gangster movie, il thriller...poi c'è l'EVENTO, il gesto gratuito inteso come causa scatenante di situazioni grottesche sulla scena, evento che può essere una confusione fra cocaina ed eroina, una dimenticanza nel preparare la valigia, uno sparo partito accidentalmente...

In tutti e tre gli episodi l'evento suddetto serve a "distruggere" e negare quanto costruito nella prima metà della storia...spiazzando sublimemente lo spettatore...ed è proprio questa sensazione di spiazzamento, diverso ed irripetibile rispetto a qualsiasi altro film, che rende l'idea della straordinarietà di Pulp Fiction..
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#96 satyajit

satyajit

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Inviato 18 aprile 2007 - 17:56

La diffidenza verso Pulp Fiction (e Kill Bill) ha una motivazione diffusa, a parer mio...vale a dire il fatto che senza dubbio non sono pellicole che si rivolgono apertamente allo spettatore...vedete, noi siamo generalmente abituati a film che si indirizzano direttamente a noi spettatori, abbiamo davanti una storia, una squarcio di realtà...l'universo tarantiniano è cinematografico e fittizio al 100%, ed è solo tarantiniano...non ha lo scopo di "trasmettere" un qualche sentimento immediato a chi guarda, è chi guarda che deve avere l'umiltà di entrare da forestiero in un mondo parallelo completamente inverosimile...


Guarda, non per fare polemica , ma ti assicuro che ho sentito commenti entusiasti su Kill Bill da gente che normalmente non va oltre i film di Lino Banfi (non sto esagerando), o al massimo Il signore degli anelli, e che ha un'approccio tutt'altro che umile nei confronti del cinema d'autore, poichè non ha alcun approcio verso questo cinema.
E contesto il fatto che non sia un film fatto per lo spettatore: il film Kill Bill è solo l'ultimo ingrediente del prodotto Kill Bill, che comprende spot a profusione e gadgettistica varia. La divisione in due volumi del film stesso fa parte della medesima operazione.
Pulp Fiction aveva ben altra freschezza e tutt'altra "umiltà", all'epoca.
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#97 Pierrotelaluna

Pierrotelaluna

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Inviato 18 aprile 2007 - 18:12

Non credo che la divisione di Kill Bill in due volumi sia una trovata commerciale.
Con due volumi il film è completo, se lo si fosse fatto in un solo volume, chissà quante scene si sarebbero dovute tagliare.
Oddio, non voglio pensarci.
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#98 mr.Weiss

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Inviato 18 aprile 2007 - 18:30

La diffidenza verso Pulp Fiction (e Kill Bill) ha una motivazione diffusa, a parer mio...vale a dire il fatto che senza dubbio non sono pellicole che si rivolgono apertamente allo spettatore...vedete, noi siamo generalmente abituati a film che si indirizzano direttamente a noi spettatori, abbiamo davanti una storia, una squarcio di realtà...l'universo tarantiniano è cinematografico e fittizio al 100%, ed è solo tarantiniano...non ha lo scopo di "trasmettere" un qualche sentimento immediato a chi guarda, è chi guarda che deve avere l'umiltà di entrare da forestiero in un mondo parallelo completamente inverosimile...

Pulp Fiction, oltre che essere in soldoni una lezione di scrittura per il cinema, è, fondamentalmente la sublimazione di ciò...una realtà che non esiste, che non PUO' essere vera, che esiste solo nella testa di chi l'ha concepita, utilizzando personaggi, professioni, ambientazioni veritiere ma in contesti di tutt'altra natura...Pulp Fiction è il massimo esempio di una creazione cinematografica che si estende a tutta una concezione della settima arte, non solamente limitandosi alle 2 ore di un singolo film...la storia della sposa di Kill Bill che nasce da una frase di Uma nel capolavoro del 1994, la storia dei Vega Brothers destinata ad essere messa in scena con Michael Madsen e John Travolta più vecchi di quando hanno interpretato la morte dei loro personaggi, John Travolta che va via dal fast-food in mutande dopo essere morto su una tazza di gabinetto, la storia distrutta in mille frammenti temporali, le dissolvenze in nero accompagnate da didascalie superflue che spiegano la scena come fosse un documentario...insomma, nulla di tutto ciò ha attinenza con la nostra realtà, ma nell'arte cinematografica di Tarantino diventa quasi una dimensione vivente...

In più Pulp Fiction è uno straordinario compendio di tutto cià che è pop(olare), è una riflessione metalinguistica, non solo meramente metacinematografica come Kill Bill, ma anche su un piano letterario e sociale...oltre al fatto di costituire quasi un'equazione matematica nei suoi tre episodi...in ciascuno dei tre c'è la prima metà costruita in modo "serio" su un canovaccio tipico, la sophisticated comedy, il gangster movie, il thriller...poi c'è l'EVENTO, il gesto gratuito inteso come causa scatenante di situazioni grottesche sulla scena, evento che può essere una confusione fra cocaina ed eroina, una dimenticanza nel preparare la valigia, uno sparo partito accidentalmente...

In tutti e tre gli episodi l'evento suddetto serve a "distruggere" e negare quanto costruito nella prima metà della storia...spiazzando sublimemente lo spettatore...ed è proprio questa sensazione di spiazzamento, diverso ed irripetibile rispetto a qualsiasi altro film, che rende l'idea della straordinarietà di Pulp Fiction..


Ho letto con interesse, ma continuo a pensarla come prima. Nonostante sia d'accordo con molte cose che tu dici, dell'universo fittizio al 100%, della innegabile bravura tecnica di tarantino, del montaggio antinarrativo delle storie...continuo a non trovare il "quid", quella cosa che fa scattare la passione in un film. e non lo trovo in nessun film tra quelli di tarantino che ho visto. In pratica si tratta di gusti, del tipo di stile. Ad esmpio il suo umorismo non mi fa ridere, ne il modo in cui recitano gli attori nei suoi film mi intirga(tranne che in jackie brown, che infattio è quello che preferisco pur essendo il meno particolare, o virtuosisitco-merito anche di una sceneggiatura meno caricaturale).
è poi c'è l'eccesso "tarantiniano" che non mi piace. Come dire, se avessi la bacchetta magica e potessi fare pulp fiction, lo cambierei totalmente, mentre ad esempio un altro film altrettanto eccessivo (ma in modo totalmente diverso) come Pistol Opera di Suzuki non lo toccherei.
Siccome ho citato il film di Suzuki, mettiamo in mezzo anche Kill Bill (sperando di rendere l'idea del perchè non mi piace tarantino), il quale mi sembra una versione alla mcdonald proprio di Pistol Opera.
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#99 satyajit

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Inviato 18 aprile 2007 - 18:54

Non credo che la divisione di Kill Bill in due volumi sia una trovata commerciale.
Con due volumi il film è completo, se lo si fosse fatto in un solo volume, chissà quante scene si sarebbero dovute tagliare.
Oddio, non voglio pensarci.


Guarda, Tarantino ha un potere contrattuale mastodontico. Avrebbe potuto tranquillamente imporre la scelta di distriubuire il film in un unico episodio, con la durata integrale.
Questo però, ovviamente, avrebbe significato meno della metà degli incassi (quanta gente avrebbe rinucuato di fronte alla prospettiva di quasi quattro ore di film?).
Pare poi che la sequenza d'animazione sia stata aggiutna per gonfiare un po' la durata di uno dei due episodi.
Infine si parla di sequel, prequel, anime e chi più ne ha più ne metta.

Basta fare il confronto con Jackie Brown: quello è un film che è uscito in sordina, Kill Bill invece ha avuto un lancio in pompa magna.
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#100 Guest_Cannibal Ox_*

Guest_Cannibal Ox_*
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Inviato 18 aprile 2007 - 19:14

La diffidenza verso Pulp Fiction (e Kill Bill) ha una motivazione diffusa, a parer mio...vale a dire il fatto che senza dubbio non sono pellicole che si rivolgono apertamente allo spettatore...vedete, noi siamo generalmente abituati a film che si indirizzano direttamente a noi spettatori, abbiamo davanti una storia, una squarcio di realtà...l'universo tarantiniano è cinematografico e fittizio al 100%, ed è solo tarantiniano...non ha lo scopo di "trasmettere" un qualche sentimento immediato a chi guarda, è chi guarda che deve avere l'umiltà di entrare da forestiero in un mondo parallelo completamente inverosimile...

Pulp Fiction, oltre che essere in soldoni una lezione di scrittura per il cinema, è, fondamentalmente la sublimazione di ciò...una realtà che non esiste, che non PUO' essere vera, che esiste solo nella testa di chi l'ha concepita, utilizzando personaggi, professioni, ambientazioni veritiere ma in contesti di tutt'altra natura...Pulp Fiction è il massimo esempio di una creazione cinematografica che si estende a tutta una concezione della settima arte, non solamente limitandosi alle 2 ore di un singolo film...la storia della sposa di Kill Bill che nasce da una frase di Uma nel capolavoro del 1994, la storia dei Vega Brothers destinata ad essere messa in scena con Michael Madsen e John Travolta più vecchi di quando hanno interpretato la morte dei loro personaggi, John Travolta che va via dal fast-food in mutande dopo essere morto su una tazza di gabinetto, la storia distrutta in mille frammenti temporali, le dissolvenze in nero accompagnate da didascalie superflue che spiegano la scena come fosse un documentario...insomma, nulla di tutto ciò ha attinenza con la nostra realtà, ma nell'arte cinematografica di Tarantino diventa quasi una dimensione vivente...

In più Pulp Fiction è uno straordinario compendio di tutto cià che è pop(olare), è una riflessione metalinguistica, non solo meramente metacinematografica come Kill Bill, ma anche su un piano letterario e sociale...oltre al fatto di costituire quasi un'equazione matematica nei suoi tre episodi...in ciascuno dei tre c'è la prima metà costruita in modo "serio" su un canovaccio tipico, la sophisticated comedy, il gangster movie, il thriller...poi c'è l'EVENTO, il gesto gratuito inteso come causa scatenante di situazioni grottesche sulla scena, evento che può essere una confusione fra cocaina ed eroina, una dimenticanza nel preparare la valigia, uno sparo partito accidentalmente...

In tutti e tre gli episodi l'evento suddetto serve a "distruggere" e negare quanto costruito nella prima metà della storia...spiazzando sublimemente lo spettatore...ed è proprio questa sensazione di spiazzamento, diverso ed irripetibile rispetto a qualsiasi altro film, che rende l'idea della straordinarietà di Pulp Fiction..


Bell'intervento, Jules.
la forza di Pulp fiction è proprio il suo essere, dal punto di vista della sceneggiatura, quanto di più classico ci sia.
Appunto la divisione della storia e il suo andamento sono semplicemente perfetti, mascherati dai dialoghi assurdi e pulp,
ma quasi un manuale di scrittura per il cinema nella loro struttura.
Fa tanto lo sfigato-regista-contemporaneo, ma in realtà viene direttamente dalla scuola più ortodossa di scrittura


Il punto "debole", più di kill bill in realtà, è proprio l'esasperazione del metacinema, dalla citazione kligoniana
all'inserto manga, tu dici che non si rivolge direttamente allo spettatore, io penso che sia l'esatto contrario,
il film ti  ammicca, diventa un "film ipertestuale", dai continui rimandi, che fa tanto figo trovare,
ma che alla fine soffocano la storia, lasciandoti ben poco, con la vaga sensazione di aver visto solo un giochetto.




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