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Samsung, l'Italia e i giovani d'oggi


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31 replies to this topic

#21 Piper

Piper

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Inviato 20 settembre 2006 - 19:49

E' il "volto" di questo nuovo capitalismo che non mi va giù. Un'immagine profondamente diversa da quella che, nei decenni passati, ha fatto la fortuna del "made in Italy", ovvero quel capitalismo di vecchio stampo che creava ricchezza per sé e valore aggiunto per il Paese. Ma che vogliamo dire dei megaprofitti (ma davvero mega!) che, in questi anni, sono finiti nella cosiddetta "finanziarizzazione", invece di alimentare lo sviluppo e la ricerca? E non mi sembra una sfumatura da poco: stiamo parlando di fior fior di milioni di euro). Oggi il panorama industriale è in mano ai "raiders", gente senza scrupoli (preparata o meno, certo)  molto più vicina agli azionisti e alla Borsa che all'impresa. Ed è un problema assolutamente rilevante, perchè incide sulla natura stessa del "fare impresa". Non contesto certamente il fatto che in molte realtà si cerchi, nonostante tutto, di sviluppare un capitalismo "sano", ma il fatto è che questi avvoltoi stanno condizionando l'intero sistema economico. E' un maledetto gioco al ribasso cominciato con la "favoletta" del contenimento del costo del lavoro (solo una della tante variabili, certamente non l'unica). E la 'flessibilità' connessa a tale situazione è stata concepita, da noi, rispetto ad altre realtà europee, solamente come strumento per demolire questo costo, dimenticando le conseguenze sociali devastanti che avrebbe comportato (e i cui effetti stiamo tuttora pagando a carissimo prezzo anche e soprattutto a livello di competitività). Il discorso è davvero enorme. Bisognerebbe parlare anche della natura stessa dell'industria italiana, del fatto che una vera cultura industriale (come quella anglosassone, ad esempio) per vari motivi storici non è mai potuta fiorire dalle nostre parti. Abbiamo avuto un momento di grande splendore coi cosiddetti "distretti", ma ora ci accorgiamo che stanno soffrendo pure loro senza un'adeguata, competente programmazione a livello strutturale. Insomma, il discorso è amplissimo. Ne riparlerò.


secondo te il fenomeno dei raiders,sul quale concordo, non è condizionato anche dal sistema fiscale e legislativo?. il fatto che un imprenditore venga tartassato di tasse e vincoli legislativi secondo te non riduce l'attrattiva di progetti strutturali a lungo periodo? incentivando appunto i raiders col mordi e fuggi, molto piu conveniente in un sistema di vincoli
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<< Poi ce la prestiamo... Insomma la patonza deve girare>>

Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
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#22 scirocco

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Inviato 20 settembre 2006 - 23:38

secondo te il fenomeno dei raiders,sul quale concordo, non è condizionato anche dal sistema fiscale e legislativo?

Si, certo, ma fino a un certo punto. Qua, mi pare che si sia travalicata la 'buona fede' già da parecchio tempo. E' una (pessima) "filosofia" imprenditoriale che è diventata 'sistema', un approccio rapinatorio assolutamente legalizzato, propagatosi in maniera straordinariamente capillare. Aiutati da una legislazione assolutamente favorevole (legge Biagi e successivi aggiustamenti Maroni), ormai questi nuovi "imprenditori" partono già col piede sbagliato. Comprano e vendono rami d'azienda come fossero noccioline. Abbattono il costo del lavoro col sistematico sottoimpiego del capitale umano, fregandosene altamente della produttività  e dello sviluppo delle potenzialità di innovazione. Muovono miliardi di euro senza produrre alcunchè solamente col preciso scopo di aumentare l'appeal finanziario e l'appetibilità dei titoli. Punto e basta. Questo è solo sciacallaggio, altro che imprenditoria. E quando si punta il dito contro di loro, ahi,  ecco che salta fuori subito la tassazione esosa, il sistema fiscale, la sicurezza, la pace sociale, i sindacati...
Allora dico: è giustissimo che abbiano la possibilità di operare in un clima legislativo e fiscale onesto, ma allo stesso tempo che tornino sul serio a fare 'imprenditoria' e che la smettano di giocare a "Monopoli" sulla pelle di tanti lavoratori e delle loro famiglie.
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#23 Guest_Lukas_*

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Inviato 20 settembre 2006 - 23:46

Io nel design ci bazzico, visto che frequento una facoltà che nell'intestazione ne porta il nome, non so se sono in argomento ma nella mia regione trovare studi grafici che non "assumino" in nero è un miracolo, bisogna spostarsi sempre nei capoluoghi. Quindi il mio futuro devo costrurmelo altrove che qui nn c'è acqua sotto i ponti. Cmq queste cose sensazionali non accadono raramente, nella mia facoltà la Loreal ha preso a lavorare 2 ragazze dopo che aveva organizzato una sorta di concorso e anche Ferragamo s'è portato via una ragazza nel suo stuff. Vorrei sapè quando e se accadrà il miracolo anche a me, vabbè, alimentiamo le utopie va. E cmq le aziende italiane fanno cagare (piccolo sfogo privato).

#24 Piper

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Inviato 20 settembre 2006 - 23:51

secondo te il fenomeno dei raiders,sul quale concordo, non è condizionato anche dal sistema fiscale e legislativo?

Si, certo, ma fino a un certo punto. Qua, mi pare che si sia travalicata la 'buona fede' già da parecchio tempo. E' una (pessima) "filosofia" imprenditoriale che è diventata 'sistema

Allora dico: è giustissimo che abbiano la possibilità di operare in un clima legislativo e fiscale onesto, ma allo stesso tempo che tornino sul serio a fare 'imprenditoria' e che la smettano di giocare a "Monopoli" sulla pelle di tanti lavoratori e delle loro famiglie.

comprendo il tuo scetticismo, sia per quanto riguarda le cause che sugli effetti sociali di questa imprenditoria. eppure qualcosa nel tuo discorso mi suona male.

si parte dal presupposto che fare l'imprenditore non è una scelta generosa morale o sociale, ma una spinta al guadagno. nei primi tempi della nostra industrializzazione gli imprenditori erano soliti partire dall'azienda familiare di piccole dimensioni, e tendevano naturalmente all'espansione.

io sinceramente nno credo che l'economia di oggi permetta una facile espansione della propria attività. rispetto agli inizi dell'industrializzione si sono moltiplicati i vincoli, le strette fiscali, la legislazione competente, la burocrazia per i vari step di azienda.

teniamo presente che un imprenditore che non voglia comportarsi come riders, ma costruirsi da zero, o quasi, la sua attività, incontra una quantità di ostacoli all'ingresso da mettere paura (fiscali burocratici legislativi etc). gli investimenti iniziali per un ottimale start-up sono diventati molto piu sostanziosi, rendendo drammaticamente difficile per molti la scelta imprenditoriale. la difficoltà una volta iniziato non si riduce ma anzi spesso aumenta esponenzialmente col tempo.

io credo che queste difficoltà abbiano tenuto lontano dal mondo imprenditoriale tanti soggetti. molti di questi hanno scelto la strada dei raiders perchè spesso diventa l'unica possibilità per entrare in questo mondo, o il raiders o niente. in questa situazione non mi stupisco che quello del raiders sia diventato un atteggiamento sistemico.

a questo punto, se la mia teoria è giusta, bisogna chiedersi: è meglio avere dei riders con le possibili consguenze, o è meglio rinunciare totalmente ad una grossa fetta di soggetti attivi sul mercato ( i riders)?
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Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
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#25 Guest_PadovaScoppia_*

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Inviato 21 settembre 2006 - 00:07

No guarda, c'è un problema, lo speculatore senza il capitale lo fai col cazzo.



#26 Piper

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Inviato 21 settembre 2006 - 00:10

No guarda, c'è un problema, lo speculatore senza il capitale lo fai col cazzo.



bhè guarda che se non te ne fossi accorto, proprio perchè è un mondo basato sulla finanza, le finanziarie e fonti di capitale si sono moltiplicate. per certi versi è molto più semplice recuperare un minimo di capitale per acquistare delle azioni al ribasso di una società che cominciare da zero.

e le varie privatizzazioni fatte a debito, finanziati dalle banche lo dimostrano. per i vari ricucci tronchetti e company è molto piu semplice recuperare dei finanziamenti per comprare pezzi di aziende che mettere in piedi quelle aziende da zero
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Aurelio De Laurentiis ha lasciato la sede dove si stanno svolgendo i sorteggi dei calendari fermando uno sconosciuto che passava su un motorino dicendogli: "Portami via da questo posto". Ed è andato via come passeggero del motorino di uno sconosciuto

 
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#27 scirocco

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Inviato 21 settembre 2006 - 00:14

io credo che queste difficoltà abbiano tenuto lontano dal mondo imprenditoriale tanti soggetti. molti di questi hanno scelto la strada dei raiders perchè spesso diventa l'unica possibilità per entrare in questo mondo, o il raiders o niente. in questa situazione non mi stupisco che quello del raiders sia diventato un atteggiamento sistemico

Non c'è alcun dubbio che i vincoli siano molto più stretti, oggi, anche perchè i rapporti stessi tra politica ed economia sono decisamente più intimi e complessi. Anche il panorama internazionale non è sicuramente favorevole: una generale corsa al ribasso che finisce col penalizzare quasi tutti (non a caso si parla spesso di "capitalismo impazzito"). Però, finchè non si capirà che non è più eticamente, socialmente ed economicamente sostenibile un trend del genere le cose non cambieranno mai. Il problema è che molti (veri) imprenditori sono stati rimpiazzati da affaristi, faccendieri, "trapezisti" e "giocolieri" di ogni risma. Tutti si sono buttati nella mischia perchè hanno fiutato le enormi possibilità che questo (terribile) momento storico poteva fruttare. L'etica è andata a farsi fottere e nel momento in cui pure la politica ha indossato l'abito di scena il tutto ha tragicamente assunto lo status di 'ufficialità'. Dovremmo, allora, tornare tutti indietro ripensando un modello di sviluppo in grado di rendere il capitalismo più vivibile (dato che, purtroppo, la sua eliminazione risulta improbabile) e i rapporti socioeconomici più maturi. Lo so, è molto difficile.
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#28 Guest_PadovaScoppia_*

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Inviato 21 settembre 2006 - 00:23


No guarda, c'è un problema, lo speculatore senza il capitale lo fai col cazzo.



bhè guarda che se non te ne fossi accorto, proprio perchè è un mondo basato sulla finanza, le finanziarie e fonti di capitale si sono moltiplicate. per certi versi è molto più semplice recuperare un minimo di capitale per acquistare delle azioni al ribasso di una società che cominciare da zero.

e le varie privatizzazioni fatte a debito, finanziati dalle banche lo dimostrano. per i vari ricucci tronchetti e company è molto piu semplice recuperare dei finanziamenti per comprare pezzi di aziende che mettere in piedi quelle aziende da zeroi


Si, appunto, per avere i fidi dalle banche cosa ci vuole?
Piper se uno fa il palazzinaro non ha grossi problemi ad accedere ai prestiti, lo sai meglio di me.
(ora fa il detenuto tra l'altro)

Codesto modello aumenta semplicemente i soldi di chi già ce li ha, ora più che mai, comunque la rigiri o la addolcisci (ed infatti quasi mai si comincia così).

E aggiungo che i peggiori della categoria sono gli edilizi che comprano con le cordatine varie e poi rivendono con ricarichi spaventosi (e ogni tanto la scusa della ristrutturazione) ai poveracci che vogliono comprarsi una casa per andarsene dalla baracca familiare.

#29 Mr Repetto

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Inviato 21 settembre 2006 - 12:35

......


Gli impacci burocratici e legislativi non spiegano tutto.
Ad esempio non spiegano perchè, nonostante un sistema politico non certo molto migliore di quello attuale, negli scorsi decenni il nord-est italiano ha avuto uno sviluppo economico tale da costituire una caso straordinario nell'economia mondiale.

Fare pressioni sulla politica è non solo legittimo, ma anche doveroso. Gli imprenditori italiani, però, forse farebbero bene a non rifugiarsi nella facile diagnosi "tutta colpa della politica" per non affrontare altre questioni fondamentali.
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#30 Guest_Mattia_*

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Inviato 21 settembre 2006 - 14:29

Fare pressioni sulla politica è non solo legittimo, ma anche doveroso. Gli imprenditori italiani, però, forse farebbero bene a non rifugiarsi nella facile diagnosi "tutta colpa della politica" per non affrontare altre questioni fondamentali.


Il punto è che di questioni fondamentali ne hanno piene le scrivanie ogni giorno, nonostante i continui intralci legislativi che sembrerebbero essere predisposti per limitare la libera iniziativa, anzichè incentivarla. Purtroppo, alcuni problemi sono di primaria importanza e non si può fingere che non esistano; ti assicuro, inoltre, che quello di piangersi addosso senza muovere un dito è un atteggiamento alieno a qualsiasi imprenditore che sia degno di tale definizione.

#31 Notker

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Inviato 21 settembre 2006 - 16:01

Il punto è che di questioni fondamentali ne hanno piene le scrivanie ogni giorno, nonostante i continui intralci legislativi che sembrerebbero essere predisposti per limitare la libera iniziativa, anzichè incentivarla. Purtroppo, alcuni problemi sono di primaria importanza e non si può fingere che non esistano; ti assicuro, inoltre, che quello di piangersi addosso senza muovere un dito è un atteggiamento alieno a qualsiasi imprenditore che sia degno di tale definizione.


1) nonstante sia convinto che l'Italia sia un Paese "farraginoso" per definizione, non credo che lo Stato sia impegnato nel limitare l'iniziativa privata; non lo era nemmeno ai tempi dell'ENI di Mattei, figurati oggi.
c'è moltissimo da fare ancora, certo, ma non vedo uno Stato ostruzionista verso l'imprenditoria. nache perchè sarebbe il massimo della "sindrome Tafazzi" ;)

2) giustissimo! un imprenditore non è colui che "si piange addosso" e attende la manna dal cielo... proprio per questo penso che Italia ci siano pochi imprenditori. ;)
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« La schiena si piega solo quando l'anima è già piegata »
(Arturo Toscanini)

molti si chiedono se il pop/rock possa essere una forma d'arte musicale o meno; ebbene, lo è sicuramente... ma solo quando risponde al requisito esposto da Don Van Vliet:
« Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla »

#32 Guest_Mattia_*

Guest_Mattia_*
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Inviato 21 settembre 2006 - 16:25

1) nonstante sia convinto che l'Italia sia un Paese "farraginoso" per definizione, non credo che lo Stato sia impegnato nel limitare l'iniziativa privata; non lo era nemmeno ai tempi dell'ENI di Mattei, figurati oggi.
c'è moltissimo da fare ancora, certo, ma non vedo uno Stato ostruzionista verso l'imprenditoria. nache perchè sarebbe il massimo della "sindrome Tafazzi" ;)


A parole è come dici tu, ci mancherebbe altro. Di fatto, però, gli obiettivi dell'imprenditore italiano sono continuamente intralciati da quanto ho già espresso in precedenza.




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